di Alessandra Codeluppi
Il Resto del Carlino, 10 dicembre 2024
Il detenuto tunisino denuncia torture subite in carcere. Chiesto risarcimento di 180mila euro. Dieci agenti sotto accusa. “Quello che è successo è un fatto gravissimo, inaccettabile e ha un nome preciso: tortura”. Davanti al giudice dell’udienza preliminare Silvia Guareschi, sono le parole scandite dall’avvocato Luca Sebastiani, che tutela il detenuto tunisino 44enne, in passato nel carcere della Pulce, che denunciò di aver subito pesanti vessazioni dalla Polizia penitenziaria e ora costituito parte civile. Nella scorsa udienza il pubblico ministero Maria Rita Pantani ha chiesto la condanna (la più alta di 5 anni e 8 mesi) per tutti e dieci gli agenti che hanno scelto il rito abbreviato, accusati a vario titolo di tortura, lesioni e falso nelle relazioni stilate sul fatto del 3 aprile 2023.
monzatoday.it, 10 dicembre 2024
Infezione da scabbia nel carcere di Monza. La denuncia arriva dalla monzese C.V, sorella di un detenuto nella Casa circondariale di via Sanquirico, che ha riferito l’impossibilità di andare a far visita al fratello perché affetto dalla scabbia. “Mi ha contattato dicendomi di non andare a trovarlo perché fra i detenuti è scoppiata un’epidemia di scabbia e anche lui ha contratto l’infezione - ha spiegato - So, sempre secondo quanto mi ha spiegato mio fratello, che la situazione si sta protraendo da diverse settimane e che si è anche proceduto con lo spostamento dei detenuti colpiti dall’infezione in aree dove sono tenuti in isolamento”.
di Ilaria Beretta
Avvenire, 10 dicembre 2024
Nell’istituto penale per minorenni è tutto precario: dalle classi alla “palestra”. Il cappellano don Otello Bisetto: pesa il peggioramento delle comunità educative. Materassi a terra, refettori che senza soluzione di continuità distribuiscono pasti e lezioni di matematica e una turca come piatto doccia. Se è vero che gli spazi rivelano cosa intende fare di un luogo chi li ha progettati, l’Istituto penale minorile (ipm) di Treviso avrebbe da raccontare una storia grave. Già, perché quello che secondo tutti i report è l’Ipm più sovraffollato d’Italia, con un tasso di densità del 183%, è un carcere nato sotto una cattiva stella.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 10 dicembre 2024
I detenuti presso la Casa di reclusione iscritti ai poli universitari penitenziari di Milano-Bicocca, Bocconi e Statale di Milano avranno uno strumento in più per il loro corso di studi: un’aula multimediale con accesso alle piattaforme online degli atenei. Potranno usufruire dei servizi didattici, anche di e-learning, e di quelli di segreteria. Un’aula multimediale da cui accedere in tempo reale ai materiali del corso e, laddove disponibili, alle video-lezioni ma anche gestire autonomamente la propria carriera universitaria. È questo il nuovo passo avanti per gli studenti iscritti ai poli universitari penitenziari di Milano-Bicocca, Bocconi e Statale di Milano e detenuti presso la Casa di reclusione di Bollate, che potranno accedere alla piattaforma in tutta sicurezza.
garantedetenutilazio.it, 10 dicembre 2024
Presentato il primo numero del periodico, realizzato da 22 detenuti. Il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Stefano Anastasìa, è intervenuto alla presentazione del primo numero del mensile Voci di Ballatoio, che si è svolta giovedì 5 dicembre nella Casa circondariale di Velletri, nato dopo una prima edizione sperimentale. Il progetto è stato ideato e curato dall’Associazione La Farfalla e realizzato da un gruppo di detenuti, grazie alla collaborazione della direttrice del carcere, Anna Rita Gentile, e della dirigente dell’Area giuridico-pedagogica, Sabrina Falcone.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 10 dicembre 2024
Ha chiesto alle maestre come le sue figlie stessero apprendendo la matematica, se fossero brave in italiano, come se la cavassero in storia e geografia. E alla fine si sono commossi tutti - sia lui che le insegnanti. Una videochiamata speciale, quella tra una scuola fiorentina e il carcere Gozzini (comunemente chiamato Solliccianino), dove un detenuto, padre di quattro figli, ha potuto sperimentare, per la prima volta, il colloquio a distanza con gli insegnanti. “È stato particolare ma tutto sommato molto naturale - dice una delle maestre della scuola, che per ragioni di privacy viene tenuta anonima - il padre di questa bambina era estremamente cordiale nei nostri confronti, molto rispettoso, si percepiva che aveva consapevolezza delle potenzialità dei propri figli.
di Marco Valletta
vaticannews.va, 10 dicembre 2024
Un esempio di come fede, determinazione e inclusione sociale possano trasformare vite segnate da errori in storie di riscatto e speranza: è la missione del laboratorio nato ad Andria sotto la guida di don Riccardo Agresti, con l’obiettivo di offrire a chi è in carcere un’opportunità concreta di reinserimento sociale attraverso il lavoro, la preghiera e il recupero della dignità personale. “Nulla nasce se non è prima nelle mani di Dio”. Esordisce così don Riccardo Agresti, raccontando ai media vaticani come tutto sia iniziato dal suo impegno in un quartiere periferico e degradato di Andria: dopo 26 anni di ministero, si era accorto che molti parrocchiani erano assenti non solo dalla vita comunitaria, ma anche da quella familiare.
di Rosella Redaelli
Corriere della Sera, 10 dicembre 2024
Francesco e le due figlie Alice e Milly allenano da tre anni tutti i sabato la squadra del carcere di Monza. Il progetto tra sport e reinserimento. “Vedi le persone e l’impegno che ci mettono, capisci che vale la pena”. Sabato mattina, ore nove. I Fanelli arrivano davanti all’ingresso della casa circondariale di Monza in via San Quirico. Sono papà Francesco 55 anni che nella vita di tutti i giorni è un tecnico in un’importante multinazionale e le figlie Alice, 25 anni, laurea in Scienze Politiche e Milly, 20 anni, iscritta al primo anno di Fisioterapia a Milano. Tuta da ginnastica, sacca con i palloni del volley per l’allenamento, passano i controlli, lasciano documenti e cellulari e varcano il pesante cancello d’ingresso. Per loro inizia una mattinata di allenamento con i detenuti del carcere di Monza: una dozzina di uomini tra i 20 e i 60 anni che partecipano al progetto “Liberi di giocare”.
di Massimo Congiu
Il Manifesto, 10 dicembre 2024
Scaffale “Ragazzi sospesi” a cura di Elena De Filippo, Glauco Iermano e Giovanna Tizzi edito da Franco Angeli. Minori stranieri non accompagnati, giovani che si trovano sul nostro territorio, spesso soli e gravati dagli effetti di una situazione contraddittoria. Situazione che li vede da un lato tutelati, almeno sulla carta, da una legislazione nazionale e internazionale che afferma il superiore interesse, la non espellibilità e il diritto a essere collocati in un luogo sicuro, dall’altra vi sono provvedimenti restrittivi, in termini di immigrazione, che complicano il quadro e danno vita a chiari fenomeni di discriminazione ed emarginazione. Di questo parla Ragazzi sospesi. I neomaggiorenni stranieri verso l’autonomia (Franco Angeli Editore, pp. 145, euro 21), a cura di Elena de Filippo, presidente della cooperativa sociale Dedalus di Napoli, Glauco Iermano, coordinatore dell’area minori stranieri non accompagnati presso la medesima cooperativa e Giovanna Tizzi, formatrice e ricercatrice Oxfam. Il libro esamina a fondo una realtà complessa che non trova grandi spazi a livello di dibattito pubblico e che risulta essere discussa soprattutto dagli addetti ai lavori. Eppure si tratta di un tema attuale che coinvolge la nostra e tutte le società di oggi ormai caratterizzate da ingenti presenze di comunità originarie di altri paesi e continenti.
di Giampaolo Cerri
vita.it, 10 dicembre 2024
Intesa Sanpaolo presenta il suo “Rapporto sulla rilevazione degli impatti sociali 2023”: su 533 iniziative sociali finanziate per complessivi 144 milioni. Secondo l’analisi del ritorno sociale sull’investimento, Sroi, per ogni euro ne sono stati generati 3,1. La case-history della Cooperativa sociale Giotto di Padova che dà lavoro ai detenuti e a soggetti svantaggiati, il cui presidente dice: “L’impatto si vede nella fioritura dell’umano”.
- L’agenzia di stampa Redattore Sociale chiude il 10 gennaio
- L’opposizione riparte dalla piazza: “Il Ddl sicurezza è deriva antidemocratica”
- Migranti. Profughi siriani, la risposta europea è congelare l’asilo
- Il giorno dei diritti umani: un barlume di speranza da tenere acceso nella crisi
- I diritti umani dimenticati: la Dichiarazione del 1948 e l’egoismo dei giorni nostri









