di Marika Ikonomu
Il Domani, 14 agosto 2024
Il personale dell’agenzia Onu lavorerà sia sulle navi sia nelle strutture previste dal protocollo per la gestione dei migranti. “Molto dipenderà da come verrà attuato l’accordo: non sarà trasferita nessuna persona in condizioni di vulnerabilità”. L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) avrà un ruolo di monitoraggio nei centri per migranti voluti dal governo di Giorgia Meloni in Albania. A chiederlo formalmente all’agenzia dell’Onu è stato il ministero dell’Interno dopo una serie di interlocuzioni.
di Davide Assael
Il Domani, 14 agosto 2024
La caccia all’uomo vista nelle strade britanniche non dista molto da quanto abbiamo visto in Daghestan all’inizio del conflitto di Gaza. Forse è ora di dare un riconoscimento giuridico all’odio anti-islamico. Se n’è parlato. Ma, a mio modo di vedere, non col giusto risalto data la gravità dell’episodio, che ha visto la Gran Bretagna attraversata da una caccia all’uomo, che, anche nei modi, ha molte assonanze con la caccia all’ebreo scatenata in Daghestan agli esordi del conflitto a Gaza. Tanto per ricordare che la nostra “civilissima” Europa non è poi così dissimile da aree del mondo che noi, ancora in preda a un eurocentrismo post-illuminista, consideriamo sottosviluppate.
di Viviana Daloiso, Antonella Mariani e Pino Ciociola
Avvenire, 14 agosto 2024
Salvati e poi stritolati dal sistema di accoglienza italiano, che non ne riconosce i titoli di studio. Chi ce l’ha fatta, chi si è accontentato, chi ha deciso di tornare nell’inferno dei taleban. La paura, lo smarrimento, i sogni sbiaditi nello spazio d’una notte e di un giorno. La fine del mondo di prima porta la data del 15 agosto 2021 per l’Afghanistan. Tre anni sono passati da quando Kabul è ritornata nelle mani dei taleban: passano davanti agli occhi le scene di disperazione all’aeroporto, i bambini buttati di là dalle reti nelle mani dei soldati e degli operatori umanitari per salvare loro la vita, gli uomini e le donne appesi ai carrelli dei voli stracarichi di persone in fuga dell’abisso di un regime che prometteva di stravolgere il seppur fragile castello di diritti e di libertà costruito grazie all’aiuto dei governi occidentali. Tutto in briciole. Il Paese tornava nel buio, le famiglie venivano separate, chi aveva collaborato con il governo, con l’Onu e le Ong perseguitato, le donne allontanate dalle scuole, dai luoghi di lavoro, infine cancellate dalla vita sociale in un inferno presto dimenticato da tutti. Più rumorosa la guerra nel cuore dell’Europa, più dirompente il 7 ottobre di Israele e lo scontro con Hamas, che in queste ore tiene col fiato sospeso il mondo intero per le sue conseguenze sullo scacchiere internazionale. Dell’Afghanistan, di chi ci vive nascondendosi, di chi è scappato o tenta la fuga affrontando viaggi impossibili e spesso il rischio di morire, come avvenuto sulle coste di Cutro, non parla più nessuno o quasi.
di Nicola Boscoletto*
La Repubblica, 13 agosto 2024
Bisogna scegliere tra un sistema repressivo o uno preventivo e di cura. È necessaria una gestione competente, dove la giustizia persegua il “bene della persona e della società”. Chiariamo subito che cosa vuol dire buttare acqua sul fuoco quando parliamo di sistema carcerario. Vuol dire per esempio concedere subito la possibilità a chi lo chiede di telefonare ai propri cari ogni giorno anche tramite video chiamata, come lo è stato per tutto il periodo del covid. È la cosa più semplice, soprattutto sicura, certamente anche di più rispetto alle lettere che, ricordiamoci, le persone detenute possono ricevere e spedire ogni giorno in quantità illimitata e, tenuto conto che chi è soggetto alla censura è un numero irrisorio, si capisce bene che incaponirsi sul numero di telefonate è un’offesa alla ragione.
di Massimo Brandimarte*
Il Dubbio, 13 agosto 2024
Più detenzione domiciliare e il rilancio della semilibertà arginerebbero il sovraffollamento. Non puoi parlare di carcere se non ci sei mai stato dentro; se, cioè, non ne conosci, dall’interno, le condizioni di precarietà e di invivibilità. Carceri: oggi divenute strutture ricettive in prevalenza vetuste e ammorbate da un sovraffollamento disumano. La sicurezza non è mai venuta meno. La vivibilità sì. Le patrie galere ospiterebbero oltre diecimila detenuti in più del consentito. Per i non addetti ai lavori, va spiegato che per “consentito” non si intendono celle individuali con annessi servizi, ma spazi minimi vitali calcolati in misura di tre metri quadrati per ciascun detenuto e servizi comuni. Caldo infernale e freddo glaciale inclusi. Va da sé che in uno scenario simile, i più fragili son quelli destinati a soccombere.
di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 13 agosto 2024
Intervista al ministro della Giustizia Carlo Nordio: “Sulla custodia cautelare tutta la materia va rivista. Tensioni con Meloni? Mai stati così in sintonia. Vado avanti”.
Ministro Nordio, si dice che lei sia diventato una brutta grana per Giorgia Meloni?
di Antonio Gagliano
Il Dubbio, 13 agosto 2024
Agli avvocati che si occupano di esecuzione penale e hanno un “termometro empirico” della situazione potrebbero sorgere alcuni dubbi sui criteri di scelta di medici e consulenti. Il truce, disumano bollettino di guerra delle nostre carceri ci informa che il sessantaquattresimo suicida (un cittadino albanese detenuto a Biella) era stato da poco sottoposto a una visita psichiatrica che avrebbe escluso ogni rischio di suicidio. Sia ben chiaro che ho ben presente il triste aneddoto di quel paziente che viene colto da fulminante infarto appena uscito dallo studio del suo cardiologo dal quale era stato controllato con scrupolo e trovato in ottimo stato. La scienza medica è tutt’altro che esatta e la psichiatria è forse quella che lo è meno. Ben mi guardo, quindi, dal soffermarmi sul caso concreto - i cui dettagli non conosco - per adombrare sospetti sulla condotta dello specialista che ha visitato quell’infelice.
di Marco Perduca*
L’Unità, 13 agosto 2024
Approvati sia il ddl Nordio che il decreto carceri, ma il senso di umanità, la rieducazione e la soluzione al sovraffollamento non vi trovano spazio. Mentre alla Camera iniziavano le votazioni finali sul Decreto carceri, la presidente del Consiglio convoca va i responsabili di via Arenula per discutere le misure necessarie per affrontare il sovraffollamento nei 189 istituti di pena italiani.
L’Unità, 13 agosto 2024
Al Satyagraha hanno già aderito Zamparutti, D’Elia, Hallissey, Blengino e Giachetti. Il sostegno alla proposta di legge per la liberazione anticipata. 2024: 64 suicidi fra i detenuti (di cui oltre il 32% in attesa di giudizio definitivo, oltre il 15% in attesa del primo giudizio, oltre il 34% sta scontando un residuo di pena da 0 a 3 anni e più del 11% deve scontare meno di un anno di detenzione), 7 suicidi tra le forze di polizia penitenziaria, sovraffollamento medio del 140% (con picchi di oltre il 180%, come a Regina Coeli), cronica mancanza di personale di sorveglianza, ma anche di supporto medico, educativo e psicologico. L’intera comunità penitenziaria è messa a rischio dalla patente violazione della legalità presso gli istituti detentivi.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 13 agosto 2024
È sulle carceri che in questo rovente agosto si consuma il braccio di ferro tra i due partiti più distanti della maggioranza di governo, a rischio rottura proprio sul tema della giustizia. Ecco che, dopo il cordiale e discreto benservito del presidente Mattarella al ministro Nordio, il quale avrebbe voluto incontrarlo senza uno straccio di proposta vera in mano per far fronte all’emergenza sovraffollamento e suicidi, al solo scopo di ottenere una sponda per non affogare nel nulla dei provvedimenti varati prima delle ferie, va in scena ora la sfida delle visite agostane nelle carceri tra Fratelli d’Italia e Forza Italia. Perciò, al berlusconiano Tajani che prosegue l’iniziativa “Estate in carcere” “di comune sentire politico con il Partito Radicale”, il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove contrappone un giro dei territori dove i sindacati autonomi di polizia penitenziaria più destrorsi sono particolarmente presenti, ma anche piuttosto inquieti.
- Carceri, dove si misura il grado di civiltà di un Paese
- Il decreto carceri è legge. Grimaldi: “Ci sono spiragli di luce per una umanizzazione degli istituti”
- “Liberazione anticipata automatica? Falso e fuorviante”
- Cecilia D’Elia: “Nuovi reati, carceri disumane… non basta per dire svolta autoritaria?”
- Riforma della legge Severino, FI apre un nuovo fronte. Meloni ha già detto no











