di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 17 agosto 2024
Le ultime circolari e la gestione del Gio affidate a Lina Di Domenico, vicina al sottosegretario alla Giustizia, mentre il numero uno del Dap, scelto dal ministro, resta low profile. In stand-by le norme per il nuovo 41 bis. Disordini a Torino, sovraffollamento, suicidi, timori per possibili rivolte, detenuti stretti nella morsa del caldo e agenti penitenziari costretti a straordinari ai limiti del disumano. In questa estate in cui (ancora una volta) si parla in termini emergenziali del carcere, in cui si confezionano decreti che - lo dicono gli esperti - risolveranno ben poco, si nota il profilo molto basso di chi le carceri dovrebbe gestirle. Il nome in questione è quello di Giovanni Russo, capo del Dap nominato dal ministro della Giustizia Carlo Nordio. Una figura in ombra la sua, che si contrappone a un profilo, che invece, emerge sempre di più, quello della vice capa del Dap, Lina Di Domenico. Magistrato anche lei come Russo, ha trascorso gli ultimi anni fuori ruolo, prima al Dap, con un’altra mansione, e poi alla commissione parlamentare antimafia.
di Massimo Giannini
La Repubblica, 17 agosto 2024
Dal decreto-carceri alle norme sulla cittadinanza, dai diritti civili all’Autonomia, dalla collocazione in Europa alle elezioni Usa, Forza Italia è su posizioni sempre più distinte e distanti da quelle di Meloni e di Salvini. Lo sappiamo bene, purtroppo. Ci sono due guerre spaventose, ci sono le armi Nato in mani ucraine che fanno fuoco in territorio russo, ci sono gli estremisti israeliani che attaccano i civili palestinesi in Cisgiordania. E noi siamo qui, in quest’acido agosto italiano, a occuparci di Massimo Boldi. Non ce ne voglia “Cipollino”: ma più passa il tempo - e ormai siamo quasi alla boa dei primi due anni - e meno riusciamo a capire in che cosa Giorgia Meloni abbia “cambiato in meglio il nostro Paese”.
di Claudio Del Frate
Corriere della Sera, 17 agosto 2024
Il provvedimento che a settembre approderà in aula introduce una serie di nuovi reati e aggravanti. Norme securitarie in contrasto con il “garantismo” del ddl Nordio. Due anni di carcere agli ambientalisti che occupano le strade; aggravanti se l’oggetto della protesta è il Ponte di Messina. Fino a sette anni di reclusione per chi occupa alloggi altrui. La castrazione chimica per gli stupratori invece no, è stata giudicata eccessiva. Il ddl sicurezza, che a settembre approderà in aula introduce una serie di nuovi reati che rischiano di aprire le porte delle carceri (già sovraffollate di loro) a molte persone. Il provvedimento - di forte impronta securitaria - ha già ottenuto il via libera dalle commissioni giustizia e affari costituzionali e potrebbe diventare realtà poche settimane dopo che la medesima maggioranza, approvando il decreto Nordio, ha introdotto una serie di norme di stampo opposto, fortemente garantiste.
di Giovanni Maria Jacobazzi
Il Dubbio, 17 agosto 2024
Senza la legge del 2012 e il reato temuto dai sindaci, meno potere alle toghe (costrette pure a lavorare di più). “Si potrebbe ipotizzare un intervento per renderla più coerente con il dettato costituzionale, ma non certo l’abrogazione dell’intera legge”, ha precisato Delmastro. La mano tesa da parte di Fratelli d’Italia agli alleati sulla Severino è un segnale molto importante in un periodo come questo, caratterizzato invece da grandi fibrillazioni all’interno della compagine governativa.
di Oliviero Mazza
Il Dubbio, 17 agosto 2024
Anziché accapigliarsi tra improcedibilità e sospensione sostanziale, sarebbe meglio rivedere i termini pluridecennali di molte fattispecie, totalmente slegati dalla vita delle persone. Per impostare seriamente un discorso politico su questo istituto, bisognerebbe avere il coraggio di azzerare tutte le stratificazioni normative che ci restituiscono un sistema irrazionale di reati di fatto imprescrittibili. La prescrizione si è estinta per consunzione. Da questo dato di realtà processuale bisogna necessariamente prendere le mosse per evitare le trappole del dibattito lunare oggi in corso, in cui ci si arrovella per stabilire se sia meglio l’improcedibilità cartabiense o il ritorno alla disciplina sostanziale ante Bonafede, accompagnata però da una sospensione triennale nel corso delle impugnazioni, sul modello Orlando. Le cause della prematura scomparsa di un eminente istituto di garanzia sono abbastanza semplici da individuare. Negli ultimi vent’anni si sono susseguite almeno quattro sciagurate riforme che hanno prodotto due effetti di fondo, sia pure per strade e con modi diversi: aumentare a dismisura i termini di durata e distinguerli in funzione della tipologia del reato.
di Liana Milella
La Repubblica, 17 agosto 2024
Per il Procuratore di Perugia il decreto legge sulle carceri di Nordio “avrà un effetto assolutamente insignificante”. Non è tuttavia contrario a una misura per far scontare ai domiciliari chi ha un residuo di pena di un anno. Il decreto sulle carceri? “Avrà un effetto insignificante”. Fuori dalle patrie galere chi deve scontare un anno? “Con le dovute cautele non sarei contrario”. Via la Severino per gli amministratori condannati? “La premier Meloni, in un incontro alla Dna, ha detto che era contraria a cambiare la legge”. Parola del procuratore di Perugia Raffaele Cantone.
parmatoday.it, 17 agosto 2024
Tra un mese e tre settimane sarebbe uscito dal carcere - grazie alla liberazione anticipata - ma la vita di Atef è finita in una cella in isolamento del penitenziario di via Burla di Parma, la cosiddetta sezione “Iride”. Erano circa le 19 di giovedì 15 agosto quando il suo corpo è stato trovato dagli agenti di Polizia penitenziaria. Si sarebbe impiccato utilizzando le sue mutande. Il 36enne di origine tunisina, che era stato trasferito dalla casa circondariale di Ascoli Piceno alle 20 del 14 agosto, non ha trascorso nemmeno 24 ore nel penitenziario di Parma.
di Christian Donelli
parmatoday.it, 17 agosto 2024
Intervista a Roberto Cavalieri dopo il suicidio del 36enne tunisino nel carcere di Parma: “Il sovraffollamento porta all’asfissia il sistema di gestione”
Roberto Cavalieri, Garante regionale delle persone sottoposte a misure limitative o restrittive della libertà personale. Nella serata del 15 agosto Atef si è impiccato in una cella di isolamento del carcere di Parma, utilizzando le sue mutande. L’ennesima morte, la terza in via Burla dall’inizio dell’anno, la 67esima a livello nazionale. “Di strada ne è stata fatta - sottolinea il garante sulla gestione del carcere di via Burla - e se si vuole ora è il momento giusto perché la città faccia il resto del lavoro abbattendo lo stigma sui detenuti e diventando attore di un sistema di rinnovamento delle politiche a favore dei detenuti che, molto spesso, non sono altro che poveri”.
di Marta Borghese e Luca Monaco
La Repubblica, 17 agosto 2024
Un anno fa i suicidi di due donne recluse. Oggi ci sono 1.500 detenuti a fronte di 1.100 posti. Un poliziotto ammette “Il carico di stress non ci permette più di essere lucidi”. I materassi in fiamme, il pavimento bagnato con l’olio da cucina per ritardare l’ingresso degli agenti, la rabbia sfogata contro le lampade al neon al centro delle sezioni, le telecamere di sorveglianza in pezzi. Intanto al terzo piano del padiglione B scoppia una rissa tra una decina di detenuti. Allo stesso piano, padiglione C, un uomo sbraita, chiede di essere trasferito in un altro istituto del Piemonte.
di Gianni Giacomino
La Stampa, 17 agosto 2024
Risse tra detenuti, materassi incendiati e anche un tentativo di evasione. È stato un Ferragosto d’inferno nelle carceri di Torino e Ivrea. Con risse tra detenuti, agenti feriti, incendi appiccati nelle celle e pure un tentativo di evasione. Un’emergenza che è rientrata solo intorno alle 2 del mattino quando - dopo che al Lorusso e Cutugno sono intervenuti a dar manforte ai colleghi agenti della polizia penitenziaria liberi dal servizio o da altri istituti del Piemonte - i detenuti sono stati fatti rientrare nelle celle. Otto agenti sono finti in ospedale per farsi medicare le escoriazioni rimediate per sedare le risse o perché rimasti intossicati dal fumo dei materassi dati alle fiamme.
- Torino. “Contro il sovraffollamento è necessario puntare sulle pene alternative”
- Palermo. Viaggio nei gironi di Ucciardone, Pagliarelli e Malaspina: la vita impossibile in cella
- Padova. Consiglieri in visita al Due Palazzi: “Liste d’attesa anche per i farmaci”
- Modena. Il Garante: “Allarme giovani in cella, sono 48. Servono nuovi progetti ad hoc”
- Firenze. Renzi in visita a Sollicciano, scambio di accuse sul sovraffollamento











