di Sergio Rizza
Corriere della Sera, 21 dicembre 2024
La direttrice: “Nessuno si dimentica di voi, so che volete cambiare”. Il quintetto suona. Ma non è un concerto come gli altri. Perché le note volano dagli strumenti e “risuonano” nella speranza di un’ora diversa che alberga nel cuore di un pubblico speciale: quello delle detenute e dei detenuti della casa circondariale di via Monte Gleno. Il Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo, ieri mattina (venerdì 20 dicembre 2024), ha portato la musica come un dono natalizio a chi è rinchiuso. Quaranta minuti di programma nell’attrezzato auditorium dell’istituto. Un sold out con 130-140 detenuti a occupare tutti i posti disponibili.
di Paolo Foschini
Corriere della Sera, 21 dicembre 2024
Per la prima volta un percorso speciale anche nelle carceri. Antigone denuncia: nel 2024 suicidi (86) e affollamento da record. Il ruolo di 20mila volontari, il Papa invoca “amnistia e condono”. Amir Dhouiou aveva 21 anni e si è impiccato nel bagno della sua cella a Marassi il 4 dicembre. Lo stesso giorno nel carcere veronese di Montorio si appendeva per il collo anche il 24enne Robert Octavian, morto in ospedale 48 ore più tardi. In quella settimana, col suicidio numero 86 dall’inizio di quest’anno, è stato battuto il già tremendo record di 84 suicidi nelle prigioni italiane toccato nel 2022 (cioè, per l’amministrazione penitenziaria quelli “accertati” sarebbero 79, cui però vanno aggiunti altri 22 decessi per “cause da accertare”: suona perfino peggio).
sassaritoday.it, 21 dicembre 2024
C’è vita, c’è presente e c’è futuro fuori dal carcere. Si chiama “Mi riscatto per Alghero” il progetto al centro del protocollo d’intesa siglato tra il Comune di Alghero e il dipartimento amministrazione penitenziaria - casa reclusione di Alghero. Vengono introdotte una serie di importanti collaborazioni tra la casa circondariale di via Vittorio Emanuele e l’amministrazione comunale. Il sindaco Raimondo Cacciotto e la direttrice del carcere Tullia Carra hanno siglato un accordo di validità triennale che promuove e realizza interventi di politica attiva a favore di lavoratori e persone appartenenti a categorie in condizioni di svantaggio che hanno difficoltà a inserirsi nel mondo del lavoro, impegnandoli in lavori di pubblica utilità.
di Elisabetta Cina
gaeta.it, 21 dicembre 2024
L’incontro intitolato “Il volto costituzionale del carcere” ha avuto luogo nella sala Don Peppe Diana, all’interno del Consiglio regionale della Campania. L’evento si è svolto in concomitanza con la presentazione del libro “Carcere. Idee, proposte e riflessioni”, scritto da Samuele Ciambriello, il garante campano per le persone soggette a misure restrittive della libertà. Questo incontro, promosso dal garante e dall’Associazione Ex Consiglieri Regionali, ha visto la partecipazione di figure di spicco nel settore della giustizia e della pastorale carceraria, creando un’importante opportunità per riflettere sulle problematiche attuali che affliggono le carceri italiane.
ilpescara.it, 21 dicembre 2024
Successo per lo spettacolo teatrale “Come semi d’autunno” che si è tenuto nei giorni scorsi nel carcere San Donato di Pescara. A organizzare l’evento sono stati l’associazione Voci di dentro e la casa circondariale. All’evento sono stati presenti il presidente del tribunale di sorveglianza dell’Abruzzo, Mariarosaria Parruti, il garante regionale dei detenuti, Giammarco Cifaldi, la direttrice dell’istituto, Lucia Difelicentanio, le responsabili dell’area educativa e una folta rappresentanza di detenuti.
di Marco Mintillo
gaeta.it, 21 dicembre 2024
Detenuti del carcere di Fossombrone donano opere d’arte in origami e altri oggetti ai reparti pediatrici, promuovendo solidarietà e reinserimento sociale attraverso la creatività e l’impegno comunitario. Ultimamente, il carcere di Fossombrone ha dato prova di come la creatività e la solidarietà possano incontrarsi anche in contesti inaspettati. Mercoledì scorso, alcuni detenuti hanno consegnato in dono ai dirigenti di pediatria dell’Azienda Sanitaria Territoriale di Pesaro-Urbino opere realizzate con la tecnica dell’origami, destinate ad abbellire i reparti pediatrici degli ospedali della zona. Questa iniziativa dimostra non solo l’abilità manuale dei detenuti, ma anche il loro desiderio di contribuire al benessere dei più piccoli, un gesto che si inserisce in un progetto più ampio di reinserimento sociale attraverso attività artistiche.
di Ilaria Beretta
Avvenire, 21 dicembre 2024
Giovanna Canzi per 4 anni ha insegnato nella casa circondariale di Monza. Ora la sua esperienza è diventata un libro. Il segretario scolastico chiama la docente designata per la supplenza di italiano nell’istituto del carcere di Monza con la voce imbarazzata di chi prova quasi a scusarsi di un’assegnazione così complessa. Invece, dall’altra parte del telefono, Giovanni Canzi risponde sì senza fare una piega. E anzi - anche se il segretario non lo sa - la sua interlocutrice sta facendo i salti di gioia.
di Sabino Cassese
Corriere della Sera, 21 dicembre 2024
Più il litigio prende il posto del conflitto, più si bisticcia per attirare l’attenzione (i titoli preferiti da alcuni media evocano la bufera, lo scontro e il duello), più si può fare a meno di proposte politiche e di programmi. Tra gli stranieri che conoscono l’Italia è diffusa l’idea che gli abitanti della penisola abbiano un’immagine distorta del loro Paese e che, quindi, la politica italiana sia una politica dell’irrealtà. Questo difetto ottico si declina in due modi: il primo riguarda la percezione collettiva della situazione italiana, il secondo attiene al modo sbagliato in cui opposizione e maggioranza interagiscono.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 21 dicembre 2024
Il processo che conta, sul trucismo, è quello politico. La sentenza del tribunale di Palermo è una concessione alla Realpolitik e può creare un precedente pericoloso. Il processo che conta è politico. Così Meloni ha condannato il salvinismo all’irrilevanza sull’immigrazione. Salvini assolto, il salvinismo no. La sentenza di un tribunale conta, naturalmente, e Salvini ha ottime ragioni per esultare per le quattro parole consegnate ieri dal Tribunale di Palermo sul caso Open Arms: il fatto non sussiste. Si potrebbe dire che quella del Tribunale di Palermo sia stata una sentenza dal sapore politico, per così dire, perché ad aver confessato di aver violato il diritto del mare, cinque anni fa, sul caso Open Arms, fu lo stesso ex ministro dell’Interno e la sentenza del tribunale, da questo punto di vista, è una concessione alla Realpolitik e può creare un precedente pericoloso: se un ministro decide di mettere la propaganda politica su un piedistallo più alto del rispetto del diritto internazionale quel ministro è legittimato a farlo. La sentenza del tribunale di Palermo è importante e va rispettata, come si dice in questi casi, anche se con qualche dubbio, e se a Salvini fosse stata data una piccola pena pari a mille ore da dedicare allo studio dei trattati internazionali e altre mille ore da dedicare a girare per il Mediterraneo con una ong non sarebbe stato uno scandalo.
di Danilo Paolini
Avvenire, 21 dicembre 2024
Il verdetto nel processo Open Arms stabilisce che il ministro non ha commesso sequestro di persona: il fatto non sussiste. Tuttavia i fatti esistono e raccontano che ci fu affronto all’umanità. Chi non ha mai sentito l’espressione “sembra un porto di mare”, per indicare un luogo dove c’è un continuo viavai? Si dice così proprio perché il porto è un luogo aperto per definizione, crocevia di storie e di culture diverse, mescolanza di varia umanità. I porti non si possono chiudere, come cercò di fare Matteo Salvini, perché la garanzia di un approdo sulla terra ferma è qualcosa che ha che fare con il diritto umanitario universalmente riconosciuto, con l’incolumità e la sicurezza di vite. È una norma che non c’è neanche bisogno di scrivere, perché è incisa da sempre nelle coscienze di chi va per mare. Ed è auspicabile che lo sia in tutte le coscienze. Lo abbiamo scritto così tante volte che ai nostri lettori più affezionati sarà venuto a noia, ma non bisogna mai stancarsi di contrastare una narrazione tossica dei fatti.
- Migranti. Sui Paesi “sicuri” il Governo non è al di sopra della legge
- Stati Uniti. Con Biden mai così tanti migranti espulsi dalle frontiere americane
- Arabia Saudita. La “guerra alla droga” fa strage di diritti e di detenuti
- Siria. Tornati alla vita dal buio del carcere di Sednaya
- I dati che non tornano sui detenuti morti e le possibili conseguenze sul giudizio di Strasburgo









