di Daniele Oppo
La Nuova Ferrara, 11 dicembre 2024
Udienza preliminare per il suicidio di Lorenzo Lodi: la famiglia chiede la citazione del Guardasigilli come responsabile civile. Anche il ministero della Giustizia verrà coinvolto nel processo a carico di un agente della Polizia penitenziaria, accusato di omicidio colposo per il suicidio in cella di Lorenzo Lodi, il 29enne che si era tolto la vita nel primo pomeriggio del 1º settembre 2021 dopo essere stato arrestato dai carabinieri per possesso di sostanze stupefacenti e di una pistola. La famiglia, assistita dall’avvocato Antonio De Rensis, che si è costituita parte civile, ha chiesto ieri mattina al giudice dell’udienza preliminare Andrea Migliorleli la citazione del ministero della Giustizia, in persona del suo rappresentante pro tempore, ovvero il ministro Carlo Nordio, in veste di responsabile civile.
ansa.it, 11 dicembre 2024
La testimonianza nell’ambito del processo con 105 imputati tra agenti del penitenziario di Santa Maria Capua Vetere, funzionari del Dap e medici. Ha ammesso di aver apposto la firma ad un verbale in cui sapeva erano scritte “cose non vere” la psicologa del carcere di Santa Maria Capua Vetere Maria Affinito, sentita al processo per le violenze ai danni dei detenuti avvenute nel penitenziario casertano il 6 aprile 2020, in cui sono imputati 105 tra agenti penitenziari, funzionari del Dap e medici dell’Asl di Caserta.
di Rino Giacalone
La Stampa, 11 dicembre 2024
Ma non riprendono servizio: hanno l’interdizione dai pubblici uffici. Il Tribunale del Riesame ha cancellato l’accusa per il reato di tortura, e così sono tornati liberi gli undici agenti della polizia penitenziaria in servizio presso il carcere “Pietro Cerulli”: hanno lasciato i domiciliari, ma non tornano in servizio, i giudici hanno applicato una diversa misura cautelare, l’interdizione dai pubblici uffici, rispetto agli altri reati contestati, abuso di potere, maltrattamenti. I giudici del riesame hanno accolto i ricorsi delle difese, quando depositeranno le motivazioni si potrà comprendere meglio e di più sulle ragioni della decisione, ma il caso che ha fatto allungare ombre sinistre sul carcere di Trapani appare tutt’altro che chiuso. Il reato di tortura è venuto meno in quanto per il Tribunale del Riesame manca il requisito della sistematicità della condotta contestata dai pm e riconosciuta sussistere dal gip che così aveva scritto nella sua ordinanza.
Corriere di Verona, 11 dicembre 2024
“Un trattamento disumano, di kafkiana memoria”: sono le parole usate dall’avvocato Francesco Sanpò nel sollecito urgente inviato al ministro della Giustizia e al Dap per il caso relativo al suo assistito, il 51enne romeno Ion Nicolae che dal carcere di Montorio, a Verona, dove era detenuto, è stato trasferito nei giorni scorsi al penitenziario di Rebibbia a Roma “senza conoscerne il motivo - dice il legale - e senza aver visto ad oggi il provvedimento su cui si basa la decisione”. La cosa, sostiene Spanò, sarebbe avvenuta inoltre “senza nessun avviso alla difesa e preavviso allo stesso recluso”.
di Antonio Averaimo
Avvenire, 11 dicembre 2024
Questo progetto di rieducazione attraverso lo sport si fonda sull’idea che il carcere non deve essere solo un luogo di detenzione, ma anche uno spazio di crescita personale”. Questo è per Flavia Filippi, giornalista di La7 e fondatrice dell’associazione Seconda Chance, “Rigiocare il futuro’,’ l’iniziativa che partirà questo mese nel penitenziario di Secondigliano. Tra le mura del carcere napoletano inizieranno i lavori per la realizzazione del più importante polo sportivo carcerario d’Italia, dotato di un campo di calcio di ultima generazione in erba sintetica (che sostituirà quello attuale) e due campi di padel nuovi di zecca, utilizzabili anche per altri sport.
prpchannel.com, 11 dicembre 2024
“Oltre il cielo” dal 13 dicembre in esclusiva su RaiPlay. L’intensa docuserie, in otto episodi, racconta le fasi di recupero di alcuni giovani detenuti nelle carceri minorili Beccaria di Milano, Fornelli di Bari e nella comunità Kayros. La docuserie “Oltre il Cielo”, prodotta da Rai Contenuti Digitali e Transmediali in collaborazione con Pepito Produzioni, offre uno sguardo intimo e realistico sul complesso mondo delle carceri minorili italiane e dei percorsi di recupero dei giovani detenuti. Attraverso otto episodi, disponibili a partire dal 13 dicembre in esclusiva su RaiPlay, la produzione si addentra nelle storie personali di ragazzi che si trovano reclusi nelle strutture penitenziarie minorili Beccaria di Milano e Fornelli di Bari, oltre che nella comunità Kayros di Vimodrone.
di Guido Caldiron
Il Manifesto, 11 dicembre 2024
“Per questi motivi” di Giancarlo De Cataldo, pubblicato da Sem. L’autobiografia criminale del Paese dal Caso Montesi all’uccisione di Pier Paolo Pasolini. “La penso come Gadda - scrive l’autore - dietro ogni omicidio c’è una pluralità di cause, uno gnommero, un groviglio, una matassa che non sempre si riesce a districare. Ma è un tentativo che bisogna fare nell’interesse collettivo”. Non è il libro a cui pensa da un po’ per dire la sua su come va la Giustizia nel nostro Paese, anche se qualche eco delle proprie vicende personali, della sua vita di magistrato che è venuta prima e ha poi accompagnato quella di scrittore, drammaturgo, sceneggiatore emerge anche qui - il resto lo aveva raccontato già nel 2012 con In giustizia (Bur). Ma, come accade in alcune delle sue opere più elaborate, quasi dei “romanzi-mondo” come L’agente del caos (2018), Suburra (2013) e, soprattutto, Romanzo criminale (2002), c’è nel modo in cui Giancarlo De Cataldo riannoda i fili della nostra memoria pubblica, intessuta di crimini eccellenti e di misteri spesso tutt’altro che inafferrabili, qualcosa di talmente personale che sembra rimandare prima di tutto all’empatia, alla voglia di voler comprendere prima ancora che di giudicare.
traduzione di Stefano Viviani
Vanity Fair, 11 dicembre 2024
“Il carcere si è preso mia madre, mio padre e tutti i miei amici”: lo scrittore francese Mokhtar Amoudi, che si è aggiudicato il Premio Goncourt des détenus, parla della sua carambolica vita nel libro “Le condizioni ideali”. Un numero speciale quello di Vanity Fair, in edicola fino al 18 dicembre 2024. Un numero che accende i riflettori sulle carceri: “Il 2024”, scrive il direttore Simone Marchetti nel suo editoriale, “è l’anno che ha contato più morti nella storia recente delle carceri italiane”. Dietro le sbarre il quadro è desolante, con situazioni di sovraffollamento e disumanità.
di Vincenzo Scalia
Il Manifesto, 11 dicembre 2024
La morte del giovane Ramy El Gaml, avvenuta a Milano tra il 24 e il 25 novembre mentre era inseguito da un’auto dei carabinieri nel quartiere del Corvetto, squarcia il velo di malintesi e di ipocrisie che nell’ultimo lustro hanno ammantato la questione giovanile. A partire dalla pandemia, la rappresentazione dei giovani come categoria sociale problematica, principale responsabile della criminalità di strada nel nostro Paese, dai rave ai furti, dalle risse nelle zone della movida al consumo di sostanze, ha subito un’insolita accelerazione. Cronache e palinsesti televisivi si sono riempite di baby gangs e nuovi teddy boys, sospingendo il varo di provvedimenti liberticidi come i decreti anti-rave e Caivano.
di Enrica Muraglie
Il Manifesto, 11 dicembre 2024
L’alleanza per la chiusura dei Cpr: Tai, parlamentari e consiglieri regionali contro “l’istituzione totale” che ha ucciso Ousmane Sylla. Il suo corpo è arrivato a Conakry lo scorso aprile, come aveva chiesto, ma delle ore durante le quali Ousmane Sylla si è tolto la vita e delle successive rivolte dei compagni di cella non devono risultare tracce. Ors Italia srl, ente gestore del Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) di Ponte Galeria, a Roma, si è rifiutato di fornire il “registro degli eventi critici relativo al periodo del suicidio di Sylla e ai giorni successivi alla rivolta, adducendo informazioni contraddittorie circa la sua esistenza e il presunto smarrimento”, come si legge nel rapporto redatto dal Tavolo nazionale immigrazione e asilo (Tai).
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