di Mauro Magatti
Corriere della Sera, 13 agosto 2024
La ludopatia è arrivata a livelli preoccupanti: nel 2023 gli italiani, neonati inclusi, hanno giocato 2.488 euro a testa. E nel nostro Paese le persone con un problema di dipendenza sono 300 mila. Il governo deve intervenire. In tempi di Olimpiadi - la grande festa mondiale dello sport, con la sua enorme carica di positività - vale la pena richiamare l’attenzione anche su un’altra forma di gioco, purtroppo tossica e disgregativa. Parlo del gioco d’azzardo, che costituisce un fenomeno di dimensioni davvero impressionanti.
di Monica Serra
La Stampa, 13 agosto 2024
Lo psicologo: “La sfera intima non esiste più, oggi tutto è spettacolarizzazione”. “Dobbiamo smetterla di scaricare tutte le colpe sulla famiglia o su internet. La colpa è della società che noi adulti abbiamo costruito, dove tutto è spettacolarizzazione, dove la sfera intima non esiste più, e del modo in cui noi utilizziamo il web e i social. Dobbiamo essere noi i primi a spegnere i cellulari: genitori, insegnanti, politici”. Lo psicoterapeuta Matteo Lancini, presidente dell’associazione Minotauro e autore del libro “Sii te stesso a modo mio. Essere adolescenti nell’epoca della fragilità adulta”, davanti ai recenti casi di baby gang e violenza tra i più giovani - il ragazzino picchiato in Irpinia e costretto al baciamano, il dodicenne circondato dal branco e obbligato a inginocchiarsi a Vieste, per citare gli ultimi - tutti rigorosamente filmati coi cellulari, spiega che “abbiamo creato una società individualista ma di massa, con una pornografizzazione di tutto, nella quale il problema di internet è come lo utilizzano gli adulti: come gestiscono la famiglia attraverso i gruppi di Whatsapp, come lo usa la politica ogni giorno, governando il proprio processo di potere attraverso i social network”.
di Alessandra Ziniti
La Repubblica, 13 agosto 2024
A Porto Empedocle per bypassare i giudici “nemici” di Catania. Quello aperto l’estate scorsa a Pozzallo è stato chiuso dopo poche settimane in seguito alle ripetute bocciature dei fermi da parte della giudice Apostolico e dei suoi colleghi. Ora la competenza passa a Palermo. Si parte il 16 agosto. Impennata di sbarchi di migranti nell’ultima settimana e il Viminale, nell’attesa che parta l’operazione Albania, riprova ad applicare in Italia le procedure accelerate di frontiera nei confronti dei migranti provenienti da Paesi sicuri nella speranza di accelerarne i rimpatri. Invertendo il trend consolidato del - 63 % rispetto allo scorso anno, sono circa 2500 le persone arrivate in pochi giorni, il 77 % delle quali a Lampedusa. Ma anche le Ong hanno, per ultime la Sos Humanity e il veliero Astral della Open Arms, hanno soccorso più di 500 persone nelle ultime ore. Per loro la destinazione è sempre quella dei porti più lontani. Per chi arriva a Lampedusa, invece, adesso la prospettiva imminente è di finire nel nuovo centro di trattenimento per richiedenti asilo di Porto Empedocle.
di Beatrice Branca
Corriere di Verona, 13 agosto 2024
Prima la promessa di ottenere un permesso di soggiorno in Italia e di essere regolarizzati con un contratto di lavoro nel settore agricolo. Poi l’amara sorpresa di essere sfruttati e ridotti in schiavitù nei campi del Basso Veronese. I braccianti, salvati la scorsa settimana dalle fiamme gialle, non solo dovevano lavorare 7 giorni su 7 e per 12 ore nei campi, ma nel restante tempo libero - se così si può definire - dovevano anche recarsi nell’abitazione di uno dei due caporali e svolgere ulteriori lavori domestici non retribuiti. Questo dettaglio emerge dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa sabato 10 agosto dalla giudice per le indagini preliminari Paola Vacca nei confronti dei due fratelli indiani J.S. di 47 anni e K.S. di 48 anni, assistiti dall’avvocato Emanuele Luppi, entrambi residenti a Cologna Veneta e ora in carcere a Montorio. I due sono indagati per la riduzione e il mantenimento in schiavitù di una trentina di braccianti tra i 20 e i 35 anni, immigrati in Italia dall’India per lavorare tra Cologna Veneta, Pressana e Minerbe. Ogni giorno i braccianti, caricati su alcuni furgoni, venivano portati nei campi agricoli e, durante il tragitto, avevano il “divieto di parlare - si legge nell’ordinanza - e di far rumore per non attirare l’attenzione dall’esterno”.
di Francesco Vignarca
La Stampa, 13 agosto 2024
Nel bel dibattito che La Stampa sta ospitando sulla ripresa del bellicismo come cifra della stagione politica del mondo (anche se le guerre devastavano tanti luoghi anche prima che tornassimo ad accorgercene noi) ritengo utile ed opportuno portare, dopo quello della filosofia e della politica, il contributo dello sguardo di chi prova ad essere quotidianamente operatore di Pace e disarmo. Che nasce da esperienze, competenze, cammini concreti ben lontani dalla caricatura sminuente di “idealisti naif e capaci solo di slogan” ripetuta con scorrettezza in maniera funzionale e certi interessi armati.
di Emilio Drudi
nuovidesaparecidos.net, 13 agosto 2024
Il 16 luglio la polizia libica ha fatto irruzione in numerose case dei quartieri periferici di Zuwara, cento chilometri circa a ovest di Tripoli, arrestando oltre 200 migranti in attesa di trovare un imbarco verso Lampedusa. Meno di due settimane dopo, nella stessa zona, ne sono stati presi altri 54. Per tutti si sono aperte le porte dei centri di detenzione-lager, dove la vita dei prigionieri non conta nulla. L’unica possibilità di uscirne, assai spesso, è piegarsi al ricatto delle guardie stesse: dai mille ai duemila dollari per essere rilasciati e tornare a sperare di poter fuggire dall’inferno della Libia.
di Greta Privitera
Corriere della Sera, 13 agosto 2024
Nessuna di loro ha potuto andare in ospedale. Mohammadi “ha avuto un dolore toracico acuto e un attacco respiratorio”. Il 6 agosto, quando vengono a sapere che Reza Rasaei è stato impiccato nel carcere di Dizel Abad, nella provincia di Kermanshah, le donne del braccio femminile della prigione di Evin a Teheran si danno appuntamento nel cortile e gridano slogan contro la Repubblica islamica, e fanno rumore. Rasaei, 34 anni, era curdo, faceva parte del movimento Donna, Vita, Libertà. A guidare la protesta pacifica c’è anche l’attivista e premio Nobel iraniana Narges Mohammadi che non ha mai smesso di opporsi alla dittatura, nemmeno da dietro le sbarre, continuando a essere una voce fondamentale della rivoluzione.
Sovraffollamento nelle carceri e custodia cautelare, i temi da cui ripartirà la politica a settembre
di Davide Varì
Il Dubbio, 12 agosto 2024
Le proposte della Lega, le posizioni del Governo e delle opposizioni, e il ruolo delle misure cautelari nel sistema penitenziario italiano. Il futuro politico-giudiziario di Meloni e soci passa anche da qui. Il dibattito sulla giustizia in Italia ha riacceso l’attenzione sulla custodia cautelare e sul sovraffollamento carcerario, questioni di cruciale importanza per il futuro del sistema penale. A luglio, mentre il Parlamento approvava il decreto “Carceri sicure”, il Governo italiano si riuniva per discutere soluzioni a breve e medio termine per affrontare l’emergenza nelle carceri.
di Mario Lombardo
La Stampa, 12 agosto 2024
L’asse della premier con Mattarella che a sua volta chiede di non essere strumentalizzato dal ministro della Giustizia sulla custodia cautelare. Questa volta Giorgia Meloni non può certo accusare, come ha fatto altre volte, i giornalisti o i partiti di opposizione di tirare per la giacchetta il Capo dello Stato, visto che è stato un suo ministro a evocarne la partecipazione diretta a una scelta che atterrebbe al Parlamento o al governo. È stato scritto che, secondo fonti del Quirinale, Sergio Mattarella ha valutato come irrituale la richiesta di un “incontro urgente” avanzata pubblicamente, e senza preavviso, dal Guardasigilli Carlo Nordio.
di Alfredo Roma
Il Domani, 12 agosto 2024
L’ex membro del Csm: “Ho paura che quest’anno l’Italia stabilisca il record per i suicidi in carcere. Penso che serva un provvedimento urgente. Il progetto del governo mira a riportare indietro la magistratura: sarà una corporazione senza più una legittima diversità”. Il 10 luglio 2024 la Camera ha approvato in via definitiva il cosiddetto ddl Nordio, il disegno di legge proposto dal ministro della Giustizia Carlo Nordio che prevede diverse modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e all’ordinamento giudiziario. Inoltre, a completamento della riforma della giustizia, nella seduta del 29 maggio scorso, il governo ha annunciato il varo di un disegno di legge costituzionale, contenente norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare, in cui, tra le novità più salienti, vi è l’introduzione della separazione delle carriere tra magistratura requirente e magistratura giudicante.











