di Vladimiro Zagrebelsky
La Stampa, 11 agosto 2024
Monsignor Vincenzo Paglia, autorevole presidente della Pontificia Accademia della Vita, in varie interviste rese per illustrare il Piccolo Lessico del Fine-Vita, ha indicato la posizione della Chiesa cattolica. Ne risulta il mantenimento della visione sociale, relazionale della persona, da non considerare individualmente e del valore in sé di ogni vita umana. Consegue l’inammissibilità di qualsiasi forma di suicidio assistito o di eutanasia. Da evitare è però l’accanimento terapeutico, che irragionevolmente si ostini ad ostacolare il naturale corso della vita e della morte. L’accompagnamento dell’ammalato con la terapia del dolore e le cure palliative, può essere efficace alternativa ad ogni ipotesi di eutanasia o aiuto al suicidio.
di Francesca Mannocchi
La Stampa, 11 agosto 2024
Umiliazioni e abusi. È quanto emerge dai rapporti dell’Onu e della ong israeliana B’Tselem. Una deriva guidata dal ministro per la Sicurezza Ben Gvir: “Li affamerò”. “Siamo stati portati a Megiddo. Quando siamo scesi dall’autobus, un soldato ci ha detto: “Benvenuti all’inferno”“. Con queste parole si apre il rapporto sulla condizione dei detenuti palestinesi nelle carceri israeliane, diffuso dal gruppo israeliano in difesa dei diritti umani B’Telem la settimana scorsa. A parlare è Fouad Hassan, 45 anni, padre di cinque figli e residente a Qusrah, nel distretto di Nablus e trattenuto nella tristemente nota prigione di Megiddo. La sua è solo una delle decine di voci raccolte da B’Tselem, che conclude che il governo israeliano stia “commettendo torture che equivalgono a crimini di guerra e persino a crimini contro l’umanità” nelle carceri.
di Emiliano Guanella
La Stampa, 11 agosto 2024
Ci sono luoghi che ti segnano per la quantità di volte che li hai visitati ma anche per l’intensità delle esperienze che hai vissuto. Sono arrivato a Caracas ad una settimana dalle elezioni presidenziali più importanti della storia recente del Venezuela. È il mio quindicesimo viaggio in questo Paese, ma l’atmosfera è più pesante del solito, una strana mescolanza di incertezza e speranza, di timori e coraggio. L’autostrada che dal mare ti porta in città è più vuota del solito. La benzina, che prima veniva regalata, oggi costa mezzo dollaro al litro, un’enormità in un Paese dove il salario minimo è di 3,6 dollari. E poi c’è la diaspora, l’esodo massiccio di chi è scappato dalla crisi che fustiga da tempo questa nazione. Secondo l’Onu sono emigrate 7.7 milioni di persone, il 22% della popolazione. Uno su quattro è partito, molti in America Latina, anche se sono sempre quelli che cercano di entrare via Messico negli Stati Uniti. I venezuelani sono ovunque, fanno gli autisti di Uber a Santiago del Cile o Buenos Aires, i camerieri a Quito, Bogotà, San Paolo, fanno di tutto a Miami o Madrid. Un pezzo di patria che se n’è andato, con le arepas e i ricordi, la rabbia e la tristezza.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 10 agosto 2024
Il Dap invita i direttori a stare in allerta. Bernardini: sanno di non aver fatto nulla e temono le conseguenze. Al carcere di Canton Mombello, giovedì scorso è stata sospesa la battitura con pentole e utensili da parte dei detenuti. Parliamo del secondo carcere più sovraffollato d’Italia, che da tempo è al centro di condizioni di vita inumane: sovraffollamento, caldo, presenza di cimici e scarafaggi nelle celle, una struttura ottocentesca dove vengono rinchiuse persone come sardine. La battitura era stata annunciata dall’urgente necessità di denunciare le condizioni disumane e degradanti, i detenuti hanno scelto la via del dialogo come suggerito dalla Garante locale per evitare che la questione possa degenerare. In serata c’è stato comunque il presidio di esponenti della politica locale e nazionale. Se però a Canton Mombello, per ora, si è evitata la battitura, la stessa cosa non è avvenuto in altre carceri come quelle campane.
di Paolo Delgado
Il Dubbio, 10 agosto 2024
In due giorni il Capo dello Stato ha promulgato due leggi che riguardano la giustizia, ma il senso delle due firme è diametralmente opposto, e non si tratta di un caso ma di un effetto voluto e cercato. Ieri Mattarella ha firmato la legge che cancella l’abuso d’ufficio. Lo ha fatto senza accompagnare il via libera con messaggi di sorta, come molti speravano e altrettanti temevano. Però lo ha fatto letteralmente all’ultimo minuto utile, poche ore prima che scadesse il mese di tempo entro il quale le leggi devono essere promulgate dal Colle. Un ritardo tale da aver suscitato nei giorni scorsi il legittimo sospetto che il presidente intendesse rinviare alle Camere la molto contestata legge.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 10 agosto 2024
Sul decreto carceri i leghisti (Bongiorno in testa) hanno alzato barricate insormontabili contro ogni misura che potesse facilitare la riduzione del sovraffollamento. Il Guardasigilli chiede un incontro al Colle ma va in vacanza. Solo il troppo sole, forse, può spiegare il motivo che ha spinto il ministro Nordio a chiedere mercoledì scorso un incontro al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per parlare di soluzioni al problema del sovraffollamento carcerario. Non solo perché la richiesta è giunta in concomitanza con il via libera definitivo del Parlamento al decreto carceri, ma anche perché le Camere sono ora chiuse per la pausa estiva, e lo stesso Nordio sarà in vacanza a partire dalla prossima settimana. È per questo che, anche dal Quirinale (che ieri ha firmato il ddl che cancella l’abuso d’ufficio), fanno sapere che, se l’incontro ci sarà, questo si terrà non prima di settembre. Sulle carceri, insomma, Nordio, sembra piuttosto disorientato, anche a causa delle divisioni interne alla maggioranza.
di Susanna Marietti*
Il Fatto Quotidiano, 10 agosto 2024
Nelle carceri c’è una grande tensione e da nord a sud le persone detenute protestano. Il sistema penitenziario italiano è una polveriera pronta a esplodere. Come ne usciamo? Proviamo a capire quel che sta accadendo. Certo la soluzione non può essere quella di alzare il livello dello scontro, parlare di rivolte e non di proteste, affermare che lo scopo sarebbe quello di un’evasione di massa, non ascoltare quello che i detenuti stanno chiedendo e non aprire un dialogo con loro.
di Antonio Nastasio
L’Opinione, 10 agosto 2024
Un decreto strillato, ma senza effetti reali e assenza di concretezza. Il recente Dl 92/2024 “Carcere Sicuro”, approvato il 7 agosto alla Camera della Repubblica, doveva rappresentare un primo passo verso la soluzione dei gravi problemi di sovraffollamento, disagi, suicidi di detenuti e di personale di custodia, incluso l’ultimo caso di un agente sul muro di sentinella all’Ucciardone. Tuttavia, è evidente che questo nuovo approccio, oltre che ignorare il reale, ha evitato di proporre soluzione forti capaci di risolvere a patto di avere il coraggio di operare, in quanto avrebbe portato a sfide istituzionali, come la mancanza di una vera attenzione proporre soluzioni innovative e con risparmio economico.
di Roberto Scarpinato
Il Fatto Quotidiano, 10 agosto 2024
La questione carceraria nel nostro paese è un’emergenza cronica che si ripropone nel tempo negli stessi termini. I provvedimenti tampone si susseguono, ma il carcere resta incivile e degradante. Come si spiega questa cronica irredimibilità? La risposta si trova nelle statistiche del Dap sulla composizione sociale della popolazione detenuta. La percentuale di colletti bianchi condannati con sentenza definitiva, è statisticamente così irrisoria che in alcuni anni non viene nemmeno quotata. Nel 2014 su 60.000 detenuti, i condannati per corruzione e reati economici erano 86. Significativa è la comparazione con altri paesi europei. Da una ricerca condotta dall’Università di Losanna risulta che nel 2013 i condannati in carcere per reati economici e fiscali in Italia costituivano soltanto lo 0.4%, a fronte di una media europea del 4.1%. Questi dati attestano il carattere classista del sistema penitenziario italiano e spiegano l’irredimibilità della questione in Italia. Il variegato mondo dei ceti superiori ha risolto da tempo il problema del carcere, riservandolo solo ai ceti inferiori con accorte e selettive ingegnerie normative.
di Giulia Merlo
Il Domani, 10 agosto 2024
L’aula della Camera ha approvato in via definitiva il decreto carceri con 153 si, 89 no e 1 astenuto. Il testo ha un contenuto che non incide in modo decisivo sul problema del sovraffollamento ma, paradossalmente, introduce un nuovo reato: il peculato per distrazione, che va a colmare almeno parzialmente le lacune dopo l’abrogazione dell’abuso d’ufficio. Il decreto prevede l’assunzione di mille agenti entro il 2027, mentre l’articolo 5 prevede un teorico snellimento delle procedure per ottenere il beneficio della liberazione anticipata, ma senza cambiare l’ammontare degli attuali 45 giorni ogni sei mesi. Vengono poi aumentate le telefonate mensili per i reclusi e si istituisce un registro di strutture per l’accoglienza di detenuti che possono accedere alle misure alternative. I restanti articoli, invece, non riguardano le carceri: viene introdotto il nuovo reato di peculato per distrazione (necessario per tentare di scongiurare la procedura di infrazione Ue dopo l’abrogazione dell’abuso d’ufficio) e la proroga dell’entrata in vigore del nuovo tribunale della famiglia introdotto dalla riforma Cartabia.
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