di Valentina Stella
Il Dubbio, 10 dicembre 2024
Via libera in Consiglio dei ministri al decreto anti-gogna ma senza sanzioni per nessuno. In particolare, si legge nello “Schema di decreto legislativo riguardante la presunzione di innocenza e il diritto di presenziare al processo nei procedimenti penali”, approvato in via definitiva nel pomeriggio a Palazzo Chigi: “Fermo quanto disposto dal comma 7, è vietata la pubblicazione delle ordinanze che applicano misure cautelari personali fino a che non siano concluse le indagini preliminari ovvero fino al termine dell’udienza preliminare”: questa la modifica all’articolo 114 del codice di procedura penale.
di Andrea Colombo
Il Manifesto, 10 dicembre 2024
Vietato pubblicare le ordinanze, ma nessuna sanzione. Il bavaglio c’è ma per finta. Il consiglio dei ministri ha approvato ieri il decreto che vieta ai giornali la pubblicazione di estratti dagli atti di custodia cautelare sino al termine delle indagini preliminari o dell’udienza preliminare. Si intende che è vietato pubblicare i virgolettati precisi perché il senso dell’atto può essere riassunto e ricapitolato a piacimento e i capi di imputazione possono essere riportati alla lettera. Ma non è per questo che il bavaglio è tale solo per modo di dire. La premier, dopo giorni di consultazione con il guardasigilli Nordio, ha infatti scelto di eliminare ogni tipo di sanzione, oltre che di disattendere la richiesta di Fi che voleva l’estensione del divieto di pubblicazione anche per gli atti di sequestro. Insomma i virgolettati non si possono pubblicare ma se capita non succede niente non essendoci più sanzioni.
di Paolo Frosina
Il Fatto Quotidiano, 10 dicembre 2024
Le opposizioni: “Riforma punitiva dei pm, il governo corona il sogno di Berlusconi”. Il viceministro Sisto: “La proposta non tocca il tema dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura”. A quasi sei mesi dal suo varo in Consiglio dei ministri, la riforma costituzionale sulla separazione delle carriere arriva in Aula alla Camera per la prima lettura. Dopo l’introduzione dei relatori, Nazario Pagano di Forza Italia e Simona Bordonali della Lega, l’esame è iniziato con la discussione generale sul provvedimento firmato dalla premier Giorgia Meloni e dal Guardasigilli Carlo Nordio, che - tra le altre cose - introduce nella Carta il principio delle “distinte carriere” di giudici e pubblici ministeri, sdoppia il Consiglio superiore della magistratura e dispone la selezione dei suoi membri tramite sorteggio.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 10 dicembre 2024
Ieri al via la discussione generale alla Camera sulla riforma. Maschio (FdI): “Addio correnti”. La riforma della separazione delle carriere è approdata ieri, come previsto, nell’Aula della Camera. Prima la relazione sul disegno di legge di modifica costituzionale da parte dei membri della commissione Affari costituzionali - il presidente Nazario Pagano (FI) e la deputata Simona Bordonali (Lega) - poi la discussione generale. Il dibattito a Montecitorio è apparso prodromico a quello che avverrà in vista del referendum, previsto per la primavera del 2026: i favorevoli impegnati a ribadire che si tratta di una riforma che da un lato dà più garanzie ai cittadini contro lo strapotere della magistratura requirente “e dall’altro pone un freno al correntismo mai venuto meno nonostante la radiazione di Luca Palamara; i contrari, invece, compatti nel sostenere che si tratti di una punizione delle toghe per decisioni invise al governo e che sia la realizzazione del desiderio più grande di Silvio Berlusconi.
di Angela Stella
L’Unità, 10 dicembre 2024
Prove da dibattito referendario ieri nell’aula della Camera dove è sbarcato il Ddl di riforma costituzionale della Separazione delle carriere tra pm e giudici. Prima la relazione da parte dei membri della Commissione Affari costituzionali - il presidente Nazario Pagano (FI) e la deputata Simona Bordonali (Lega) - poi la discussione generale. Niente tecnicismi per il momento, in attesa del dibattito sui singoli articoli che ancora non è stato calendarizzato. Come ribadito dal vice ministro Francesco Paolo Sisto, che ha seguito la pratica sin dall’inizio a Montecitorio, Nordio vuole un referendum.
di Luciano Eusebi
Il Riformista, 10 dicembre 2024
C’è una categoria giuridica, la colpevolezza, che, stante il suo nome, parrebbe funzionale a condannare. Ma già si puniva prima che essa fosse considerata necessaria per quel fine. Prima poteva essere, infatti, che qualcuno fosse reputato responsabile al pari di come lo si suole ritenere un fenomeno naturale, poniamo un fulmine, cioè per il mero aver causato un danno. Poi l’evolversi della civiltà giuridica ha condotto a richiedere che per punire, e per come punire, si debba tener conto della reale condizione personale, rispetto al suo agire, di chi pure, materialmente, quel danno l’abbia prodotto, cioè della sua colpevolezza: dunque, del suo essere stato o meno in grado di dominare la sua condotta e, pur quando lo si ritenga colpevole, degli elementi che abbiano inciso su di essa (potendo risultare ben diverse le caratteristiche della colpevolezza con cui venga commesso un medesimo reato). In sostanza, quella categoria ci dice che non si punisce condannando, al fine di gestire lo sgomento che sia derivato da un fatto offensivo, chi dal punto di vista oggettivo ne sia stato artefice, senza porsi questioni ulteriori (e spiegando quel medesimo fatto, in modo rassicurante, con riguardo al mero volere di tale persona); ma che si può punire solo in rapporto, e dando rilievo, a una rappresentazione reale, cioè non riduttiva, del soggetto agente. Sebbene l’attuazione di simile principio resti ampiamente inadeguata.
di Francesco Chindemi
avveniredicalabria.it, 10 dicembre 2024
Dall’importanza degli spazi adeguati per i colloqui ai servizi di supporto psicologico e sociale: le proposte dell’avvocato Luca Muglia per garantire la tutela dei figli di madri e padri reclusi. Nel contesto della tutela dei diritti dei detenuti, emerge spesso il ruolo della genitorialità e delle difficoltà che i genitori reclusi devono affrontare nel mantenere un legame con i figli. “La situazione riscontrata in Calabria è simile a quella di altre regioni, ma le difficoltà sono diverse”, spiega l’avvocato Luca Muglia, fino a poche settimane fa Garante dei diritti dei detenuti calabresi.
di Manuel Colosio
Corriere della Sera, 10 dicembre 2024
Il 2024 doveva essere l’anno nel quale si era imboccata “la strada giusta per la realizzazione del nuovo carcere di cui da anni si sente impellente il bisogno”, auspicava nella relazione di dodici mesi fa la Garante delle persone private di libertà del Comune di Brescia, Luisa Ravagnani, ma su quella strada pare ci si sia persi ed oggi si scopre non solo che quei progetti sono lontani dall’essere realizzati, ma anche che le carceri bresciane risultano essere sempre più sovraffollate, con le celle di giorno ancora chiuse, diverse difficoltà ad accedere alle attività trattamentali, all’area sanitaria ed ai colloqui, acuendo le difficili relazioni tra detenuti, tribunale di sorveglianza e personale di polizia, mentre il “caro-detenzione”, causato dall’aumento dei prezzi nella lista della spesa, pesa sempre di più.
viterbotoday.it, 10 dicembre 2024
Visita a Mammagialla dei deputati di Italia viva Maria Elena Boschi e Roberto Giachetti, che denunciano una situazione definita “drammatica” e “lesiva della dignità” tanto dei detenuti quanto degli operatori penitenziari. I parlamentari hanno annunciato la presentazione di un’interrogazione al ministro della Giustizia Carlo Nordio per chiedere un intervento immediato.
cagliarinews.it, 10 dicembre 2024
È “allarme rosso” per il penitenziario più grande della Sardegna. Nelle ultime ore tante situazioni al limite, i poliziotti sono sempre più esasperati: “Possiamo ospitare 530 persone, invece ce ne sono 750 e ne arrivano anche per il 41 bis”. Il carcere di Uta “è una polveriera, la situazione sembra ormai sfuggita di mano, si attivino interventi urgenti immediati”. A lanciare l’allarme sono tutti i sindacati, uniti sempre di più. Michele Cireddu della Uil Pa, Luca Fais del Sappe e Alessandro Cara dell’Uspp, insieme a Giovanni Villa della Fns Cisl descrivono uno scenario di caos, confusione e violenza.
- Reggio Emilia. Detenuto accusa alcuni agenti di tortura: chiesto risarcimento
- Monza. “Mio fratello in carcere con la scabbia, non posso vederlo da 3 settimane”
- Treviso. Spazi ridotti e bagni di fortuna nel carcere minorile più affollato d’Italia
- Milano. L’università entra in carcere. A Bollate
- Velletri (Rm). “Voci di ballatoio”, la Casa circondariale ha il suo giornale









