di Francesco Zuppiroli
Il Resto del Carlino, 18 agosto 2024
Ai “Casetti” sono rinchiuse 158 persone a fronte di 118 posti regolamentati. Il garante Roberto Cavalieri: “Il boom di ragazzi è legato al periodo estivo, che fa impennare gli arresti per spaccio, furto e rapina”. Ci sta il mare fuori. Fuori dalle sbarre del carcere di Rimini, dove l’Adriatico calamita (in senso figurato) i 158 paia di occhi che sbirciano al di là dell’orizzonte. Tante sono infatti, stando ai dati più aggiornati del Garante regionale per i detenuti, le persone oggi ristrette nella casa circondariale del territorio, dove invece la capienza massima sarebbe di 118 detenuti. Un sovraffollamento di ben 40 persone che rappresenta però quasi un’abitudine per una casa circondariale abituata ad oscillazioni e sovra-stress nel periodo estivo. “È una peculiarità di Rimini”, ammette lo stesso Roberto Cavalieri, garante dei detenuti, che sottolinea anche come “più di uno su dieci persone ristrette ai ‘Casetti’ è under25”. Oltre al sovraffollamento cronico in estate infatti l’altro tratto distintivo del nostro carcere è rappresentato dall’elevata percentuale - la più alta tra le carceri dell’Emilia-Romagna - di detenuti cosiddetti “giovani adulti”. Ai ‘Casetti’ le persone ristrette con età inferiore ai 25 anni rappresenta ben l’11,3 per cento del totale (18 persone), staccando abbondantemente l’altro carcere in cui la percentuale sul totale è elevata (Piacenza fa registrare il 9,8%).
di Nicoletta Gigli
Il Messaggero, 18 agosto 2024
I due detenuti lavorano grazie a Seconda Chance, la onlus fondata dalla giornalista Flavia Filippi. “Ho iniziato a lavorare qui il 9 gennaio. Ero in carcere da febbraio 2020 e ancora mi emoziono se ripenso alle sensazioni provate quel giorno. Sono grato a chi mi ha permesso di riassaporare la libertà, per loro ci sarò sempre”. Renato, 52 anni, romano, detenuto nel carcere di Sabbione nella sezione dei semiliberi, è al lavoro nella clinica veterinaria Tyrus. Dopo aver svolto la formazione grazie alla piattaforma messa a disposizione da Unisvet è diventato tecnico veterinario della clinica che sta a due passi dal carcere. Racconta di sé nella stanza dedicata alla riabilitazione di cani e gatti dove affianca il fisioterapista, Simone Bargellini.
di Igor Traboni
Avvenire, 18 agosto 2024
Il progetto del I Municipio, avallato dal Comune, prevede recinti per evitare i bivacchi notturni. Chi conosce bene la realtà degli ultimi, però, rilancia altre soluzioni. A cominciare da Sant’Egidio. Lo chiamano “il dente cariato”: un po’ per la morfologia, un po’ perché dà proprio l’idea di qualcosa andata a male, con quel brutto colpo d’occhio, una volta usciti dalla stazione Termini sulla sinistra, di un “serpentone” con oltre 20 tra negozi e fast food. Una “carie” che si spinge verso piazza dei Cinquecento, i cui due portici al tramonto diventano l’unica dimora di chi un posto per dormire proprio non ce l’ha e si adatta alla meglio, tra cartoni, vecchie coperte, sporcizia ovunque e piccioni che arrivano a beccare anche i piedi.
di Concita De Gregorio
La Repubblica, 18 agosto 2024
Vivo giorni di isolamento in una speciale comunità, quella della cura. Qui, in un ospedale, l’equilibrio è tutto: è misura millimetrica dell’ascolto e del rispetto del vicino, dell’altro. Solo chi ci governa si sente, tracotante, nei panni di re Lear. La fine del dialogo, il disprezzo degli altri. Dov’è la sorgente, quale la causa e quale l’effetto? È stata la fine del dialogo - l’isolamento, la vita in cuffia, il soliloquio - ad aver provocato il disprezzo e la paura dell’altro? L’altro, in generale: che arrivi dal mare, che sia in carcere, che abbia diritto a morire come crede, a dirsi italiano per nascita, per studi, ad avere figli in accordo con chi e come vuole senza doverli nascondere per non incorrere in reati universali immaginari. L’altro da te.
di Enzo Risso
Il Domani, 18 agosto 2024
Le persone con meno risorse e reti sociali hanno minori opportunità di mobilità sociale e di accesso ai benefici derivanti dalle relazioni. Con questo presupposto, le diseguaglianze finiscono per esacerbarsi. Il capitale sociale langue in Italia. Sono fragili le risorse cui le persone possono attingere grazie alle qualità e quantità delle relazioni sociali e delle reti di connessioni che possiedono. Una recente indagine di Ipsos global Advisor, realizzata in 30 paesi, consente di mettere a confronto la qualità percepita delle relazioni sociali e familiari degli italiani con quelle dei cittadini degli altri paesi e permette di verificare lo stato di salute del capitale sociale presente nella nostra penisola.
di Gianfranco Schiavone
L’Unità, 18 agosto 2024
La retorica governativa maschera i flussi veri. Lasciar morire affogati o lasciar deportare naufraghi è servito soltanto a far aumentare il numero delle partenze da altri porti. Nel suo rapporto del 13 agosto 2024, l’agenzia europea Frontex ha diffuso dei dati relativi agli arrivi “irregolari” dei migranti in Europa nei primi sei mesi del 2024, suddivisi tra le diverse rotte migratorie. Il dato che balza immediatamente in evidenza riguarda la diminuzione di ben il 67% degli arrivi sulla rotta del Mediterraneo centrale, quella che ha come punto di arrivo l’Italia. La notizia è stata ripresa con grande enfasi propagandistica dal Governo italiano secondo il quale questa diminuzione dimostra il successo della sua politica. I dati forniti dall’agenzia mettono tuttavia in evidenza un parallelo forte aumento degli arrivi nella rotta occidentale verso la Grecia (più 57%) con migranti provenienti in prevalenza da Afganistan, Siria ed Egitto, e soprattutto indicano un’impennata della rotta occidentale atlantica, ovvero quella delle isole Canarie (più 154%).
di Giovanni Russo Spena
Left, 18 agosto 2024
Il ragazzo ha problemi psichici seri. Sappiamo bene che, purtroppo, il carcere non aiuta. Anzi, l’isolamento potrebbe indurlo a compiere gesti di autolesionismo. Ancora una volta poniamo attenzione all’asprezza della condizione carceraria, al garantismo, allo Stato di diritto. Qui parliamo della vita di un giovane italiano, detenuto da più di tre mesi nel carcere belga di Hasselt. Il ragazzo ha problemi psichici seri. Sappiamo bene che, purtroppo, il carcere non aiuta. Anzi, l’isolamento potrebbe indurlo a compiere gesti di autolesionismo. Ne parliamo con il padre.
di Marco Grasso
Il Fatto Quotidiano, 18 agosto 2024
Il ministero (bocciato dalla Corte) dà l’ok al rimpatrio di Hichem Riah, mentre in Senato si discute del Piano Mattei sull’energia. È inizio agosto, e a Portofino siamo nel pieno della stagione balneare. Fra la folla di turisti la polizia ferma un uomo in vacanza. Non ha il phisique du rôle del latitante: ha pernottato in un hotel con i suoi documenti, come farebbe chiunque non abbia nulla da temere. Eppure su Hichem Riah, 46 anni, rifugiato in Svizzera da anni, pende una nota dell’Interpol e un mandato di cattura internazionale. L’Algeria, il Paese in cui è nato, lo cerca per eseguire una sentenza per omicidio: un agguato a coltellate avvenuto al termine di una rissa. La condanna prevede la pena di morte.
di Umberto De Giovannangeli
L’Unità, 18 agosto 2024
“Non basta definire inaccettabile quello che sta succedendo a Gaza, il governo italiano agisca e si smetta di aver paura di definirlo genocidio, come ha già fatto l’Aja”. Silvia Stilli, presidente dell’associazione delle Organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale (Aoi): a Gaza continua la strage di innocenti. L’infanzia viene cancellata, come denunciano Unicef e Save the Children. E il mondo sta a guardare. A Gaza un padre torna a casa dalla registrazione anagrafica dei gemellini appena nati e trova loro e la moglie uccisi da un bombardamento israeliano. Erano questi i pericolosi terroristi da eliminare? Quanto dura l’indignazione? Qualche ora, una giornata, due? Da ottobre 40mila sono i palestinesi uccisi nella Striscia, di cui quasi 16mila minorenni. Le drammatiche storie di chi ha perduto tutto, sembrano scivolare presto sulla pelle della politica e anche dell’opinione pubblica. Ma la diplomazia internazionale non può più permettersi di stare a guardare, perché lo scenario di guerra è regionale. Qualche spiraglio di luce, se pure flebile, forse si può intravedere.
di Ilaria Beretta
Avvenire, 17 agosto 2024
Ventiquattro i piccoli reclusi con le madri nei penitenziari italiani. E con il dl carceri il numero rischia di aumentare. Il pediatra Paolo Siani: “Così non si tutelano i minori”. Sessantasette suicidi di detenuti dall’inizio dell’anno, sette agenti che si sono tolti la vita, novantotto vittime il cui decesso è per cause da accertare. Se c’era bisogno di un bilancio a Ferragosto, oltre al famigerato sovraffollamento che tocca il 120% secondo gli ultimi dati, questi numeri dicono tutto. Degli oltre 61mila detenuti ristretti, più di 6mila sono in carcere ma ancora in attesa di giudizio, e condividono con i condannati a pena definitiva tutte le criticità dei penitenziari italiani tra cui le condizioni strutturali e igieniche degli edifici. L’altra faccia dell’emergenza, poi, resta il caso dei bambini dietro le sbarre: sono 24 e non c’è nessuna volontà a livello parlamentare di “liberarli” dalla condizione di restrizione in cui anche loro, da innocenti, si trovano.
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