di Chiara Sgreccia
Il Domani, 13 dicembre 2024
Un disegno di legge pensato più per rispondere alle pance bieche del Paese che per creare sicurezza. Come si capisce leggendo gli articoli 29 e 32 che ostacolano l’operato di chi salva vite in mare e rendono più difficile l’integrazione di chi arriva da Stati extra Ue. “Ddl paura. Così abbiamo ribattezzato il disegno di legge sulla sicurezza pubblica in discussione al Senato. Perché dal ddl viene fuori la rappresentazione di un governo più spaventato che potente. Autoritario sì, ma che teme il manifestante, il migrante, il detenuto, chi è un outsider rispetto al loro schema di pensiero”. A parlare è Rossella Puca, giurista, che fa parte della rete No ddl Sicurezza.
di Fabrizio Caccia
Corriere della Sera, 13 dicembre 2024
Il presidente di Italia viva, Matteo Renzi, sarà in onda questa sera sul canale Syri di Tirana: “Farò un appello a Giorgia Meloni e al premier albanese Edi Rama. Ormai i soldi sono stati spesi, quasi un miliardo di euro. Trasformiamo il centro migranti (di Gjader, ndr) in un carcere per i circa 2mila detenuti albanesi reclusi in Italia. Riduciamo così il sovraffollamento dei nostri istituti di pena”. Ieri in Senato è andata ad intervistarlo la giornalista Luela Gaxhja, del programma Piranjat, una sorta di Iene albanesi, che gli ha svelato il “trucco” usato per fare il suo scoop sulla presunta “dolce vita” dei circa 100 poliziotti italiani in servizio in Albania: “Il resort degli agenti è blindato - ha raccontato la cronista - per avvicinarli mi sono offerta di andar loro a comprare le sigarette”. Dopo due mesi di attività i centri sono ancora vuoti, per via delle sentenze dei giudici italiani ispirate alle norme europee.
di Alessandro Fioroni
Il Dubbio, 13 dicembre 2024
Il presidente concede la grazia a 39 detenuti nel provvedimento anche 1.500 sconti di pena. Uno degli ultimi atti della presidenza di Joe Biden sembra avere un significativo riflesso sul capitolo giustizia negli Stati Uniti, soprattutto per quanto riguarda il mondo carcerario da sempre al centro di enormi contraddizioni. Il presidente Usa infatti ha lasciato una eredità al suo successore Donald Trump in netta controtendenza rispetto alle invettive legge e ordine del tycoon, prossimo a sedersi nello studio ovale della Casa Bianca. Biden ieri ha concesso la grazia presidenziale a 39 americani condannati per reati non violenti e ha commutato le condanne di quasi 1500 altre persone.
di Andrea Valdambrini
Il Manifesto, 13 dicembre 2024
La Ue non ha preso una posizione comune, ma la direzione dell’Alto Rappresentante sembra quella di favorire i rimpatri. All’inizio del mandato di Kaja Kallas, Alto rappresentante Ue per la politica estera che ha preso servizio questo dicembre, è piombata la caduta di Assad con la nuova fase politica in Siria, ancora tutta da decifrare. Un problema tra gli altri sembra preoccupare l’Europa: quello dei profughi siriani. Se la “ministra degli Esteri” di Bruxelles si mostra sicura verso il fronte ucraino, rispetto al quale ha maturato esperienza già come premier estone, molto meno risolute sembrano le sue mosse sul versante mediorientale. Ma le prime dichiarazioni di Kallas indicano l’auspicio di un governo stabile a Damasco, in modo da liberarsi il prima possibile dei profughi dalla Siria.
di Enrica Muraglie
Il Manifesto, 13 dicembre 2024
Quella in corso a Gaza “è la più grave emergenza del XXI secolo”. Così Paolo Pezzati, portavoce di Oxfam Italia, alla conferenza stampa convocata ieri alla Camera per chiedere al governo italiano di mettere in campo gli strumenti diplomatici che gli competono e contribuire a un immediato cessate il fuoco nella Striscia. “In prossimità del corridoio Filadelfia l’Idf ha attaccato 100 camion d’aiuti umanitari, provocando almeno 20 morti. 70 convogli sono stati portati via da bande armate”, prosegue Pezzati, ricordando la recente sospensione degli aiuti da parte dell’Unrwa attraverso il corridoio di Kerem Shalom. Per Rossella Miccio, presidente di Emergency, il bilancio totale di quasi 45mila morti è sottostimato: “Sono morti dirette, ma quelle per mancato accesso alle cure e per mancanza di cibo li conteremo, forse, alla fine del conflitto”. Nella nuova clinica che Emergency sta costruendo con fatica nel sud di Gaza, operativa dalla prima metà del prossimo mese, non è possibile montare neanche un desalinizzatore a causa dei continui blocchi imposti dalle autorità israeliane.
Ristretti Orizzonti, 23 dicembre 2024
Natale è una festa da passare CON, con i figli, con i genitori, con fratelli e sorelle. Per le persone detenute invece il Natale è SENZA, senza i figli, senza i genitori, senza fratelli e sorelle. Quei figli, quei genitori, quei fratelli e quelle sorelle preparano ogni Natale un posto a tavola, destinato a rimanere vuoto. I testi che seguono sono pezzi di vita poco natalizi, storie di Natale tristi: noi li dedichiamo prima di tutto a chi potrebbe fare qualcosa per cambiare le condizioni di vita delle persone detenute, e in particolare i loro rapporti con la famiglia.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 12 dicembre 2024
“Siamo ormai a 87 suicidi dall’inizio dell’anno e c’è confusione e incertezza anche sui numeri perché non si sa più quanti sono i morti ‘di carcere’ e i morti ‘in carcere’“, esordisce martedì scorso il deputato di Italia Viva Roberto Giachetti, sollevando in Parlamento un allarme drammatico sullo stato delle carceri italiane, chiedendo un’informativa urgente al Ministro della Giustizia Carlo Nordio. L’intervento, carico di preoccupazione e indignazione, ha messo in luce una situazione che definire critica sarebbe riduttivo. Il deputato di Italia Viva ha evidenziato il crescente numero di suicidi in carcere, che quest’anno ha toccato un record storico con 87 decessi, un dato riportato da Ristretti Orizzonti e che si scontra con i numeri ufficiali del Dap e del Garante nazionale stesso, mai registrato negli ultimi trent’anni.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 12 dicembre 2024
Discrepanze nei dati del 2023, 36 i decessi “scomparsi”. Nel labirinto burocratico del sistema penitenziario italiano, si palesa nuovamente una discordanza nei numeri: decine di vite che sembrano dissolversi tra le pieghe delle statistiche ufficiali. Un confronto tra i rapporti del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap) e del Garante Nazionale dei Diritti dei Detenuti rivela discrepanze che sollevano interrogativi. Non si tratta solo della questione dei suicidi, già evidenziata negli articoli precedenti. Nell’anno 2023, i numeri parlano da soli. Mentre il Ministero della Giustizia dichiara ufficialmente 122 decessi per cause naturali entro il 31 dicembre, il Garante Nazionale ne conta ben 138, con ulteriori 20 casi in attesa di accertamento. Sommando questi dati, emergono 36 persone che, letteralmente, scompaiono dalle statistiche ministeriali.
di Patrizia Maciocchi
Il Sole 24 Ore, 12 dicembre 2024
La Società italiana di medicina e sanità penitenziaria lancia l’allarme e presenta il progetto per un servizio unico al ministero della Salute. Aumentano nelle carceri italiane i casi di tubercolosi, di epatite e di tumori, cresce il disagio psichico. Problemi dovuti anche a un servizio di assistenza medica a macchia di leopardo, che non assicura interventi tempestivi. Per questo la Società italiana di medicina e sanità penitenziaria (SimsPe) ha presentato al ministero della Salute un progetto nazionale di sanità penitenziaria, con un approccio multidisciplinare per la presa in carico delle persone detenute da parte di un servizio unico e non più delegato a varie Asl. E l’esigenza di rendere più efficiente la cura dei detenuti nasce dai dati raccolti nel 2024, un annus horribilis per le carceri italiane. A iniziare dal record dei suicidi, 86 al 10 dicembre, più alto degli 80 del 2023 e sopra il triste primato di 85 morti del 2022.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 12 dicembre 2024
Sul canale YouTube del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria è apparso un video promozionale del calendario del Corpo di Polizia penitenziaria per l’anno 2025 che ha suscitato molte polemiche per in quanto, come sottolineato in una interrogazione del Partito Democratico al Guardasigilli, “ritrae scatti e momenti finalizzati a trasmettere una narrazione sul lavoro degli agenti della polizia penitenziaria tutta orientata alla repressione e all’aspetto punitivo; si vedono agenti in tenuta anti- sommossa, armati con pistole e altre armi da fuoco, intenti in esercitazioni per immobilizzare i detenuti”. Ne parliamo con la deputata dem e membro della Commissione giustizia, Michela Di Biase.
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