di Adriano Sansa*
Famiglia Cristiana, 29 agosto 2024
All’interno del sistema penitenziario italiano vivono con le madri ventiquattro bambini. Molti? Comunque troppi. E ora il proposito, espresso nel “pacchetto sicurezza”, di abolire l’obbligo della sospensione della pena per la donna in gravidanza, o con un bambino minore di un anno, accende la discussione. È un problema di soluzione talora assai difficile; a proposito di bambini in carcere si è parlato di un ‘ossimoro”, di una combinazione in sé contraddittoria. Quando la madre detenuta mostra, con il reato commesso, con altri comportamenti e contesti di vita, di non poter garantire al figlio un’educazione e uno sviluppo adeguati, si ricorre spesso all’affidamento familiare.
“Sistema misto e stranieri nei Paesi d’origine”. La proposta per le carceri del Sindacato di Polizia
di Francesca Galici
Il Giornale, 29 agosto 2024
Pensare a un sistema misto pubblico-privato per la gestione delle carceri abbasserebbe i costi di gestione per lo Stato e creerebbe nuove possibilità. In Italia esiste un’emergenza carceri, il sovraffollamento è un problema concreto, così come lo è la penuria di agenti per la gestione. L’indice di sovraffollamento ha raggiunto il 130% ma, al contempo, creare e gestire un carcere ha costi enormi e, considerando quanti ne servirebbero, il problema assume dimensioni importanti. Come risolverlo? L’idea di modificare il paradigma e ripensare il sistema carcerario avanza a grandi passi e la possibilità di introdurre un sistema misto pubblico-privato inizia a concretizzarsi a più livelli. “Posso assicurare che il mio dicastero sta profondendo il massimo sforzo per alleviare, almeno in parte, le condizioni di grave disagio, se non di dolore, che affliggono anche la casa circondariale di Torino”, ha dichiarato il ministro Carlo Nordio di recente, in risposta alla lettera del sindaco di Torino Stefano Lorusso, che ha chiesto un impegno al ministero.
di Errico Novi
Il Dubbio, 29 agosto 2024
Sul ddl costituzionale di Nordio, leader azzurro pronto a concedere all’Anm il sorteggio temperato dei togati. Sarà un vertice dominato dalle trattative europee e dalle rinunce. Dal tentativo di ottenere, per Raffaele Fitto, anche la vicepresidenza Ue (come riferito in altro servizio del giornale, ndr) e dai sacrifici necessari per assicurare le misure promesse in campo fiscale. Ma quando domani Giorgia Meloni vedrà, per la prima volta dopo la pausa estiva, i leader alleati, Antonio Tajani e Matteo Salvini, sarà difficile eludere un pur fugace cenno al dossier giustizia. Con due voci in cima all’agenda. La prima con più chance di sopravvivere alla prevalente natura eurounitaria ed economica dell’incontro, ossia la separazione delle carriere, e con la seconda, il carcere, destinata invece quasi certamente a essere congelata in vista di successive occasioni. Sebbene proprio la materia penitenziaria richiederebbe un’urgenza che centrodestra e governo, fin qui, non hanno mostrato di avvertire.
di Aldo Torchiaro
Il Riformista, 29 agosto 2024
L’avvocato cassazionista, segretario della commissione Giustizia al Senato, scommette su Nordio: “È il nostro Gandalf, lo stregone”. Piano carceri, rimpatri di detenuti stranieri e ricorso alle comunità di recupero per i tossicodipendenti, il progetto svuota-carceri di Fratelli d’Italia. Mentre si avvicinano i due anni di governo, il sistema giustizia affonda nelle sabbie mobili. I suicidi in carcere aumentano, i ritardi nelle cause civili e penali si accumulano, le nuove leggi si aggrovigliano. Ne abbiamo parlato con un esponente di maggioranza che segue la giustizia da vicino, da avvocato cassazionista: il senatore Sergio Rastrelli che per Fratelli d’Italia è segretario della Commissione Giustizia.
di Salvo Palazzolo
La Repubblica, 29 agosto 2024
“L’abolizione dell’abuso d’ufficio? Misura ormai poco incisiva. Rischioso limitare a 45 giorni le intercettazioni. Pochi magistrati negli uffici, lo Stato continui a investire sulla lotta ai clan. Le norme attuali frenano il diritto all’informazione”. “Oggi è più difficile scoprire i funzionari infedeli che i mafiosi”. Il procuratore di Palermo Maurizio de Lucia traccia un bilancio dell’attuale fase di lotta al crimine. “Le indagini sui colletti bianchi sono più difficili perché non è possibile utilizzare il sistema legislativo che funziona nei confronti della mafia, abbiamo strumenti diversi, certamente meno invasivi, ma anche meno efficaci”.
Il Roma, 29 agosto 2024
Punire penalmente, con la detenzione fino a tre anni, chi esalta in pubblico le gesta dei mafiosi, a partire da quei cantanti neomelodico che esaltano nei loro testi la malavita e la criminalità organizzata, glorificando figure o episodi ad esse collegate, o che denigrano persone che lottano contro la criminalità, a partire dai pentiti. Ma anche chi organizza gli ‘inchini’ di fronte alle case dei boss nel corso di processioni religiose e chi realizza murales strizzando l’occhio alla criminalità organizzata, come avviene a Napoli. Nella proposta di legge a firma del deputato di Avs, Francesco Emilio Borrelli si chiede dunque di introdurre nel codice penale una nuova fattispecie di reato: l’apologia della criminalità organizzata e della criminalità mafiosa. Un unico articolo di legge da aggiungere dopo l’art. 414.bis del Codice penale il 414-ter, dal titolo ‘Apologia della criminalità organizzata e della criminalità mafiosa’.
di Paolo Ferrua*
Il Dubbio, 29 agosto 2024
È la Consulta ad aver legittimato il prevalere dell’interpretazione: strappo che si somma alla rivolta delle toghe contro il divorzio giudici-pm e alle torsioni della riforma Cartabia. Legislazione sempre più “subordinata” al diritto vivente generato dalla giurisprudenza: il primo di tre gravi vulnus aperti nel sistema penale.
di Alessandro Parrotta*
Il Dubbio, 29 agosto 2024
Con la sentenza n. 32470 del 9 agosto 2024, la Sezione VI Penale della Corte di Cassazione, presieduta dal Cons. Fidelbo, ha sancito un importante principio di diritto, riguardante il dolo specifico nei reati di frode in processo penale e depistaggio. La Corte ha chiarito che, per vedersi configurato il delitto previsto dall’art. 375 del codice penale, è necessario che il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio agisca con l’intenzione precisa di deviare l’indagine o il processo rispetto al loro corso naturale. Non è sufficiente, invece, che l’azione sia finalizzata a rafforzare o consolidare indagini o prove già acquisite, situazione che potrebbe integrare ipotesi meno gravi.
di Paolo Rapeanu
castedduonline.it, 29 agosto 2024
Trovare un numero sufficiente di dottori è un miraggio già negli ospedali, figurarsi nei penitenziari. La denuncia della garante dei detenuti, Irene Testa: “Mancano dirigenti sanitari e medici in tutte le dieci carceri sarde, vanno garantite tutte le cure”. Stesso discorso per i dentisti, introvabili. E gli psichiatri sono ancora troppo pochi. Li cercano col lanternino in quasi tutti gli ospedali sardi, figurarsi nei penitenziari. I medici sono fantasmi anche dietro le sbarre, tra chi si trova recluso e ha diritto, come qualunque essere umano, di essere curato e visitato. La denuncia arriva da Irene Testa, la garante regionale delle persone private della libertà personale ha terminato un tour, tanto faticoso quanto a tratti horror, in tutte e dieci le carceri dell’Isola.
di Maria Teresa Improta
quicosenza.it, 29 agosto 2024
Il ragazzo si sarebbe tolto la vita il 30 giugno, l’esito dell’autopsia non è stato ancora comunicato. Per un altro caso di suicidio invece c’è una famiglia che aspetta da anni di conoscere la dinamica del decesso. Morto in carcere a 21 anni. Il decesso di Giuseppe Spolzino di Sala Consilina ha indotto la Procura di Paola ad avviare indagini, aprendo un fascicolo a carico di ignoti. Eseguita l’autopsia all’Ospedale di Cetraro, l’esito degli esami svolti dal medico legale Pietrantonio Ricci dell’Università di Catanzaro non è ancora stato comunicato. La salma intanto è stata dissequestrata e restituita ai familiari per le esequie che si sono tenute nelle scorse settimane tra lo sgomento di parenti, amici e conoscenti. Condannato a 3 anni e 6 mesi di reclusione con rito abbreviato dal gup del Tribunale di Lagonegro, era in attesa di presentare ricorso alla Corte d’Appello di Potenza per rivedere la sentenza. Il pm della Procura di Paola Mariolina Bannò sta seguendo con molta attenzione la vicenda.
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