di Vincenzo Vita
Il Manifesto, 7 agosto 2024
Qualche giorno fa la sede del Corriere Fiorentino e l’abitazione del suo giornalista Simone Innocenti sono stati oggetto di perquisizione per un articolo su una vicenda amara e scabrosa. Si tratta del suicidio avvenuto lo scorso marzo della carabiniera Beatrice Belcuore, a causa - aveva denunciato la famiglia - delle vessazioni subite nella Scuola per allievi e marescialli. Di che si tratta? Rivelazione di segreti di ufficio? Sembra assurdo che si sia ancora a questo punto. Al riguardo vi è, oltre alle prese di posizione delle organizzazioni sindacali, un’interrogazione parlamentare rivolta alla Commissione di un bel gruppo di parlamentari di Strasburgo, a partire dalla vicepresidente Pina Picierno. Tra l’altro, fa giurisprudenza la sentenza del 2018 della Corte di Cassazione su un’omologa vicenda che colpì Marco Lillo del Fatto quotidiano. I giudici ordinarono di restituire tutto quello che era stato sequestrato, vietando di trattenere le copie dei dati acquisiti.
di Stefano Bocconetti
Il Manifesto, 7 agosto 2024
Entro metà agosto l’Onu approverà il trattato contro i crimini digitali, ma i criminali c’entrano poco: obblighi securitari, diritti facoltativi, dati personali a disposizione degli Stati e delle polizie. Quando i cyber-criminali diventano solo un pretesto. Quando tre anni di discussioni, di negoziati, di “sessioni riservate” saranno servite solo a firmare un trattato che non ha più nulla a che fare con lo scopo dichiarato ma che ora disegna un futuro orwelliano. Per il mondo, per tutto il mondo. Nel drammatico silenzio di tanti, non di tutti ma di troppi.
di Marco Perduca
Il Manifesto, 7 agosto 2024
Da 35 anni l’Onu dedica il 26 giugno alla lotta alle dipendenze e al narcotraffico. Tema di quest’anno “L’evidenza parla chiaro: investire in prevenzione”. Un’ovvietà da non dare mai per scontata - e non solo nei regimi autoritari che prevedono la pena di morte per uso personale di stupefacenti. L’Ufficio per le droghe e il crimine dell’Onu (Unodc), diretto dall’ex ministra egiziana Ghada Waly (prima di lei solo russi o italiani) si barcamena tra il rispetto dei diritti umani e i desiderata degli Stati membri refrattari alla ricerca di un bilanciamento tra attenzioni sociosanitarie e lotta al narcotraffico. “Dalle persone con disturbi legati all’uso di sostanze alle comunità alle prese con le conseguenze del narcotraffico e della criminalità organizzata - si legge nel comunicato di Waly - l’impatto delle droghe è di vasta portata e complesso. Per affrontare questa sfida è fondamentale adottare un approccio basato su evidenze scientifiche che diano priorità a prevenzione e trattamento”. Per l’Unodc le “politiche efficaci devono fondarsi su scienza, ricerca, pieno rispetto dei diritti umani come su compassione e una profonda comprensione delle implicazioni sociali, economiche e sanitarie del consumo di droga”. Questo “dovere” e le realtà a livello nazionale non sempre combaciano. Il Rapporto mondiale sulla droga (al singolare, sic!), quest’anno si concentra in particolare sull’emergere di nuovi oppioidi sintetici e sugli aumenti record di offerta e domanda di tutte le altre droghe che aggravano l’impatto mondiale del problema, portando a un aumento dei disturbi legati all’uso delle sostanze e a danni sociali e ambientali.
di Enrico Varrecchione
linkiesta.it, 7 agosto 2024
In un contesto alienante come quello del carcere è fondamentale preservare la vita sociale e i rapporti umani. Il sistema norvegese prevede incontri settimanali con i familiari, attività ricreative e la presenza di funzionari penitenziari altamente specializzati. Le porte del carcere di Oslo si spalancano per fare entrare il nostro ipotetico detenuto, giunto al terzo episodio dell’inchiesta dedicata al sistema correzionale norvegese. Il carcere cittadino è anche quello forse più iconico, con l’ingresso nel braccio “A” (ora chiuso) che si affaccia sul quartiere multietnico di Tøyen, non lontano dal centro. Poco lontano vi è la moschea cittadina, e il lungo viale che taglia in due la città vecchia è costellato da ristoranti e negozi esotici.
di Francesca Mannocchi
La Stampa, 7 agosto 2024
Per l’estrema destra israeliana il disimpegno dalla Striscia è una ferita da rimarginare. Così il ministro Smotrich vorrebbe impedire che entri il cibo. Lunedì migliaia di persone si sono radunate in piazza a Tel Aviv per celebrare il quinto compleanno di Ariel Bibas, il festeggiato assente, rapito il 7 ottobre dal kibbutz di Nir Oz, insieme a sua madre, suo padre e il fratello minore di nemmeno un anno. I manifestanti avevano palloncini arancioni a rappresentare il colore dei capelli di Ariel Bibas, il cui volto è diventato uno dei simboli di questi mesi, e delle proteste che ogni sabato portano in piazza decine di migliaia di israeliani che chiedono le dimissioni del primo ministro Netanyahu e un accordo che riporti indietro gli ostaggi ancora in vita e i corpi di chi non ce l’ha fatta. Nel video che mostra il loro rapimento si vede la mamma di Ariel, Shiri, 33 anni, che tiene i bambini stretti in una coperta e viene trascinata via da uomini armati. Né lei né i bambini sono stati rilasciati durante i negoziati di novembre, in cui Hamas restituì alle famiglie 105 ostaggi, tra cui donne e bambini. Hamas ha poi sostenuto che i bambini fossero morti ma le forze di sicurezza israeliane hanno sempre sostenuto che non ci fossero prove per queste affermazioni, e che quello di Hamas fosse solo “terrore psicologico”.
di Davide Mattiello*
Il Fatto Quotidiano, 7 agosto 2024
Ho negli occhi gli occhi di Anna e Pino Paciolla incontrati venerdì sera a Latina: vogliono una cosa semplice e giusta, che rischia però di apparire sempre più “strana”, la verità sulla morte di Mario. L’occasione è stata una importante iniziativa pubblica promossa da Articolo 21 a Latina venerdì scorso (vigilia dell’anniversario della strage di Bologna), insieme ad Anpi, Cgil e diverse realtà locali, con la proiezione dell’inchiesta giornalistica “Gioventù Meloniana”: nella speranza che di città in città, questa modalità diventi una vera e propria “carovana” permanente per la libertà di informazione, tanto minacciata, quanto essenziale.
a cura di Ornella Favero*
Ristretti Orizzonti, 8 agosto 2024
Il 18 luglio il direttivo della Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia ha incontrato per la seconda volta online il Capo del DAP, Giovanni Russo. All’inizio dell’incontro è stata ribadita la concezione del ruolo del Volontariato nell’ambito della Giustizia a cui la Conferenza tutta si ispira. Il ruolo del Volontariato nell’ambito della Giustizia è per noi quello di promuovere il confronto, di condividere proposte innovative, di essere una realtà credibile, competente, pronta a dare il suo apporto in tutti gli ambiti della vita detentiva e dei percorsi rieducativi. Ma è un ruolo che richiede autonomia rispetto all’amministrazione penitenziaria, che significa capacità di confrontarsi e dialogare alla pari e coinvolgimento su tutte le questioni che hanno a che fare con l’esecuzione della pena e il reinserimento, nella consapevolezza che il volontariato in carcere presenta innegabili aspetti di complessità, legati in particolare al tema della sicurezza, che non possono comunque diventare un alibi per l’immobilismo.
di Giulia Merlo
Il Domani, 6 agosto 2024
Il decreto legge arriva alla Camera per il via libera definitivo in settimana. FI ha dovuto capitolare davanti al no di Lega e FdI alle modifiche. Si introduce invece un nuovo reato: il peculato per distrazione. L’imperativo della maggioranza è convertire il decreto legge sulle carceri, senza modifiche e con la fiducia, entro la fine della settimana e dunque in tempo per la chiusura estiva del parlamento ed entro il termine del 2 settembre. Per questo, alla Camera è in corso una marcia forzata: oggi il testo arriverà in aula, ieri invece la commissione Giustizia ha dato il via libera al testo approvato in Senato e conferito mandato al relatore, il presidente Ciro Maschio di Fratelli d’Italia, bocciando tutti gli emendamenti presentati dalle opposizioni.
di Angela Stella
L’Unità, 6 agosto 2024
“Il Decreto Carceri era l’unico davvero necessario, ma ha mancato completamente l’obiettivo. Il dietrofront di Forza Italia sulla legge Giachetti? La convenienza ha prevalso sulla coscienza”. Dl carceri, Ddl sicurezza, caso Natoli, affaire Toti: ne parliamo con Debora Serracchiani, responsabile giustizia del Partito democratico.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 6 agosto 2024
Nel rapporto si parla di 58 suicidi da inizio anno, altre fonti ne contano 62: l’ultimo sabato a Cremona. Il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, Felice Maurizio D’Ettore, ha recentemente lanciato un grido d’allarme sulla situazione delle carceri italiane. Il quadro che emerge dai dati aggiornati a fine luglio 2024 è profondamente preoccupante. Il sovraffollamento, che ha raggiunto livelli record in molte regioni, si rivela un fattore determinante nell’aumento degli eventi critici, in particolare dei suicidi.
- Un appello per superare la lunga calda estate delle carceri italiane
- Le carceri della vergogna dove vengono cancellati diritti e dignità umana
- Quando leggerete, purtroppo, sarà stato superato il numero di 62 suicidi in carcere
- Sovraffollamento, si provi almeno con i domiciliari allargati
- Giudice della Corte costituzionale, si vota a partire dal 17 settembre











