di Luigi Manconi
La Repubblica, 14 agosto 2024
I piccoli che consumano la primissima infanzia in cella sono vittime della più oltraggiosa iniquità. E rappresentano il precipitato di tutte le contraddizioni e degradazioni del sistema giudiziario. C’è una branda di ferro pesante, che sostiene una rete metallica, e sopra, un materasso di gomma piuma alto due dita. Quella struttura ferrigna presenta quattro singolari deformazioni: gli angoli retti della branda sono stati attutiti e attenuati, proteggendone le punte con indumenti di lana: allo scopo di impedire che quegli angoli acuminati feriscano i corpi vulnerabili dei bambini che giocano lì accanto. Perché, in effetti, qui intorno si muovono alcuni minori. Sono gli “innocenti assoluti”, dai zero ai tre anni, reclusi nella sezione nido del carcere di Rebibbia, a Roma, insieme alle proprie madri.
di Francesco Rosati
Il Riformista, 14 agosto 2024
Sono tanti i piccoli costretti a vivere in cella con le madri: non hanno stimoli e si sentono inferiori A loro sono negate anche le ore d’aria dell’asilo, mentre i coetanei partono per la gita di Ferragosto. Storie di un’infanzia negata, di chi scorge uno spiraglio di luce solo attraverso le sbarre. È l’infanzia negata dei bambini che vivono in carcere con le loro madri recluse. Nessun luogo di stupore; tutto è scandito dalla dittatura di orari prestabiliti. Poche vie di fuga, attimi eterni consumati nell’attesa infinita di qualche volontaria che regali loro un momento di gioco.
di Daria Bignardi
Vanity Fair, 14 agosto 2024
Agosto è il mese più difficile per le persone sole: per i detenuti, significa stare chiusi in una stanza senza ventilatori o aria condizionata, insieme ad altri. Le nuove norme tutelano poco, in un anno dove i suicidi sono già aumentati rispetto all’estate del 2022, l’anno peggiore. Il decreto approvato il 7 agosto è stato criticato dall’opposizione perché non contiene tutele effettive e non interviene sul sovraffollamento. Immaginate che in queste settimane di caldo soffocante dobbiate forzatamente restare chiusi in camera, una stanza molto piccola che condividete con altre persone. La stanza ha un finestrino, in alto, chiuso. Anche la porta della stanza è chiusa ed è d’acciaio, blindata. E c’è una seconda porta con le sbarre. Non avete ventilatori, né aria condizionata, né frigorifero. Potete uscire dalla stanza solo un paio d’ore al giorno per camminare in una vasca di cemento ricoperta da rete metallica. Il caldo vi tortura anche di notte, insieme alle zanzare.
di Federica Valcauda
linkiesta.it, 14 agosto 2024
Negli ultimi trenta anni non ci sono mai stati tanti suicidi e tante morti non volontarie nelle patrie galere. Non solo detenuti, ma anche sette agenti penitenziari. Europa Radicale ha inviato una lettera aperta alla televisione di Stato per realizzare uno speciale televisivo sulle condizioni nelle nostre prigioni. Europa Radicale ha inviato nei giorni scorsi una lettera aperta ai vertici della Rai per chiedere uno “Speciale carceri” da programmare in prima serata. C’è una ragione non solo umanitaria ma pienamente politica per cui il servizio pubblico dovrebbe occuparsi di questo tema. Non per un sentimento di mera solidarietà con chi è costretto a subire condizioni di detenzione “angosciose e indecorose” (come le ha definite Sergio Mattarella). Ma per rendere effettivo il principio del conoscere per deliberare, cioè per offrire alla generalità dei cittadini italiani un’informazione onesta sugli effetti della politica penale e penitenziaria perseguita negli ultimi anni dalle più svariate maggioranze e per sottoporre i decisori pubblici a un giudizio popolare più informato e consapevole sulla condotta di Governo e Parlamento.
di Anna Di Filippo
Il Dubbio, 14 agosto 2024
L’obiettivo del vademecum destinato ai direttori: informare sulle “novità” che possono “migliorare la detenzione”. Verrà distribuito in queste ore nelle carceri il “vademecum relativo alla riforma ex decreto legge 92/ 2024” elaborato dal Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria e indirizzato ai provveditori regionali e ai direttori degli istituti. L’obiettivo? Trasmettere ai detenuti, affiggendole nelle sale comuni, le “novità” “più significative” che “migliorano la condizione detentiva”. Il documento elenca sette punti: il ristretto potrà fare sei telefonate al mese invece che quattro; con l’ordine di esecuzione della pena emesso dalla Procura della Repubblica, il detenuto conoscerà subito la riduzione della pena che gli spetta, in caso di buona condotta, in virtù della liberazione anticipata; la pena verrà ridotta di 45 giorni ogni 6 mesi automaticamente, senza necessità di fare istanza al magistrato di sorveglianza; ogni volta che il ristretto farà un’istanza per le misure alternative alla detenzione, automaticamente il magistrato di sorveglianza applicherà la riduzione per la liberazione anticipata; verrà favorito anche per i ristretti senza domicilio idoneo o in condizioni socio- economiche insufficienti l’accesso alla detenzione domiciliare e l’affidamento in prova ai servizi sociali; verrà favorito, anche per i condannati privi di occupazione, l’accesso all’affidamento in prova, ai servizi sociali; per i condannati di età pari o superiore a 70 anni è previsto che la pena residua tra i 2 e i 4 anni di reclusione potrà essere scontata nelle forme della detenzione domiciliare, esclusi i condannati ostativi. Il testo, da quanto trapela, nei prossimi giorni sarà anche tradotto in altre lingue - inglese, francese, arabo - per i reclusi stranieri.
di Angela Stella
L’Unità, 14 agosto 2024
Nelle sale comuni delle prigioni saranno affisse spiegazioni del dl carceri appena approvato che contengono informazioni ingannevoli e scorrette. “Pubblicità ingannevole”, “disonestà allarmante”, “venditori di cocomeri e meloni”, “diffusione della propaganda di regime”, “cortina di fumo”: sono solo alcuni dei commenti circolati nelle chat e sui social da parte degli operatori che gravitano nel mondo carcerario, in merito al “vademecum relativo alla riforma ex dl 92/2024” inviato dal dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria ai Provveditori regionali e ai Direttori degli istituti.
di Alfonso Raimo
huffingtonpost.it, 14 agosto 2024
Mentre il ministro di giustizia Carlo Nordio descrive, in un’intervista al Corriere della Sera, un piano per liberare le carceri sovraffollate d’Italia di 15-20 mila detenuti, una circolare dell’amministrazione penitenziaria avverte il personale degli istituti di pena sui rischi di “possibili tensioni” nelle carceri conseguenti alle “decisioni politiche assunte in sede di conversione del decreto legge 92/2024”. Si tratta del decreto carceri, convertito dal Parlamento mercoledì scorso. Il decreto contiene le misure volute dal governo proprio per contrastare il problema del sovraffollamento delle prigioni italiane. Ma l’amministrazione penitenziaria avverte: dopo la sua approvazione, negli istituti di pena possono scatenarsi tensioni. Basterebbe questa contraddizione a dare la cifra di quanto poco sia realizzabile il proposito del governo di decongestionare gli istituti penitenziari, dove oggi risiedono 14mila detenuti in più della capienza massima. “Fantasie, quel piano non è realistico”, dice numeri alla mano Rita Bernardini, presidente di Nessuno tocchi Caino.
di Franco Insardà
Il Dubbio, 14 agosto 2024
Il sottosegretario: io a ferragosto vado dai poliziotti. Nessuno tocchi Caino visiterà istituti in tutta Italia. Chissà cosa penserebbe Marco Pannella a vedere tutta questa mobilitazione per le visite in carcere nei giorni di Ferragosto. Lui che non ha mai perso un appuntamento con i detenuti, sia d’estate che in altri periodi particolari dell’anno, per incontrarli e fargli sentire la sua vicinanza. Quel seme pannelliano continua ancora a produrre effetti e, anno dopo anno, si allarga la schiera di esponenti politici che aderiscono all’iniziativa di Nessuno Tocchi Caino oppure autonomamente varcano i cancelli degli istituti penitenziari per rendersi conto da vicino delle condizioni precarie nelle quali sono costretti a vivere i reclusi nelle patrie galere.
di Marco Travaglio
Il Fatto Quotidiano, 14 agosto 2024
Come a ogni Ferragosto dalla notte dei tempi, c’è l’emergenza carceri. Ma tranquilli: Nordio ha “un piano”. Ne ha sempre uno, a ogni Ferragosto. E sempre diverso da quello dell’anno precedente, che è inutile domandargli quale fosse: complici l’alcol e la calura, non se lo ricorda più. Il piano 2023 erano le famose “caserme dismesse da adattare” a penitenziari. Carletto Mezzolitro ne aveva anche annunciato un “monitoraggio in autunno” (senza specificare l’anno), di cui purtroppo si persero subito le tracce: o si scordò di incaricare i monitoristi, o i monitoristi incaricati si scordarono di monitorare.
di Mauro Bazzucchi
Il Dubbio, 14 agosto 2024
Il partito di Tajani in pressing su custodia cautelare e legge Severino, ma la destra ora accetta la sfida. Ancora un paio di legislature fa, se un cronista si fosse trovato ad intervistare un parlamentare del partito erede del Movimento Sociale nelle sue varie declinazioni (An, la Destra, FdI), sarebbe potuto incappare in “scivolate” giustizialiste o apertamente manettare, come ad esempio una certa simpatia per il Codice Rocco (quello arci- inquisitorio di procedura penale voluto dal regime fascista), archiviato con colpevole ritardo dall’Italia repubblicana alla fine degli anni 80 e non ancora completato da una coerente riforma dell’ordinamento giudiziario.
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