di Eleonora Martini
Il Manifesto, 8 agosto 2024
Ancora un suicidio in cella. Vertice a Palazzo Chigi con Meloni durante il voto alla Camera. Bagarre sugli odg dopo la fiducia. Imbarazzato, il ministro si rivolge al presidente. Il decreto “Carcere sicuro”, come lo ha ribattezzato il ministro Nordio pur senza alcuna autoironia, è legge. Un contenitore vuoto che mette in imbarazzo lo stesso governo chiamato d’urgenza a raccolta a Palazzo Chigi, per affrontare l’emergenza sovraffollamento e suicidi, mentre la Camera era ancora impegnata nelle ultime operazioni di voto.
di Errico Novi
Il Dubbio, 8 agosto 2024
A darne notizia è una nota di via Arenula. E c’è un aspetto per certi versi sorprendente: il responsabile della Giustizia dichiara di aver “prospettato”, al Capo del governo, “soluzioni a breve termine per il sovraffollamento carcerario”. Di fatto, è l’ammissione che l’opera dell’Esecutivo non può fermarsi al decreto appena convertito in legge ieri. E, cosa ancora più significativa, lo stesso Nordio ha aggiunto che, sempre sul tema del sovraffollamento, chiederà “un incontro al presidente della Repubblica, che ha sempre manifestato grande attenzione al riguardo. Del pari”, assicura ancora il guardasigilli, “proporrò al Csm di considerare la copertura di organico per la magistratura di sorveglianza, garantendo da parte del ministero agili procedure per il completamento della pianta organica degli amministrativi presso i Tribunali di sorveglianza”. E qui siamo a uno dei temi emersi in un incontro che ha preceduto di poche ore quello di Palazzo Chigi e che il guardasigilli ha avuto con i Garanti territoriali dei detenuti: loro stessi hanno ricordato la valanga di istanze che sommerge i non abbastanza numerosi giudici di sorveglianza e che rallenta la concessione dei benefici.
di Marco Galluzzo
Corriere della Sera, 8 agosto 2024
Manca l’accordo su possibili modifiche alle norme sulla custodia cautelare. Alle sette di sera, quando si diffonde la notizia che Carlo Nordio ha avuto un faccia a faccia con Giorgia Meloni, ma soprattutto dopo che il ministro fa sapere di voler parlare con il capo dello Stato su possibili modifiche alle norme sulla custodia cautelare, si capisce che nel governo c’è stata un’accelerazione improvvisa e in parte imprevista. Il decreto del ministro che viene votato in Parlamento rafforza la sicurezza degli istituti penitenziari, ma non interviene sulla sofferenza dei detenuti dovuta al sovraffollamento.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 8 agosto 2024
Approvato un odg di Costa sul “pericolo di reiterazione” di incensurati. Gli unici a scalmanarsi con la bava alla bocca sono stati i manettari del Fatto, ancor prima che il fatto si verificasse: “Non si fermano più - Niente carcere per i colletti bianchi ancora incensurati”, in prima pagina, dove a far rabbrividire è quell’”ancora” di sapore davighiano. (Per Repubblica si tratta di “un altro tassello ‘contro’ la custodia cautelare”, “approfittando” del dl Nordio. Manca solo il favore delle tenebre). E dopo l’approvazione dell’ogd dell’onorevole Enrico Costa il titolo è diventato “Casta alla riscossa dopo il caso Toti”. Tanto furore fa persino ridere, se non nascondesse tragedie. E soprattutto se si tiene conto che l’ordine del giorno votato ieri alla Camera ha un significato più che altro simbolico: la strada del garantismo, per evitare altri orrori alla Toti, resta lunga. Ma bene ha fatto il deputato di Azione a proporre e ottenere l’approvazione di un odg relativo al decreto Carceri, contro gli abusi della custodia cautelare.
di Francesco Olivo
La Stampa, 8 agosto 2024
Nervosismo nel governo per i ritardi della promulgazione. Crosetto condivide il tweet di Costa: “28 giorni e ancora niente”. Un tweet, un semplice tweet, porta alla luce una tensione che covava da giorni. La mancata firma del presidente della Repubblica sul disegno di legge Nordio che contiene l’abolizione dell’abuso d’ufficio, ha causato malumori nel governo. Formalmente non ci sono anomalie, il Presidente ha un mese per promulgare la legge e nelle ultime settimane è stato impegnato in missioni all’estero, in Brasile e Francia. E molto probabilmente il sigillo verrà posto nelle prossime ore. Ma il fatto che il Quirinale stia usando tutto il tempo a disposizione viene letto nell’esecutivo come un messaggio che genera sospetti e un certo nervosismo. Sentimenti vissuti in silenzio, per non turbare l’equilibrio di un rapporto sempre molto delicato, specie negli ultimi mesi.
di Simona Musco
Il Dubbio, 8 agosto 2024
“Le misure cautelari debbono essere proporzionate: sono scelte da organi di giustizia, ma non sono ancora giustizia”, spiega Sabino Cassese. “Non bisogna dimenticare che l’aggressività penale è spesso dovuta ad una concezione sbagliata della giustizia come controllo della virtù. Né bisogna dimenticare gli effetti prodotti da tale aggressività”. Proprio per questo motivo “le misure cautelari debbono essere proporzionate: sono scelte da organi di giustizia, ma non sono ancora giustizia”. A dirlo è Sabino Cassese, giurista, già ministro della Funzione pubblica e giudice emerito della Corte costituzionale, che ha redatto, nelle scorse settimane, un parere per la difesa di Giovanni Toti, l’ex presidente della Regione Liguria rinviato a giudizio per corruzione che ha trascorso tre mesi ai domiciliari.
di Angiola Petronio
Corriere del Veneto, 8 agosto 2024
Si chiama “Liberi di crescere” ed è un progetto triennale di cui è capofila Caritas Verona con la coop sociale “Il Samaritano”, che coinvolge 25 tra associazioni e realtà no-profit venete, che nelle carceri di Montorio, Venezia, Treviso e Verona svilupperà azioni “volte a tutelare la dignità dei minori figli di detenuti e aiutarli ad essere protagonisti della loro crescita”. Il monito è quello biblico de “le colpe dei padri non ricadano sui figli”, che da esortazione diventa colonna vertebrale di un progetto che per quei figli vuole un futuro non solo consapevole ma libero dagli stigmi. E che renda le carceri e la pena non solo un incubatoio di vite, ma un percorso riabilitativo e di riparazione anche di quel rapporto genitoriale che la detenzione spesso sgretola.
di Antonio Alizzi
lacnews24.it, 8 agosto 2024
L’avvocato Luca Muglia denuncia la presenza di pannelli in plexiglass negli istituti penitenziari della nostra regione. Le barriere, che intende far rimuovere anche rivolgendosi alla Cedu, soffocano i reclusi sistemati nelle case circondariali di Reggio Calabria e Cosenza. Il bilancio dei suicidi in carcere si aggrava. Sono 64 da gennaio ad oggi. L’ultimo nella casa circondariale di Biella, a cui si aggiungono i sette decessi tra gli agenti penitenziari. Un’emergenza senza fine. In Calabria, ad esempio, nel 2024 tre reclusi hanno deciso di togliersi la vita. Senza dimenticare i tentativi di suicidio e gli atti autolesionistici e le condizioni di vita dietro le sbarre. In alcuni istituti penitenziari - vedi Reggio Calabria e Cosenza - i detenuti sono murati da pannelli in plexiglass. Un fatto denunciato in passato dalla Camera Penale di Cosenza e oggi rilanciato in maniera forte dal Garante regionale dei detenuti Luca Muglia. L’avvocato, negli studi di Cosenza Channel, ha sviscerato numeri preoccupanti, ribadendo la sua posizione rispetto alle barriere, su cui medita di fare una battaglia a tutto campo. Tra i temi affrontati anche la presenza di bambini in carcere e il diritto alla genitorialità anche alla luce della sentenza della Corte Costituzionale sul diritto all’affettività.
di Giorgio Bernardini
Corriere Fiorentino, 8 agosto 2024
La vittima è un 35enne trasferito da poco da Pisa: “Aveva problemi psichiatrici”. Esposto in Procura. Un uomo di 35 anni si è tolto la vita nel carcere di Prato. È successo il 7 agosto, poco dopo le 15: s’è impiccato con il laccio che usava come cintura. I suicidi di detenuti alla casa circondariale della Dogaia salgono a 4 negli ultimi 7 mesi, 3 in un mese in Toscana. La vittima è un tunisino, era recluso nel reparto di isolamento. L’uomo era stato trasferito sabato scorso da Pisa, “per motivi di ordine e sicurezza” e aveva quasi certamente “problemi di natura psichiatrica”.
di Ilaria Carra e Rosario Di Raimondo
La Repubblica, 8 agosto 2024
L’allarme: “C’è una emergenza psichiatrica, questo è un cimitero di persone vive”. Visita dei Radicali nell’istituto milanese al centro di un’inchiesta della procura di Milano per presunti maltrattamenti sui detenuti. Ci sono detenuti, soprattutto nel reparto ad alta sicurezza, che stanno chiusi in cella tutto il giorno. Qui c’è un caldo asfissiante, la turca è accanto al cibo cucinato, c’è un medico solo per 1.385 persone ed è pieno di anziani, con un recluso di 80 anni che non riesce nemmeno ad alzarsi dal letto e sono gli altri carcerati che lo aiutano, lo imboccano persino. “È un cimitero ma di persone vive” sentenzia, lasciandosi il portone alle spalle, la delegazione di Radicali che ieri ha visitato il carcere di Opera.
- Venezia. “A Santa Maria Maggiore un educatore ogni 60 detenuti”
- Monza. Viaggio nella fabbrica dei detenuti: dalle borse in pelle ai rosari con le barche dei profughi
- Forlì. “Carcere vecchio e inadeguato. Ma il lavoro può cambiare i detenuti”
- Udine. “Un frigo per ogni cella”, raccolta fondi per i detenuti
- Quelle falsità che spingono chi ha paura a provare odio











