La Nuova Sardegna, 20 dicembre 2024
In cella da agosto la piccola di un anno e la donna sono state trasferite in una casa protetta. Il garante Gianfranco Favini: “Un grande risultato, arrivato grazie a una lotta civile contro la burocrazia carceraria e le istituzioni territoriali”. La bimba di un anno, nel carcere di Bancali da agosto, passerà il Natale in una casa protetta dove è stata trasferita insieme alla mamma. A dare la notizia il garante dei detenuti Gianfranco Favini che esulta: “Un grande risultato, con una lotta civile contro la burocrazia carceraria e istituzioni territoriali”.
parmatoday.it, 20 dicembre 2024
Si è parlato anche dei suicidi in carcere: “Purtroppo l’Emilia-Romagna detiene questo record negativo, le attività carcerarie diventano il modo principale per sostenere il detenuto nel suo percorso di recupero”. Laboratori di teatro, detenuti attori. Il carcere di Parma si conferma un modello nell’utilizzo dell’attività teatrale come strumento di recupero e reinserimento dei detenuti. Nella casa circondariale della città ducale, infatti, da oltre vent’anni sono attivi progetti teatrali con laboratori che coinvolgono numerosi detenuti. È quanto è emerso nel corso del convegno svoltosi oggi a Parma sul tema dell’attività teatrale in carcere organizzato grazie al contributo del Garante regionale dei detenuti Roberto Cavalieri.
ildolomiti.it, 20 dicembre 2024
L’opera realizzata dai detenuti con la supervisione dell’associazione Slow Cinema e delle artiste Silvia Gadda e Laura Ghianda. L’opera è ispirata al tema dell’inverno, visto come una stagione di riposo e cambiamento. “L’iniziativa, accolta con molto favore dalla popolazione detenuta, ha contribuito a rendere meno grigio il carcere” ha spiegato la direttrice della struttura Annarita Nuzzaci. Il murales è stato realizzato grazie al contributo comunale e alla donazione liberale della società Vitrum.
di Marina Lomunno
Avvenire, 20 dicembre 2024
“L’avventura della strada, la gioia dell’incontro con gli altri, la cura verso i più fragili: questo deve animare il vostro servizio di cardinali”. Sono le priorità che papa Francesco ha indicato ai 21 cardinali creati nel concistoro dello scorso 7 dicembre e che l’arcivescovo di Torino e vescovo di Susa, Roberto Repole, ha iniziato a rendere visibili nelle prime uscite pubbliche con la porpora. Martedì 10, appena tornato da Roma, ha presieduto la Messa presso l’Arsenale della Pace: l’occasione il 60° di fondazione, da parte di Ernesto Olivero e numerosi amici, del Sermig, il Servizio missionario giovani che dal 1983 a Torino e poi in Brasile e Giordania cammina accanto agli emarginati e accoglie gli “scartati” della società.
di Franco Corleone
L’Espresso, 20 dicembre 2024
Il 6 e 7 dicembre si è svolta a Roma una Conferenza nazionale autogestita per la Salute Mentale promossa da un cartello vastissimo di associazioni che hanno voluto far sentire la voce dell’indignazione contro l’involuzione autoritaria che vuole schiacciare i deboli, i soggetti fragili, i migranti, i poveri, i detenuti. Appare sempre più chiaro il disegno del governo Meloni di riscrivere la storia del Paese: cancellare o deformare le leggi che hanno affermato i diritti e prevedere nuovi reati o aggravare le pene.
di Daniele Novara
Avvenire, 20 dicembre 2024
Qualche sera fa ero a Conselve, in provincia di Padova, per un incontro rivolto ai genitori. Sono spesso in giro dal nord al sud d’Italia per cercare di aiutare questa categoria che si trova in uno stato di particolare fragilità e a cui mi sto dedicando insieme al mio Istituto Cpp da tantissimi anni. Alla fine del mio intervento sul tema Il coraggio di educare, tra i duecento partecipanti, un signore alza la mano: “Perché i ragazzi si portano dietro i coltelli?”. Se persistevano dubbi sulla consistenza del fenomeno, senz’altro questa domanda non lascia molto spazio a equivoci.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 20 dicembre 2024
Il provvedimento riguardava il rigetto, da parte di una Commissione territoriale, di una domanda di protezione internazionale presentata da un cittadino di un Paese terzo (la Tunisia) inserito nell’elenco dei Paesi di origine sicuri. Spetta “al circuito democratico della rappresentanza popolare la scelta politica di prevedere, in conformità con la disciplina europea, un regime differenziato di esame delle domande di asilo per gli stranieri che provengono da paesi di origine designati come sicuri”. E dunque il giudice “non può sostituirsi al ministro degli Affari esteri” né “può annullare con effetti erga omnes il decreto ministeriale”. Tuttavia “il giudice ordinario, nell’ambito dell’esame completo ed ex nunc, può valutare, sulla base delle fonti istituzionali e qualificate di cui all’art. 37 della direttiva 2013/ 32/ UE, la sussistenza dei presupposti di legittimità di tale designazione, ed eventualmente disapplicare in via incidentale, in parte qua, il decreto ministeriale recante la lista dei paesi di origine sicuri (secondo la disciplina ratione temporis), allorché la designazione operata dall’autorità governativa contrasti in modo manifesto con i criteri di qualificazione stabiliti dalla normativa europea o nazionale”. È quanto affermato ieri da una sentenza della prima sezione civile della Corte di Cassazione, che ha risposto ad un rinvio pregiudiziale del Tribunale di Roma del 1° luglio scorso.
di Giacomo Puletti
Il Dubbio, 20 dicembre 2024
Intervista al costituzionalista Michele Ainis sul processo a Matteo Salvini: “Il nostro tempo è diventato più crudo ed è un tempo di crisi del diritto internazionale. Ebbene, questa crisi non va assecondata né giustificata”. “Io non devo anticipare le sentenze dei giudici: quel che posso dire è che il nostro tempo è diventato più crudo ed è un tempo di crisi del diritto internazionale. Ebbene, questa crisi non va assecondata né giustificata”. Parola del costituzionalista Michele Ainis, che non si sbilancia sulla sentenza prevista per oggi del processo Open Arms contro Matteo Salvini ma, aggiunge, “un atto politico non è svincolato dal rispetto delle leggi”.
di Barbara Stefanelli
Corriere della Sera, 20 dicembre 2024
La caduta di Assad mostra la debolezza strutturale delle dittature. Da Damasco a Kabul fino a Teheran sono ora in gioco gli equilibri della regione. Ma serve l’impegno di tutti per far risalire i diritti nelle agende internazionali. Narges Mohammadi, premio Nobel per la pace 2023, dissidente iraniana in carcere con condanne che si accumulano invece di consumarsi, ha scritto tempo fa una lettera al mondo invitandoci ad ascoltare il sibilo che arriva quando un muro comincia a creparsi e finalmente l’aria passa. Succede ogni volta che la presunta “stabilità” dei regimi viene svelata nella sua debolezza strutturale. Succede se la gente comincia ad avere meno paura. E succederà, assicura ottimista Mohammadi - nonostante la reclusione, lo strazio dovuto a cardiopatie e un sospetto cancro, la separazione dai figli che erano bambini e sono ormai maggiorenni -, “succederà che un giorno quel muro, eroso, verrà giù di colpo”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 19 dicembre 2024
Ci sono famiglie che si sentono isolate e trascurate, sole alle prese con problemi angosciosi, generati dalla presenza di un congiunto - spesso un figlio - sofferente per un disturbo psichico. E che talvolta incappa nelle maglie della giustizia, con conseguenze ancora più pesanti. Proprio ieri abbiamo parlato di un ragazzo che è finito nel carcere sardo di Uta per un episodio psicotico. Il gip ha chiesto chiaramente la scarcerazione e il trasferimento in comunità. Ma ci sono ostacoli e ancora si trova illegalmente dentro. La garante regionale Irene Testa ha lanciato l’allarme. Ma tante sono le famiglie lasciate da sole a causa dell’incompiutezza della riforma Basaglia che ha portato alla chiusura dei manicomi.
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