di Grazia Longo
La Stampa, 26 agosto 2024
Il 31enne Giacomo Passeri era stato arrestato un anno fa in vacanza e dovrà scontare 25 anni per traffico di droga: “La polizia locale lo ha incastrato, poi lui ha confessato per paura”. “Finora dopo l’interesse dei giornali alla condanna di mio fratello, l’unico risultato che abbiamo ottenuto dallo Stato è una vaga telefonata da parte dell’ambasciata italiana al Cairo. Nulla di più. Speriamo che si muova qualcosa al più presto”. Antonio Marco Passeri, fratello di Luigi Giacomo Passeri, pescarese di 31 anni, arrestato un anno fa al Cairo dov’era in vacanza e condannato a 25 anni il 19 agosto scorso per traffico di droga, non nasconde la sua amarezza per quella che lui definisce “la latitanza delle istituzioni”.
di Riccardo Noury*
Corriere della Sera, 26 agosto 2024
Il 25 agosto 2017 le forze di sicurezza di Myanmar lanciarono un attacco su vasta scala e sistematico contro i villaggi rohingya, dopo che un gruppo armato chiamato Esercito di salvezza dell’Arakan aveva portato a termine attacchi mortali contro posti di polizia. Arakan è un altro nome utilizzato per lo stato di Rakhine. La risposta delle forze armate di Myanmar si basò su esecuzioni extragiudiziali, distruzione di proprietà, incendi e saccheggi e aggressioni sessuali. A seguito delle cosiddette “operazioni di pulizia” militari, più di 740.000 donne, uomini, bambine e bambini rohingya fuggirono dal nord dello stato di Rakhine verso il vicino Bangladesh.
di Antonio Mattone
Il Mattino, 25 agosto 2024
“In 35 anni di servizio non ho mai visto nulla di simile”, mi dice un agente penitenziario che lavora nel carcere di Poggioreale. “Bisogna entrare nei reparti per rendersene conto - continua scuotendo il capo il brigadiere - non è possibile lavorare in queste condizioni: due soli agenti che devono badare a quattro piani! Anche i carcerati stanno male, il sovraffollamento rende invivibile la permanenza nelle celle”.
di Alberto Ceresoli
L’Eco di Bergamo, 25 agosto 2024
Don Gino Rigoldi, “storico” cappellano del “Beccaria”: “La detenzione offra opportunità, altrimenti fa morire la speranza. Lavoro e relazioni per evitare le recidive”. Una vita dentro il “Beccaria” di Milano per essere al fianco dei giovani detenuti che per le tristi vicende della vita finiscono in carcere. Lì è stato nominato cappellano nel 1972 e lì c’è ancora, anche se da qualche mese don Gino Rigoldi - classe 1939 - ha rassegnato le dimissioni per lasciare il posto a don Claudio Burgio, un amico più che un collega, con cui da diciotto anni si occupa dei problemi delle carceri e si interroga su cosa fare per dare agli istituti di pena un minimo di umanità. Promotore di moltissime iniziative e altrettanti progetti, don Rigoldi è considerato da sempre un “faro” quando si parla di carceri, di detenuti e dei problemi in cui il sistema penitenziario del nostro Paese annaspa ormai da anni. Dopo l’approvazione del decreto carceri da parte del governo, è a lui che abbiamo chiesto di tracciare “lo stato dell’arte” del sistema carcerario italiano.
di Ambra Nardi
luce.lanazione.it, 25 agosto 2024
Marco Perduca, dell’associazione Luca Coscioni, ci spiega le ragioni che hanno spinto alla diffida di 102 Direzioni Generali delle ASL delle città che ospitano i 189 istituti penitenziari italiani. Sovraffollamento e mentalità penalistica aggravano la situazione già critica. L’Associazione Luca Coscioni, impegnata nella difesa dei diritti civili e del diritto alla salute, ha lanciato nei giorni scorsi una serie di 102 diffide alle Direzioni Generali delle ASL delle città che ospitano i 189 istituti penitenziari italiani, denunciando gravi carenze nelle condizioni igienico-sanitarie delle carceri. In Italia i detenuti sono 61.133, oltre un terzo è in carcere per reati di droga: 12.946 detenuti, pari al 34,1% del totale. Una percentuale quasi doppia rispetto alla media europea del 18%. 17.405 detenuti sono registrati come tossicodipendenti, il 28,9% del totale.
di Chiara Spagnolo
La Repubblica, 25 agosto 2024
La risposta indiretta al meloniano Delmastro che “non si inchinava alla Mecca dei detenuti”. Il viceministro di FI parte dal penitenziario della sua città, in cui una settimana fa si sono verificati disordini con il sequestro di un infermiere e il ferimento di un poliziotto, le visite nelle carceri italiane. E attacca la Regione Puglia: “Mancano medici e operatori sanitari”. Una risposta indiretta al collega meloniano Andrea Delmastro Delle Vedove, che pochi giorni fa aveva visitato un carcere dichiarando di non volersi inchinare “alla mecca dei detenuti” e scegliendo di non incontrarli, e un attacco frontale al modo in cui la Regione Puglia a guida centrosinistra gestisce la sanità negli istituti penitenziari.
baritoday.it, 25 agosto 2024
L’idea avanzata dagli esponenti locali del partito che ieri mattina hanno visitato il carcere di Bari: “La presenteremo nel primo Consiglio comunale utile”. “Come partito cittadino insieme alla Convenzione Bari 2024 abbiamo deciso di presentare al Sindaco Leccese e al consiglio comunale, la proposta di istituire anche a Bari la figura del Garante Comunale delle persone sottoposte a Misure restrittive della libertà. Lo faremo nel primo consiglio comunale utile”: ad annunciare l’idea sono i rappresentanti baresi di Più Europa, che questa mattina, nell’ambito delle iniziative volte a monitorare le condizioni delle strutture detentive e a promuovere il rispetto dei diritti umani all’interno delle carceri italiane, hanno visitato il penitenziario di Bari.
di Luca Bonzanni
L’Eco di Bergamo, 25 agosto 2024
È il sesto più affollato d’Italia: 570 i reclusi a fronte di 319 posti. Personale sottodimensionato. Le associazioni e i penalisti: “Situazione esplosiva”. Il sole sbatte sul muro di cinta e sulle finestre, illuminando ancora una volta i problemi ormai cronici. A Bergamo come in tutte le carceri d’Italia: la calda estate penitenziaria racconta di un disagio diffuso, reso rovente dai numeri del sovraffollamento, mentre gli organici restano sottodimensionati. Perché se vivere dietro le sbarre - il discorso vale anche per chi con i detenuti ci convive, cioè la polizia penitenziaria e gli operatori - è una dura condizione tutto l’anno, l’estate è il periodo più difficile.
di Annissa Defilippi
torinotoday.it, 25 agosto 2024
“Il degrado è dovuto anche al sovraffollamento: i detenuti sono 260, il 143% in più rispetto ai 192 previsti”. “Come Radicali Italiani abbiamo già presentato quattro denunce al ministro della giustizia, Carlo Nordio: dopo questo sopralluogo presenteremo la quinta”. Lo ha detto il tesoriere, Filippo Blengino, oggi - sabato 24 agosto - al termine della visita nel carcere di Ivrea, in provincia di Torino. L’esponente radicale ha annunciato che nella denuncia si ipotizzerà il reato di tortura: “abbiamo avuto la conferma che qui non si fa del reinserimento o della rieducazione a favore delle persone detenute ma le si sta letteralmente torturando”.
Il Resto del Carlino, 25 agosto 2024
Il gruppo +Europa di Reggio Emilia visita il carcere di via Settembrini per ispezionare le condizioni dei detenuti e sostenere la riforma carceraria contro il sovraffollamento. “A fronte della drammatica situazione nelle carceri italiane, dove decine di persone, tra detenuti e agenti, si sono tolte la vita dall’inizio del 2024, +Europa questo fine settimana prosegue la sua mobilitazione per la popolazione carceraria e il personale che lavora nei penitenziari”. Con queste parole il gruppo di +Europa di Reggio Emilia annuncia la sua visita odierna nel carcere cittadino di via Settembrini, con una delegazione di tre persone che entrerà nel penitenziario per ispezionare le condizioni dei detenuti.
- Aosta. Zero educatori effettivi nel carcere di Brissogne
- Reggio Calabria. “Necessarie maggiori risorse per le carceri e prospettive di lavoro per i detenuti”
- Siracusa. Mpa e Radicali in visita al carcere di Brucoli: “Impegno per i diritti dei detenuti”
- Milano. Mediazione sociale e penale: 500 casi tra stalking e violenze
- Torino. Tra i maghi del modem e i lavandai degli asili, così si lavora in cella











