di Francesco Rosano
Corriere della Sera, 12 agosto 2024
Lorenzo Biagi dopo che l’ex Br è tornato in libertà: “Provo rabbia, avrei preferito che scontasse la pena fino in fondo. Le leggi italiane sono queste. “Neanche di fronte a un caso grave, come un omicidio di stampo terroristico legato alla Brigate rosse, si è riusciti a far scontare una pena fino in fondo. Ne prendo atto, ma provo tanta rabbia e amarezza”. La notizia della liberazione di Simone Boccaccini, uscito dal carcere in anticipo grazie a uno sconto di pena e alla buona condotta, è un fulmine nel cielo dell’estate di Lorenzo Biagi, il figlio minore del giuslavorista Marco Biagi, ucciso nel marzo 2002 sotto la sua abitazione nel centro di Bologna da un commando delle nuove Br. “Questa ingiustizia si aggiunge alla prima e più grave subita da mio padre: negargli la scorta, ciò che ha fatto sì che venisse ucciso”.
di Livia Zancaner
Il Sole 24 Ore, 12 agosto 2024
Suicidi, mancanza di personale, sovraffollamento, violenze, perdita di ogni visione sul futuro, sulla realtà, sulla vita. In Italia la situazione delle carceri è al collasso e luoghi che dovrebbero avere come obiettivo la rieducazione del condannato (articolo 27 della Costituzione) diventano luoghi senza futuro. Al momento sono oltre 60 i suicidi accertati da inizio anno tra i detenuti, l’indice di sovraffollamento nazionale è al 130%, con punte oltre il 230% e secondo il sindacato Uilpa della Polizia penitenziaria, i detenuti in più rispetto ai posti disponibili sono 14.500 e gli agenti mancanti circa 18 mila. Una ricerca del Cnel, il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, mostra che sei detenuti su dieci sono già stati in carcere almeno una volta. Ma sempre il Cnel stima che il dato della recidiva può calare fino al 2% per i detenuti che hanno avuto la possibilità di un inserimento professionale. E così, anche nelle sovraffollate carceri italiane, esistono strade per uscire dal tunnel. Nel nostro viaggio a Opera, nelle visite superando il cancello d’ingresso, impareremo che i detenuti possono diventare sarti, poeti, musicisti, giornalisti, panettieri, liutai. Possono laurearsi. Possono essere uomini che guardano al futuro.
cronachetarantine.it, 12 agosto 2024
Nella Casa Circondariale “Carmelo Magli” di Taranto è atteso per il prossimo 13 agosto il sottosegretario al Ministero della Giustizia on. Andrea Delmastro Delle Vedove, e così la CGIL di Taranto, insieme alla locale Funzione Pubblica non perde occasione per rimarcare il clima di emergenza in cui la struttura ormai vive da tempo. I temi sono oggetto di una lettera aperta che il segretario generale della CGIL, Giovanni D’Arcangelo e quello della FP CGIL, Mimmo Sardelli, rivolgono proprio all’esponente parlamentare. “La sua visita ci fa piacere - dicono - ma soprattutto, riteniamo che questa sia una propizia occasione per farle toccare con mano lo stato di emergenza totale della struttura e del modello organizzativo in atto”.
di Lorenzo Durandetto*
lavitacattolica.it, 12 agosto 2024
L’esperienza pastorale del carcere ha la “bellezza” di poter essere vissuta da diversi punti di vista, non solo dall’interno. Nell’incontro nazionale con tutti i cappellani e volontari degli istituti penitenziari italiani che si è svolto ad Assisi lo scorso aprile, il cardinale Matteo Maria Zuppi nel suo intervento sottolineava come sia importante fare “cultura” sul carcere, per sensibilizzare la società su questo tema così forte e delicato. Oggi vorrei raccontare alcuni piccoli episodi collaterali alla mia esperienza come Cappellano, ma che mi sono rimasti nel cuore e possono aiutare nella riflessione.
di Linda Chiaramonte
Left, 12 agosto 2024
Leone d’oro alla carriera 2023, il regista ha realizzato una nuova tappa del suo ultra trentennale lavoro nel carcere di Volterra. È un procedere lento, un avvicinamento per gradi quello che fa il pubblico entrando nella casa di reclusione di Volterra per assistere allo spettacolo Atlantis - Capitolo 2 diretto da Armando Punzo, regista e drammaturgo della Compagnia della Fortezza, andato in scena nei giorni scorsi. Si attraversano porte di ferro, cancelli, spiazzi, in un percorso che prepara ad immergersi in una dimensione altra, quella del teatro, che in questo caso occupa e abita spazi solitamente invalicabili che negli otto giorni di repliche si aprono a sguardi e presenze esterne.
di Ilvo Diamanti
La Repubblica, 12 agosto 2024
Per il 58% necessari più controlli: le crisi internazionali generano insicurezza. Gli under 30 e gli studenti hanno un senso di apertura più elevato. I confini condizionano il “sentimento” degli italiani, come dimostra la recente indagine condotta dal LaPolis-Università di Urbino Carlo Bo. Perché de-limitano lo spazio dei Paesi. E, per questo, de-finiscono il mondo. Non solo sul piano politico. Anche “personale”. Il “finis”, alla base del concetto di “con-fine”, infatti, significa “limite”. Entro il quale possiamo muoverci. O meglio, ci si può muovere. I confini, infatti, servono a de-limitare i “movimenti”. Perché il controllo dei confini, in particolare, è un metodo di controllo. Necessario a garantire la libertà e la sicurezza personale, in base alla sovranità “nazionale”. Visto che le “nazioni” sono de-limitate, cioè, de-finite, dai confini. In questa fase, in particolare, i motivi di in-sicurezza inter-nazionale sono diversi e crescenti. Vicino e lontano dai nostri confini. A causa delle guerre che hanno sconvolto il mondo intorno a noi. E che noi percepiamo in tempo reale.
di Gabriella Debora Giorgione
vita.it, 12 agosto 2024
Una delegazione del Tavolo Asilo e Immigrazione insieme a un gruppo di parlamentari è entrata nel Centro per il rimpatrio di Palazzo San Gervasio, in provincia di Potenza: “Grave degrado e gestione problematica del centro”. Non finisce qui: “L’idea adesso è quella di coordinare delle ispezioni all’interno di tutti i Cpr in Italia per arrivare ad una proposta congiunta parlamentare che ne chieda la chiusura”, così Alessia Araneo, consigliera e capogruppo regionale della Basilicata del Movimento Cinque Stelle che sabato 10 agosto faceva parte della delegazione del Tavolo Asilo e Immigrazione entrata nella struttura detentiva di Palazzo San Gervasio.
di Alice Dominese
Il Domani, 12 agosto 2024
Nel 2023 sono scomparsi 10.100 minori stranieri in Italia. Molti sono vittime di sfruttamento. L’ansia di pagare il debito con chi li ha portati in Europa è la spinta a fuggire dai centri. In media, in Italia ogni giorno scompaiono quasi 28 minori stranieri non accompagnati senza lasciare traccia. Lo dicono le stime del progetto di giornalismo transfrontaliero Lost in Europe, secondo cui circa 51.439 minori stranieri non accompagnati sono scomparsi, tra il 2021 e il 2023, dai centri di accoglienza di Unione europea, Gran Bretagna, Norvegia e Svizzera.
di Mario Giro*
Il Domani, 12 agosto 2024
In Nigeria, Kenya, Senegal i giovani si ribellano e attaccano le istituzioni. È in atto un cambiamento antropologico: i giovani africani si muovono in autonomia e decidono da soli. Si sentono traditi sia dalle loro élite che dall’Occidente. Chi potrà parlare con loro? Cosa sta accadendo ai giovani in Africa e, soprattutto, perché? In Nigeria in giovani contestano il governo eletto da poco più di un anno ma contestavano anche quello precedente. C’è un’insoddisfazione generale delle giovani generazioni nigeriane che ha come detonatori la violenza delle forze dell’ordine, la mancanza di lavoro o la percezione (molto forte ormai) della corruzione delle élites.
di Gabriella Colarusso
La Repubblica, 12 agosto 2024
Il gruppo armato palestinese ha sempre più seguito soprattutto tra i giovani. Restano le rivalità con Fatah, ma ora le due fazioni sono unite dal comune nemico. Hamad non l’ha mai vista la guerra, ma dice che a Gaza andrebbe di corsa, a combattere per “la nostra terra”. Ha 15 anni, una t-shirt lercia addosso e i sandali consumati, gli occhioni dolci che tradiscono la posa spavalda. È nato e cresciuto a Shatila, nello squallore e nella povertà del campo profughi a Sud di Beirut dove tre generazioni di palestinesi hanno perso il loro futuro. Alla tv scorrono le immagini dei corpi dilaniati “in un altro massacro di Netanyahu!”, urla. “Sinwar sta combattendo per la nostra libertà, è l’unico a farlo!”, e indica la grossa foto del nuovo capo di Hamas che pendola tra due file di palazzi, coperta da un groviglio di cavi elettrici. Sinwar è nella posa di estrarre la pistola dalla tasca. Sulla foto c’è scritto: “Nel nome di Dio, abbiamo iniziato a negoziare”.
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