di Patrizia Renzetti
huffingtonpost.it, 12 agosto 2024
90 anni. Cifra tonda per il carcere di Alcatraz che nasceva esattamente l’11 agosto nel 1934. San Francisco è molto bella, ha quel mood di italianità che altre città americane non hanno. Ma non avremmo completato il viaggio da queste parti, se non avessimo visitato anche Alcatraz, il carcere più celebre al mondo, che da laggiù, in cima a The Rock, nella Baia di San Francisco, circondata dall’Oceano Pacifico, incute timore alla città… un pochino la ricorda l’Azkaban di Harry Potter. Da carcere di massima sicurezza a museo. Siamo nel bel mezzo della baia, tra acque gelide e raffiche di vento, talmente potenti, che è difficile addirittura attraversare l’ex cortile dove i detenuti più meritevoli, trascorrevano le ore all’aperto.
di Patrizia Renzetti
huffingtonpost.it, 12 agosto 2024
90 anni. Cifra tonda per il carcere di Alcatraz che nasceva esattamente l’11 agosto nel 1934. San Francisco è molto bella, ha quel mood di italianità che altre città americane non hanno. Ma non avremmo completato il viaggio da queste parti, se non avessimo visitato anche Alcatraz, il carcere più celebre al mondo, che da laggiù, in cima a The Rock, nella Baia di San Francisco, circondata dall’Oceano Pacifico, incute timore alla città… un pochino la ricorda l’Azkaban di Harry Potter. Da carcere di massima sicurezza a museo. Siamo nel bel mezzo della baia, tra acque gelide e raffiche di vento, talmente potenti, che è difficile addirittura attraversare l’ex cortile dove i detenuti più meritevoli, trascorrevano le ore all’aperto.
di Patrizia Renzetti
huffingtonpost.it, 12 agosto 2024
90 anni. Cifra tonda per il carcere di Alcatraz che nasceva esattamente l’11 agosto nel 1934. San Francisco è molto bella, ha quel mood di italianità che altre città americane non hanno. Ma non avremmo completato il viaggio da queste parti, se non avessimo visitato anche Alcatraz, il carcere più celebre al mondo, che da laggiù, in cima a The Rock, nella Baia di San Francisco, circondata dall’Oceano Pacifico, incute timore alla città… un pochino la ricorda l’Azkaban di Harry Potter. Da carcere di massima sicurezza a museo. Siamo nel bel mezzo della baia, tra acque gelide e raffiche di vento, talmente potenti, che è difficile addirittura attraversare l’ex cortile dove i detenuti più meritevoli, trascorrevano le ore all’aperto.
di Donatella Stasio
La Stampa, 11 agosto 2024
L’idea del governo è una detenzione che produce solo abbrutimento, morti e criminalità. Non tirino per la giacca il capo dello Stato: il ministro accolga i richiami del Colle. Il governo ha varato un decreto legge inutile ad arginare l’emergenza carceri, lo ha chiamato “carcere sicuro”, lo ha blindato in Parlamento contro ogni proposta volta a ridurre l’escalation di suicidi, lo ha fatto approvare con voto di fiducia e a razzo, sebbene il termine per la conversione in legge scadesse il mese successivo e dunque ancora si sarebbe potuto fare qualcosa, ma da domani tutti al mare, e pazienza se in carcere si continua a morire.
di Manuela D’Alessandro
agi.it, 11 agosto 2024
Chi si è tolto la vita subito dopo l’ingresso in prigione, chi poco prima di lasciarla. Chi era vittima delle dipendenze e chi di sofferenze psichiatriche. Una cupa Spoon River a cui si aggiungono sette agenti penitenziari. Si sono impiccati quasi tutti, chi col laccio dei pantaloni, chi con le lenzuola, chi con una corda. Qualcuno si è soffocato con un sacchetto di plastica, qualche altro riempiendosi i polmoni di gas o altre sostanze. A volte in cella non erano soli, c’erano dei compagni. A volte non sono morti subito, gli agenti della penitenziaria hanno provato a rianimarli. Età media 37 anni, più stranieri che italiani. Reati dall’omicidio al piccolo spaccio, tanti con dipendenza dalla droga, diversi con sofferenze psichiatriche. Ecco i 65 uomini e donne che si sono tolti la vita nelle carceri italiani dal primo gennaio 2024. Nel 2022 alla fine se ne erano contati 85, mai così tanti. Non di tutti sono noti nomi e cognomi, della maggior parte i sindacati penitenziari, che a loro volta registrano sette suicidi di agenti in questo anno, hanno diffuso, assieme ad associazioni, garanti e legali, minimi brandelli delle loro storie.
di Massimiliano Saggese
Il Giorno, 11 agosto 2024
Al momento in Italia sono 21 le donne che stanno affrontando la pena in queste strutture. Polemica sul nuovo decreto carceri diventato legge che rende facoltativo il rinvio della pena. Oltre il cancello spuntano i giochi. Dentro, sulle pareti colorate, tanti disegni. Ma ci sono cancellate tutt’attorno, nella “terra di mezzo” che si cerca di rendere sempre più simile a una casa per addolcire quello che è un luogo di detenzione: è l’Icam, Istituto a custodia attenuata per madri detenute in via Macedonio Melloni, il primo in Italia (e in tutto sono quattro), parte del polo penitenziario di San Vittore. È in un edificio a sé, con camere ampie e spazi comuni. Adesso ospita otto donne che stanno scontando una pena, con accanto i loro bimbi (dai nascituri fino a piccoli che frequentano le elementari).
di Alessandro D’Amato
La Nazione, 11 agosto 2024
Il senatore Verini (Pd): bocciati i nostri emendamenti. Detenzione preventiva? “Sia per tutti o per nessuno”. “Da quando faccio il parlamentare è la 90esima volta che visito un carcere. La prima domanda te la rivolgono con gli occhi: “È vero che non avete fatto niente?”. In 4.500 con meno di un anno o tra uno e due anni da scontare avevano una speranza. Ma il governo non ha fatto niente”. Il senatore del Pd Walter Verini negli ultimi giorni è stato nelle carceri di Perugia, Terni, Rieti, Regina Coeli e Rebibbia a Roma. Oggi racconta la disperazione: “Un detenuto teneva in mano un giornale con il titolo “Parlamento bloccato, nulla di fatto per le carceri”. Il tema della liberazione anticipata o dei domiciliari era qualcosa a cui stare appesi, che per chi vive in tre metri quadrati vuole dire tanto”.
di Marco Cremonesi
Corriere della Sera, 11 agosto 2024
Tante questioni sono ancora irrisolte; FI è insoddisfatta. Dopo lo stop all’abuso d’ufficio, Palamara valuta il ricorso per la sua condanna. La legge Nordio è appena entrata in vigore, così come quella sulle carceri, ma diverse questioni restano aperte. Se ne riparlerà dopo la pausa estiva, ma Forza Italia è lontana dal dirsi soddisfatta, soprattutto sul tema dell’affollamento degli istituti di pena. Mentre l’abolizione del reato di abuso d’ufficio ha già una prima conseguenza: l’ex membro del Csm ed ex presidente dell’Associazione magistrati (Anm) Luca Palamara, rimosso dall’ordine giudiziario, sta valutando “i riflessi che la nuova disciplina avrà sulla vicenda che mi ha riguardato, sia in ambito penale che disciplinare”.
di Flavia Amabile
La Stampa, 11 agosto 2024
FI: “Bisogna intervenire rapidamente”. I dubbi degli alleati di governo. La politica si ferma ma alla ripresa a settembre sarà la giustizia uno dei temi più caldi su cui all’interno della maggioranza non mancheranno scontri. Il nodo carceri è ancora da sciogliere, il ministro Carlo Nordio dovrebbe incontrare il presidente della Repubblica Sergio Mattarella per valutare possibili soluzioni che possano migliorare le condizioni di vita di detenuti e agenti penitenziari, ma sarà Forza Italia a dettare l’agenda puntando, dopo il decreto carceri, a una riforma delle misure cautelari e della legge Severino. Il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto avverte che il decreto carceri è “un primo importante intervento di sistema, al quale ne seguiranno altri” e proprio la legge Severino è uno di quei fronti avanzati su cui il partito intende battersi fino in fondo.
di Giulia Merlo
Il Domani, 11 agosto 2024
Su separazione delle carriere e abuso d’ufficio la distanza ideologica tra centristi e Pd e M5S è incolmabile. Su carcere e riforma del Csm, invece, la possibilità di convergenza esiste e può essere un punto di partenza. Il percorso verso il campo largo che dovrebbe riunire tutto il centrosinistra è lastricato di ostacoli e il più pericoloso è indubbiamente la giustizia. Nel grande progetto di ricomporre i cocci tra Partito democratico, Italia Viva e Azione, cui aggiungere anche il Movimento 5 Stelle e l’Alleanza Verdi-Sinistra, infatti, dovrà fare i conti con le posizioni agli antipodi su praticamente tutte le questioni che riguardano il sistema giudiziario. A dimostrarlo fanno fede i voti d’aula e le dichiarazioni dei principali esponenti dei partiti. Non a caso, dentro il centrodestra sta da tempo maturando una certezza: l’unica riforma costituzionale che può sperare di passare senza rischio di referendum è quella sulla separazione delle carriere della magistratura.
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