di Alfonso Raimo
huffingtonpost.it, 15 agosto 2024
Il gran casino sulla gestione delle pasticciate norme di via Arenula sulla situazione carceraria. Il Dap fa marcia indietro, ma solo nei modi: il vademecum viene edulcorato per i detenuti, per il rischio di tensioni. De Fazio (Uilpa): “Il vertice politico è nella confusione più totale mentre il personale è allo stremo”. Indietro tutta: la Circolare che esaltava il decreto Nordio non va fatta vedere ai detenuti. Dopo aver invitato gli agenti a darle massimo risalto, l’amministrazione penitenziaria ci ripensa. C’era il rischio di creare illusioni tra i detenuti che attendono di uscire prima dal carcere.
di Michele Passione
L’Unità, 15 agosto 2024
Ecco il vademecum per il lettore del Vademecum dell’amministrazione penitenziaria. Punto per punto, balle e omissioni di disposizioni reazionarie. Li guardano, perché devono, ma non li vedono, non sono capaci. Con Vademecum diffuso dal Dap (a firma della vice capo Lina Di Domenico), relativo alla (contro)riforma contenuta nel dl 92/2024, convertito in l.112/2024, si è disposta la “massima diffusione del documento”. Al punto 2 si sostiene che il detenuto saprà subito il suo fine pena, all’atto dell’emissione dell’ordine di esecuzione, ma si omette dal dire che il pm che cura il titolo detentivo non conosce gli esiti delle istanze di liberazione anticipata, Ciò comporterà un aumento del contenzioso.
Ristretti Orizzonti, 15 agosto 2024
Il portavoce dei Garanti territoriali, Samuele Ciambriello: “Ci sono nostre riserve sul merito, sul linguaggio usato e sulla modalità di diffusione della nota”. Nella giornata di ieri il Portavoce della Conferenza dei garanti territoriali ha manifestato al Capo del Dap Giovanni Russo riserve, sul merito, sul linguaggio e sul metodo di diffusione della nota intitolata “Novità migliorative della condizione detentiva” introdotte con il decreto legge n. 92/2024 convertito in legge 8 agosto 2024 n. 112, a firma del vice capo del Dap Lina Di Domenico.
di Ugo Di Giovannangeli
L’Unità, 15 agosto 2024
Definire questo decreto come “potentissimo” stona con la realtà. Bisogna smettere di considerare la punizione e la vendetta come i pilastri della giustizia. Un milione e 300 mila euro di stipendio a un commissario?. Il decreto carceri è uguale a zero. Purtroppo, negli ultimi anni è cresciuta una subcultura molto violenta: quando si sentono persone delle istituzioni dire “buttiamo le chiavi” riferendosi a detenuti, è molto grave. Gesù nel Vangelo si identifica nel carcerato e loda chi lo è andato a trovare (Mt. 25, 36) e, come ha ricordato Papa Francesco, incontrando la polizia penitenziaria e il personale dell’amministrazione penitenziaria, la lettera agli Ebrei dice: “Ricordatevi dei carcerati, come se foste loro compagni di carcere”.
di Simona Ciaramitaro
collettiva.it, 15 agosto 2024
Il decreto non le ha risparmiate. Ma, per Samuele Ciambriello, portavoce Conferenza garanti territoriali, la situazione peggiorerà ancora con il dl sicurezza. Ha fatto discutere, benché sempre troppo poco, la norma dell’ultimo decreto carceri che per le donne che hanno commesso un reato incinte o con neonati abolisce l’obbligo di differire l’esecuzione della pena per affidare la decisione alla discrezionalità del giudice. Per il portavoce della Conferenza dei garanti dei diritti dei detenuti, Samuele Ciambriello, il peggio arriverà con il decreto sicurezza che il Parlamento sarà chiamato ad approvare tra settembre e ottobre.
di Davide Varì
Il Dubbio, 15 agosto 2024
Fino alla fine di agosto i rappresentanti delle Camere penali andranno negli istituti penitenziari della penisola, coinvolgendo anche i parlamentari nelle varie Regioni. Continua l’impegno dell’Unione delle Camere penali italiane per sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica sulla drammatica situazione del sistema penitenziario italiano. Dopo l’iniziativa delle maratone oratorie che ha visto impegnate oltre 70 Camere Penali su tutto il territorio nazionale e che si è conclusa in Piazza Santi Apostoli, a Roma, lo scorso 11 luglio, i penalisti italiani intendono continuare a dare “voce a chi voce, purtroppo, non ha”, attraverso la presenza nelle carceri italiane, anche nel mese di agosto.
di Antonio Padellaro
Il Fatto Quotidiano, 15 agosto 2024
Funziona così: per tutto l’anno (e in tutti gli anni di cui si ha memoria) le condizioni bestiali dei detenuti nelle carceri italiane vengono accuratamente ignorate dalla politica (e dunque dai giornali in funzione gregaria) finché, ma tu guarda, con il giungere della calura estiva l’”emergenza carceri” deflagra con la consueta impennata dei suicidi dietro le sbarre e con i corpi ammassati nelle celle in condizioni disumane.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 15 agosto 2024
Intervista all’ex senatore Marcello Dell’Utri, tra i fondatori di Forza Italia: “Bene la campagna di FI sul carcere, anche se in ritardo. Marina e Pier Silvio dicono cose giuste sui diritti civili, ma non è detto che faranno breccia nel partito. Sulle carceri Forza Italia ha fatto bene a svegliarsi, anche se “avrebbe dovuto farlo molto prima”. Le posizioni securitarie di Lega e Fratelli d’Italia “sono becere e contro lo spirito della Costituzione”. L’attenzione mostrata da Marina e Pier Silvio Berlusconi verso una maggiore tutela dei diritti civili è giusta e positiva, ma “non è detto che riuscirà a fare breccia in Forza Italia”.
lospiffero.com, 15 agosto 2024
Una Mecca per i detenuti. È perlomeno surreale l’immagine che il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro ha offerto del carcere ieri al termine della visita presso l’istituto di pena Bruno Magli di Taranto. “Ho incontrato gli agenti di Polizia penitenziaria, non sono abituato ad entrare negli istituti penitenziari per recarmi alla mecca che è il detenuto”. Un quadro che stride con la situazione a dir poco drammatica dietro le sbarre: celle sovraffollate, carenze igienico-sanitarie, condizioni aggravate dall’afa di questi giorni. E poi quei 65 detenuti che si sono tolti la vita dall’inizio dell’anno e un suicidio è stato scongiurato nelle scorse ore al carcere di Torino.
di Carlo Canepa
pagellapolitica.it, 15 agosto 2024
Un tratto distintivo del governo Meloni è allungare la lista dei comportamenti puniti dallo Stato, ma i suoi predecessori non sono stati da meno. Chi trova un antico vaso di valore in fondo al mare e prova a venderlo, rischia di finire in carcere per sei anni. La reclusione di chi spara in aria con una pistola per intimorire qualcuno può arrivare invece a un massimo di otto anni. E rischia la stessa pena chi danneggia un sistema informatico considerato di interesse pubblico. Questi comportamenti, all’apparenza molto diversi tra loro, hanno una cosa in comune: fino a poco tempo fa non erano puniti in modo esplicito dal codice penale. O meglio, potevano essere puniti sulla base di altri reati. Il governo e il Parlamento hanno deciso così che bisognava allungare il codice penale per punirli con articoli più specifici.
- Giachetti: “Celle sovraffollate, ma il Governo crea altri reati”
- Difendiamo le toghe che salvano i figli delle mafie
- Emilia-Romagna. Il Garante regionale dei detenuti in visita ai penitenziari a Ferragosto
- Novara. Al 41bis si può leggere Il Dubbio. Ma strappando prima le pagine
- Milano. L’Avvocatura a San Vittore, carcere più sovraffollato d’Italia











