di Simona Lorenzetti
Corriere della Sera, 7 agosto 2024
Stava facendo lo sciopero della fame e più volte aveva chiesto di lasciare il carcere di Biella ed essere trasferito nel penitenziario in cui viveva precedentemente, più vicino ai propri familiari. Lunedì sera si è impiccato nella propria cella. A.S. aveva 55 anni, era di origine albanese ed era rinchiuso nel padiglione che ospita i cosiddetti sex offender: avrebbe finito di scontare la condanna nel 2034. Con la sua morte salgono a 64 i suicidi nelle carceri italiane dall’inizio dell’anno, almeno 21 in più rispetto allo stesso periodo del 2023. Un triste e drammatico elenco al quale vanno aggiunti i 7 agenti della polizia penitenziaria che si sono tolti la vita. Numeri che raccontano, ancora una volta, come gli istituti di pena sparsi sul territorio nazionale stiano vivendo una crisi senza precedenti.
di Federica Zaniboni
Il Giorno, 7 agosto 2024
La Procura di Milano indaga per presunti maltrattamenti nel carcere di Opera, trasformando il fascicolo “modello 45” in “modello 44”. Segnalazioni di violenze e condizioni disumane portano all’attenzione delle autorità. C’è stato un passo avanti nell’inchiesta sui presunti pestaggi nel carcere di Opera, per i quali adesso la Procura di Milano indaga per maltrattamenti. Il fascicolo cosiddetto “modello 45”, senza indagati né ipotesi di reato, si è quindi trasformato in un “modello 44”. Sul caso sono al lavoro le pm Rosaria Stagnaro e Cecilia Vassena, le stesse che indagano sui presunti maltrattamenti e torture nel carcere minorile Cesare Beccaria, per i quali lo scorso aprile 13 agenti della polizia penitenziaria erano stati arrestati e altri otto sospesi dal servizio.
Giornale di Brescia, 7 agosto 2024
I detenuti del carcere di Brescia prendono le distanze dall’annuncio della “battitura” fissata per questo giovedì e per Ferragosto: “Noi pensiamo a strategie di dialogo”. “La totalità della popolazione detenuta è ignara della decantata protesta”. Le persone detenute a Canton Mombello prendono distanza con fermezza dall’annuncio di una protesta (la “battitura”) in programma già questo giovedì e poi nel giorno di Ferragosto. “Nessun detenuto ne era assolutamente a conoscenza”, assicurano nella lettera inviata alla redazione del Giornale di Brescia tramite la Garante dei diritti dei detenuti di Brescia, Luisa Ravagnani.
tp24.it, 7 agosto 2024
Un drammatico appello è stato lanciato dalla famiglia del giovane petrosileno G.M., classe 1997, che da oltre un anno è detenuto nel carcere di Trapani. La sua famiglia, preoccupata per le gravi condizioni di salute del loro caro, ha deciso di rivolgersi alla nostra redazione per denunciare la situazione e chiedere aiuto. G.M. ha subito un intervento chirurgico ortopedico alcuni anni fa, con l’applicazione di protesi alla gamba. Tuttavia, durante il periodo di detenzione, ha sviluppato seri problemi: le protesi si sono spostate, provocando fuoriuscite evidenti, dolori intensi e gravi difficoltà di deambulazione. Le immagini scioccanti che ci sono state inviate mostrano i “ferri” che spuntano sotto la pelle, suscitando preoccupazione anche tra gli altri detenuti.
Il Resto del Carlino, 7 agosto 2024
Le domande dovranno essere presentate entro le 13 del 30 settembre. L’assessore Coletti: “Pronti a completare l’iter sulla prossima nomina”. Tra le attività, uno sportello sociale e di mediazione e un giornalino. Aperta la procedura che porterà all’individuazione del nuovo garante dei diritti delle persone private della libertà personale. Gli interessati potranno presentare la propria richiesta di candidatura, tramite Pec, all’indirizzo
di Antonio Maria Mira
Avvenire, 7 agosto 2024
Da 15 giorni alcuni uomini del penitenziario campano lavorano in un’azienda agricola di Buccino. L’amministratore delegato: “C’è spazio per un’economia eticamente sostenibile”. Detenuti e immigrati insieme al lavoro in una grande azienda agroalimentare. Da quindici giorni quattro detenuti escono dal carcere di Eboli e raggiungono la Icab La Fiammante di Buccino, 350 dipendenti, tra i quali 50 immigrati, tutti con regolare contratto. Da due anni anche 9 assunti grazie al progetto di filiera etica NoCap ideato da Ivan Sagnet, attivista camerunense, nominato cavaliere della Repubblica dal presidente Sergio Mattarella per il suo impegno in difesa dei diritti dei lavoratori.
garanteinfanzia.org, 7 agosto 2024
Iniziativa di ascolto dell’Autorità garante. Coinvolti in laboratori fotografici ragazze e ragazzi di cinque istituti minorili. Ha preso il via ieri nell’istituto penale per i minorenni (Ipm) di Pontremoli in provincia di Massa Carrara - l’unico interamente femminile in Italia - il progetto dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Dalla mia prospettiva. Ascoltare, partecipare, costruire. Si tratta di una serie di laboratori fotografici pensati per offrire a ragazze e ragazzi tra i 14 e i 17 anni la possibilità, sin dalla scelta dei temi, di esprimere il loro “punto di vista” sull’esperienza che stanno vivendo in Ipm.
di Matteo Maria Macrì
Il Fatto Quotidiano, 7 agosto 2024
Sono un medico rianimatore ospedaliero e da circa un anno svolgo mensilmente alcuni turni in ambulanza nel servizio 118. Questa esperienza mi ha dato modo di addentrarmi nel cuore della mia città. Entrare per brevi momenti nella vita delle persone e osservare il tessuto sociale nella sua varietà, da una prospettiva completamente diversa da quella della vita di tutti i giorni. Perché in un modo o nell’altro tendiamo a vivere all’interno di bolle sociali, composte da persone culturalmente ed economicamente simili a noi.
di Frank Cimini
L’Unità, 7 agosto 2024
Ennesima violenza scoppiata in un Cpr ed ennesima vittima. Il suo nome era Osama ed era originario dell’Africa. Lui, come tutti i suoi compagni, era in un carcere senza aver commesso alcun reato. Morto poche ore dopo la fine della rivolta nel Cpr di Palazzo San Gervasio, in Basilicata. Forse per un infarto ma non è chiaro. Sarà l’autopsia a stabilire le cause del decesso di Osama, 19 anni, africano. I medici e un’autoambulanza non hanno potuto fare nulla per salvarlo. La sera prima c’era stata una rivolta con incendio. I vigili del fuoco sono intervenuti insieme a una sessantina di agenti della polizia penitenziaria. Il Cpr ospita un centinaio di immigrati e circa 70 operatori. Il procuratore di Potenza, Francesco Curcio, dice che le indagini sono in corso che non si esclude l’omicidio probabilmente colposo perché il giovane non sarebbe stato picchiato. Questo non esclude secondo i pm alcuna fattispecie di reato.
di Gabriella Debora Giorgione
vita.it, 7 agosto 2024
Di nuovo morte nei Centri per il rimpatrio. Questa volta in Basilicata, dove i detenuti per protesta appiccano il fuoco alla struttura. Il Procuratore di Potenza Francesco Curcio: “Non si esclude alcuna fattispecie di reato, compreso l’omicidio doloso, colposo”. Aveva solo 19 anni. Il suo nome era Belmaan Oussama, di nazionalità algerina. Era detenuto nel Cpr di Palazzo San Gervasio, in provincia di Potenza.











