di Valentina Stella
Il Dubbio, 24 agosto 2024
La prematura e drammatica scomparsa del garante D’Ettore può aprire un’altra battaglia nel centrodestra. La repentina e prematura scomparsa del presidente del collegio del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale, Felice Maurizio D’Ettore, riapre a meno di un anno dalla sua nomina, avvenuta con decreto del Presidente della Repubblica il 23 dicembre 2023, un’importante partita politica. La scelta della terna voluta dal Governo Meloni aveva suscitato diverse polemiche. Il compianto D’Ettore, Irma Conti e Mario Serio - rispettivamente espressione di Fratelli d’Italia, Lega e Movimento Cinque Stelle - avevano avuto nelle commissioni Giustizia di Camera e Senato il voto a favore della maggioranza e del partito guidato da Giuseppe Conte. Ma tutto il resto dell’opposizione aveva sottolineato una mancanza di trasparenza nella selezione, non avendo neanche potuto audire i candidati.
di Ilario Lombardo
La Stampa, 24 agosto 2024
La premier vuole spezzare l’intesa di Forza Italia con il Pd: l’obiettivo di Fratelli d’Italia è il rinvio del dibattito al 2025. Già a settembre la contromozione della coalizione in accordo con Palazzo Chigi per blindare le posizioni degli alleati. I parlamentari di Forza Italia dicono di non averlo visto mai elettrizzato come in questo periodo. Antonio Tajani, non solo non ha mollato la battaglia sulla cittadinanza ai figli di immigrati che hanno compiuto più di un ciclo scolastico, ma rilancia quotidianamente. Fosse anche solo per il calcolo cinico di aver compreso che lo ius scholae ha un mercato elettorale che dilata il potenziale bacino di consenso e dà una rinfrescata al partito, sta di fatto che per Tajani e per gli azzurri è una fonte di energia nuova che ha la capacità immediata di rimettere al centro della scena pubblica il partito fondato da Silvio Berlusconi.
di Piero Sansonetti
L’Unità, 24 agosto 2024
C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole. Che non ha niente di antico. Nel centrodestra si è aperta una furiosa battaglia politica non sulla presidenza della Rai, non sull’amministratore delegato di Leonardo e neppure sul prefetto di Bologna o sul nuovo sovrintendente di Roma o di Firenze. È una battaglia delle idee. Forza Italia si è impuntata su due questioni che sono legate ad una concezione generale di società, che è molto lontana dall’idea sovranista, leghista e con sfumature razziste, che domina nella componente più reazionaria dell’alleanza. Ha messo sul tappeto lo Ius Scholae e anche il problema delle carceri. L’approvazione di una misura come lo Ius Scholae permetterebbe a circa mezzo milione di ragazzi di acquistare la cittadinanza straniera.
di Carlo Morace*
Il Dubbio, 24 agosto 2024
Dopo la vicenda Toti il governo vuole ridurre l’uso o l’abuso della custodia cautelare. Nobile intento, peraltro in linea con quanto richiede da anni l’avvocatura, ma non può non rilevarsi l’anomalia di una proposta che proviene da chi ha dimostrato, con l’ultimo decreto carceri, che è del tutto disinteressato a risolvere il problema delle condizioni disumane, e dei correlati suicidi, nelle quali si trova chi vive in carcere, comprese le guardie penitenziarie. A fronte di ciò, viene da chiedersi a quale visione della giustizia penale risponde un approccio così diverso rispetto a principi gemelli quali il rispetto della dignità umana e della libertà personale. L’anomalia in realtà sta nel metodo, in quanto non è la singola modifica o innovazione che può lasciare il segno, al contrario la giustizia penale ormai da anni ha disperato bisogno di un intervento complessivo di riforma che la renda sostenibile. E infatti, se è vero che ridurre il numero dei processi, la durata degli stessi, eliminare la disumanità della detenzione in carcere, sono le priorità che ci segnala con insistenza l’Europa da circa 15 anni, si deve prendere atto che i risultati prodotti da interventi normativi isolati sono incredibilmente opposti a quelli auspicati.
di Errico Novi
Il Dubbio, 24 agosto 2024
L’azzurro Zanettin: “Il divieto di ascoltare i colloqui dell’avvocato è già legge, e al Senato abbiamo già dato il primo ok su smartphone e limite dei 45 giorni”. A volte il problema del centrodestra, rispetto alle riforme della giustizia, è nell’ampiezza dei dossier e anche nella loro natura “multipolare”. La materia delle intercettazioni può essere considerata emblematica, di questo discorso. In teoria, il ministro della Giustizia Carlo Nordio avrebbe dovuto riservare a una revisione organica degli “ascolti” il secondo dei suoi “maxi- ddl” (la legge sulla separazione delle carriere fa “conto a parte”, visto che si tratta di una riforma costituzionale).
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 24 agosto 2024
Rispetto alla vecchia legge Pecorella il divieto riguarda solo alcuni casi Torna l’inappellabilità del pubblico ministero, seppure in versione ridotta rispetto all’assai contestata legge Pecorella del 2006. Da domani, la pubblica accusa non potrà più presentare appello contro tutte le pronunce di assoluzione emesse nei procedimenti per reati a citazione diretta. Il riferimento è ai casi di contravvenzioni o di delitti puniti con la pena della reclusione non superiore nel massimo a quattro anni o con la multa, sola o congiunta alla detenzione. Per questi reati l’azione penale si esercita concitazione diretta davanti al giudice monocratico.
di Daniela Mainenti*
Il Fatto Quotidiano, 24 agosto 2024
L’istituzione dell’Ufficio del Processo rappresenta una delle riforme più significative nel panorama della giustizia italiana degli ultimi anni. Introdotto con l’obiettivo di migliorare l’efficienza del sistema giudiziario, questo organo ha il compito di supportare l’attività dei magistrati, contribuendo in modo determinante alla riduzione dei tempi processuali. Esso ha avuto un impatto significativo sulla riduzione dei tempi di giustizia, specialmente nei tribunali più affollati. Secondo i dati più recenti, l’introduzione di questo ufficio ha contribuito a smaltire un numero maggiore di fascicoli e a ridurre i tempi di attesa per i procedimenti civili e penali. Tuttavia, l’impatto varia notevolmente a seconda della corte e delle risorse disponibili.
di Viola Giacalone
controradio.it, 24 agosto 2024
Aveva patologie complesse ed era finito più volte all’ospedale i suoi avvocati avevano chiesto un differimento della pena, ma non è stato possibile proprio a causa della sua indigenza. ll Comune nei prossimi giorni firmerà un protocollo con il carcere e la Asl per offrire continuità assistenziale ai numerosi detenuti la cui condizione di salute è incompatibile con la reclusione. Non aveva soldi per essere trasferito in una struttura sanitaria ad hoc e quindi è rimasto a scontare la pena dentro il carcere di Sollicciano, nonostante fosse malato e nonostante rifiutasse da giorni il cibo. Così è morto nei giorni scorsi nel penitenziario fiorentino un detenuto italiano di 63 anni. Aveva patologie molto complesse ed era finito più volte all’ospedale i suoi avvocati avevano chiesto un differimento della pena, ma non è stato possibile proprio a causa della sua indigenza. Un fatto che, ancora una volta, accende i riflettori su Sollicciano e sulla necessità di adeguarsi di strutture sanitarie diverse dagli ospedali per persone che non sono in grado di pagarsi le cure.
di Marta Borghese
La Repubblica, 24 agosto 2024
Scarafaggi nelle celle, radiografie mancate, richieste di trasferimento. Il soffocante agosto delle carceri piemontesi non si placa, con un’altra giornata di tensioni nei penitenziari di Ivrea e di Torino. Ieri a Ivrea, i poliziotti penitenziari in servizio hanno potuto smontare il turno soltanto dopo 16 ore a causa dei disordini. Due detenuti si sono arrampicati sul muro del cortile del passeggio, chiedendo di parlare con l’educatrice di riferimento e di essere trasferiti in un altro carcere. Al terzo piano, intanto, un altro gruppo di ristretti ha pestato a sangue un compagno, secondo il sindacato di polizia penitenziaria Osapp per ragioni di potere interne alla struttura. Al secondo piano, intanto, altri due ristretti si sono azzuffati duramente, mentre nel reparto isolamento due detenuti si rifiutavano di rientrare in cella.
di Nico Andrisani
baritoday.it, 24 agosto 2024
L’aspetto più negativo è rappresentato, invece, dalla situazione legata alla sanità: “Bisogna intervenire immediatamente. Mancano 10 infermieri”. Il carcere di Bari soffre di un “tasso di sovraffollamento significativo” e di una gestione “inefficiente della sanità”, ma ben presto potrebbe beneficiare di 50 nuovi agenti attraverso un piano nazionale di rafforzamento della Polizia Penitenziaria: sono i punti salienti emersi dalla visita di questa mattina, nella casa circondariale cittadina, del viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto. Un appuntamento nell’ambito di una serie di verifiche, nei mesi estivi, alle carceri del Paese promosse da Forza Italia. Un appuntamento giunto a pochi giorni da alcuni disordini, avvenuti il 17 agosto, con un infermiere preso in ostaggio e un poliziotto aggredito. Per la vicenda sono indagati tre detenuti.
- Bolzano. L’Asl: “Monitoriamo già la salute dei detenuti”
- Parma. Carcere, in via Burla 700 detenuti e 364 agenti di polizia
- Avezzano (Aq). Il giudice nega gli arresti domiciliari, detenuto tenta il suicidio
- Torino. Le donne alle Vallette scrivono a Mattarella: “Vogliamo giustizia”
- Forlì. Carcere, la Bernini in visita: “Funziona, ma avanti col nuovo”











