di Marco Maffettone
ansa.it, 18 agosto 2024
“Il governo si è messo in un vicolo cieco dal quale ha difficoltà ad uscire”. È lapidario il giudizio dei penalisti italiani sulle politiche messe in campo dall’esecutivo per fare fronte all’emergenza nelle carceri. Parole che arrivano a poche ore dal bilancio, del tutto parziale, sul numero dei suicidi avvenuti dall’inizio dell’anno all’interno dei penitenziari.
di Enrico Ferro
La Repubblica, 18 agosto 2024
Intervista al sottosegretario alla Giustizia: “Nordio ha detto che le sanatorie sono una resa. Agiamo sull’edilizia finalmente”. Senatore Andrea Ostellari, sottosegretario alla Giustizia, anche Forza Italia sostiene che la situazione nelle carceri sia drammatica. Lei no? “La situazione delle carceri era nota già a fine 2022, quando il governo si è insediato. Chi ci ha preceduto non si era accorto di nulla? Diciamo la verità: per anni sono mancati visione e investimenti, anche di carattere ordinario. Oggi, per la prima volta, è stata approvata una riforma completa, dai temi dell’edilizia al trattamento detenuti”.
di Marco Cremonesi
Corriere della Sera, 18 agosto 2024
L’ex ministra e senatrice della Lega: “Celle e femminicidi le priorità. Basta con questa storia. Nessuno di noi vuole garantire impunità ai colletti bianchi, puntiamo a tutelare tutti i cittadini e ogni abuso va perseguito. Infatti, è già stato introdotto un reato per evitare lacune e in cantiere c’è una riforma complessiva di tutti i reati contro la Pubblica amministrazione”. Giulia Bongiorno, leghista, presidente della Commissione Giustizia del Senato (ma anche una delle più note penaliste italiane), non accetta “la narrazione secondo cui il centrodestra si muove sulla Giustizia per proteggere solo gli amministratori pubblici”.
di Luca Fazzo
Il Giornale, 18 agosto 2024
“Vedo da sempre parole e niente fatti”. È stato uno dei fondatori di Forza Italia, è stato senatore della Repubblica. Ed è stato per cinque anni in carcere. Se si vuole parlare dell’emergenza carceri, che è un volto cruciale dell’emergenza giustizia, è inevitabile andare a parlare con Marcello Dell’Utri. Che nel 2024 celebra un record tanto assoluto quanto amaro: è da trent’anni sotto inchiesta. Da trent’anni, una dopo l’altra, procure del sud e del nord indicano in lui il protagonista delle malefatte più inenarrabili: compresa la più celebre, quella come artefice della trattativa tra Stato e mafia, sgretolata in tutti i gradi di giudizio dalle sentenze di assoluzione.
di Giovanni Fiandaca
Il Foglio, 18 agosto 2024
La procura di Caltanissetta che indaga i due magistrati oramai in pensione, sospettati di aver favorito la mafia trent’anni fa. Presunti infedeli i pm, al posto degli ufficiali del Ros? La sorprendente e clamorosa iniziativa della procura di Caltanissetta di indagare i due noti e stimati magistrati ormai in pensione Natoli e Pignatone, accusati nientemeno di avere un trentennio fa favorito Cosa nostra insabbiando - nei rispettivi ruoli di esecutore e istigatore - una indagine sui rapporti tra sospetti mafiosi e manager del gruppo imprenditoriale Ferruzzi, suscita interrogativi in diverse direzioni (cfr. anche il precedente intervento su queste colonne di E. Antonucci in data 1 agosto). È legittimo in punto di diritto avviare indagini, anche complesse e di possibile lunga durata, su un’ipotesi di reato che - come in questo caso - sarebbe comunque già ampiamente prescritta? È realisticamente presumibile che, a decenni di distanza, si sia in grado di acquisire gli elementi di conoscenza e le prove necessarie per poter riscontrare l’effettiva esistenza della presunta condotta favoritrice? E rimane non ultimo da chiedersi: considerate la oggettiva difficoltà e incertezza della verifica giudiziale, e tenendo conto della poca credibilità intrinseca di un’accusa così infamante riferita a due valorosi magistrati, celebri invece per il costante impegno antimafia, non vi è il rischio che quest’indagine nissena abbia comunque come perversa conseguenza di gettare su entrambi ombre del tutto immeritate?
di Carlo Testa
Corriere del Mezzogiorno, 18 agosto 2024
La notizia diffusa dai sindacati degli agenti penitenziari. La rivolta scoppiata al primo piano, quello dove si trovano i detenuti per reati comuni. Si è conclusa dopo tre ore. Sembra tornata la calma ma nella serata di venerdì 17 agosto si è temuto il peggio per una rivolta scoppiata nel carcere di Bari. Verso le 20 è arrivato un allarmante comunicato dei sindacati della polizia penitenziaria. Questo: “Gravissimi disordini sono in corso presso la Casa circondariale di Bari. Dalle primissime notizie che ci giungono, alcuni detenuti di una sezione detentiva avrebbero sequestrato un’infermiera e aggredito violentemente l’appartenente alla Polizia penitenziaria in servizio, che cercava di impedirlo. Sarebbero stati richiamati gli agenti di riposo e altri sarebbero stati inviati da diverse carceri della regione”. Sono le parole con cui Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa Polizia Penitenziaria, ha diffuso la notizia. In realtà, si è saputo dopo, la vittima del sequestro è stato un infermiere e non una infermiera.
di Manuela D’Alessandro
agi.it, 18 agosto 2024
Il carcere contiene 1.007 persone, contro la capienza di 450. Il direttore Giacinto Siciliano racconta la sfida quotidiana per garantire dignità nel penitenziario più affollato d’Italia. A San Vittore qualcuno ha scritto col gesso “1+1=3” sulla lavagna di una delle aule scolastiche. Purtroppo, osserva il direttore Giacinto Siciliano fissando gli scarni elenchi affissi sulla porta dei partecipanti agli ultimi esami di Stato, “sono pochissimi quelli che seguono le lezioni e arrivano a fine anno”. I conti che non tornano perché esorbitano sono quelli del sovraffollamento. “C’è stato un giorno ad agosto che sono entrati 29 detenuti, se manteniamo il ritmo preso questo mese potrebbero essere 300 nuovi ingressi”.
di Simona Lorenzetti
Corriere di Torino, 18 agosto 2024
I Radicali in visita al Lorusso e Cutugno: c’è un clima di rabbia. Il viaggio dei Radicali Italiani all’interno del carcere Lorusso e Cutugno conferma, ancora una volta, le difficili condizioni di vita nella struttura. Una presa di consapevolezza non certo nuova per il tesoriere Filippo Blengino. E che il Lorusso e Cutugno sia “al collasso è un dato di fatto. Servono provvedimenti urgenti”, spiega Blengino. Che annuncia la decisione di depositare domani in Procura, a Torino, una denuncia contro il ministro della Giustizia Carlo Nordio.
La Stampa, 18 agosto 2024
Pubblichiamo la lettera delle detenute del carcere femminile di Torino. Siamo le “ragazze” detenute nel carcere di Torino. Con questo scritto vorremmo divulgare pubblicamente che il giorno di Ferragosto faremo lo sciopero del carrello rifiutando il cibo dell’amministrazione penitenziaria e che quando terminerà la pausa estiva del Parlamento inizieremo lo sciopero della fame ad oltranza e a staffetta, pacificamente, affinché venga concessa la liberazione anticipata speciale o qualsiasi misura che riduca il sovraffollamento e riporti respiro a tutta la comunità penitenziaria.
di Andrea Zanello
La Stampa, 18 agosto 2024
Alta anche la percentuale di osservati speciali perché a rischio suicidio. Un’alta percentuale di detenuti psichiatrici e un numero ingente di osservati speciali perché a rischio suicidio. Sono alcune delle dinamiche interne al carcere di Vercelli che i Radicali hanno segnalato ieri. Dopo Roma, Milano, Sollicciano, Poggioreale, Secondigliano, Benevento, Bologna, Torino il tour di agosto dei Radicali Italiani nel pomeriggio è arrivato a Vercelli. Il tesoriere Filippo Blengino, insieme ad una delegazione di altre sei persone, ha verificato le condizioni del carcere di Vercelli di Billiemme. “La situazione qui è diversa da altre strutture italiane, perché più piccola: non è sovraffollata- spiega Blengino parlando dei 264 detenuti presenti nella struttura che ne può ospitare 351 - anche perché ultimamente ci sono stati dei trasferimenti”. La maggior parte dei detenuti è carcerata per reati legati alla droga: Marocco, Tunisia, Albania, Senegal e Algeria sono le nazionalità più presenti.
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- Non siamo estranei, ti racconto che cosa ci lega
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