di Elvira Serra
Corriere della Sera, 16 dicembre 2024
La scritta “Credi nel bene a prescindere dal credo religioso” sullo storico negozio Candido 1859 di Maglie (Lecce) ha scatenato l’inferno. Nella piazza protagonista di ben altre polemiche, vedi la statua di Aldo Moro con l’Unità sotto il braccio, a scandalizzare gli abitanti di Maglie ci si è messa una scritta sulla facciata dello storico negozio di abbigliamento “Candido 1859”. “Believe in Good over God”, recita a caratteri cubitali lo slogan natalizio, che nelle intenzioni della 26enne Claretta Candido, che ha avuto l’idea, e della sorella maggiore Cristiana, copywriter, che l’ha messa in pratica, voleva dire: “Credi nel bene a prescindere dal credo religioso”.
di Micaela Romagnoli
Corriere della Sera, 16 dicembre 2024
Il progetto della Fondazione Unipolis, dedicato a 50 ragazzi e ragazze della Campania e della Calabria, iscritti al terzo anno delle superiori. “Migliorare le condizioni di vita”. “Mi ha educato alla bellezza della conoscenza e all’importanza di avere una mente critica”. L’effetto di “Bella Storia” è questo per Clemente, tra pochi giorni diciottenne, studente al quinto anno dell’istituto tecnico indirizzo turistico di Ercolano. Ad Elizabeth, 17 anni di Reggio Calabria, studentessa del liceo delle scienze umane, “questa esperienza ha fatto superare tante paure e su alcune sto ancora lavorando con l’aiuto degli altri compagni di viaggio, ormai siamo come una famiglia”, confida. Sono due storie di “Bella Storia”, progetto della Fondazione Unipolis, avviato nel 2022, dedicato a 50 ragazzi e ragazze della Campania e della Calabria, allora iscritti al terzo anno delle superiori, motivati a intraprendere un percorso di crescita culturale, sociale, civica.
di Michela Ponzani
Il Domani, 16 dicembre 2024
Combattere contro ogni forma di impunità per i crimini di guerra, che non si estinguono col passare del tempo e vanno perseguiti anche a distanza di molti anni, non è solo un dovere legale: è un obbligo morale. Mi è capitato di leggere un editoriale di Ernesto Galli della Loggia a proposito del diritto internazionale e della sua capacità di sanzionare i crimini di guerra. Una riflessione nata a seguito del mandato d’arresto emesso dalla Corte penale internazionale per Benjamin Netanyahu per gli attacchi militari su Gaza, ma che riguarda non poco pagine oscure del secondo conflitto mondiale. E, devo dire, fa un certo effetto leggere che “con le sue prescrizioni il diritto internazionale umanitario non sanziona i crimini di guerra”, ma “rende la guerra moderna, la guerra in quanto tale, un crimine”.
di Rosario Aitala*
Avvenire, 16 dicembre 2024
Ai giudici internazionali sono somministrati insulti, mandati di cattura, sanzioni finanziarie e minacce di morte. Ci si scandalizza per le loro decisioni, ma non per le atrocità che accertano. Scrive Carl von Clausewitz che “la guerra è un atto di forza all’impiego della quale non esistono limiti: i belligeranti si impongono legge mutualmente; ne risulta un’azione reciproca che logicamente deve condurre all’estremo”. Il generale prussiano scopre la formula dell’apocalisse nella “tendenza all’estremo” della violenza bellica che la politica è incapace di contenere. Intuisce la spaventosa irrazionalità delle guerre, scontri parossistici reciprocamente incrementali che segnano il corso della storia. Colto d’improvviso dalla morte, non completa il suo trattato Sulla guerra, pubblicato postumo dal 1832 al 1837. Di recente, Lucio Caracciolo ne ha riportato alla luce il pensiero per descrivere i conflitti attuali, senza scopo né termine.
di Davide Madeddu
Il Sole 24 Ore, 15 dicembre 2024
Polemica a distanza e divergenze sui dati tra Dap e Antigone. Non è solo sovraffollamento. Nelle carceri italiane cresce il numero dei detenuti che si tolgono la vita. I dati, seppure con una distinzione tra quelli ufficiali (79 suicidi) e quelli registrati dalle associazioni che si occupano dei diritti delle persone recluse (86 suicidi), parlano di una crescita rispetto al passato o, quantomeno, allo scorso anno.
di David Allegranti
La Nazione, 15 dicembre 2024
Nelle carceri può accadere qualsiasi cosa, ma per il governo e le sue estensioni non cambia e non cambierà nulla. Il 2024 sta frantumando tutti i record negativi del sistema penitenziario italiano. “Cosa altro deve accadere affinché il governo si interessi di carcere, e non solo per continuare a stiparci gente introducendo sempre nuovi reati?”. La domanda è del presidente di Antigone, Patrizio Gonnella, e la risposta potrebbe non essere piacevole. Perché nelle carceri italiane può accadere qualsiasi cosa, ma per il governo e le sue varie estensioni non cambia e non cambierà nulla. D’altronde questo è pur sempre un paese in cui il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria è perlopiù interessato a precisare che il numero di detenuti che si sono tolti la vita non è quello che numerose associazioni e operatori (Antigone, Ristretti Orizzonti, le Camere Penali Italiane, i sindacati di polizia penitenziaria) vanno gridando da giorni, da settimane.
di Pietro Lavena
sardegnalive.net, 15 dicembre 2024
Sovraffollamento, carenza di personale, emergenza sanitaria, suicidi: “Un girone infernale che nessuno sa più gestire. A volte basterebbe solo un po’ di affetto”. Quella del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale è una figura istituita dal Ministero della Giustizia nel 2013. Il suo compito è tutelare i diritti fondamentali delle persone che, per diverse ragioni, si trovano in una condizione di privazione o limitazione della libertà personale. Non solo detenuti ordinari, ma anche persone internate nelle Rems o soggetti trattenuti nelle strutture di accoglienza per l’espulsione e il rimpatrio. Un compito arduo, volto alla difficile ricerca di una sintesi fra la difesa della giustizia e la garanzia delle prerogative di chi vive la disperazione della reclusione. Un impegno di civiltà, che spalanca per chi lo interpreta una finestra sugli abissi del mondo invisibile di chi soffre la pena della condanna e un’interpretazione spesso distorta del concetto stesso di detenzione.
di Fausto Gasparroni
ansa.it, 15 dicembre 2024
Tra le principali novità del Giubileo 2025, ci sarà che per la prima volta verrà aperta una Porta Santa in un carcere. Papa Francesco ha fortemente voluto questa iniziativa, che ha un carattere storico, indicandola il 9 maggio scorso nella stessa Bolla d’indizione dell’Anno Santo: “Per offrire ai detenuti un segno concreto di vicinanza, io stesso desidero aprire una Porta Santa in un carcere, perché sia per loro un simbolo che invita a guardare all’avvenire con speranza e con rinnovato impegno di vita”, annunciava il Pontefice nella “Spes non confundit”.
di Lorenzo Rosoli
Avvenire, 15 dicembre 2024
Guarda al Giubileo l’edizione 2025 del concorso letterario intitolato a Carlo Castelli, volontario vincenziano e promotore della legge Gozzini. Le premiazioni saranno a Brescia Canton Mombello. La casa circondariale di Brescia “Nerio Fischione”, che tutti conoscono e chiamano da sempre “Canton Mombello”, è una struttura vetusta e sovraffollata. Progettata alla fine dell’800, inaugurata nel 1914, conta 182 posti regolamentari. Ma le persone ivi detenute - secondo i dati del Ministero della Giustizia, aggiornati al 9 dicembre 2024 - sono 378. È questo istituto di pena, emblematico della situazione drammatica del sistema carcerario italiano - che quest’anno, fin qui, ha visto ben 86 persone togliersi la vita e 155 morire per altre cause - il luogo scelto per un evento che vuole invece parlare di condivisione, rigenerazione, speranza. Un evento che guarda al Giubileo 2025. Da vivere come “Pellegrini di speranza”, secondo il tema scelto da papa Francesco.
di Irene Famà
La Stampa, 15 dicembre 2024
Il Guardasigilli: “Pensare che la riforma sia punitiva verso i magistrati non dico sia offensivo ma quanto meno bizzarro”. “Quando io sono entrato in magistratura, i giudici godevano di più fiducia della chiesa cattolica”. Il ministro Nordio, sul palco di Atreju, difende la sua riforma della Giustizia. “Spero venga fatto un referendum- dice - La questione è così delicata che deve decidere il popolo. Ma che il referendum non venga personalizzato: governo sì, governo no. Non sarà un referendum né sul governo né sulle toghe”.
- I casi Scarpinato e De Bonis: il Parlamento sotto attacco delle toghe
- Caso Busetto, ci sono solo due strade “Revisione oppure il decreto legge”
- Genova. Suicidi nelle carceri di Marassi e Pontedecimo, tre interrogazioni di Giachetti
- Monza. Nuove prospettive di vita “Come mi vorrei” dopo il carcere
- Pesaro. “L’Artevade”, opere di detenuti e pazienti della Rems in mostra a Palazzo Ducale









