di Mario Iannucci*
quotidianosanita.it, 16 dicembre 2024
Ci fa piacere che qualcuno si interessi, anche da un punto di vista teorico, al valore non soltanto etico, ma soprattutto preventivo ed “economico”, del riconoscimento della incidenza dei disturbi psichici sulla imputabilità e, quindi, sulla colpevolezza. Lo ha fatto pochi giorni or sono Luciano Eusebi, con mente sufficientemente sgombra da rilevanti pregiudizi, anche da pregiudizi derivanti dall’adesione a credenze religiose o ideologiche. Luciano Eusebi ha messo in evidenza la circostanza che, uno sbrigativo e cieco atteggiamento giustizialista e vendicativo, produce effetti disastrosi sul fronte del trattamento degli autori di reato, ma anche e soprattutto sul fronte della prevenzione dei reati stessi. Ci sono alcuni dati su cui riflettere se si vuole affrontare ragionevolmente e in maniera logica il problema del trattamento e della prevenzione.
di Giulia Merlo
Il Domani, 16 dicembre 2024
Santalucia: “La riforma è uno strappo”. L’associazione ha dato il via alla mobilitazione che permette una o più giornate di sciopero per manifestare la contrarietà alla riforma voluta dalla maggioranza e soprattutto da Forza Italia. L’ultimo punto della mozione approvata domenica dall’assemblea generale straordinaria dell’Associazione nazionale magistrati proclama “l’indizione, in relazione all’iter parlamentare di discussione del ddl di riforma costituzionale, di una o più giornate di sciopero per sensibilizzare l’opinione pubblica sui pericoli della riforma”.Nel documento approvato durante l’assemblea generale straordinaria, l’Anm “esprime un giudizio fortemente negativo sulla riforma costituzionale dell’ordinamento giudiziario che non è una riforma della giustizia, che non sarà né più veloce né più giusta, ma una riforma della magistratura che produrrà solo effetti negativi per i cittadini”. Il documento approvato è il passo finale di una giornata in cui le toghe hanno scelto di fare “fronte comune” contro la separazione delle carriere, doppio Csm e l’istituzione di un’alta corte come organo di disciplina.
di Errico Novi
Il Dubbio, 16 dicembre 2024
L’inevitabile ritorno di fiamma per la riforma. Il Governo vuole affrancare la separazione delle carriere dall’idea di rivalsa sui magistrati. Virata possibile solo se si riscopre il ruolo sistemico ed equilibratore della professione forense. Colpisce che la politica abbia riaperto il discorso sull’avvocato in Costituzione. Colpisce, certo, che sia avvenuto, in modo assolutamente bipartisan, all’evento organizzato venerdì 6 dicembre dal Cnf sui 150 anni degli Ordini forensi. Se ne potrebbe ricavare l’impressione di un omaggio tardivo, di un riconoscimento ideale ma privo, in prospettiva, di reali conseguenze. Può darsi sia così. Eppure ci sono segni che lasciano intuire un’intenzione più autentica, e dunque capace di dare frutti.
di Simona Musco
Il Dubbio, 16 dicembre 2024
“Ho fatto questa scelta, prima della mia famiglia, perché per me l’avvocato è colui che non volta la testa di fronte ad una ingiustizia ma tiene la testa ben dritta e la usa, magari per difendere i più deboli di fronte anche al potere. Vivo l’impegno politico in continuità con quell’ideale: eliminare le ingiustizie e accendere una speranza”. A dirlo è Maria Elena Boschi, capogruppo di Italia viva alla Camera e avvocata. Che dice: “L’avvocato in Costituzione è un passo verso una giustizia giusta”.
di Federico Berni
Corriere della Sera, 16 dicembre 2024
“Il trapper si suicidò perché vittima di abusi sessuali”. Il giovane di Bernareggio morto a 26 anni il 12 marzo 2024. A processo il compagno di cella: la Procura chiedeva l’archiviazione. Il farmaco per stordirlo, e poi l’abuso sessuale nello stesso carcere in cui, un anno dopo, è stato trovato impiccato alle sbarre di una finestra. L’esistenza tormentata di Jordan Tinti, il giovane di Bernareggio che sognava di sfondare come trapper, morto a 26 anni il 12 marzo 2024, torna alla ribalta in una vicenda giudiziaria che sembrava chiusa, ma che il gip del tribunale di Pavia, Luigi Riganti, ha riaperto, ordinando l’imputazione coatta per il compagno di cella di Tinti, denunciato da quest’ultimo per un episodio di violenza sessuale risalente al 26 gennaio 2023, proprio all’interno della casa circondariale pavese. L’uomo andrà a processo per il reato di violenza sessuale.
di Andrea Aversa
L’Unità, 16 dicembre 2024
Detenuto a Verona, aveva iniziato un percorso di inserimento sociale lavorando in una società sportiva. Gli mancava poco tempo per la fine della pena, poi l’arrivo a Roma senza che i suoi avvocati e familiari sapessero nulla. Le iniziative politiche di Ilaria Cucchi e Flavio Tosi in attesa della decisione del Tribunale: il recluso, al quale stanno togliendo la speranza, potrebbe tornare in Romania. Gli resta poco da scontare, ha già usufruito delle pene alternative ed ha iniziato un percorso di reinserimento sociale lavorando in una società sportiva. Allora perché il 51enne rumeno Ion Nicolae ha detto ai suoi avvocati e alla sua compagna, scrivendolo sopra un biglietto, che avrebbe voluto farla finita e togliersi la vita?
di Simona Lorenzetti
Corriere di Torino, 16 dicembre 2024
“Non ha nascosto le violenze”. Mancano riscontri ai racconti delle vittime, ritenute poco credibili. “Le semplici voci di pestaggi o violenze nel Padiglione C, oppure la conoscenza di criticità - anche serie - in questo blocco, non costituivano notitiae criminis di cui informare la Procura”. Per questo motivo non si può rimproverare all’ex direttore del carcere Lorusso e Cutugno, Domenico Minervini, di non essersi rivolto alla magistratura quando gli giunsero le segnalazioni sugli “schiaffi allegri” che un gruppo di agenti riservava ai detenuti del blocco C, quello dedicato ai sex offender.
ansa.it, 16 dicembre 2024
Via libera della Giunta. M5S rivendica la sua istituzione richiesta nel 2023 con una Mozione da Lorella Schiavoni. La proposta di deliberazione consiliare per la sua istituzione presentata dall’assessore ai Servizi Sociali Manuela Caucci, è stata infatti approvata dalla giunta nella seduta del 12 dicembre. Un successo per chi, come il Movimento 5 stelle si è battuto perché la figura del Garante divenisse definitiva. Ne è testimonianza la mozione presentata da Lorella Schiavoni, prima firmataria, e approvata all’unanimità dal Consiglio comunale già il 24 gennaio 2023.
sardiniapost.it, 16 dicembre 2024
“Le gravi patologie psichiatriche del detenuto, (aggravate dai più recenti episodi), sono del tutto incompatibili con la permanenza all’interno di una struttura carceraria”. Lo sostiene Gianni Loy, Garante delle persone detenute della Città metropolitana di Cagliari in merito alla situazione di Alessandro Atzeni, attualmente detenuto nel carcere di Uta, nonostante i medici abbiano dichiarato che le sue condizioni sono incompatibili con la detenzione in carcere. La sorella Arianna nei giorni scorsi anche attraverso l’avvocata, Armida Decina che sta seguendo il caso, aveva lanciato l’appello affinché il fratello venisse trasferito.
di Giuseppe Crimaldi
Il Mattino, 16 dicembre 2024
Direttore del carcere per cinque anni: “Il mio lavoro per la dignità dei detenuti”. Lascia dopo cinque anni intensissimi la direzione di un carcere che in pochi avrebbero accettato di buon grado di dirigere, quello di Poggioreale. “Invece - spiega al “Mattino” Carlo Berdini - fui proprio io a propormi, a chiedere al Dipartimento di poter assumere quell’incarico, forse perché mi sono sempre piaciute le sfide, ma forse lo feci anche con una discreta dose d’incoscienza”. Nel suo futuro c’è un incarico prestigioso: assumerà a giorni la carica di direttore del Provveditorato di Puglia e Basilicata per l’amministrazione penitenziaria.
- Brescia. Premio Bulloni 2024, Caterina Vianelli è luce per i detenuti
- Trani (Bat). Dalla Caritas diocesana il “Progetto Aurora” per i detenuti e le loro famiglie
- Torino. Lettere dal “carcere più difficile d’Italia”: ecco cosa scrivono i detenuti
- Brescia. “Senza di te mi spengo”. La lettera a papà recluso commuove il carcere
- Cosenza. Oggi la presentazione del libro di Nessuno tocchi Caino “La fine della pena”









