di Mauro Palma
Il Manifesto, 8 agosto 2024
Il decreto che servirebbe, quello sì necessario e urgente, dovrebbe ampliare la liberazione anticipata, e la detenzione domiciliare e favorire sul serio il dialogo con i propri affetti. Bisogna riprendere un po’ il fiato, prima di scrivere sul carcere di questi giorni. Non aiuta il caldo, non aiuta la sensazione di difficoltà estrema che emerge da quelle mura non più in grado di non far vedere all’esterno quale segnale di abbandono si viva in quegli spazi. Soltanto chi non vuole vedere può dire di non sapere, perché obiettivamente i mezzi d’informazione stanno rendendo visibile in vario modo, ciò che invece amministrazione e talune istituzioni vorrebbero riparato da sguardi intrusivi. Anche chi pensa che alla sofferenza intrinseca alla privazione della libertà, quale misura a volte inevitabile e doverosa, possa aggiungersi un supplemento di sofferenza materiale, non vede o vedendo pensa che così la pena produca uno spendibile consenso. Solo costoro - e ce ne sono anche in chi ha responsabilità istituzionali - non vedono o vedono in modo annebbiato.
di Patrizio Gonnella*
Il Manifesto, 8 agosto 2024
Centosessantadue detenuti morti dall’inizio dell’anno nelle carceri italiane. Un numero impressionante se si considera che in tutto il 2023 i morti sono stati 157. In soli sette mesi il sistema penitenziario ha cumulato più morti di tutto lo scorso anno. Nel nostro tragico pallottoliere il numero dei suicidi arriva fino a sessantacinque, più almeno cinque con cause di decesso da accertare. Da decenni, e non si capisce perché, l’amministrazione penitenziaria prova a ridurre la portata numerica dei suicidi segnalando come morte da accertare o da overdose ogniqualvolta una persona muore dopo avere inalato il gas del fornelletto usato per cucinare. È questa una modalità con la quale le persone si tolgono la vita da sempre negli istituti di pena. Non si capisce come possa accadere ancora che solo in pochissime prigioni siano messe a disposizione le più sicure cucine a induzione e nella restante gran parte, invece, si continuino a usare i fornelletti da campeggio. È uno dei tanti segni della premodernità nella quale versa il sistema penitenziario, refrattario a innovarsi.
di Michele Ainis
La Repubblica, 8 agosto 2024
Ecco il tabù che nessuno osa più infrangere. Dall’abuso al disuso. Alle nostre latitudini succede di frequente, non ci piacciono le mezze misure. Ma in questo caso la misura estrema - per eccesso o per difetto - colpisce un istituto regolato dalla Costituzione, e colpisce altresì i principi costituzionali sulla funzione rieducativa della pena, sulla dignità che spetta anche ai detenuti, sul divieto di trattamenti disumani. Amnistia, ecco il tabù che nessuno osa più infrangere. Anche se i suicidi in carcere hanno toccato un picco (60 già quest’anno), il sovraffollamento pure (130 per cento, con punte del 177 per cento nelle prigioni minorili), mentre crescono gli atti di autolesionismo (184 in più rispetto al 2023), le risse, le rivolte.
di Annalisa Cuzzocrea
La Stampa, 8 agosto 2024
Nelle carceri italiane spezzate dal sovraffollamento, dal caldo torrido, dalla mancanza di servizi ci sono, in questo momento, in tempo di vacanze estive, sole, mare, montagna, 24 bambini. Ventiquattro bambini piccoli e anche piccolissimi: 6 all’Icam delle Vallette a Torino, due in quello di Venezia, due nella sezione nido di Rebibbia, quattro nell’Icam di Lauro in Campania, sei in quello di San Vittore, tre nel carcere di Bollate, uno in quello di Lecce. È un conteggio che la Stampa non si stanca di tenere perché è un conteggio disumano. Significa questo, il carcere, per un bambino: una cella come casa, sbarre che si chiudono a un’ora predefinita, entrate e uscite - quando un po’ più grandi - regolate dalla presenza dei volontari e delle associazioni. Una a settimana, spesso. Ma ve lo immaginate un bambino che esce dal carcere solo una volta a settimana? Magari verso il mare e la spiaggia, un paio d’ore, ma poi si torna indietro.
di Nicola Boscoletto
Avvenire, 8 agosto 2024
Uno dei fondatori della Cooperativa sociale Giotto di Padova, che da oltre 30 anni da lavoro ai detenuti, interviene sulla grave situazione dei penitenziari italiani. Scusate, ma non me la sento di parlare del decreto carceri nel suo complesso, anche perché vorrebbe dire praticamente parlare del nulla, se non addirittura del peggio, almeno in alcune parti. Una sola cosa spero possa trovare una sua giusta e rapida soluzione che è la previsione delle comunità, cosa tra l’altro non nuova in sé. Per chi conosce questo mondo, è a dir poco evidente che il decreto è stato pensato e scritto da chi di carcere non sa niente e da chi ha qualche interesse da giocare, anche il non cambiare niente può esprimere degli interessi.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 8 agosto 2024
L’odg presentato da Magi (+Europa) prima accantonato e poi modificato. Sventato un incidente costituzionale senza precedenti: il governo aveva chiesto a Magi di escludere le premesse dell’odg sull’affettività. Scampato un vero e proprio incidente costituzionale senza precedenti. In una mossa che ha suscitato stupore, martedì notte il governo ha chiesto al Parlamento di escludere le premesse dell’ordine del giorno sull’affettività dei detenuti presentato dal deputato Riccardo Magi di +Europa, impegnandosi nel “valutare la possibilità” di rispettare o meno le indicazioni dalla Corte Costituzionale.
di Matteo Marcelli
Avvenire, 8 agosto 2024
Intervista al deputato di Azione: “Tradite le funzioni che la Costituzione assegna alla pena. Con nuovi reati ogni giorno la situazione non cambierà”.
garantedetenutilazio.it, 8 agosto 2024
La Garante di Roma Capitale, Calderone: “Apprezziamo la disponibilità, ma le misure urgenti di cui il sistema penitenziario ha bisogno adesso non sono state prese in considerazione”. Dopo la richiesta di un incontro con il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, da parte del Portavoce della Conferenza nazionale dei Garanti territoriali delle persone private della libertà, Samuele Ciambriello, oggi il ministro, insieme al viceministro Francesco Paolo Sisto, hanno ricevuto il Portavoce e alcuni membri del Coordinamento della Conferenza nazionale dei Garanti, vale a dire il Garante regionale del Piemonte, Bruno Mellano, la Garante comunale di Roma Capitale, Valentina Calderone, e la Garante comunale di Parma Veronica Valenti.
di Alessandro Di Matteo
La Stampa, 8 agosto 2024
Le madri detenute sono un caso. La segretaria del Pd Schlein: “Accecati dalla foga punitiva”. Comincia male e finisce peggio l’ultimo giorno di lavori della Camera dei deputati prima della pausa estiva. Dopo ore di scontri sugli ordini del giorno, Montecitorio - tra le polemiche - converte in legge il “decreto-carceri”, ma proprio mentre l’aula vota il ministro della Giustizia Carlo Nordio - facendo infuriare ulteriormente le minoranze - partecipa ad un vertice con Giorgia Meloni in cui si decide che altre misure sul tema verranno messe a punto. Inaccettabile per le opposizioni, che denunciano la “violazione delle prerogative del Parlamento” e chiedono al presidente della Camera Lorenzo Fontana di intervenire.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 8 agosto 2024
La segretaria del Pd Elly Schlein è intervenuta per criticare il decreto: “Le carenze delle strutture colpiscono tutti: detenuti e chi ci lavora”. Via libera definitiva alla Camera con la fiducia al dl Carceri con 153 voti favorevoli, 89 contrari e un astenuto. Maggioranza compatta ma forti scontri con l’opposizione. A tenere banco le dichiarazioni della deputata leghista Simonetta Matone che aveva chiesto di mettere la sua firma “a titolo individuale” all’odg a favore delle detenute madri presentato dal dem Marco Lacarra. In particolare, si chiedeva al Governo di “incrementare di almeno 10 milioni di euro annui” “il fondo per le case famiglia protette al fine di contribuire alla tutela del rapporto tra detenute madri e figli minori nonché al fine di incrementare l’accoglienza di genitori detenuti con bambini al seguito in case-famiglia”.
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