di Maria Francesca Rivano
La Stampa, 27 novembre 2024
Vitari dialoga con il giornalista Enrico De Maria sul suo giallo “Il Procuratore e l’Isotta Fraschini”. L’ex procuratore Giorgio Vitari entra in carcere nelle vesti di scrittore, per inaugurare il progetto “Lib (e)ri dentro. Licenza di leggere”, nato dalla collaborazione tra la Casa Circondariale e il Comune di Vercelli. Oggi Vitari sarà al Billiemme per dialogare con il giornalista Enrico De Maria sul suo recente romanzo giallo “Il Procuratore e l’Isotta Fraschini”.
di Francesco Zanotti
corrierecesenate.it, 27 novembre 2024
È andato in scena ieri uno spettacolo proposto dagli studenti del liceo “Monti” di Cesena con i reclusi del carcere di Forlì. Sotto la regia di Sabina Spazzoli e con il sostegno del gruppo consorti del Rotary club Cesena è stato dato vita a uno spettacolo ricco di messaggi per chi è dentro e per chi è fuori. Si tratta di un progetto di alternanza scuola-lavoro.
di Paolo Foschini
Corriere della Sera, 27 novembre 2024
Oggi a Roma la celebrazione per il trentesimo anniversario della grande manifestazione “La solidarietà non è un lusso” che il 29 ottobre 1994 segnò in pratica la nascita del Forum nazionale Terzo settore. “In trent’anni la società è profondamente cambiata, ma rimangono più che validi i principi e le istanze che videro nascere il Terzo settore italiano: pace, tutela dei diritti e dell’ambiente, protagonismo della società civile e un modello di sviluppo economico sostenibile e inclusivo. Molto è stato fatto, ma molto resta da fare: e anche la Legge di Bilancio ora in discussione non risponde in modo sufficiente”.
di Laura Zanfrini
Avvenire, 27 novembre 2024
L’uccisione del 19enne di origine egiziana durante un inseguimento dei carabinieri, con le violente proteste che ne sono seguite, accende i riflettori sugli immigrati di seconda generazione. La morte di un 19enne, avvenuta durante un inseguimento dei Carabinieri nel quartiere milanese Corvetto, ha spinto decine di giovani di origine straniera a protestare con atti di vandalismo, roghi e perfino assalti alle forze dell’ordine. Un film già visto, troppe volte, in altre città europee e che ci pone di fronte al carattere sfidante di quella che le scienze sociali hanno definito la seconda generazione proprio per indicare come le biografie di questi giovani siano inevitabilmente inscritte nella storia migratoria familiare.
di Andrea Molle
Italia Oggi, 27 novembre 2024
La (non) posizione dell’Italia rispetto al mandato di cattura emesso dalla Corte Penale Internazionale (CPI) nei confronti di Benjamin Netanyahu può non sorprendere, data la storica ambiguità del nostro paese e l’incapacità istituzionale di assumere una posizione netta e chiara nelle crisi internazionali. Ma il fatto che anche la Germania abbia fatto retromarcia sulla possibilità di arrestare il Primo Ministro Israeliano, dopo un formale iniziale assenso, è la riprova che il tanto decantato Diritto Internazionale, alla fine della favola, si piega sempre alle politiche realiste volte a preservare l’interesse nazionale. In questo caso il rischio di perdere il favore degli Stati Uniti.
di Valeria Parrella
Il Manifesto, 27 novembre 2024
Alaa e gli altri La storia di Alaa Abd El Fattah, come altre, prova l’indifferenza dell’Italia alla tortura. Cerca di opporsi Laila Soueif con lo sciopero della fame: la sua lotta si può sostenere. Salvini tuonò contro le decisioni dei giudici che non autorizzavano un migrante al rimpatrio verso l’Egitto, dal suo Facebook, con una bella grafica pubblicitaria per ricordare, forse al suo elettorato, e sicuramente ad al-Sisi, lui da che parte sta: dalla parte dei turisti. Quei milioni che vanno e vengono. Non da quella di chi potrebbe ritirare l’ambasciatore, mettere un paese confinante - ché il mare è ponte, non separazione - davanti alla propria sanguinosa responsabilità: negare continuamente i diritti civili. Tenere più di sessantamila detenuti politici in stato di pre-detenzione. Torturare nelle carceri.
di Mattia Feltri
La Stampa, 26 novembre 2024
Di recente ho firmato un appello indirizzato ai parlamentari affinché prendano in considerazione l’ipotesi di un provvedimento di clemenza, amnistia o indulto, per liberare le carceri dove sono rinchiuse 62 mila persone, in spazi previsti per 51 mila e oggi sufficienti per 48 mila. Ieri il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, ha confermato il prevedibile: lui, e dunque si presume l’intera maggioranza di governo, o ampia parte di essa, sono contrari. Sarebbe una resa dello Stato, ha detto Delmastro, che ha promesso di recuperare entro la fine della legislatura i posti mancanti. Ci si può augurare che Delmastro ci riesca, e ci si può chiedere che succederà nel frattempo. Perché quest’anno, e mancano ancora trentacinque giorni alla fine, i suicidi in carcere sono stati 82, e il record è di 84 del 2022; i morti totali, quindi compreso chi è morto per malattia, sono 223, polverizzato il record di 177 del 2002; bisogna poi aggiungere il suicidio di sette guardie carcerarie: l’anno scorso se ne suicidò una soltanto, nel 2022 si suicidarono in cinque.
di Anna Garofalo
La Discussione, 26 novembre 2024
Fondo assegnato dalla Repubblica Digitale, con il Cnel e il Ministero della Giustizia. Si chiama “Fuoriclasse”, ed ha un obiettivo importante, quello di sostenere progetti per il reinserimento sociale delle persone detenute attraverso la formazione digitale, per contrastare il fenomeno della recidiva. Il nuovo bando di “Fuoriclasse”, è promosso e sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale, in collaborazione con il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (Cnel) e il Ministero della Giustizia - Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.
di Errico Novi
Il Dubbio, 26 novembre 2024
Scompare dal Consiglio dei ministri di oggi il provvedimento con il nuovo illecito disciplinare per i magistrati che, pur in presenza di “gravi ragioni di convenienza”, non si astengono. Sullo sfondo, la linea dura di Lega e FdI che Forza Italia non condivide. Che ci sia agitazione, nel governo, per la guerra fredda in corso con i magistrati, è evidente. Ed è a quelle contraddizioni che si è pensato ieri, quando si è saputo che il Consiglio dei ministri aveva deciso di rinviare il via libera al decreto Giustizia e alla norma che introduce un nuovo illecito disciplinare per i magistrati.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 26 novembre 2024
È slittato al prossimo Consiglio dei ministri l’esame del Decreto giustizia previsto nel Cdm di ieri sera. Ufficialmente, come specificato in una nota, il rinvio è avvenuto su richiesta del vicepresidente del Consiglio e capodelegazione di Forza Italia al governo, Antonio Tajani, vista l’assenza per diversi impegni dei ministri del partito azzurro. Fonti di FI, consultate dal Foglio, restituiscono uno scenario diverso basato sullo scarso coinvolgimento del partito nell’elaborazione dei provvedimenti: “Vorremmo confrontarci prima, e non solo dopo l’approvazione dei testi in Cdm”. La richiesta di far slittare l’esame del decreto giustizia sarebbe dunque un messaggio critico di Tajani al governo per il metodo usato finora.
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