di Simona Musco
Il Dubbio, 16 dicembre 2024
“Ho fatto questa scelta, prima della mia famiglia, perché per me l’avvocato è colui che non volta la testa di fronte ad una ingiustizia ma tiene la testa ben dritta e la usa, magari per difendere i più deboli di fronte anche al potere. Vivo l’impegno politico in continuità con quell’ideale: eliminare le ingiustizie e accendere una speranza”. A dirlo è Maria Elena Boschi, capogruppo di Italia viva alla Camera e avvocata. Che dice: “L’avvocato in Costituzione è un passo verso una giustizia giusta”.
di Federico Berni
Corriere della Sera, 16 dicembre 2024
“Il trapper si suicidò perché vittima di abusi sessuali”. Il giovane di Bernareggio morto a 26 anni il 12 marzo 2024. A processo il compagno di cella: la Procura chiedeva l’archiviazione. Il farmaco per stordirlo, e poi l’abuso sessuale nello stesso carcere in cui, un anno dopo, è stato trovato impiccato alle sbarre di una finestra. L’esistenza tormentata di Jordan Tinti, il giovane di Bernareggio che sognava di sfondare come trapper, morto a 26 anni il 12 marzo 2024, torna alla ribalta in una vicenda giudiziaria che sembrava chiusa, ma che il gip del tribunale di Pavia, Luigi Riganti, ha riaperto, ordinando l’imputazione coatta per il compagno di cella di Tinti, denunciato da quest’ultimo per un episodio di violenza sessuale risalente al 26 gennaio 2023, proprio all’interno della casa circondariale pavese. L’uomo andrà a processo per il reato di violenza sessuale.
di Andrea Aversa
L’Unità, 16 dicembre 2024
Detenuto a Verona, aveva iniziato un percorso di inserimento sociale lavorando in una società sportiva. Gli mancava poco tempo per la fine della pena, poi l’arrivo a Roma senza che i suoi avvocati e familiari sapessero nulla. Le iniziative politiche di Ilaria Cucchi e Flavio Tosi in attesa della decisione del Tribunale: il recluso, al quale stanno togliendo la speranza, potrebbe tornare in Romania. Gli resta poco da scontare, ha già usufruito delle pene alternative ed ha iniziato un percorso di reinserimento sociale lavorando in una società sportiva. Allora perché il 51enne rumeno Ion Nicolae ha detto ai suoi avvocati e alla sua compagna, scrivendolo sopra un biglietto, che avrebbe voluto farla finita e togliersi la vita?
di Simona Lorenzetti
Corriere di Torino, 16 dicembre 2024
“Non ha nascosto le violenze”. Mancano riscontri ai racconti delle vittime, ritenute poco credibili. “Le semplici voci di pestaggi o violenze nel Padiglione C, oppure la conoscenza di criticità - anche serie - in questo blocco, non costituivano notitiae criminis di cui informare la Procura”. Per questo motivo non si può rimproverare all’ex direttore del carcere Lorusso e Cutugno, Domenico Minervini, di non essersi rivolto alla magistratura quando gli giunsero le segnalazioni sugli “schiaffi allegri” che un gruppo di agenti riservava ai detenuti del blocco C, quello dedicato ai sex offender.
ansa.it, 16 dicembre 2024
Via libera della Giunta. M5S rivendica la sua istituzione richiesta nel 2023 con una Mozione da Lorella Schiavoni. La proposta di deliberazione consiliare per la sua istituzione presentata dall’assessore ai Servizi Sociali Manuela Caucci, è stata infatti approvata dalla giunta nella seduta del 12 dicembre. Un successo per chi, come il Movimento 5 stelle si è battuto perché la figura del Garante divenisse definitiva. Ne è testimonianza la mozione presentata da Lorella Schiavoni, prima firmataria, e approvata all’unanimità dal Consiglio comunale già il 24 gennaio 2023.
sardiniapost.it, 16 dicembre 2024
“Le gravi patologie psichiatriche del detenuto, (aggravate dai più recenti episodi), sono del tutto incompatibili con la permanenza all’interno di una struttura carceraria”. Lo sostiene Gianni Loy, Garante delle persone detenute della Città metropolitana di Cagliari in merito alla situazione di Alessandro Atzeni, attualmente detenuto nel carcere di Uta, nonostante i medici abbiano dichiarato che le sue condizioni sono incompatibili con la detenzione in carcere. La sorella Arianna nei giorni scorsi anche attraverso l’avvocata, Armida Decina che sta seguendo il caso, aveva lanciato l’appello affinché il fratello venisse trasferito.
di Giuseppe Crimaldi
Il Mattino, 16 dicembre 2024
Direttore del carcere per cinque anni: “Il mio lavoro per la dignità dei detenuti”. Lascia dopo cinque anni intensissimi la direzione di un carcere che in pochi avrebbero accettato di buon grado di dirigere, quello di Poggioreale. “Invece - spiega al “Mattino” Carlo Berdini - fui proprio io a propormi, a chiedere al Dipartimento di poter assumere quell’incarico, forse perché mi sono sempre piaciute le sfide, ma forse lo feci anche con una discreta dose d’incoscienza”. Nel suo futuro c’è un incarico prestigioso: assumerà a giorni la carica di direttore del Provveditorato di Puglia e Basilicata per l’amministrazione penitenziaria.
di Barbara Fenotti
Giornale di Brescia, 16 dicembre 2024
La donna, Premio Ordine degli Avvocati, guida l’associazione Vol.Ca. composta da 50 volontari attivi nei penitenziari. Il suo è un impegno costante fatto di comprensione, dialogo e profonda umanità, che non conosce sosta nemmeno nei fine settimana. Quando non è occupata con il suo lavoro di tutti i giorni al Centro Paolo VI di Concesio, Caterina Vianelli è a disposizione di chi sta scontando la pena in carcere o, avendo finito di scontarla, ha intrapreso il cammino verso una nuova vita.
ladiretta1993.com
È partito a settembre, finanziato coi fondi dell’8xmille della Chiesa cattolica, il “Progetto Aurora”, un impegnativo ed interessante percorso formativo che vede come capofila la Caritas diocesana e cittadina a favore di una parte della società fragile e spesso poco attenzionata: i detenuti e le loro famiglie. Dei detenuti si parla solo quando qualcuno decide di porre fine alla sua vita mentre è in stato di detenzione in carcere: solo allora viene evidenziata la situazione di sovraffollamento negli istituti di pena, di scarsa igiene, ma mai si parla della difficoltà dei detenuti ad avere accesso al lavoro, sia durante la detenzione ma soprattutto una volta scontata la giusta pena, dell’aiuto negato ad un reinserimento efficace nella società, delle difficoltà delle famiglie, (spesso mogli, madri e figli) durante e dopo il periodo di detenzione.
di Sara Sonnessa
torinocronaca.it, 16 dicembre 2024
Il numero delle persone che si trovano recluse alle Vallette oscilla tra i 1380 e i 1480: i posti regolamentari sono 980. Il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ha riconosciuto la Casa Circondariale Lorusso e Cutugno come l’istituto più complesso d’Italia. Questa definizione deriva dal fatto che al suo interno coesistono tutti i circuiti penitenziari. “Una varietà che crea enormi difficoltà: un recluso in alta sicurezza necessita un percorso diverso da un collaboratore di giustizia, come un tossicodipendente da chi si è macchiato del reato di sex offender” spiegava la dottoressa Monica Gallo, garante dei diritti di delle persone private della libera personale per il Comune di Torino. Il numero delle persone che si trovano recluse alle Vallette oscilla tra i 1380 e i 1480: i posti regolamentari sono 980. Un sovraffollamento che supera il 120%. Nei mesi scorsi il nostro giornale ha scelto di seguire il carcere “da vicino”, entrando dentro a conoscere la realtà di chi tutti i giorni si trova in quel posto che appare così lontano dalla quotidianità: detenuti, agenti di polizia penitenziaria, persone al servizio del carcere.
- Brescia. “Senza di te mi spengo”. La lettera a papà recluso commuove il carcere
- Cosenza. Oggi la presentazione del libro di Nessuno tocchi Caino “La fine della pena”
- Ferrara. Teatro-carcere, varcare una soglia per scoprire l’umanità
- Vicenza. Il carcere si mette in scena. Una mattina dietro le sbarre
- “Il pianto degli eroi”, la guerra quotidiana di chi sta in carcere









