di Giovanna Pasqualin Traversa
agensir.it, 19 dicembre 2024
Dalla Simpse arriva un progetto di riforma della sanità penitenziaria. Aumentano patologie psichiche, malattie infettive, diabete, obesità, tumori, ma anche tossicodipendenza e suicidi, mentre la frammentazione dell’assistenza sanitaria penitenziaria è all’origine del malfunzionamento del sistema. L’11 dicembre, al Ministero della Salute, la Società Italiana di Medicina e Sanità Penitenziaria ha lanciato un progetto di riforma. Il 2024 ha segnato una nuova emergenza per le carceri italiane. Sovraffollamento, mancanza di personale, strutture fatiscenti, difficoltà per il personale sono rimasti irrisolti, mentre le condizioni di vita dei detenuti sono peggiorate.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 19 dicembre 2024
Il record trentennale è stato ampiamente superato. E i dati del Dap escludono i morti in ospedale. Il sistema carcerario continua a essere teatro di drammatiche perdite umane, una vera e propria mattanza senza precedenti. La scorsa notte, un detenuto si è tolto la vita presso la Casa circondariale di Viterbo, segnando il settimo caso di suicidio nel Lazio nel 2024. Dall’inizio dell’anno si contano 88 suicidi (escludendo quelli avvenuti nei Cpr). Il record trentennale è stato ampiamente superato, anche se i dati ufficiali del Dap non includono i decessi avvenuti in ospedale a seguito di atti suicidi commessi in carcere. Proprio sulla discrepanza di questi dati, il deputato di Italia Viva Roberto Giachetti ha presentato di recente un’interrogazione parlamentare.
di Martina Ucci
L’Unità, 19 dicembre 2024
Un ragazzo di vent’anni si è tolto la vita nella notte tra martedì e mercoledì, nel carcere di Viterbo: è l’88esimo. Pd all’attacco: “Il governo non può continuare a nascondere questa emergenza” ha commentato la senatrice dem Di Biase. L’ennesimo suicidio in carcere. Questa volta a Viterbo. Il ragazzo aveva circa 20 anni, questo è tutto quello che si sa al momento. A dare la notizia è il Garante dei detenuti, Stefano Anastasia, che sottolinea come quello di oggi sia il sesto suicidio nel Lazio quest’anno. “Noi Garanti - dichiara Anastasìa - gli operatori sanitari, quelli penitenziari, e i volontari facciamo il possibile, ma la scarsità di spazi, personale e risorse finanziarie, insieme con l’irrigidimento della legislazione, della giurisprudenza e dell’amministrazione stanno rendendo le carceri luoghi invivibili e fuori controllo”. Sovraffollamento, inasprimento delle pene, condizioni di vita sotto la soglia della dignità in cui non vi è spazio per luoghi che aiutino il reinserimento nella società. Questi sono i motivi principali che stanno portando ad una vera e propria “dissipazione di vite e diritti nelle carceri”, come denuncia Anastasìa.
garantedetenutilazio.it, 19 dicembre 2024
Un’interrogazione parlamentare evidenzia le discrepanze tra i dati del Dap e quelli dell’osservatorio di Ristretti Orizzonti. Anche a seguito dell’interrogazione parlamentare del 3 dicembre scorso presentata dall’onorevole Giachetti al ministro della Giustizia, da diverse settimane si è animato un certo dibattito sugli effettivi numeri degli eventi suicidari avvenuti quest’anno negli istituti di pena nel nostro Paese. In particolare nell’interrogazione parlamentare si constatavano significative discrepanze tra quanto reso noto e monitorato dall’osservatorio “Morire di carcere” curato da Ristretti Orizzonti, i dati resi noti dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) e quelli infine pubblicati periodicamente a partire dal giugno di quest’anno dal Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale (Gnpl).
di Francesco Grignetti
La Stampa, 19 dicembre 2024
Il ministro Guardasigilli promette ispezioni e azioni disciplinari ai magistrati che non rispetteranno le norme. Il giorno dopo l’approvazione della cosiddetta “legge bavaglio” da parte di questo governo, arriva in Parlamento una missiva del ministro Carlo Nordio che può essere considerato un suo manifesto ideologico, ma anche la promessa di nuovi scontri con i magistrati. “Questo Governo - scrive il ministro Guardasigilli - ha messo in campo diversi interventi normativi di stampo garantista, finalizzati a rendere effettivi i principi costituzionali della riservatezza delle comunicazioni e del giusto processo, con misure dirette a tutelare non soltanto l’imputato e la vittima ma anche i terzi che si trovino eventualmente coinvolti nelle operazioni investigative, sia all’interno del processo che fuori dallo stesso”.
di Errico Novi
Il Dubbio, 19 dicembre 2024
Con la scissione dai giudici, i requirenti avranno il loro Csm, i loro agenti e discrezionalità. Servono bilanciamenti. Reclutare nuovi magistrati, nuovi cancellieri: è una rincorsa continua. In tutti gli uffici giudiziari. Si fa fatica a bilanciare, con le assunzioni, il naturale invecchiamento del personale, togato e amministrativo. Ma ieri il guardasigilli Carlo Nordio ha ricevuto una buona notizia: “Grazie all’intesa tra ministero dell’Interno e ministero della Giustizia, sono state aggiornate”, fanno sapere dal Viminale, “le aliquote del personale delle forze di polizia in servizio presso le sezioni di Polizia giudiziaria degli uffici di Procura. Contestualmente alla nuova ripartizione sono aumentati gli operatori impiegati, che salgono a 5.357 unità, nel rispetto del rapporto di proporzione con il numero dei magistrati previsti negli uffici giudiziari: due operatori per ogni magistrato in sede ordinaria e tre operatori per ogni magistrato in sede di Procura distrettuale”. Si tratta, chiarisce il ministero guidato da Matteo Piantedosi, di un intervento “atteso da tempo, con il quale le tabelle vengono adeguate al mutato scenario che negli anni si era andato delineando a seguito dell’istituzione di nuove Procure e delle rimodulazioni organiche dei magistrati inquirenti”.
di Guido Vitiello
Il Foglio, 19 dicembre 2024
Per comprendere le resistenze della corporazione togata alla creazione di una Giornata in memoria delle vittime dell’errore giudiziario bisogna tornare indietro negli anni. Si rilegga l’intervista che Marcello Maddalena, allora procuratore aggiunto a Torino, diede a Travaglio nel 1997. Le discussioni sulla malagiustizia peccano spesso di reductio ad Tortoram, ma è ancora a Tortora che dobbiamo tornare per comprendere le resistenze della corporazione togata alla creazione di una Giornata in memoria delle vittime dell’errore giudiziario.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 19 dicembre 2024
Istituita una task force tra servizi sanitari e penitenziari che hanno concordato una serie di attività. Sono 84 i suicidi nelle carceri italiane nel 2024, una cifra record che ha coinvolto anche la Toscana e in particolar modo il penitenziario di Sollicciano a Firenze, uno dei più critici a livello nazionale. Per questo la Regione Toscana ha varato un piano per prevenire questi eventi drammatici in cella. In sostanza, si tratta di una task force tra servizi sanitari e penitenziari che hanno concordato una serie di attività tra cui: valutazione del rischio all’arrivo del detenuto attraverso un colloquio psicologico da parte di uno staff multidisciplinare; di fronte ad un rischio evidente, il detenuto viene segnalato al servizio di sorveglianza e ai servizi di assistenza psicologica e psichiatrica; di fronte al rischio il detenuto viene coinvolto in una terapia mirata, sviluppata di concerto con i medici del penitenziario; formazione del personale su rilevazione del rischio.
tusciaweb.eu, 19 dicembre 2024
Giovane detenuto trovato morto in carcere. La tragedia è avvenuta nella notta tra il 17 e il 18 dicembre, all’interno della casa circondariale intitolata alla memoria del poliziotto Nicandro Izzo. Stando a quanto finora trapelato, l’uomo, di 23 anni italiano che si trovava recluso all’interno della sezione protetta, sarebbe stato trovato impiccato alle sbarre della finestra. Già da diversi giorni, secondo le prime ricostruzioni, avrebbe messo in atto uno sciopero della fame per le difficoltà personali.
di Sara Busato
Corriere del Veneto, 19 dicembre 2024
Garantire il diritto allo studio a tutti, compresi coloro che si trovano in condizione di privazione della libertà, è un principio fondamentale. Dal 2004, l’ateneo di Padova è protagonista in questo ambito grazie al progetto “Università in carcere”, un’iniziativa volta ad ampliare l’accesso all’istruzione universitaria per detenuti. Dopo vent’anni, i risultati sono tangibili: quest’anno, il polo universitario penitenziario registra un ulteriore sviluppo, rafforzando il suo ruolo di modello virtuoso nel panorama nazionale. Sono sessanta gli iscritti ad una delle sette scuole dell’ateneo: quarantasette nella casa di reclusione e tredici, selezionati in base ai risultati negli studi e alle esigenze di sicurezza interna, nel polo universitario, propriamente detto. Una “cittadella universitaria” che offre un ambiente adeguato allo studio dotato di spazi comuni, orari di visita estesi per i docenti e i ventuno tutor, collegamento a internet secondo limitazioni e biblioteca. “La scommessa è che possa esistere pur delle particolari condizioni di detenzione, uno spazio effettivo di tutela dei diritti del detenuto in quanto studente - commenta la professoressa Francesca Vianello, responsabile del coordinamento delle attività. L’auspicio è che l’impegno nello studio possa integrarsi con altri veicoli della riabilitazione”.
- Crotone. Il Garante: “Al più presto un protocollo per il reinserimento lavorativo come a Reggio”
- Arezzo. Fp Cgil: “No al Garante unico per i diritti dei detenuti e del personale penitenziario”
- Torino. Laboratori, doposcuola e cura: il modello per la giustizia riparativa dei minori
- Rimini. Beni di prima necessità donati ai detenuti dei Casetti
- Lecce. Alleviare i disagi dei figli dei detenuti. Compleanni coi cari, trasporti per i colloqui









