Corriere di Viterbo, 12 dicembre 2024
Sarà processato con rito abbreviato condizionato a una perizia psichiatrica, il detenuto 23enne Iliyanov Krasimir Tsvetkov, che il 19 dicembre 2023 assassinò il compagno di cella, il 49enne Alessandro Salvaggio, nel penitenziario di Mammagialla. Erano circa le 22 quando al culmine di una lite per futili motivi, il 23enne bulgaro strangolò a mani nude il 49enne siciliano, residente a Barrafranca, in provincia di Enna. Al momento della morte, il detenuto, con precedenti per spaccio, stava scontando una condanna a poco più di due anni per evasione. Il movente del delitto sarebbe da ricondurre a un presunto debito di denaro. Sulla salma del 49enne fu eseguito l’esame autoptico all’ospedale Belcolle, e i familiari, rappresentati dall’avvocato Giacomo Pillitteri, del foro di Enna, nominarono come consulente medico legale Cataldo Raffino per poi denunciare i vertici del carcere.
di Antonio Esposito
internapoli.it, 12 dicembre 2024
È stato assolto per non aver commesso il fatto A.S., giovane di Giugliano, finito sotto processo con l’accusa di omicidio del detenuto Fabio De Luca. Il Gup di Isernia, Dott. Sicuranza, ha emanato poco fa la sentenza a carico di S. (difeso dall’avvocato Salvatore Cacciapuoti). Anche l’accusa, vista l’assenza degli elementi probatori a carico dell’imputato, aveva chiesto l’assoluzione. Ed in effetti all’esito del processo S. è stato assolto da ogni accusa riguardo l’omicidio avvenuto nel 2014. De Luca fu ritrovato gravemente ferito nelle celle del penitenziario, in circostanze poco chiare. Aveva 45 anni quando, nel novembre del 2015, fu portato d’urgenza in ospedale in gravi condizioni. Era recluso per rapina ai danni della madre residente. Il reato ipotizzato inizialmente era quello di morte o lesioni come conseguenza di altro delitto.
di Paola Bari
brindisireport.it, 12 dicembre 2024
Non solo un percorso formativo finalizzato all’acquisizione di competenze e attestati ma anche e soprattutto un percorso umano, di riflessione, di cambiamento e speranza. Nella mattinata di oggi, mercoledì 11 dicembre, presso la casa circondariale di Brindisi, si è svolta la conferenza stampa di chiusura del progetto “Dike, dentroltre le sbarre”, realizzato dalla Cooperativa Il Sogno con sede a San Pietro Vernotico nell’ambito dell’avviso pubblico promosso dal provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria della Puglia e Basilicata. Con il patrocinio gratuito del Garante dei Diritti delle Persone Private della Libertà Personale della provincia di Brindisi nella persona della dottoressa Valentina Farina, rappresenta una risposta concreta alle sfide della detenzione, il progetto ha avuto come obiettivo centrale il miglioramento del benessere dei detenuti attraverso percorsi formativi e iniziative innovative”. Si legge nella nota di presentazione.
Massa Carrara. La sfida dell’alternativa al carcere, gli operatori: “Poche risorse e poco personale”
La Nazione, 12 dicembre 2024
Il convegno delle Camere Penali di Massa e Spezia al Pungiglione ha aperto una riflessione sulla situazione. “Dall’esecuzione intramuraria alle misure alternative” è stato il tema del convegno organizzato dalle Camere Penali di Massa Carrara e della Spezia al Villaggio Il Pungiglione con il patrocinio dei Comuni di Pontremoli e Mulazzo, il sostegno della Diocesi e il contributo del Rotary Lunigiana. L’evento ha concluso la settimana che in Lunigiana ha visto esporre la mostra “Dall’Amore nessuno fugge” nel Tribunale di Pontremoli e poi trasferita a Mulazzo. Il convegno ha sottolineato l’importanza dell’attivazione di percorsi educativi individuali per l’esecuzione pena, portando come esempio l’esperienza concreta che la Comunità Papa Giovanni XXIII vive all’interno delle Comunità Educanti.
di Nicolò Delvecchio
Corriere del Mezzogiorno, 12 dicembre 2024
Da domani in onda sul Rai 2 “Oltre il cielo” girato al Fornelli. Saranno anche educatori, agenti e giovani detenuti dell’istituto penitenziario minorile “Fornelli” di Bari i protagonisti di “Oltre il cielo”, la docuserie Rai di otto puntate diretta da Alberto D’Onofrio in onda da domani su RaiPlay. La serie, che sarà poi trasmessa su Rai2, è infatti stata girata nel carcere barese e al “Beccaria” di Milano, e racconta la quotidianità sia di chi finisce dietro le sbarre da giovanissimo, sia di chi si occupa di rieducare i ragazzi. Con una doverosa premessa, come spiega il direttore del “Fornelli” Nicola Petruzzelli, in carica da 29 anni: “La realtà, qui dentro, non è per niente simile a quella di “Mare Fuori”.
agensir.it, 12 dicembre 2024
Il Capo del dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria (Dap), Giovanni Russo, parteciperà al seminario “Nuovi approcci per la complessità detentiva - L’Italia protagonista del sistema penitenziario europeo: la sinergia tra normativa, formazione e professioni”, in programma oggi, giovedì 12 dicembre, alle 12.30, nell’Aula 1 della sede della Lumsa Human Academy - Fondazione Luigia Tincani, in via G. G. Belli 86 a Roma.
sardegnareporter.it, 12 dicembre 2024
Prosegue il progetto “Liberi dentro per crescere fuori” e celebra i 10 anni della carta dei diritti dei figli dei genitori detenuti. A 10 anni dalla firma della Carta dei diritti dei figli dei genitori detenuti lunedì 16 dicembre a Uta musica e giochi per la Festa di Natale in carcere. Con il progetto Liberi dentro per crescere fuori, e grazie all’adesione della Casa circondariale al progetto La partita con mamma e papà ideata da Bambinisenzasbarre, le famiglie si ritroveranno per trascorrere qualche ora di svago. L’obiettivo è di garantire ai figli dei detenuti il diritto alla relazione con i propri genitori in un ambiente più umano e inclusivo.
di Frank Cimini
L’Unità, 12 dicembre 2024
Il libro a cura dell’associazione “Yairaiha” racconta gli effetti fisici e psicologici devastanti del carcere duro: “una tortura silenziosa”. Pagina nera del nostro diritto penale. Luna Casarotti, l’autrice, scrive di tortura di Stato e spiega: “Il regime del 41bis caratterizzato da severe misure di isolamento si traduce in un costante preoccupante esempio di abuso di potere all’interno del sistema penitenziario, disumanizzando i detenuti e riducendoli a meri strumenti da controllare. Questa modalità di detenzione concepita per raccogliere informazioni e mantenere il predominio sui prigionieri considerati pericolosi, infligge una tortura silenziosa con effetti devastanti sia sul piano psicologico che fisico”.
di Massimo Calvi
Avvenire, 12 dicembre 2024
Le parole più ricorrenti nei pensieri che tante persone in queste ore stanno esprimendo nel ricordare Riccardo Bonacina, giornalista, morto all’età di 70 anni questo mercoledì 11 dicembre 2024, sono due: passione e impegno. Chiunque lo abbia conosciuto, anche per poco, anche da lontano, può facilmente ritrovarsi in questi termini, che curiosamente paiono l’eco di un tempo diverso, appartenere a un contesto che nell’estremo saluto può persino delineare un’eredità. Bonacina è stato tante cose, il suo curriculum di giornalista dice che all’inizio degli anni Novanta del secolo scorso è stato tra i protagonisti del primo telegiornale delle reti Fininvest, “Studio Aperto”, poi ideatore della testata giornalistica su Rai2 “Il coraggio di vivere”, soprattutto fondatore di un periodico che ha fatto la storia del giornalismo sociale in Italia: “Vita”. Poi, certo, molto altro: trasmissioni radiofoniche, progetti editoriali, eventi, elaborazione culturale, impegno civile e sociale, dunque politico.
di Elisabetta Soglio
Corriere della Sera, 12 dicembre 2024
Riccardo Bonacina è morto a 70 anni, a poche settimane dalla Festa per il trentesimo anniversario di “Vita”: la sua creatura editoriale nata per “raccontare il mondo in modo non disperante né pettegolo, ma generativo”. Con la sua voce gentile, ma qui affaticata, Riccardo Bonacina aveva registrato il messaggio destinato alla Festa per i 30 anni di Vita, la sua creatura editoriale venuta al mondo proprio nell’autunno del 1994.
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