di Angela Stella
L’Unità, 10 agosto 2024
Rinnovata l’unità di crisi e autorizzato l’uso di attrezzatura di protezione individuale. A pochi giorni dall’approvazione della legge, nelle prigioni ci si prepara alla “guerra”. Il Presidente Mattarella ha firmato l’abolizione dell’abuso d’ufficio. E aveva firmato i nuovi provvedimenti sulle carceri. Il governo di centrodestra è soddisfatto. Ha realizzato una piccola riforma che aiuterà i sindaci a lavorare senza sentire sul collo il fiato delle toghe. Giusto, a occhio, anche se molti giuristi seri hanno dei dubbi. Non ha però abolito il 41 bis (che è una misura incostituzionale e viola tutte le convenzioni sui diritti umani), non ha abolito l’ergastolo ostativo (idem), ha aumentato le pene per le proteste in carcere, ha previsto il reato di violenza non violenta (che più che offendere la Costituzione offende il vocabolario), non ha ridotto le possibilità per i Pm (e Gip amici) di sbattere le persone innocenti in galera nella speranza che - sotto ricatto - si dichiarino colpevoli e magari chiamino qualche correo.
di Liana Milella
La Repubblica, 10 agosto 2024
L’ex procuratore aggiunto di Venezia passerà alla storia per aver utilizzato i suicidi in carcere per fare leggi a favore di amministratori pubblici e politici che violano le regole. Dovremo ricordarcelo, negli anni a venire, questo torrido agosto. Quello in cui un ministro della Giustizia ed ex procuratore aggiunto di Venezia ha violato le regole del vivere civile, sfruttando il suicidio dei carcerati per avvantaggiare i potenti. Con la compiacenza di Giorgia Meloni, la premier che vende la sua immagine di donna che viene dal popolo e che pensa al popolo. E forse non venivano dal popolo - italiano e straniero - i 65 esseri umani che in carcere hanno rinunciato a vivere? Nessuno, sano di mente e non cinico fino alle midolla, può sostenerlo.
di Bruno Mirante
La Nazione, 10 agosto 2024
Francesco Petrelli (Unione Camere Penali): “La carcerazione prima del giudizio non agisce nell’immediato. Interventi che vanno anche nella direzione giusta ma tutti destinati ad agire in tempi medio lunghi e pertanto non sono in grado di migliorare la condizione dei detenuti con l’urgenza che un decreto legge avrebbe ovviamente dovuto implicare”.
di Bruno Mirante
La Nazione, 10 agosto 2024
Salvatore Casciaro (Associazione Nazionale Magistrati): “Meglio aumentare il sostegno psicologico”. Secondo il segretario generale dell’Associazione Nazionale Magistrati Salvatore Casciaro l’ipotesi di limitare la carcerazione preventiva non è una soluzione per il sovraffollamento: “La carcerazione preventiva è l’extrema ratio cui i magistrati ricorrono già ora in casi davvero eccezionali. Altre, piuttosto, sarebbero le strade da percorrere. Si è già avviato con la legge Cartabia un percorso per valorizzare e potenziare le pene sostitutive, ma spesso mancano strutture e organici per rendere effettivo un progetto di recupero esterno al circuito penitenziario”.
Non servono nuove leggi: per ridurre i detenuti in custodia cautelare basta applicare quella che c’è
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 10 agosto 2024
Il ministro Nordio, sostenuto solo da Forza Italia, spinge per rivedere le regole, ma che il carcere debba essere un’extrema ratio, oltre alle associazioni e ai pg della Cassazione, lo dicono già i codici: basterebbe applicarli. “L’opposizione ci aiuti a modificare le regole della custodia cautelare”, ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio. Lo ha fatto, peraltro, durante un vertice di governo che si svolgeva mentre il Parlamento stava approvando il decreto carceri: una sgrammaticatura che financo il presidente della Camera non ha potuto non far notare. “Cambiamo le regole della custodia cautelare”, ripete Forza Italia, risentendosi delle divisioni della Lega e della contrarietà di Fratelli d’Italia e proponendo, dice Pietro Pittalis, capogruppo in commissione giustizia “che presupposto su cui si basa l’ipotetica reiterazione del reato sia specificatamente motivato”. Già oggi, per inciso, una motivazione deve essere vergata. E per la reiterazione del reato esistono più paletti rispetto ad altri casi. Non sempre le motivazioni sono così puntuali come dovrebbero, certo, ma questo è un altro discorso.
di Adriana Logroscino
Corriere della Sera, 10 agosto 2024
Il reato, contestatissimo dai primi cittadini, è stato cancellato e in parte sostituito dalla reintroduzione del peculato per distrazione: a risponderne saranno sempre i “pubblici ufficiali” e gli “incaricati di pubblico servizio”, inclusi sindaci, magistrati, medici e docenti.
di Simona Musco
Il Dubbio, 10 agosto 2024
Intervista al viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto: “Bisogna pure intervenire sulla legge Severino, come ci chiedono amministratori di tutte le appartenenze”. Il governo non ha mai temuto che Mattarella avesse dubbi di costituzionalità sul ddl Nordio. Che è solo l’inizio del lavoro di questo Esecutivo nel campo della giustizia: il prossimo passo può essere un intervento sulla custodia cautelare, per alleggerire il problema del sovraffollamento carcerario. A dirlo è Francesco Paolo Sisto, viceministro della Giustizia, che aggiunge: “Bisogna pure intervenire sulla legge Severino, come ci chiedono amministratori di tutte le appartenenze”.
di Alessandro Barbano
Il Dubbio, 10 agosto 2024
A Genova i magistrati hanno realizzato l’ultimo e definitivo strappo: hanno reso penalmente rilevante un (loro) giudizio morale, e si sono così sostituiti, una volta per tutte, ai cittadini. Ci sono, nella disavventura giudiziaria e politica di Giovanni Toti, tre indizi che raccontano uno snodo cruciale del trentennale conflitto tra magistratura e politica nel nostro Paese e che mutano in maniera definitiva il controllo di legalità esercitato dall’azione penale in un controllo di merito orientato alle prescrizioni e agli obiettivi di una ideologia morale. Si tratta di un passaggio sottaciuto, o quantomeno sottovalutato nel dibattito pubblico, ma che è destinato a produrre nel cosiddetto diritto vivente effetti difficilmente sormontabili, capaci di vanificare l’esito delle riforme pure in fieri della custodia cautelare e di accentuare la subalternità del potere politico a quello giudiziario.
di Simona Lorenzetti
Corriere di Torino, 10 agosto 2024
Sono quindici gli adolescenti iscritti sul registro degli indagati per aver preso parte alla rivolta nel carcere Ferrante Aporti nella notte tra l’1 e il 2 agosto. All’indomani della sommossa, la Procura dei minori - coordinata dalla procuratrice capo Emma Avezzù - aveva aperto un fascicolo ipotizzando il reato di devastazione. E ora le indagini restituiscono i nomi dei protagonisti di quella notte di rabbia in cui è stata distrutta la gran parte dei locali e degli arredi che si trovano al pianterreno dell’istituto di corso Unione Sovietica.
di Michela Cuccu
La Nuova Sardegna, 10 agosto 2024
“Nel carcere di Massama il servizio sanitario è talmente precario che la direttrice ha inviato un sollecito alla Asl, informando tra gli altri, anche il ministero della Giustizia e lo stesso Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Altrettanto ho fatto io che ho scritto anche al sindaco sollecitando il suo intervento perché è impossibile andare avanti con un medico presente per poche ore, mai quotidianamente, tanto che spesso l’ambulatorio resta chiuso”.
- Ferrara. I Radicali: “Ai detenuti diciamo: no rivolte”. Allarme suicidi dentro le celle
- Udine. Troppo caldo nelle celle: una campagna per alleviare il problema
- Cagliari. Quartucciu, la generosità illumina il carcere minorile: arrivano i giochi per i ragazzi
- Al Beccaria il primo teatro dentro un carcere. “Così diamo ai ragazzi una seconda possibilità”
- Parole Liberate, premiati i testi dei detenuti











