di Stefano Anastasia
huffingtonpost.it, 6 agosto 2024
Bisogna restare vicini alla sofferenza delle detenute e dei detenuti e fare ciò che è possibile, con le armi spuntate che abbiamo, in attesa che i nodi tornino al pettine. Non sono valsi a nulla (per ora) le manifestazioni della sofferenza dei detenuti, la fatica degli operatori penitenziari, le denunce dei garanti, il richiamo del presidente della Repubblica: il decreto-legge firmato dal ministro Nordio è rimasto, più o meno, così com’era, prima che una pioggia di critiche gli si riversasse sopra. La Camera timbrerà ciò che è stato imposto al Senato e ogni altra discussione sarà rinviata a settembre. Ma di fronte a questo mesto esito dell’unica possibilità di fare qualcosa in questa estate, costellata di suicidi e proteste in carcere, non ci si può abbandonare alla frustrazione o alla disperazione. Bisogna restare vicini alla sofferenza delle detenute e dei detenuti e fare ciò che è possibile, con le armi spuntate che abbiamo, in attesa che i nodi tornino al pettine.
di Enzo Brogi*
Il Tirreno, 6 agosto 2024
Ne ho scritto tanto e continuerò a farlo, ma sempre più con rabbia. In questi giorni torridi poi, nelle nostre galere, tutto è ancor più insostenibile. Per non parlare degli edifici costruiti negli anni del ministro Nicolazzi e delle carceri d’oro. Ne cantarono le odi anche gli irriverenti Squallor. Enormi casermoni in cemento armato spesso scadente, nelle piane più assolate, per la compiacenza dei costruttori farabutti, di politici corrotti e dell’architettura gongolante. Passato qualche anno tutto cadeva a pezzi. L’unica sicurezza le anguste stanzette di 15 metri quadrati, con dentro quattro, anche cinque detenuti. “È il sovraffollamento bellezza, il sovraffollamento!”. Celle come altiforni dove adesso fuggono, loro che possono, anche le cimici e i topi. In molti casi, la scarsità di acqua complica ulteriormente la situazione, rendendo difficile l’accesso a docce e acqua potabile. Per non parlare dell’acqua calda che “non è un diritto in cella”, ha sentenziato un magistrato fiorentino.
di Emilio Robotti*
goodmorninggenova.org, 6 agosto 2024
“Ristretti Orizzonti” ha raccolto una storia di vita di un detenuto, che spiega come avrebbe potuto togliersi la vita, e come invece è stato salvato che si può riassumere con queste sue frasi: “Cinque minuti per suicidarsi purtroppo si trovano facilmente: per questo racconto cos’ho vissuto quando mi è stata revocata la liberazione condizionale, che per me ha significato il ritorno alla pena dell’ergastolo, e come l’ascolto attento degli operatori e la collocazione in una “cella aperta” mi abbiano davvero “salvato la vita”.
di Oliviero Mazza*
Il Dubbio, 6 agosto 2024
La maratona oratoria e l’astensione dalle udienze promosse da Ucpi hanno avuto il grande merito di porre la drammatica situazione delle carceri al centro del dibattito politico, richiamando anche l’attenzione dell’opinione pubblica rispetto a una questione etica di solito rimossa. L’opera di sensibilizzazione ha finora prodotto un decreto- carceri che, a dispetto della roboante denominazione, non incide in alcun modo sul sovraffollamento, e i proclami sulla futuribile edilizia penitenziaria da realizzare, forse, nel prossimo decennio.
di Alessandro Di Matteo
La Stampa, 6 agosto 2024
Il Parlamento ci prova, almeno formalmente. Il 17 settembre Camera e Senato si riuniranno in seduta comune per tentare l’impresa che non riesce da mesi, cioè eleggere il giudice costituzionale che deve sostituire Silvana Sciarra, il cui mandato è scaduto lo scorso novembre. Da allora è stallo, perché il quorum richiesto per l’elezione impone di fatto un accordo tra diverse forze politiche che finora non è stato possibile raggiungere.
Stragi neofasciste, Santalucia: “Pericoloso appellarsi al ministro per rivedere sentenze definitive”
di Liana Milella
La Repubblica, 6 agosto 2024
Intervista al presidente dell’Anm: “Pregiudizi politici. Siamo al solito refrain dei giudici di parte”. Gli attacchi alla magistratura non finiscono mai. Prima l’inchiesta Toti, ora il caso Mollicone. Mentre Nordio si libera dei reati scomodi come l’abuso d’ufficio. Proprio a lui il meloniano Mollicone chiede di riscrivere le sentenze sulle stragi neofasciste in Italia. È mai possibile? “È del tutto sorprendente - risponde il presidente dell’Anm, Giuseppe Santalucia - anche perché c’è una grande e pericolosa confusione su quali siano le competenze di un ministro di Giustizia e quale sia la forza di una sentenza irrevocabile, necessaria per mantenere l’assetto democratico dell’Italia. Una cosa è la critica delle sentenze, altro lo spettacolo cui si assiste da tempo, il sistematico disconoscimento del ruolo e della funzione della giurisdizione”.
di Maria Rita Graziani
Corriere della Sera, 6 agosto 2024
L’Autorità avvia delle istruttorie e richiama i giornalisti sul principio di essenzialità dell’informazione: “Violata la privacy e le regole deontologiche”. Il garante della Privacy richiama i media sulla diffusione delle conversazioni tra Filippo Turetta e il padre Nicola in carcere. “La pubblicazione di conversazioni private, intercorse in un contesto di particolare delicatezza, quali i colloqui in carcere tra detenuti e parenti, vìola la normativa sulla privacy e le regole deontologiche dei giornalisti”, fa sapere l’Autorità. Nello specifico il riferimento è alla pubblicazione di stralci di intercettazioni effettuate, il 3 dicembre scorso, durante il primo colloquio in carcere tra Filippo Turetta e i genitori, dopo l’arresto del giovane in Germania per l’omicidio dell’ex fidanzata Giulia Cecchettin. Il Garante rende inoltre noto di aver avviato istruttorie nei confronti di varie testate e “richiama i media e i social al rigoroso rispetto del principio di essenzialità dell’informazione e della dignità delle persone coinvolte in fatti di cronaca”.
di Francesco Petrelli*
Il Dubbio, 6 agosto 2024
Il problema non è solo il rapporto tra magistratura e stampa: in gioco c’è anche la responsabilità collettiva nel rapporto con il processo penale. Le dichiarazioni del padre di Giulia Cecchettin, in difesa del padre di Filippo Turetta, ci inducono a tornare ancora una volta sul tema delle intercettazioni dei colloqui in carcere, allargando lo sguardo agli scenari all’interno dei quali la polemica si è sviluppata. Quello dell’uso improprio delle intercettazioni al di fuori della finalità processuale è infatti un problema che riguarda certamente la magistratura e l’informazione, ma che investe anche la responsabilità dell’intera collettività ed il suo modo di porsi di fronte al processo penale e ai suoi strumenti.
di Paola Pagnanelli
Il Resto del Carlino, 6 agosto 2024
I numeri: nelle Marche quasi mille detenuti, tanti in attesa di giudizio. Pesa la discrezionalità del giudice “Un nuovo penitenziario? Purtroppo dopo le parole di Nordio il progetto è finito nel dimenticatoio”. “La riforma Nordio fa almeno un passo avanti, aumentando il diritto alle telefonate per i detenuti. Si poteva fare di più, ma è già qualcosa in una situazione che va affrontata cambiando per prima cosa, noi cittadini liberi, il nostro approccio al tema”.
La Repubblica, 6 agosto 2024
“Si è impiccato ieri sera presso la Casa Circondariale di Biella il 64esimo detenuto suicida dall’inizio dell’anno, cui bisogna aggiungere i 7 appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria che si sono tolti la vita. Aveva 55 anni, di origini albanesi, a nulla sono valsi i soccorsi”. Ne dà notizia il segretario generale della Uil-Pa Polizia Penitenziaria Gennarino De Fazio. “La situazione nelle carceri italiane continua a peggiorare, con un numero di morti che non ha precedenti. La risposta del Governo è stata finora caratterizzata da una sostanziale indifferenza, mentre la carneficina nelle carceri del Paese non accenna a fermarsi.
- Salerno. Si impicca nel bagno del tribunale: era in attesa della convalida dell’arresto
- Cagliari. Detenuto muore nell’infermeria del carcere dopo due infarti
- Firenze. “Il carcere di Sollicciano va commissariato”
- Brescia. A Canton Mombello protesta dei detenuti, giovedì via alla “battitura”
- Belluno. Violenza e danneggiamenti nel carcere, un poliziotto ferito











