di Mara Carfagna*
Il Giornale, 23 agosto 2024
Il dibattito politico che si è aperto sulla cittadinanza agli immigrati di seconda generazione e sulla condizione delle carceri è una buona notizia, anche sotto il profilo politico. Sono due problemi concreti, reali, che chiamano in causa la capacità dell’Italia di difendere i valori costituzionali e di organizzare il suo futuro. Il significato rieducativo della pena, i diritti di chi è cresciuto nel nostro sistema di regole, istruzione, valori, e tuttavia è trattato da “straniero” ogni volta che deve rinnovare un documento o affrontare un passaggio burocratico. Non è un caso che la discussione sia stata rilanciata dalle prese di posizione del mondo moderato, che ha sempre guardato con pragmatismo alle questioni del Paese e che ha come faro un principio semplice: prima le persone, poi l’ideologia e i distinguo identitari.
di Frank Cimini
L’Unità, 23 agosto 2024
Una delle ragioni per cui Mani pulite non è finita e sembra non finire mai è la responsabilità della politica. Non c’è uno schieramento o un partito che rinunci a strumentalizzare le inchieste giudiziarie quando sotto tiro ci sono gli avversari, e questo aumenta ancora di più in modo spropositato il potere della magistratura. La novità degli ultimi giorni sulla quale vale la pena di soffermarsi - ma non più di tanto per evitare di farsi distrarre dai problemi reali del paese - è che siamo arrivati dalla strumentalizzazione al tentativo di utilizzare una inchiesta che non c’è e che al 99% non ci sarà mai.
di Alessia Candito
La Repubblica, 23 agosto 2024
Il sovraffollamento degli istituti penitenziari riduce al lumicino le ore di visite specialistiche per i reclusi. Apprendi: “Urgente la creazione di una unità che risponda realmente alle esigenze di chi è dietro le sbarre”. Mese dopo mese ha visto il mondo stingersi, stringersi, spegnersi, mentre la cataratta che gli velava l’occhio diventava muro. Adesso L.C, detenuto settantenne del Pagliarelli, da un occhio non ci vede più. Ma solo da poco la richiesta di visita specialistica per mesi sollecitata è stata inoltrata all’ufficio competente dell’azienda sanitaria provinciale. E toccherà aspettare ancora. Sette, otto mesi almeno.
di Antonio Della Rocca
Corriere del Mezzogiorno, 23 agosto 2024
Distratti i 6,8 milioni per le residenze ad hoc. Uno degli internati il responsabile dei disordini. La presa d’atto che uno dei detenuti coinvolti nei disordini dello scorso 17 agosto nel carcere di Bari fosse confinato in attesa di trasferimento in una Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems), riaccende le polemiche sul dirottamento, da parte della giunta regionale, di 6.8 milioni di euro alla rete dell’assistenza psichiatrica gestita dai privati. Soldi vincolati in forza di una legge statale alla creazione di tre nuove Rems da affiancare alle due già esistenti, ma completamente sature.
Il Mattino, 23 agosto 2024
Un appello anche alla magistratura di sorveglianza affinché verifichi “in tempi brevi persone che possano andare in prova con un lavoro all’esterno del carcere”. I detenuti presenti in Italia sono 61.465 a fronte di 46.898 posti disponibili. Nella regione Campania 7.581 le presenze mentre i posti disponibili sono 5.664. E ancora, 432 detenuti in Campania devono scontare meno di sei mesi mentre coloro che devono scontare appena un anno di carcere sono 999. Per quanto riguarda i suicidi da inizio anno al 16 agosto se ne contano 63, ben 7 in Campania. Sono alcuni dati resi noti da Samuele Ciambriello, garante campano dei detenuti e portavoce della conferenza nazionale dei garanti delle persone private della libertà personale, in una conferenza stampa su sovraffollamento, suicidi nelle carceri della Campania.
di Pietro Mecarozzi
La Nazione, 23 agosto 2024
Un uomo di 63 anni ha rifiutato cure e pasti per settimane. Le sue condizioni si sono aggravate e mercoledì sera è arrivata la fine. La legale: “Non era la struttura più adeguata per una persona così”. Ivano G. è morto di stenti in una cella. Rifiutando le cure e i pasti per settimane, preda di turbe mentali che difficilmente trovano sollievo dietro in cancelli di un carcere. È morto all’ospedale di Torregalli, ma il suo corpo si è spento lentamente al centro clinico di Sollicciano mercoledì sera. Dal referto medico, la causa del decesso sarebbe la cachessia, ovvero un profondo deperimento organico che si manifesta con una perdita di peso, indebolimento fisico, alterate capacità psichiche, e può portare alla morte.
di Paola Pottino
La Repubblica, 23 agosto 2024
Il 23enne è detenuto a Sciacca dove non c’è reparto di psichiatria. In quattro mesi ha perso quaranta chili. Una candela che si spegne un poco per volta. Così appare agli occhi di suo padre, un ragazzo di 23 anni, detenuto nel carcere di Sciacca, affetto dalla sindrome di Cushing e da una grave forma di psicosi ossessiva. “Mio figlio sta male - dice Nino Montalbano, 69 anni, pensionato - e ogni giorno minaccia di suicidarsi. Non ce la fa più e io e mia moglie ci sentiamo impotenti perché non riusciamo ad alleviare la sua sofferenza”.
di Marianna Vazzana
Il Giorno, 23 agosto 2024
Disordini, agenti aggrediti e tentativo di evasione all’istituto minorile. Il sindacato di polizia: “Baby criminali, agiscono in branco”. Un materasso a fuoco. Un agente aggredito. Il furto di chiavi, preludio verosimile a un tentativo di evasione. Disordini che hanno scosso, ancora una volta, ieri notte il carcere minorile Beccaria. Una polveriera che non si placa. Allarme anche a San Vittore per “le condizioni critiche” e “il sovraffollamento” come denuncia l’eurodeputata Ilaria Salis dopo la visita alla casa circondariale per adulti dove “i problemi - evidenzia - sono molti, troppi. L’emergenza è strutturale. Bisogna intervenire subito”.
ordineaslombardia.it, 23 agosto 2024
L’Ordine degli Assistenti Sociali della Lombardia ha appreso, con sgomento e preoccupazione, le recenti notizie relative al carcere minorile Beccaria di Milano. Le notizie dei disordini nella notte tra il 20 e 21 agosto, che hanno richiesto l’intervento dei pompieri e di altre forze di polizia e che hanno portato in Pronto Soccorso diverse persone tra agenti di polizia penitenziaria e detenuti, ci interroga sulle reali condizioni di vita in questo IPM. Domande supportate dall’analisi del Garante delle persone ristrette che, nel recente report (dati aggiornati al 18 agosto), ha reso noto come, a fronte di una capienza per 37 detenuti, al Beccaria siano attualmente rinchiuse 60 persone tra minori e adulti infra ventiseienni, con un tasso di sovraffollamento del 162,16 per cento (IPM più affollato d’Italia).
di Sandro Marotta
quotidianopiemontese.it, 23 agosto 2024
“La stagione delle battiture e delle proteste pacifiche sembra finita, la voce si sta facendo più grossa”: così analizza l’attuale situazione carceraria Monica Gallo, che riveste il ruolo di garante delle persone private della libertà personale a Torino. Perché i detenuti protestano proprio ora? Che richieste arrivano al Garante? Ci sono state violenze sui detenuti rivoltosi? Lo abbiamo chiesto a Gallo, a distanza di poche settimane dalla rivolta nel carcere minorile Ferrante Aporti e dalle proteste al Lorusso e Cutugno.
- Firenze. Accordo per trasferire fuori da Sollicciano chi è in gravi condizioni fisiche e mentali
- Vercelli. La metà dei detenuti ha disturbi psichici: “E i farmaci non bastano a impedire i suicidi”
- Parma. “I detenuti poveri non possono nemmeno fare una telefonata a casa”
- Firenze. Un’altra donna incinta in cella a Sollicciano
- Busto Arsizio. Penalisti in visita al carcere: “Migliorano le condizioni, rimane il sovraffollamento”











