di Gian Carlo Caselli
La Stampa, 27 agosto 2024
Falcone diceva che i “pentiti” ci sono soltanto quando lo Stato dimostra di voler fare sul serio la lotta alla mafia. È evidente, infatti, che non si affida la propria vita, collaborando, a chi non merita fiducia. E quando si tratta di pentiti di mafia va sempre tenuto presente il fatto incontestabile che parlare significa, senza retorica, condannarsi a morte. Lo prova la storia stessa della mafia, segnata da una miriade di omicidi, diretti o trasversali, tutti con l’obiettivo di recuperare l’omertà, di bloccare le collaborazioni. Senza mai sconti di ferocia.
di Tiziana Maiolo
Il Dubbio, 27 agosto 2024
Ottaviano Del Turco è stato mio presidente alla Commissione Bicamerale Antimafia, ma soprattutto è stato un amico, un compagno, con cui parlare e parlare, in quegli anni, i primi novanta, in cui dirsi socialista, come lui orgogliosamente era, pareva una bestemmia. Ladri, corrotti, imbroglioni, così dicevano, e si sprecavano le fiaccolate in favore di Di Pietro, che doveva far sognare, e Craxi a testa in giù o con gli stivaloni. Ottaviano era diventato segretario del Psi, e intanto Bettino era latitante, o esiliato politico, se si preferisce. Il suo cursus honorum era lungo e prestigioso, parlamentare e membro di un governo e presidente dell’antimafia.
di Aldo Torchiaro
Il Riformista, 27 agosto 2024
“Chi non ha memoria, non ha futuro”. Lo slogan, passivamente ribadito a sinistra in ogni occasione utile, va ricordato oggi, con Ottaviano Del Turco che si spegne senza che la segreteria del “suo” Pd sembri essersene accorta. I funerali, a Collelongo, sono stati sobri. E dire che il leader sindacale della Cgil, per un tratto segretario del PSI, poi governatore dell’Abruzzo, vittima di mala giustizia e dello scarso garantismo dei suoi, non era stato un semplice iscritto come un altro: avendo preconizzato sin dagli anni Ottanta, nel sindacato, l’unità riformista, figurava nel 2007 tra i fondatori del Pd. Il suo nome era tra quelli delle cinquanta personalità che sottoscrissero lo storico impegno a unire storie e traiettorie diverse in un grande soggetto unitario.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 27 agosto 2024
La Cassazione, sentenza n. 33122 depositata ieri, chiarisce un passaggio della riforma Cartabia fornendo una interpretazione che non carica di nuovi oneri l’imputato. Nel caso di condanna in assenza, lo “specifico mandato ad impugnare” richiesto dalla riforma Cartabia per legittimare il difensore non richiede particolari “formule sacramentali”. Lo ha chiarito la Corte di cassazione, con la sentenza n. 33122 depositata oggi, accogliendo il ricorso di un uomo condannato per false fatturazioni contro l’ordinanza della Corte di appello di Bologna che ne aveva dichiarato inammissibile l’impugnazione “stante l’assenza di specifico mandato ad impugnare rilasciato dall’imputato nei confronti del quale si era proceduto in assenza”.
quotidianomolise.com, 27 agosto 2024
In Molise la visita di “Nessuno tocchi Caino”. La presidente Rita Bernardini: situazione grave. La situazione delle carceri in Italia continua a essere un argomento di grande rilevanza e preoccupazione. Le visite e le indagini condotte da associazioni come Nessuno Tocchi Caino evidenziano le numerose sfide che il sistema penitenziario italiano deve affrontare. Tra queste, il sovraffollamento rimane una delle più gravi, con istituti che superano di gran lunga la loro capacità regolamentare. Questo problema non solo compromette la dignità e i diritti dei detenuti, ma pone anche significativi ostacoli alla loro riabilitazione e reinserimento nella società. Le condizioni di vita all’interno delle strutture sono spesso indecorose, con carenze strutturali e mancanza di risorse umane, come evidenziato dalla carenza di personale della Polizia Penitenziaria.
venetonews.it, 27 agosto 2024
Non hanno alcuna colpa. Eppure molto spesso su di loro ricadono le responsabilità dei genitori. I minori figli di detenuti, e in generale i nuclei familiari che di riflesso vivono l’esperienza di detenzione di un parente stretto, si trovano a fare i conti con gli effetti negativi di una relazione parentale che diventa difficile e di un contesto sociale che tende a escludere. Un tema estremamente attuale e da affrontare con urgenza considerato che la popolazione carceraria, in Italia, è di 56.196, di cui 2365 donne e 53831 uomini, e tra loro sono stimati circa 25mila genitori. In Veneto, i detenuti sono 2.487, di cui 123 donne, e si possono stimare oltre mille genitori.
di Paolo Varetto
La Stampa, 27 agosto 2024
La proposta approvata dal Consiglio comunale. Nordio: “Al lavoro per ridurre sovraffollamento e rischio di suicidi”. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha risposto alla seconda lettera, datata 26 luglio, nella quale il sindaco Stefano Lo Russo denunciava le condizioni del carcere Lo Russo e Cutugno, ex “Vallette”, devastato dai detenuti in rivolta. “Posso assicurare - è la premessa - che il mio dicastero sta profondendo il massimo sforzo per alleviare, almeno in parte, le condizioni di grave disagio, se non di dolore, che affliggono anche la Casa circondariale di Torino”. Quindi le progettualità da mettere in campo: “L’azione del governo si è ulteriormente intensificata nell’adozione di interventi volti a mitigare i problemi del sovraffollamento e del rischio suicidiario e nel rispetto della dignità della persona, con l’auspicio di vedere presto un miglioramento generale delle condizioni dei detenuti, degli operatori e degli agenti di polizia penitenziaria”.
ilcittadinomb.it, 27 agosto 2024
Il coordinatore monzese di +Europa Giulio Guastini sabato 24 agosto ha visitato con una delegazione la casa circondariale di via Sanquirico. La nomina del garante dei detenuti non è più rinviabile: lo afferma il coordinatore monzese di +Europa Giulio Guastini che sabato 24 agosto ha partecipato con una delegazione del partito a una visita in via Sanquirico. L’incarico è vacante da parecchi anni e il Comune e la Provincia hanno avviato una collaborazione con l’obiettivo di arrivare alla designazione.
di Laura Valdesi
La Nazione, 27 agosto 2024
Alcuni avvocati degli agenti che scelsero il rito alternativo pronti ad opporsi. Fissate tre udienze: il 16 e il 30 settembre, eventuale sentenza il 10 ottobre. Un maxi processo d’appello quello che si delinea per la vicenda delle torture a Ranza, nell’ottobre 2018, subite da un detenuto tunisino di 31 anni durante un cambio di cella. E avvalorate, secondo l’accusa, da un video di 4 minuti e 32 secondi delle telecamere interne che avrebbe descritto la spedizione punitiva. Un caso salito alla ribalta nazionale perché gli agenti penitenziari erano stati condannati per un “autonomo reato di tortura in concorso”, più grave quando a commetterlo è un pubblico ufficiale.
di Giuliana Covella
Il Mattino, 27 agosto 2024
Secondigliano modello “virtuoso” di carcere in linea con le direttive dell’Unione europea: è quanto emerge dalla visita di ieri del senatore di Forza Italia Francesco Silvestro, accompagnato dal magistrato e consulente della commissione bicamerale per le Questioni regionali Catello Maresca, dalla direttrice della casa circondariale Giulia Russo e dal comandante del reparto di Polizia Penitenziaria Fortuna Paudice tra i vari padiglioni. I due rappresentanti istituzionali hanno visitato tra gli altri il reparto dell’alta sicurezza e quello femminile con le donne trasferite da Pozzuoli.
- Napoli. “Carceri, diritto alla salute calpestato”
- Ferrara. Politica chiamata ad agire per risolvere la crisi umanitaria delle carceri
- Taranto. Il Partito Radicale visita il carcere: “Condizioni disumane e sovraffollamento”
- Novara. Aiutateci, troppi ragazzi preferiscono la morte a questa vita impossibile
- Messina. Emergenza carceri, gli avvocati penalisti a Gazzi: “Daremo voce a chi non ne ha”











