di Giuliano Cazzola
linkiesta.it, 26 agosto 2024
Ma come è possibile avere rapporti positivi e normali per decenni con una persona di cui condividi il lavoro e le opinioni, e arrivare a rimuovere tutto questo bagaglio di ricordi e di sentimenti, solo perché un magistrato apre un’inchiesta nei suoi confronti? La mano pietosa della Provvidenza ha liberato Ottaviano Del Turco da una vita che da tempo era solo sofferenza per sé e per i suoi cari. Ora riposa in pace. Tocca a noi restituirgli quella giustizia che gli fu negata dal 14 luglio del 2008, attraverso una persecuzione giudiziaria insensata e colpevole che fino all’ultimo - benché ad ogni grado di giudizio cadessero le accuse più gravi e infamanti una dopo l’altra - si è rifiutata di riconoscere in toto il grave errore giudiziario che ha minato per sempre la vita di un servitore dello Stato, di un “giusto”.
di Adelaide Caravaglios
Italia Oggi, 26 agosto 2024
Strumenti alternativi. Accolto il ricorso proposto dall’imputato, condannato a un anno di reclusione per non essersi fermato a prestare aiuto nell’incidente stradale. L’imputato può chiedere la commutazione delle pene detentive brevi con una delle pene sostitutive come i lavori di pubblica utilità al più tardi nel corso della discussione. Il tutto nei processi pendenti in appello alla data di entrata in vigore della riforma Cartabia, cioè il primo novembre 2022, grazie alla norma transitoria contenuta nell’articolo 95 del decreto legislativo 10/10/2022, n, 150. E ciò per favorire la più ampia applicazione delle nuove pene sostitutive. Così la Corte di cassazione penale, sez. quarta, nella sentenza n. 30339 del 24/07/2024.
di Adelaide Caravaglios
Italia Oggi, 26 agosto 2024
Al detenuto in regime di carcere duro (art. 41 bis dell’ordinamento penitenziario) niente farina né lievito: lo hanno stabilito i giudici della I sezione penale della Cassazione nella sentenza 23731 del 13/6/2024, annullando senza rinvio l’ordinanza del Tribunale di sorveglianza che aveva accolto il reclamo dell’uomo disponendo che l’istituto penitenziario gli consentisse l’acquisto di farina e lievito. A parere del tribunale il divieto imposto dal Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, giustificato con “la potenziale pericolosità della farina che, dispersa nell’aria, a seguito di innesco, può dare vita ad una nube incendiaria o esplosiva”, era “irragionevole” sia perché veniva consentito l’acquisto di prodotti alimentari.
di Patrizia Maciocchi
Il Sole 24 Ore, 26 agosto 2024
Il mandato d’arresto europeo esecutivo può essere eseguito solo se la detenzione è breve e la detenzione aperta e non chiusa. Lo Stato che richiede la consegna del condannato, nell’ambito di un mandato di arresto europeo esecutivo, deve garantire celle con lo spazio minimo vitale di tre metri quadrati, al netto degli arredi. Una condizione il cui rispetto deve essere assicurato dall’autorità giudiziaria e non da quella penitenziaria. Il giudice interno può comunque valutare l’esistenza di fattori compensativi, con requisiti molto stringenti. Nella valutazione del trattamento che sarà riservato al detenuto pesano, infatti, congiuntamente: la breve durata della detenzione, le dignitose condizioni carcerarie, la sufficiente libertà di muoversi all’esterno della cella per svolgere adeguate attività.
di Giacomo Di Girolamo
tp24.it, 26 agosto 2024
Nella Sicilia della siccità ci sono luoghi dove l’acqua non arriva, ma gli ospiti non possono lamentarsi. Nell’isola delle temperature record e delle notti tropicali ci sono corpi madidi di insonnia e sudore, senza il piacere dell’aria condizionata, la pietà di un ventilatore, la sapienza di una finestra socchiusa, come facevano gli antichi, quel tanto che basta per fare passare un filo d’aria. Nella Sicilia degli allarmi per i turisti in fuga, anzi no, anzi, sono troppi e non sappiamo che farne, ci sono luoghi che registrano un overbooking osceno, un’offesa alla dignità delle persone. Sono le ventitré carceri siciliane, che hanno vissuto, come il resto delle carceri italiane, un’estate tormentata, nel disinteresse di gran parte dell’opinione pubblica e nell’incapacità della politica tutta di trovare una soluzione che permetta alla pena, giusta, di non essere anche un supplizio infame.
canicattiweb.com, 26 agosto 2024
“Chiediamo al Parlamento di concedere l’amnistia per i reati minori al fine di ridurre il sovraffollamento delle carceri”. Lo dice Valentina Chinnici che ha aderito alla staffetta delle giornate di digiuno promossa dal gruppo Bellezza Radicale e sostenuto dal Comitato transpartitico “Esistono i diritti” per sensibilizzare le istituzioni sul problema. “Gli istituti di pena - dichiara - sono al collasso. Una situazione che esaspera le condizioni di vita dei detenuti e quelle lavorative del personale penitenziario. L’amnistia pertanto non è soltanto un atto di clemenza, ma una soluzione indispensabile per allentare la pressione e tentare di ricreare quei presupposti necessari per garantire la funzione riabilitativa della pena”.
di Isabella Maselli
Gazzetta del Mezzogiorno, 26 agosto 2024
“Violati i diritti umani”, ricorso all’Europa dopo il trasferimento in Rems. Il 23enne detenuto in sei carceri “senza che venisse mai predisposto un programma terapeutico riabilitativo”. È stato in carcere quasi ininterrottamente per quattro anni, nonostante diverse perizie psichiatriche e sentenze avessero stabilito la incompatibilità con la detenzione per via delle gravi patologie di cui soffriva e soffre. L’annoso problema della carenza di posti nelle Rems, le residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza (cioè strutture psichiatriche dove vengono ricoverati gli autori di reato con malattie mentali), è la ragione per la quale un 23enne della provincia di Bari solo nell’aprile scorso ha lasciato la cella. E ora, tramite i suoi avvocati, si è rivolto alla Corte europea dei diritti dell’uomo.
di Andrea Vivaldi
La Repubblica, 26 agosto 2024
A Firenze sono in dodici a fronte di una pianta organica che ne prevede sessantadue e di una proposta ministeriale che nel 2018 ne pianificava trentadue. È l’ufficio delle liti con i vicini e dei risarcimenti degli incidenti stradali. Dalle controversie per i mancati pagamenti e i ricorsi per le multe. Il giudice di pace non strapperà forse il primo piano come la Dda, eppure risponde a tanti problemi della vita quotidiana. Un ramo della giustizia silenzioso ma fondamentale e che oggi fa i conti con due questioni urgenti: da un lato la carenza cronica di personale, in cui servirebbe almeno il doppio dei giudici e potenziare gli organici amministrativi. E dall’altro, come negli altri ambiti di giustizia, i fascicoli pendenti: a Firenze nell’ufficio giudice di pace civile sono quasi 12 mila i procedimenti che attendono di essere chiusi.
di Francesco Iuliano
quotidianodelsud.it, 26 agosto 2024
Sopralluogo dell’ex senatrice Vono e del Garante all’Istituto penitenziario “Caridi” di Catanzaro, tra note positive e criticità: nelle carceri lenta burocrazia e poco personale. Per “Estate in carcere”, il progetto nato da un’idea delle direzioni politiche di Forza Italia e del Partito Radicale, nei giorni scorsi la visita all’Istituto penitenziario di Catanzaro “Ugo Caridi”, da parte dell’ex senatrice Silvia Vono e del Garante regionale per i diritti delle persone detenute o private dalla libertà personale, Luca Muglia. Una mattinata di lavoro in cui sono stati organizzati incontri anche con gli agenti della Polizia penitenziaria e fatto il punto sulle iniziative avviate all’interno della struttura con l’obiettivo di valorizzare le attività culturali in favore del reinserimento sociale dei detenuti e ribadire il valore rieducativo della pena.
Il Resto del Carlino, 26 agosto 2024
Il Partito Democratico promuove una battaglia nazionale per migliorare le condizioni carcerarie, garantendo diritti, dignità e rieducazione per i detenuti, con l’obiettivo di favorire il reinserimento sociale e lavorativo. La Corte Costituzionale richiama il legislatore a prevedere pene rieducative. Il Partito Democratico promuove una battaglia nazionale per migliorare le condizioni carcerarie, garantendo diritti, dignità e rieducazione per i detenuti, con l’obiettivo di favorire il reinserimento sociale e lavorativo. La Corte Costituzionale richiama il legislatore a prevedere pene rieducative.
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