di Roberto Galullo
Il Sole 24 Ore, 7 agosto 2024
Il problema, non emergenziale ma strutturale. È poco censito e affligge oltre il 40% dei detenuti. Nel dibattito ricorrente sulle condizioni nelle quali la popolazione carceraria è condannata a sopravvivere c’è sempre un convitato di pietra: il disagio mentale. L’emergenza psichiatrica negli istituti di pena - che colpisce i reclusi ma si riflette su direttori, agenti, funzionari giuridico-pedagogici, personale medico e volontari - è presenza incombente ma invisibile, che tutti conoscono ma che pochi nominano. Per molti analisti, esperti e politici, l’argomento è tabù perché, a 11 anni dalla chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari e di fronte all’agonia delle residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza - che ne hanno preso il posto -, nessuno o quasi sa cosa fare.
di Don Vincenzo Russo*
Il Dubbio, 7 agosto 2024
Sempre più si sentono voci che si alzano dall’universo carcere e giustizia per porre all’attenzione dell’opinione pubblica il tema della drammatica condizione nella quale versano i detenuti rinchiusi negli istituti italiani. Tanti i problemi, troppi, per un sistema ormai al collasso e che, nonostante ciò, rimane in vita inalterato producendo morti con il trascorrere dei giorni. Ogni ora che passa è un tempo infinito di tormento e lesione della dignità per tante persone che, anche per cause di certo non estranee alle mancanze e alle contraddizioni della nostra attuale società, sono ammassate in sovrannumero in luoghi dove, come essi temono, sono confinati quasi per essere dimenticati e puniti. Inutile dire che tante, troppe volte, le comunicazioni che appaiono nei vari organi di stampa lasciano trapelare, nemmeno troppo velatamente, un sentimento di vendetta profondo, agli occhi del quale, evidentemente, il carattere puramente afflittivo della pena così come oggi si sconta, non può apparire del tutto fuori luogo e inopportuno.
di Patrizia Maciocchi
Il Sole 24 Ore, 7 agosto 2024
Il decreto carceri dopo il voto di fiducia di ieri sera, si avvia oggi a completare il suo iter, con la decretazione d’urgenza, pur non contenendo nessun disposizione immediatamente operativa. Un vulnus che aveva portato la minoranza a presentare una eccezione di costituzionalità, respinta dall’Aula di Montecitorio. Il Dl prevede l’assunzione di mille unità per il personale del Corpo della Polizia penitenziaria: 500 nel 2025 e 500 nel 2026. E incrementa, in linea con il Pnrr, di 30 unità anche la dotazione organica del personale dirigenziale penitenziario e autorizzando al tempo stesso lo scorrimento delle graduatorie relative agli ultimi concorsi per allievi commissari e per allievi vice ispettori del Corpo della polizia penitenziaria le cui graduatorie sono state già approvate.
di Fulvio Fulvi
Avvenire, 7 agosto 2024
Secondo Caterina Pozzi, presidente Coordinamento delle Comunità di accoglienza, il dl Nordio rischia di trasformare le strutture di recupero e reinserimento dei detenuti in “piccole prigioni private”. Altro che misure alternative: con il “decreto svuota carceri” in via di approvazione da parte del Parlamento, esiste il rischio che le strutture residenziali di recupero e reinserimento sociale dei detenuti si trasformino in una specie di “piccole prigioni private” dove finire di scontare la condanna. Nessuna risposta concreta, cioè, al sovraffollamento degli istituti, nessun paso avanti rispetto alla necessità, imposta dall’articolo 27 della Costituzione, che la pena abbia sempre una finalità emendativa.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 7 agosto 2024
“Vedo solo una serie di piccoli ritocchi alla normativa esistente”, dice Patrizio Gonnella, presidente di Antigone. “Invece di aumentare gli agenti, che non coprono neanche il numero di quelli che vanno annualmente in pensione, si dovrebbe investire in figure sociali che sono determinanti per cercare di contrastare la situazione attuale: ricordiamo che ci sono 14mila persone detenute in più rispetto alla capienza regolamentare. Le misure sono piccoli ritocchi alla normativa esistente. Sono del tutto inefficaci rispetto alla tragicità del problema, ai numeri del sovraffollamento, a un tentativo minimale diretto a modernizzare, umanizzare, innovare la vita in carcere”, dice Patrizio Gonnella, presidente di Antigone.
di Antonella Mascali
Il Fatto Quotidiano, 7 agosto 2024
Sebastiano Ardita: “Si vuole risolvere il problema con norme che liberano gente pericolosa. La questione è una matassa imbrogliata rispetto alla quale chi ci mette mano rischia di complicarla ancor di più. Esiste un problema di qualità della vita in carcere, uno di precarietà delle strutture, un terzo di sicurezza e agibilità del personale. Chiunque pensi di affrontarli separatamente o in modo ideologico non risolve il problema, e mette a rischio la sicurezza della società. Finisce per essere indirettamente il responsabile dei morti dentro - prodotti dalla condizione di inciviltà delle carceri - o dei morti fuori, frutto di affrettate scarcerazioni di personaggi pericolosi per risolvere il suo affollamento”.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 7 agosto 2024
Le Commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera licenziano il testo governativo. Si suicidano altri due detenuti. Un uomo in sciopero della fame si è impiccato in cella a Biella, un altro nel bagno del Tribunale di Salerno. Il nuovo crimine della “rivolta” è perseguito sia negli istituti penitenziari che nelle strutture per rifugiati con protezione internazionale e minori stranieri non accompagnati. L’ultima possibilità di correggere almeno un po’ il furioso ddl governativo sulla “Sicurezza” nelle commissioni riunite Affari costituzionali e Giustizia della Camera, prima del suo approdo il Aula fissato per il 10 settembre, si è inabissata proprio mentre si registravano i suicidi di altri due detenuti - 65 dall’inizio dell’anno, a cui vanno aggiunti 7 agenti penitenziari: un uomo di 55 anni di origine albanese, in sciopero della fame per ottenere il trasferimento in un carcere più vicino ai suoi familiari, si è impiccato nella sua cella a Biella e un altro si è suicidato nel bagno del Tribunale di Salerno. Nelle stesse ore a Potenza un giovane migrante di 19 anni è morto nel Cpr, ucciso o per colpa di qualcuno - secondo la stessa procura che ha aperto un fascicolo - che non lo ha preso in cura, perché appena qualche giorno fa il ragazzo aveva tentato di togliersi la vita ingerendo pezzi di vetro. Paradossalmente però la macchina repressiva contro la protesta che si è scatenata subito dopo - “rivolta”, secondo la “nuova fattispecie delittuosa” introdotta nel codice penale con l’articolo 18 del disegno di legge Piantedosi -Nordio-Crosetto - era perfettamente oliata.
di Liana Milella
La Repubblica, 7 agosto 2024
Si vota alla Camera l’ordine del giorno al decreto carceri (in linea con il referendum sulla giustizia del 2022 che avevano tra i promotori proprio il Guardasigilli Nordio. Un altro tassello “contro” la custodia cautelare. Approfittando del decreto legge Nordio sulle carceri (votata la fiducia stanotte con 186 sì, 126 no e due astenuti) che, da quando è stato varato, non ha evitato un solo suicidio. Siamo a 64. Erano 49 il 3 luglio quando il consiglio dei ministri lo ha approvato. E 15 suicidi in 34 giorni non sono proprio un niet. Ma il decreto serve per altro. Per Enrico Costa di Azione è l’occasione buona per uno dei suoi ben noti ordini del giorno, che aprono la porta a un desiderata della maggioranza. Ricordate? Il bavaglio ai giornalisti è venuto fuori così. Ma anche la presunzione d’innocenza, poi divenuta legge Cartabia, fu frutto di un ordine del giorno di Costa. Degli escamotage parlamentari lui sa tutto dopo vent’anni di Camera. E lo dimostra pure stavolta. Il clima - vedi il lodo Salvini sullo scudo penale ai governatori - è quello giusto.
di Valeria Pacelli e Giacomo Salvini
Il Fatto Quotidiano, 7 agosto 2024
Dopo la legge sulla presunzione di innocenza (la norma che, tra le altre cose, impone ai procuratori di parlare con la stampa solo tramite comunicati ufficiali con tanto di conseguenze per il diritto dei cittadini a essere informati), il deputato di Azione, Enrico Costa, prova a riscrivere anche le norme sulla custodia cautelare. E lo fa con un Ordine del giorno al decreto Carceri. Verrà votato oggi alla Camera e riguarda la possibilità di valutare la misura cautelare per pericolo di reiterazione nei confronti di incensurati solo in caso di “reati di grave allarme sociale e di reati che compromettano la sicurezza pubblica o privata o l’incolumità delle persone”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 7 agosto 2024
Il capogruppo di Forza Italia in commissione Giustizia alla Camera, Tommaso Calderone, anticipa al Dubbio il contenuto di una proposta di legge che depositerà a breve e che ha al centro il tema delle intercettazioni.
- Biella. Detenuto si toglie la vita impiccandosi: stava facendo lo sciopero della fame
- Milano. Maltrattamenti sui detenuti, dopo il Beccaria ora i pm indagano anche su Opera
- Brescia. Protesta a Canton Mombello? La lettera dal carcere: “Nessun detenuto lo sapeva”
- Trapani. Grido di aiuto dal carcere: giovane detenuto in condizioni di salute critiche
- Ferrara. Garante comunale dei detenuti, aperto il nuovo bando











