di Michele Magno
Il Manifesto, 20 dicembre 2024
C’è quella dedicata al panettone italiano, quella per celebrare gli antichi mestieri, quella sulla scrittura a mano, quelle in memoria del calendario gregoriano e delle vittime della strada. Sono circa 80 i disegni di legge presentati in questa legislatura che propongono di istituire ricorrenze dedicate a qualcosa da ricordare. Curiosamente, solo quella in memoria delle vittime degli errori giudiziari incontra l’ostilità di diverse forze politiche - Pd incluso - forse per non fare uno sgarbo all’Anm o perché temono una “delegittimazione della magistratura”. È allora opportuno citare qualche dato. L’associazione Errorigiudiziari.com - fondata da Benedetto Lattanzi e Valentino Maimone oltre 25 anni fa - si avvale di un archivio online, unico in Italia e in Europa, sui casi di errori giudiziari e ingiusta detenzione. Il 16 aprile 2024 ha pubblicato un report con i dati aggiornati al 31 dicembre 2023. Come ricordano i redattori del Rapporto, c’è una differenza tra le vittime di ingiusta detenzione (chi subisce una custodia cautelare in carcere o agli arresti domiciliari, salvo poi essere assolto) e chi deve fare i conti con un vero e proprio errore giudiziario (cioè chi, dopo essere stato condannato con sentenza definitiva, viene assolto in seguito a un processo di revisione).
consiglio.regione.fvg.it, 20 dicembre 2024
“La prima grande riforma del sistema penitenziario italiano compie l’anno prossimo 50 anni, eppure il tempo trascorso non è bastato per trasformare progressivamente le nostre carceri in un modello moderno e coerente con le proprie leggi e con quelle di natura internazionale, alle quali l’Italia ha pure aderito”. Lo afferma in una nota il Garante regionale dei diritti della persona, Enrico Sbriglia, a margine della conferenza dei Garanti territoriali svoltasi a Roma. “Questa è l’eredità che è stata lasciata al Governo attuale” evidenzia Sbriglia, che definisce “sbrigativa e poco comprensibile la censura rivolta al ddl 1660 Piantedosi-Nordio-Crosetto, non trovando alcuna ragione sul perché ci si debba esprimere in anticipo, in modo critico, su provvedimenti legislativi ancora non vigenti, mentre sarebbe necessario, e non da oggi, concentrarsi sulla mancata attuazione di norme già in vigore da decenni e mai realmente concretizzate”.
di Antonio Anastasi
quotidianodelsud.it, 20 dicembre 2024
Un giovane si tolse la vita dopo un arresto. Il Gup del Tribunale di Crotone Edoardo D’Ambrosio ha rinviato a giudizio uno psichiatra e due uomini della polizia penitenziaria per la morte in carcere di un detenuto di 39 anni, Danilo Garofalo, di Petilia Policastro, avvenuta nel settembre 2022. Un “nuovo giunto”, come si dice nel gergo dei penitenziari, che si sarebbe tolto la vita impiccandosi con i lacci delle scarpe a poche ore dall’arresto per maltrattamenti in famiglia. Per capire perché gli furono lasciati i laccetti, nonostante le prescrizioni che vietano l’uso di stringhe, la pm Ines Bellesi aveva iscritto nel registro degli indagati, per l’ipotesi di omicidio colposo, F. L., medico psichiatra dirigente del presidio penitenziario dell’Asp, il sovrintendente G.P. e l’assistente capo E. L. In aula a insistere per la richiesta di giudizio c’era il pm Pasquale Festa. A lui si sono associati gli avvocati Maria Pia Antonietta Garofalo e Giovambattista Scordamaglia, che rappresentano i familiari della vittima. La richiesta è stata accolta dal gup. Gli imputati erano difesi dagli avvocati Aldo Truncè, Carmine Mancuso, Antonio De Cicco.
di Niccolò Dolce
torinocronaca.it, 20 dicembre 2024
Monica Gallo, in Comune, ha presentato “Morire di carcere. Raccolta di riflessioni sui suicidi in carcere 2024”. Mai così tanti morti e suicidi nelle carceri italiane. Il 2024, per il nostro Paese, si sta concludendo con un detenuto che si è tolto la vita nel carcere di Bergamo: è il numero 89 dall’inizio dell’anno. Ieri, al termine della conferenza stampa di fine anno, in Sala Rossa, del consiglio comunale, la Garante dei detenuti di Torino, Monica Gallo, ha presentato la pubblicazione “Morire di carcere. Raccolta di riflessioni sui suicidi in carcere 2024”.
di Massimiliano Melley
milanotoday.it, 20 dicembre 2024
Diversi consiglieri contro la decisione di non costituirsi parte civile al processo contro gli ex gestori del Cpr, nonostante l’ordine del giorno approvato in aula: “Dovete venire a spiegare perché”. Giungi (Pd): “D’ora in poi valuterò i singoli provvedimenti”. Scoppia la polemica anche nell’aula del consiglio comunale sulla mancata costituzione in parte civile del Comune di Milano al processo contro gli ex gestori del Cpr di via Corelli, nonostante un ordine del giorno approvato dal consiglio comunale che chiedeva proprio questo. Il processo è a carico della società La Martinina e dei suoi ex gestori, dopo un’inchiesta che ha fatto emergere le gravissime condizioni igienico-sanitarie in cui versavano le persone ospitate all’interno della struttura. La mancata costituzione è stata motivata, da fonti comunali, col fatto che il Comune non avrebe ricevuto un “danno diretto” dall’ex gestore. Giovedì, durante gli interventi liberi prima di discutere gli ordini del giorno collegati al bilancio previsionale, alcuni consiglieri di maggioranza si sono espressi duramente contro la decisione di Palazzo Marino.
di Vera Mantengoli
Corriere del Veneto, 20 dicembre 2024
“Diamo ai detenuti una nuova prospettiva di vita”. Il carcere di Santa Maria Maggiore e la scelta della ditta di restauro Lares: “Sfruttati gli incentivi della legge Smuraglia con 5 reclusi: hanno tanta voglia di mettersi in gioco”. Dal carcere di Santa Maria Maggiore a Piazza San Marco. Hanno dimostrato di volersi mettere in gioco e di avere le carte per farlo i cinque detenuti assunti dalla ditta di restauro Lares che opera in tutta Italia. A Venezia sono stati due i ristretti che, dopo i colloqui effettuati, hanno ottenuto l’articolo 21 che permette loro di uscire alla mattina, raggiungere i colleghi a San Marco e poi tornare in carcere alla sera.
di Alley Oop
Il Sole 24 Ore, 20 dicembre 2024
Un’opera d’arte che racconta il potere della rinascita e dell’inclusione sociale. Questo lo spirito di “Perdonami”, un’opera pittorica la cui creazione è stata curata da Igor Scalisi Palminteri insieme ad alcuni detenuti della Casa Circondariale “A. Burrafato” di Termini Imerese. Il tutto, nell’ambito di “Open”, un progetto finanziato dall’assessorato regionale per la famiglia col Piano Operativo del Fondo Sociale Europeo e promosso dal Centro Studi Opera Don Calabria.
vaticannews.va, 20 dicembre 2024
L’arcivescovo Gambelli ha celebrato ieri la Messa nel penitenziario, con lui il cardinale albanese Simoni, vittima delle persecuzioni del regime comunista. A lui Francesco ha affidato un messaggio da portare a tutti i carcerati: “Assicuro la mia vicinanza umana e spirituale. Li invito a confidare sempre in Dio, Padre buono e misericordioso”. “Desidero abbracciare tutti i detenuti a cui assicuro la mia vicinanza umana e spirituale. Li invito a confidare sempre in Dio, Padre buono e misericordioso”. Sono le parole che Papa Francesco rivolge a tutti i detenuti del carcere fiorentino di Sollicciano, in un messaggio letto al termine della Messa celebrata ieri pomeriggio, 19 dicembre, dall’arcivescovo di Firenze, monsignor Gherardo Gambelli. La liturgia è stata concelebrata dal cardinale Ernest Simoni, il porporato albanese vittima delle persecuzioni del regime comunista, invitato dall’arcivescovo ad unirsi a lui nella visita per Natale al penitenziario. Informato della presenza di Simoni, Papa Francesco gli ha inviato un messaggio da riportare ai carcerati.
veneziatoday.it, 20 dicembre 2024
I sei detenuti assunti sono stati selezionati tra i circa 270 ospiti della struttura. Sono italiani, tra i 25 e i 45 anni. Alcuni di loro sono laureati, altri hanno elevate competenze informatiche. Rispondono ai pazienti e fissano visite ed esami in tutti gli ospedali e in tutto il territorio dell’azienda sanitaria veneziana. Ma lo fanno dal carcere. Sono sei detenuti dell’istituto penitenziario maschile di Venezia, assunti a pieno titolo nella squadra del Cup dell’Ulss 3. Sono stati selezionati tra i circa 270 ospiti della struttura. Sono tutti italiani, tra i 25 e i 45 anni. Alcuni di loro sono laureati, altri hanno elevate competenze informatiche.
di Claudio Tadicini
Corriere del Mezzogiorno, 20 dicembre 2024
Il panettone, nel Salento, non è solo un dolce tradizionale natalizio. Da alcuni anni, infatti, è diventato un simbolo potente di speranza e inclusione sociale. Una vera e propria occasione di riscatto per i detenuti della casa circondariale leccese di Borgo San Nicola, che trovano (anche) in questo dolce natalizio un’opportunità per reintegrarsi nella società, apprendendo nuove competenze per costruirsi, una volta scontata la pena, un futuro migliore.
- Sassari. Miracolo di Natale: la detenuta bambina e sua mamma lasciano il carcere
- Parma. Il Garante dei detenuti: “Teatro in carcere, il carcere della città è un modello”
- Trento. Da oggi un murales colora il carcere di Spini di Gardolo
- Torino. L’Arcivescovo Repole ai carcerati: “Gesù viene per tutti”
- La repressione non guarisce una società malata









