di Maurizio Ambrosini
Avvenire, 21 agosto 2024
La tragedia di Palermo, con la mobilitazione per salvare i sopravvissuti e trovare i dispersi, ci spinge a una riflessione ulteriore: perché coi migranti non accade? Ci sono naufraghi e naufraghi. Non sorprende l’emozione suscitata e la grande mobilitazione per trarre in salvo le persone (occidentali e benestanti) coinvolte nel naufragio del mega-yacht Bayesian, nave a vela di 56 metri di lunghezza, al largo di Porticello, 20 chilometri da Palermo. C’è trepidazione per i sei dispersi, tra cui il tycoon tecnologico Mike Lynch, il Bill Gates britannico, mentre i quindici salvati sono stati immediatamente condotti al pronto soccorso di Termini Imerese. Sempre in mare si dovrebbe agire così, sempre si dovrebbe palpitare per la sorte dei naufraghi, sempre bisognerebbe ricoverare a terra gli scampati il più presto possibile.
di Antonio Maria Mira
Avvenire, 21 agosto 2024
Il coraggio di denunciare caporali e sfruttatori. Trovando per fortuna chi ascolta, aiuta, protegge. Accade al Nord come al Sud, con numeri importanti: 46 braccianti pachistani e afghani a Pordenone, 40 nordafricani a Paternò e Scordia, nel Catanese. Con processi che hanno portato alla condanna di caporali e sfruttatori e a una nuova vita degli immigrati, con permesso di soggiorno e un vero lavoro. “Dopo che abbiamo appreso come stavano le cose per noi, ho deciso che ne avevo abbastanza di essere sfruttato e trattato come uno schiavo”.
di Lorenzo Nicolao
Corriere della Sera, 21 agosto 2024
La maggioranza vive al Nord e ha origini romene e albanesi. Il 25% degli aventi diritto studia in Lombardia. Tra le altre nazionalità interessate anche quelle cinesi e marocchine. L’acquisizione della cittadinanza italiana è nuovamente al centro del dibattito politico, dopo l’apertura di Forza Italia all’introduzione dello Ius scholae. Un cambiamento, che legherebbe l’acquisizione della cittadinanza al compimento di un intero ciclo di studi (secondo precedenti formulazioni discusse in Parlamento chi ha frequentato regolarmente per almeno 5 anni, uno o più cicli scolastici presso istituti appartenenti al sistema nazionale di istruzione) riguarderebbe oltre 300mila dei 914.860 alunni che studiano in Italia e non hanno ancora compiuto 17 anni.
di Salvatore Fachile*
Il Manifesto, 21 agosto 2024
Il coinvolgimento dell’Unhcr nel protocollo Roma Tirana non rischia solo di legittimare un progetto che ha l’obiettivo di cancellare il diritto d’asilo, ma innesca una dinamica mistificatoria nei confronti dell’opinione pubblica e della società civile che contro un simile proposito dovrebbero battersi. L’Unhcr era stata inizialmente esclusa dal governo dall’operazione Albania, dall’apertura di un centro fuori dal territorio italiano per portare a termine concettualmente l’operazione di esternalizzazione del diritto di asilo.
di Errico Novi
Il Dubbio, 20 agosto 2024
Dopo un Decreto che è sembrato fatto apposta per ostruire la legge di Giachetti, l’attenzione mostrata dai grandi media sul dramma penitenziario può spingere l’esecutivo a un vero cambio di passo. a partire da una “alleanza” a portata di mano. Prima le proposte deflattive indicate alla Camera, poi la crescente enfasi dei report sul sovraffollamento: così l’Autorità nazionale apre la strada ai rimedi di Nordio. Ferragosto in carcere: è ormai un tòpos della politica. Un rituale. Forse una banalizzazione, almeno rispetto al puntuale e, fino a qualche anno fa solitario, gesto di Marco Pannella, dei “suoi” radicali e degli avvocati, naturalmente. Ma anche i gesti più ritualistici che animati da volontà di cambiamento possono produrre, in modo involontario, effetti utili.
di Guido Boffo
Il Messaggero, 20 agosto 2024
Uno dei temi drammatici dell’estate, ma siamo sicuri che lo resterà anche nelle prossime stagioni, e nei prossimi anni, è il sovraffollamento carcerario. Tanto per rendere l’idea: al 29 luglio le carceri italiane ospitavano 61.134 detenuti, rispetto a 47.004 posti disponibili: dunque ci sono 14.130 persone che vivono in condizioni estreme, e hanno già varcato la linea sottile tra pena e penosità. È evidente che l’opinione pubblica, al di fuori dalle associazioni che se ne occupano per missione, sia emotivamente soltanto sfiorata da questa emergenza, che riguarda i paria della nostra società, i delinquenti al netto di errori giudiziari, quelli che se lo sono meritato. Ma in proposito la Costituzione italiana parla chiaro: le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato (art. 27). Nelle carceri italiane la rieducazione è un lusso e la sopravvivenza una scommessa quotidiana, anche per chi sta dall’altra parte delle inferriate, le guardie carcerarie e il personale civile degli istituti, sottoposti a un livello di stress insopportabile. Non si contano ormai le rivolte e le aggressioni. Quanto al senso di umanità, il livello di osservanza è ben illustrato dal dato drammatico dei suicidi nelle nostre strutture penitenziarie: solo quest’anno 63, il 43% in più del 2023.
di Alessandro Stomeo*
lecceprima.it, 20 agosto 2024
“Frottole sovraffollate” è il titolo dell’editoriale di Marco Travaglio che si legge sul Fatto Quotidiano dello scorso 26 luglio; il sarcasmo, o il cinismo, dell’autore lo porta a “scherzare” con il fenomeno del sovraffollamento carcerario e, ancora peggio, con la tragedia umanitaria dei suicidi all’interno delle strutture penitenziarie, 62 detenuti e 7 agenti di Polizia penitenziaria nel 2024, in soli 8 mesi, hanno deciso di togliersi la vita. Travaglio sostiene che il problema del sovraffollamento non sia reale ma frutto di un equivoco nei calcoli visto che la legge sull’Ordinamento Penitenziario del 1975 prevedrebbe 9 metri quadrati per ogni detenuto mentre altre fonti, come la Corte di Strasburgo, ne prevedono 3. Così, secondo Travaglio, le carceri italiane risulterebbero sovraffollate solo perché il parametro di riferimento normativo italiano, i 9 metri quadrati per ogni detenuto, è più ampio di quello europeo che ritiene bastevoli 3 metri quadrati per ogni detenuto per essere in regola con le capienze.
di Desi Bruno*
Il Dubbio, 20 agosto 2024
La doverosa premessa: chi scrive condivide in toto la proposta Giachetti sull’aumento dei giorni di liberazione anticipata, con spregio indicata come “indultino mascherato”, ma comunque la si chiami trattasi di un tentativo di ridurre il sovraffollamento liberando detenuti ormai a fine pena, strumento deflattivo già in passato opportunamente utilizzato. Sono ancor più d’accordo con un provvedimento di amnistia e indulto con caratteristiche analoghe a quello ultimo del 2006, accompagnato magari da quegli interventi normativi strutturali e di revisione sistemica dell’universo carcere che parrebbero timidamente comparire nel decreto, oggi legge Nordio sulle carceri, come gli elenchi a disposizione per gli inserimenti comunitari, per detenuti tossicodipendenti o comunque in difficoltà socio- economica e per lo più abitativa, a cui potrebbe aggiungersi l’intervento annunciato sulla custodia cautelare.
di Franco Insardà
Il Dubbio, 20 agosto 2024
Le condizioni igienico-sanitarie degli istituti penitenziari italiani sono davvero preoccupanti e per questo motivo l’associazione Luca Coscioni ha inviato 102 diffide alle direzioni generali delle Asl delle città dove si trovano i 189 istituti penali italiani. Si tratta di diffide ad adempiere al proprio compito stabilito dalla legge: procedere a sopralluoghi nelle strutture penitenziarie di loro competenza con il fine di apprezzare le circostanze relative all’igiene e le profilassi delle stesse, della fornitura di tutti i servizi socio-sanitari e di agire di conseguenza, qualora esse non siano a norma.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 20 agosto 2024
Un “detenuto psichiatrico” - per usare il gergo dei sindacati di polizia penitenziaria - domenica pomeriggio ha dato fuoco alla sua cella nel carcere romano di Regina Coeli. Risultato: due agenti intossicati e portati in ospedale. E ancora ieri “gruppi di detenuti armati di bastoni sono arrivati quasi allo scontro, sembra per stabilire il dominio nei traffici illeciti”, denuncia 1’Fp Cgil. Nelle stesse ore nel bolognese Dozza una rissa scoppiata tra reclusi ha lasciato contusi tre poliziotti penitenziari, e a Castrovillari un incendio appiccato da un detenuto avrebbe costretto un agente alle cure del pronto soccorso.











