di Nello Trocchia
Il Domani, 22 dicembre 2024
Al ministero della Giustizia era diventato un fantasma, assente negli appuntamenti decisivi, in ritardo sulle promesse fatte e silente quando sulle carceri italiane si allungava l’ombra delle violenze con arresti e retate. Il magistrato Giovanni Russo, a due anni dall’insediamento, si è dimesso, dimissioni che sanciscono il suo fallimento e la vittoria di Andrea Delmastro Delle Vedove, sottosegretario alla Giustizia e vero padrone di quel dicastero. Russo e il meloniano non erano particolarmente in sintonia a partire da quel pasticcio su quel documento “a limitata divulgazione” relativo alle visite e alle frequentazioni dell’anarchico, Alfredo Cospito, ristretto al 41 bis.
di Giovanni Bianconi
Corriere della Sera, 22 dicembre 2024
Che non sia la separazione delle carriere tra giudici e pm il principale ostacolo da rimuovere (dopo che le limitazioni già in vigore hanno quasi azzerato il passaggio da una funzione all’altra) sembrano dimostrarlo proprio gli esiti dei procedimenti Open e Open Arms; e le tante (troppe?) assoluzioni in dibattimento. La coincidenza temporale tra il proscioglimento di un Matteo (Renzi) nel procedimento Open e l’assoluzione dell’altro nel processo Open Arms (Salvini) ripropone il problema del rapporto tra politica e giustizia, con il primo che chiede le scuse di chi ha strumentalizzato le accuse a suo carico e il secondo che invita ad accelerare con l’approvazione di nuove norme: “Riforme, riforme, riforme”.
di Cesare Zapperi
Corriere della Sera, 22 dicembre 2024
“È urgente la riforma della giustizia. Devo dire che ieri in tribunale a Palermo gli italiani hanno visto una giusta e sana separazione di chi giudica rispetto a chi indaga. Non sempre è così. La separazione delle carriere, secondo me, porterebbe quello che si è visto ieri a essere normalità in tutta Italia. Anche perché io sono stato assolto, ci sono decine di migliaia di italiani che sono ingiustamente sotto processo. Penso a loro, a chi è ingiustamente in carcere e ai domiciliari. La riforma della giustizia è ancora più urgente da ieri”, lo ha detto il ministro Mattero Salvini, incontrando sostenitori a Roma dopo la sentenza di assoluzione al processo Open Arms.
di Ernesto Menicucci
Il Messaggero, 22 dicembre 2024
L’intervista al ministro della Giustizia: “È la riforma Nordio-Meloni. L’uso del trojan? Solo in alcuni casi come i femminicidi. Sarebbe grave se i magistrati scioperassero”. La scrivania di Togliatti, l’ammirazione per Vassalli (“Un eroe della Resistenza, padre del codice di procedura penale che andrebbe però riportato alla sua versione originaria”), le citazioni in latino, i suoi libri sulla Giustizia sul tavolo. Carlo Nordio, Guardasigilli del governo Meloni, ex magistrato, il “terrore” delle Coop rosse e non solo, si accende una sigaretta e apre le porte del suo ufficio al ministero, in via Arenula. Temi sul tavolo, a volerne. È il day after la sentenza Salvini su Open Arms, ma anche del proscioglimento di Renzi e dei suoi per il caso Open. Politica e giustizia. Siamo sempre lì, dal 1992 in poi.
di Alessandro D’Amato
La Nazione, 22 dicembre 2024
Esposito, ex senatore e assessore Pd, per 7 anni ha affrontato accuse di corruzione e traffico di influenze, poi archiviate. Stefano Esposito, ex senatore e assessore Pd, per 7 anni ha affrontato accuse di corruzione e traffico di influenze archiviate dal Gip di Roma lo scorso 3 dicembre. Il suo caso, prima delle assoluzioni di Renzi e Salvini, dimostra che il sistema in definitiva funziona? “Verrebbe da dire che il sistema si autocorregge, e questo dovrebbe rasserenare. Purtroppo queste vicende, oltre a quelle che non trovano eco sui giornali, sono costellate da un problema oggettivo: la lunghezza dei tempi. Che è inaccettabile. A questo si accompagna la gogna mediatica, che distrugge la vita di chi ha la sventura di finire sotto indagine e i suoi famigliari”.
di Cosimo Rossi
La Nazione, 22 dicembre 2024
Il segretario generale Anm: “Il processo a Salvini non è stato inutile. I processi non sono mai inutili. Nemmeno se l’esito è assolutorio. Anzi, si fanno proprio per verificare le ipotesi di accusa. Anche quello assolutorio è un esito fisiologico. Se si dovesse dire che il processo è inutile solo perché l’esito è assolutorio, non si svolgerebbero più”.
di Francesco Dal Mas
Avvenire, 22 dicembre 2024
“Dare dignità alle persone e formarle a un’attività aiuta a rientrare nella vita reale”. Confindustria Veneto Est conta 5.100 imprese, per un totale di 276mila collaboratori. Tra costoro arriveranno, la primavera prossima, i primi 15 detenuti ammessi ad attività di formazione e lavoro all’esterno del carcere Due Palazzi di Padova o prossimi al fine pena. “È dunque, un Natale e un Giubileo di speranza quello che già vivono” ammette Matteo Sinigaglia, direttore generale di Fòrema, che per conto degli industriali di Padova, Rovigo, Venezia e Treviso coordina i programmi di formazione. “Non si tratta di un’esperienza d’inclusione una tantum - puntualizza - ma che si ripeterà di anno in anno per almeno 20-30 detenuti. E che dal “Due Palazzi” potrebbe estendersi ad altri penitenziari del territorio”.
cagliaritoday.it, 22 dicembre 2024
La richiesta delle avvocate e dell’associazione Socialismo Diritti Riforme: “Deve essere trasferito per le sue condizioni di salute che sembrano ulteriormente peggiorate”. Graziano Mesina sta male, è in sedia a rotelle e deve tornare in Sardegna. Ne sono convinte le due avvocate dell’ex primula rossa Maria Luisa Vernier e Beatrice Goddi hanno presentato proprio oggi una nuova istanza al Tribunale di Sorveglianza di Milano affinché possa essere concesso un differimento pena per motivi di salute.
di Mauro Bonciani
Corriere Fiorentino, 22 dicembre 2024
L’arcivescovo di Firenze Gherardo Gambelli ha voluto continuare la tradizione dell’incontro con i giornalisti alla vigilia di Natale. E ieri ha invitato tutti a gesti di solidarietà verso chi è solo o soffre, chiedendo anche un concreto cambio di passo per risolvere i problemi del carcere di Sollicciano. Senza dimenticare le tragedie di Calenzano e San Felice a Ema. Ha voluto continuare la tradizione dell’incontro con i giornalisti alla vigilia di Natale. E ieri l’arcivescovo Gherardo Gambelli ha invitato tutti a gesti di solidarietà verso chi è solo o soffre, chiedendo anche un concreto cambio di passo per risolvere i problemi del carcere di Sollicciano. Un’ora di riflessioni e parole sui problemi della città e della Diocesi, dall’emergenza casa alle recenti tragedie di Calenzano e di San Felice a Ema, l’insegna del suo stile, anche confidenziale come quando ha rivelato “tornando dall’Africa mi sono trovato alle prese con lo Spid e cose simili, con tanta burocrazia, mi è venuta voglia di tornare indietro”, strappando un sorriso.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 22 dicembre 2024
In malattia la titolare, staffetta fra gli altri dirigenti toscani. Il Garante: struttura abbandonata a se stessa. Un direttore diverso ogni settimana. Nel carcere fiorentino di Sollicciano, dopo che la direttrice titolare Antonella Tuoni è entrata in malattia, alla direzione si alternano in continuazione persone diverse. Una mancanza di stabilità che va a pesare su un istituto penitenziario già di per sé molto complesso. Ad alternarsi alla guida della struttura, ci sono principalmente i direttori o le direttrici di altre carceri toscane, che però devono svolgere contemporaneamente il ruolo in due penitenziari diversi.
- Ferrara. I Radicali all’Arginone: “Ancora troppi detenuti. Tanti i casi psichiatrici”
- Venezia. “Dal carcere saper creare ponti”: intervista al nuovo direttore di Santa Maria Maggiore
- Udine. Una manifestazione per sensibilizzare sul trattamento nelle carceri
- Milano. Dai detenuti di San Vittore un video per gli auguri degli 88 anni del Papa
- Asti. La Casa di Reclusione accoglie il Vescovo per la messa solenne di Natale









