di Giuliana Biagi
Cremona Oggi, 5 agosto 2024
Probabilmente l’uomo voleva solo inscenare un gesto dimostrativo, ma l’esito è stato fatale. A Cremona sono oltre 500 i detenuti; lo scorso anno quasi 300 i casi di autolesionismo. La presidente della Camera Penale Micol Parati: “Ce l’aspettavamo. La situazione è esplosiva, e non solo a Cremona. Dal Governo misure inadeguate”. Un uomo di 31 anni, originario del Marocco, in carcere a Cremona per presunte rapina e violenza sessuale, si è impiccato ieri pomeriggio verso le 19.15 in una cella della Casa Circondariale. Lo denuncia uno dei sindacati di Polizia penitenziaria, la Uilpa, attraverso il segretario generale Gennarino De Fazio. Salgono così a 62 i gesti estremi compiuti da detenuti in Italia dall’inizio dell’anno: soltanto una settimana fa, un altro suicidio a Prato, compiuto da un 27enne italiano.
cremonaoggi.it, 5 agosto 2024
Il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Cremona interviene sulla notizia diffusa oggi della morte di un detenuto nel carcere di Cà del Ferro, probabilmente un gesto di protesta che voleva essere dimostrativo e che invece si è concluso drammaticamente. “La tragica notizia che ha raggiunto tutti noi questo pomeriggio ci rattrista profondamente”, afferma Romanelli. “Di fronte al dramma umano di una persona detenuta che decide di togliersi la vita si rimane sgomenti, ma come avvocati e come cittadini sentiamo il dovere di ricordare che questo dramma è ormai divenuto una costante inaccettabile nelle carceri italiane. Il fatto che quest’ultimo tragico evento sia avvenuto a Cremona ci fa avvertire la tragedia ancora più vicina, perché conosciamo bene la realtà di “Ca’ del ferro”, i suoi luoghi, le persone che ci vivono e quelle che, con competenza e senso del dovere, vi operano per cercare di garantirne al meglio il funzionamento.
di Marco Procopio
rainews.it, 5 agosto 2024
Rischiano fino a 15 anni di carcere i detenuti che hanno messo a ferro e fuoco il Ferrante Aporti di Torino. La procura dei minori ipotizza il reato più grave, cioè quello di devastazione. Nelle immagini circolate sui social si vedono infatti porte distrutte, uffici vandalizzati, materassi dati alle fiamme. Ma chi nelle scorse ore è entrato nella struttura parla di danni ancora più pesanti. Centinaia di migliaia di euro, secondo le stime del ministero. I ragazzi che hanno guidato la sommossa sono già stati trasferiti in altre Regioni. È ancora a Torino invece il 16enne condannato per il lancio della bici dai Murazzi. “L’idea è stata dei marocchini”, ha detto in una videochiamata alla madre il giorno dopo, come conferma il suo avvocato Domenico Peila. “Stavano organizzando la rivolta da 15 giorni. Io ho avvisato un’educatrice ma non mi ha ascoltato”.
di Massimo Massenzio
Corriere di Torino, 5 agosto 2024
“Dobbiamo spostare l’obiettivo dei ragazzi, da banda a squadra”. Lo ha ripetuto spesso negli ultimi mesi Giuseppe Carro, il nuovo, attesissimo, direttore del Ferrante Aporti. Con questo obiettivo ha impostato un lavoro che, dopo la rivolta di giovedì sera, rischia di essere sepolto sotto le macerie lasciate dalla rabbia dei giovani detenuti. Domenica mattina ci sono stati altri due trasferimenti e non saranno gli ultimi. In attesa che le indagini facciano piena luce su tutte le responsabilità della sommossa.
ilpost.it, 5 agosto 2024
Nella notte tra giovedì e venerdì decine di detenuti hanno devastato la struttura: la procura dei minori ha aperto un’indagine per devastazione e resistenza a pubblico ufficiale. La procura dei minori ha aperto un’inchiesta con l’ipotesi di devastazione e resistenza a pubblico ufficiale per la grossa rivolta che c’è stata nella notte tra giovedì e venerdì nel carcere minorile “Ferrante Aporti” di Torino. Il ministero della Giustizia ha inoltre fatto sapere che durante il fine settimana alcuni detenuti ritenuti responsabili (non è chiaro quanti) sono stati trasferiti in altre strutture.
quibrescia.it, 5 agosto 2024
La “battitura” con pentole ed utensili è stata fissata per il mezzogiorno di giovedì prossimo e per quello di Ferragosto. Nuova protesta, questa volta “rumorosa”, dei detenuti del carcere di Canton Mombello a Brescia. La “battitura” con pentole ed utensili è stata fissata per il mezzogiorno di giovedì prossimo e per quello di Ferragosto. Tornano quindi alla classica forma di protesta i carcerati della casa circondariale più affollata d’Italia, dopo le lettere e gli appelli alle istituzioni. Una situazione definita da più parti “invivibile” ed “indegna” quella dei detenuti a Brescia. La missiva inviata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella sembra avere smosso le acque e, nei giorni scorsi, alla struttura penitenziaria si è recata in visita la garante nazionale dei detenuti, Irma Conti che è stata lapidaria: per lei, il carcere cittadino “deve essere chiuso”.
di Stefano Brogioni
La Nazione, 5 agosto 2024
L’aggiornamento del 3 agosto, a un mese di distanza dalla morte del tunisino di vent’anni: crescono gesti di autolesionismo e aggressioni. E cento detenuti vivono in non più di tre metri quadri. Anche l’ultimo report del garante nazionale dei detenuti, Maurizio D’Ettore, è un bollettino di guerra. Nel carcere di Sollicciano si conferma il solito drammatico trend di tentativi di suicidio e gesti autolesionistici tra i detenuti. Dal primo gennaio a sabato 3 agosto, sono stati registrati 38 tentativi di togliersi la vita dietro alle sbarre, uno ogni sei giorni; un numero che si va ad aggiungere al suicidio di Fedi, il 20enne di origini tunisine il cui gesto ha catalizzato l’attenzione collettiva sulle condizioni del penitenziario fiorentino e, più in generale, sulle carenze del mondo carcerario in Italia.
di Serena Quercioli
La Nazione, 5 agosto 2024
La Commissione carcere della Camera Penale di Prato bacchetta l’onorevole Erica Mazzetti che l’altro giorno ha visitato il carcere di Prato definendo la situazione “non affatto emergenziale”. Parole che hanno fatto trasalire la Commissione carcere dalla Camera Penale: “Noi visitiamo periodicamente il nostro Istituto di Pena e denunciamo la prolungata inerzia della politica, nel suo insieme, a far fronte alle criticità del sistema penitenziario, ad iniziare dalla nostra casa circondariale. Ci auguriamo che le dichiarazioni dell’onorevole siano dovute a una visita nelle sole sezioni che notoriamente riscontrano pochi problemi, dove sono ristretti i detenuti di Alta Sicurezza ed i Collaboratori di Giustizia”.
di Alessandro Mondo
La Stampa, 5 agosto 2024
Presidio dei radicali durato tutta la notte scorsa: “Più informazione e interventi immediati della politica”. Quindici ore di presidio. È cominciato ieri sera - a poche ore di distanza dalle rivolte scoppiate anche al minorile Ferrante Aporti - un presidio di Europa Radicale al carcere Lorusso e Cutugno di Torino per chiedere al governo interventi immediati e alla stampa più attenzione: esposti su un’auto i nomi dei 62 detenuti e dei 7 agenti di polizia penitenziaria che si sono suicidati dal primo gennaio a oggi.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 5 agosto 2024
Più libertà, meno catene. Più mercato, meno corporativismo. Più concorrenza, meno rendite. Ma in Italia si può? La famosa espressione “esiste, dunque, un giudice a Berlino” è un’espressione mutuata da una grande opera di Bertolt Brecht all’interno della quale si narra la storia di un eroico mugnaio che lotta tenacemente contro l’imperatore per vedere riparato un abuso. Con grande tenacia, il mugnaio, alla fine, riesce a trovare un giudice onesto che lo aiuta a vincere la causa. In Italia, la frase di Brecht viene spesso utilizzata a sproposito, su casi piccoli, non importanti, marginali, ma c’è forse un ambito in cui la frase di Brecht, c’è un giudice a Berlino, potrebbe non risultare fuori luogo. Un ambito che in verità corrisponde a un luogo insieme fisico e istituzionale e che forse meriterebbe un plauso per tutto quello che negli ultimi mesi ha fatto per difendere alcuni princìpi cardine della nostra democrazia liberale spesso calpestati nell’indifferenza generale.
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