lavocediasti.it, 28 agosto 2024
Il vicepresidente, l’astigiano Alessandro Durando: “Occorre fare rete sul territorio, perché di fronte al problema carcerario serve una risposta corale”. In Italia sono due su tre i detenuti che, una volta in libertà, tornano a commettere reati. Una percentuale altissima, pari a circa il 70%, che contribuisce in modo decisivo all’annoso problema del sovraffollamento nelle carceri del nostro Paese. Eppure uno strumento per arginare questa difficoltà esiste: si tratta del lavoro. I dati Cnel più recenti (2023) mostrano infatti che, laddove i detenuti hanno l’opportunità di lavorare per scontare la pena e, al contempo, tracciare la via per reinserirsi nella società, il tasso di recidiva si abbassa drasticamente al 2%.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 28 agosto 2024
“L’ascolto smarrito” e “Salvate dai pesci”, entrambi editi da Castelvecchi. “Trovo dentro me come cipolla/ E infatti possiedo tanti strati/ Così tanti che per me è difficile scriverli./ Sono buono ma anche cattivo/ Giusto ma anche sbagliato/ Onesto ma anche bugiardo/ Coraggioso ma fifone/ Determinato ma anche no/ Amo il bene, ma adoro il male/ Sono tutto quello che voglio essere./ Forse un giorno capirò…”. È dall’”Ascolto” di se stessi e degli altri, di chi ha sbagliato e di chi ha subito l’errore, delle vittime e dei carnefici, dell’essere e del voler essere, che nascono testi come questi, scritto da uno dei ragazzi dell’Istituto penale per i minorenni (Ipm) “Malaspina” di Palermo. Perché a sentire sono bravi tutti ma ascoltare è altra cosa. È cura collettiva. Così, nel 2023, nell’ambito della prima edizione del Curae Festival di Pontremoli, “il primo festival italiano dedicato alla giustizia minorile che propone di intrecciare i temi del teatro, della mediazione e della giustizia riparativa”, sono stati realizzati laboratori di scrittura con i giovani detenuti di dieci Ipm italiani: Acireale, Airola, Bari, Bologna, Cagliari, Caltanissetta, Catanzaro, Milano, Palermo e Pontremoli.
di Chiara Daina
Corriere della Sera, 28 agosto 2024
Come prevenire la dipendenza dalle droghe nei figli? Come capire se ci sono segnali preoccupanti? Intervista alla psicoanalista Laura Pigozzi autrice del libro “L’età dello sballo”. Il dilagare tra gli adolescenti del consumo di sostanze stupefacenti (dalla cannabis alla cocaina e alle droghe sintetiche, come ecstasy e anfetamine), oltre che di psicofarmaci senza prescrizione medica, e di altri comportamenti problematici, legati a un rapporto alterato con il cibo, all’abuso di alcol, di videogiochi e gioco d’azzardo, costringe a una riflessione profonda sul perché le nuove generazioni, rispetto a quelle precedenti, siano più esposte al rischio di sviluppare condizioni di dipendenza da sostanze o situazioni (e anche persone) dannose per la propria salute fisica e mentale. Nel libro intitolato “L’età dello sballo” (edito da Rizzoli), in uscita il 27 agosto, Laura Pigozzi, psicoanalista specializzata nel trattamento di minori e famiglie, partendo dall’uso diffuso di stupefacenti tra i giovani (come testimoniano i dati contenuti nell’ultima Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia) e dai disturbi correlati ad essi, prova a comprendere i motivi che spingono i ragazzi ad aggrapparsi alla droga in cerca di un godimento immediato e assoluto, indicando ai genitori la strada per aiutare i figli a crescere in autonomia senza farsi del male.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 28 agosto 2024
Intervista all’avvocato e professore Salvatore Sica, ordinario di Diritto privato all’Università degli Studi di Salerno. Le regole, tanto nella vita reale quanto sulle piattaforme social, sono la base per evitare che si creino zone opache, con la possibilità che alcuni soggetti o gruppi di persone si muovano indisturbati e commettano illeciti. Parte da questa riflessione l’avvocato e professore Salvatore Sica, ordinario di Diritto privato all’Università degli Studi di Salerno, nel commentare l’arresto in Francia del fondatore di Telegram, Pavel Durov.
di Denise Amerini e Stefano Vecchio
Il Manifesto, 28 agosto 2024
Abbiamo aderito come Cgil e Forum Droghe con convinzione all’Appello “Fermare una tragica nostalgia di manicomio, e reagire” lanciato dalla società civile contro il Disegno di legge numero 1179/2024, presentato dal senatore di Fratelli d’Italia Zaffini e sottoscritto da altri 24 senatori della Repubblica. Come scritto nell’appello ritornerebbero le “misure di sicurezza” speciali, che riportano ai tempi di una psichiatria manicomiale controllata dal ministero dell’interno e dal potere giudiziario, mentre con lo sdoganamento delle “misure e trattamenti coattivi fisici, farmacologici e ambientali” si evoca in qualche modo il regolamento manicomiale del 1909. Il Trattamento sanitario obbligatorio (Tso) raddoppierebbe la durata a 15 giorni, “prolungabile”. Invece di potenziare i servizi territoriali previsti dalla legge 180, il ddl punta all’aumento del numero dei servizi psichiatrici di diagnosi e cura (Spdc) ospedalieri.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 28 agosto 2024
A rischio i Centri in Albania. “Paesi sicuri”. Secondo giro di convalide dei trattenimenti: il tribunale di Palermo ne rifiuta cinque su cinque. Dietro le sbarre resta solo un ragazzo tunisino. Tutti liberi. Il tribunale di Palermo non ha convalidato il trattenimento dei cinque richiedenti asilo tunisini che sabato scorso erano stati rinchiusi nel centro di Porto Empedocle. Quel giorno il questore di Agrigento aveva disposto la misura di privazione della libertà personale nell’ambito delle procedure accelerate di frontiera per la protezione internazionale. Lunedì il provvedimento era stato trasmesso alla corte del capoluogo siciliano dove ieri si sono svolte le udienze. Si tratta di un altro duro colpo all’obiettivo del governo di mettere dietro le sbarre i richiedenti che vengono da paese di origine ritenuti “sicuri”. Come vorrebbe fare anche nei centri in Albania.
di Vitalba Azzollini*
Il Domani, 28 agosto 2024
La proposta di Tajani sembra a prima vista migliorativa rispetto alle disposizioni vigenti. Tuttavia, i vantaggi paiono compensati da un elemento di gravosità ulteriore rispetto alla legge attuale. Lo ius scholae avrebbe meritato tutt’altro dibattito rispetto alle schermaglie di questi giorni. Il tema pare volto più a colmare settimane estive di vuoto politico che a giungere a una soluzione condivisa da perseguire in concreto. Lo stesso Antonio Tajani, ministro degli Esteri e leader di Forza Italia, che ha avanzato la proposta al Meeting di Rimini, ora afferma che lo ius scholae non è una priorità. Ma parlarne è necessario. Significa sentire l’esigenza, da un lato, di valorizzare l’integrazione di minori stranieri cresciuti in Italia e che studino nel territorio nazionale; dall’altro, di evitare fenomeni di marginalità ed esclusione sociale.
di Associazione Migrare
Il Manifesto, 28 agosto 2024
La petizione. Lo scorso 25 giugno l’Associazione Migrare ha lanciato su change.org una petizione per l’abolizione della Legge Bossi-Fini n. 189-2002 alla quale hanno sin qui aderito, tra gli altri quasi 2.000 firmatari: Roberto Speranza, Arturo Scotto, Gennaro Migliore, Mario Morcone, Maria Cuffaro, Gianni Pittella, Corradino Mineo, Enzo Nucci, Vincenzo Vita, Massimo Cacciari, Nicola Fratoianni, Michele Santoro, Pietro Grasso, Lia Quartapelle, Angela Caponnetto, Giuseppe Rossodivita, Sergio Elia. Da ultimo hanno aderito anche il Vescovo Mons. Giorgio Bertin, Nichi Vendola e Rosa D’Amato.
di Marika Ikonomu
Il Domani, 28 agosto 2024
È stato pubblicato il decreto per il rimborso del viaggio dei legali, valido solo in caso di problemi di connessione. Per i migranti rinchiusi a 80 chilometri da Tirana sarà impossibile difendersi. Tutto sarà mediato dal ministero. Immaginiamo che una persona migrante venga salvata nel Mediterraneo, in acque internazionali, da una nave delle autorità italiane, che provenga da uno dei paesi considerati sicuri e sia portata nel centro di prima accoglienza nel porto di Shengjin, nel nord dell’Albania, dove entreranno in funzione le strutture volute dal governo di Giorgia Meloni, costate alle casse dello stato quasi un miliardo di euro. Dopo essere stata sottoposta alle procedure di identificazione immaginiamo che questa persona venga portata al centro di Gjader, nell’entroterra, a circa 20 minuti di distanza.
ilreggino.it, 28 agosto 2024
L’europarlamentare vicino alla donna arrestata con l’accusa di essere una scafista: “So cosa significa subire processi e condanne quando si è incolpevoli”. “Sono venuto qui per portare la mia solidarietà perché sono convinto della sua innocenza al 100%. So cosa significa subire procedimenti giudiziari e condanne quando si è innocenti. Semplicemente ho voluto fare un gesto di solidarietà per lei e per la causa dei rifugiati. Maysoon Majidi rappresenta la causa curda. È un’attivista per il rispetto dei diritti umani e si trova lei stessa coinvolta in una storia assurda”. Lo ha detto l’europarlamentare di Avs Mimmo Lucano all’uscita del carcere di Reggio Calabria dove si è recato per incontrare Maysoon Majidi, l’attivista curda iraniana di 28 anni arrestata a gennaio dalla Guardia di finanza con l’accusa di essere la scafista di una imbarcazione con 77 migranti sbarcati a Crotone il 31 dicembre 2023.
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