napolitoday.it, 22 agosto 2024
La denuncia della deputata di Forza Italia, Annarita Patriarca. “La situazione nel carcere di Poggioreale è particolarmente critica: su una capienza teorica di 1.600 posti (ridotti però a 1.300 per la chiusura per lavori di un padiglione che riaprirà non prima di tre anni) ci sono 2.056 detenuti di cui circa 800 in custodia cautelare. Molte celle hanno fino a nove letti. Di fatto, a Poggioreale ci sono oltre 700 detenuti in più del consentito”. Lo ha detto la deputata di Forza Italia Annarita Patriarca, componente dell’ufficio di presidenza di Montecitorio e membro della commissione Giustizia, a conclusione della visita tenutasi questa mattina nella casa circondariale di Poggioreale, a Napoli, nell’ambito del progetto “Estate in carcere”, promosso dal segretario nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani. Alla visita hanno preso parte, tra gli altri, anche il garante dei detenuti della Campania, Samuele Ciambriello, e il presidente della Camera penale di Torre Annunziata Renato D’Antuono.
di Gennaro Scala
Corriere del Mezzogiorno, 22 agosto 2024
La protesta dei detenuti del reparto “Avellino”. L’allarme dei sindacati: aggressioni agli agenti, risse e atti autolesionistici sono all’ordine del giorno. Nel carcere di Poggioreale, il più affollato d’Europa, nel pomeriggio, un detenuto ha incendiato un materasso e nell’istituto di pena si è scatenato il caos. La vicenda è stata raccontata da Tiziana Guacci, segretario per la Campania del Sappe, il Sindacato autonomo polizia penitenziaria: “Un detenuto italiano, recluso al 416 bis, del primo piano del Reparto Avellino (in cui sono presenti 151 detenuti) aveva una visita programmata di mattina: in prima battuta - spiega Guacci - ha rifiutato la visita, poi ci voleva andare, ma purtroppo per lui, la visita era già stata annullata. Poi, verso le 15, ha chiamato dicendo che si sentiva male. “Mentre il collega apriva per farlo scendere al pronto soccorso per le cure del caso - aggiunge Guacci - i detenuti hanno prima dato vita alla battitura e poi incendiato un materasso nella sezione”.
di Sara Sonnessa
torinocronaca.it, 22 agosto 2024
Spazi minuscoli e detenuti malati che chiedono aiuto “Ma i medici non vogliono più lavorare in questo posto”. Sono le 6 di un martedì pomeriggio. È il 20 agosto. Sono appena uscita dalle Vallette, dopo 6 ore. Mezza giornata in carcere non basta per comprenderlo ma sicuramente è abbastanza per cogliere aspetti che nel “mondo dei liberi” faticano a saltare agli occhi. I padiglioni di cui quotidianamente si sente parlare non si vedono da fuori. Edifici bassi, vecchi e mai ristrutturati che lasciano intuire siano abitati solo da dettagli come le scarpe annodate alle sbarre delle finestre.
bolognatoday.it, 22 agosto 2024
In visita alla Dozza, Roberto Cavalieri fa il punto dopo i recenti episodi di violenza. Fp Cgil: “Situazione destinata a peggiorare se non si risolvono i problemi”. “È sempre più chiaro il fatto che il carcere da solo non ce la può fare”. Dopo i recenti episodi di disordine all’interno delle case circondariali bolognesi - tra cui, per ultimi, una rissa tra detenuti nella Dozza e un’aggressione nell’Istituto penale minorile in via del Pratello che hanno causato il ferimento di alcuni agenti penitenziari - sulla questione delle condizioni di vita e di sicurezza negli istituti carcerari interviene anche Roberto Cavalieri, Garante dei detenuti dell’Emilia Romagna al termine della visita all’interno della Dozza insieme al garante comunale, Antonio Iannello: “È sempre più chiaro - ribadisce Cavalieri - come l’opera di trattamento dei detenuti da parte delle carceri sia incapace di fare fronte alle complessità e criticità di cui sono portatori i detenuti”.
di Micaela Romagnoli
Corriere di Bologna, 22 agosto 2024
L’assessore comunale Rizzo Nervo e il Pratello: “Dovrebbe pensarci lo Stato”. “L’allarme dei sindacati lo abbiamo rilanciato diverse volte anche dal consiglio comunale. La situazione nell’istituto penitenziario minorile resta preoccupante e in estate purtroppo lo è ancora di più”. A dirlo è l’assessore comunale al Welfare, salute e nuove cittadinanze Luca Rizzo Nervo, commentando l’ennesimo caso di aggressione al carcere minorile del Pratello, accaduto nei giorni scorsi, ai danni di un agente della polizia penitenziaria e del comandante di reparto: stavano portando a termine il trasferimento di un detenuto che, rifiutando di farsi ammanettare, li ha feriti.
parmatoday.it, 22 agosto 2024
L’appello della Garante dei diritti dei detenuti, Veronica Valenti: “Stiamo raggiungendo dei numeri record di suicidi. Mai così a Parma. Ecco cosa abbiamo chiesto al ministro Nordio nell’incontro del 7 agosto”. La casa circondariale di via Burla vive una situazione drammatica, di piena emergenza. Dopo il terzo suicidio in otto mesi, l’aria nel carcere di Parma si è fatta ancora più pesante. Dal problema del sovraffollamento alla liberazione anticipata (prevede l’innalzamento della detrazione da 45 a 60 giorni per ogni semestre di pena scontata) proposta dall’esponente di Italia Viva, Roberto Giacchetti, fino ai detenuti che devono scontare una pena inferiore a un anno.
di Francesco Ferrari
santalessandro.org, 22 agosto 2024
Riprendere in mano la propria vita, dentro un percorso di cura, fatto di una dimensione familiare, la ripresa dei ritmi di lavoro e la costruzione di legami positivi: Casa Samaria da una ventina d’anni è uno dei tanti servizi offerti dall’Istituto Palazzolo a Bergamo. Una realtà piccola (ospita al massimo sei donne) che offre però un segno di cura prezioso: la costruzione di progetti alternativi alla detenzione in carcere che permettono poi un positivo reinserimento nella società. “Casa Samaria è nata nel 2005, dalla riflessione portata avanti insieme dai cappellani delle carceri, da Caritas e dalle suore delle Poverelle - racconta suor Margherita Gamba, superiora della Casa -. Ci siamo chiesti cosa potevamo offrire alle donne quando uscivano dal carcere o prima di uscire, per evitare che i trovassero da sole fuori dal carcere, senza sapere dove andare”.
di Margherita Bertolo
Corriere del Veneto, 22 agosto 2024
“Rispetto a un tempo, il contesto sociale in cui siamo immersi è così pervasivo che l’educazione non può più essere prerogativa delle sole famiglie, ma di tutta la comunità”: ne è convinto don Paolo Slompo, Direttore dell’Ufficio Pastorale Giovanile della diocesi di Treviso. “Deve crearsi una mentalità diffusa di paternità e maternità - aggiunge - dove anche l’istruttore di scuola guida, per fare un esempio, sviluppi uno sguardo adulto nei confronti dei ragazzi”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 22 agosto 2024
In questi giorni il tema dello ius scholae sta tenendo banco nella discussione politica. Ma prima di capire cos’è nel dettaglio vediamo il quadro entro il quale ci muoviamo. Come dettaglia il centro studi della Camera, l’attuale legge sulla cittadinanza è la numero 91 del 1992 e si basa sul cosiddetto modello dello ius sanguinis (diritto di sangue). Secondo questo principio, acquista di diritto la cittadinanza alla nascita colui che sia nato da madre o padre cittadini italiani. L’ordinamento italiano riconosce anche il criterio alternativo dello ius soli (diritto di suolo), pur prevedendolo soltanto in via residuale e per casi limitati a: coloro che nascono nel territorio italiano e i cui genitori siano da considerarsi o ignoti o apolidi; coloro che nascono nel territorio italiano e che non possono acquistare la cittadinanza dei genitori in quanto la legge dello Stato di origine dei genitori esclude che il figlio nato all’estero possa acquisire la loro cittadinanza; i figli di ignoti che vengono trovati (a seguito di abbandono) nel territorio italiano e per i quali non può essere dimostrato, da parte di qualunque soggetto interessato, il possesso di un’altra cittadinanza. Lo straniero che sia nato in Italia può divenire cittadino italiano a condizione che vi abbia risieduto legalmente e ininterrottamente fino al raggiungimento della maggiore età e dichiari, entro un anno dal compimento della maggiore età, di voler acquistare la cittadinanza italiana. Inoltre gli stranieri coniugi di cittadini italiani ottengono la cittadinanza se possono soddisfare, contemporaneamente, determinate condizioni. Non è previsto tuttavia lo ius soli puro, ossia l’acquisizione della cittadinanza di un Paese come conseguenza del solo fatto giuridico di essere nati sul nostro territorio. In Italia nessuna proposta di legge ha mai preso in esame lo “ius soli” puro. Nel 2015 venne fatta una proposta su un cosiddetto “ius soli temperato”: prevedeva che un bambino nato in Italia diventasse automaticamente italiano se almeno uno dei due genitori si trovava legalmente in Italia da almeno 5 anni. La pdl prevedeva anche una seconda condizione per ottenere la cittadinanza: il cosiddetto ius culturae, in base al quale avrebbero potuto chiedere la cittadinanza italiana i minori stranieri nati in Italia o arrivati entro i 12 anni che avessero frequentato le scuole italiane per almeno cinque anni e superato con successo almeno un ciclo scolastico. Questa proposta venne approvata alla Camera sotto il Governo Renzi, ma non diventò mai legge dopo essere rimasta bloccata per due anni al Senato. Dopodiché la legislatura finì. Una proposta di legge fatta nel 2022 su iniziativa della deputata
di Diego Motta
Avvenire, 22 agosto 2024
Parlano i responsabili delle associazioni che rappresentano i giovani stranieri nel limbo: basta rinvii, è ora di agire. Fare presto, fare bene. La richiesta delle nuove generazioni di ragazzi stranieri al Parlamento e al Paese è semplice e diretta: basta rinvii, è ora di agire. Non occorrono riforme epocali, ma buon senso. I 20-30enni che rappresentano il movimento dei giovani finiti nel limbo non hanno dubbi: questa partita è innanzitutto politica, ma farne un tema divisivo nei confronti dell’opinione pubblica com’è accaduto finora sarebbe un boomerang. Meglio assecondare le richieste della società civile, che si è già mostrata più avanti del Palazzo.
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