di Alessandro Casano*
L’Unità, 3 agosto 2024
Lo scorso 15 luglio, la Camera penale di Marsala presieduta da Francesca Frusteri e i vertici dell’associazione Nessuno tocchi Caino, in persona della presidente Rita Bernardini e del segretario Sergio D’Elia, hanno visitato il carcere di Trapani. Hanno partecipato non solo avvocati della camera penale e militanti dell’associazione radicale, ma anche il presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Marsala, Giuseppe Spada, e i rappresentanti di alcune associazioni forensi lilybetane. C’erano anche magistrati, come sempre più spesso accade nelle visite agli istituti promosse da Nessuno tocchi Caino. Molto apprezzata è stata la presenza di Chiara Pesavento, magistrato dell’ufficio di Sorveglianza presso il Tribunale di Trapani e quella di Massimiliano Alagna, giudice del Tribunale di Marsala.
di Alessandro Parrotta*
Il Dubbio, 3 agosto 2024
La promessa opera riformatrice della Giustizia del guardasigilli Carlo Nordio avanza senza sosta. In particolare, è notizia recente il via libera del Senato alla conversione del decreto legge “carcere”, con il quale - ritenuta la straordinaria necessità e urgenza di una loro introduzione - sono state previste disposizioni per l’incremento del personale che opera in ambito penitenziario e minorile ai fini del miglior funzionamento degli istituti di pena, nonché in materia di personale amministrativo, in materia di ordinamento penitenziario, per una razionalizzazione di alcuni benefici, di alcune regole di trattamento applicabili ai detenuti e per la semplificazione dell’accesso ai benefici.
di Roberto Galullo
Il Sole 24 Ore, 3 agosto 2024
Nel dibattito ricorrente sulle condizioni nelle quali la popolazione carceraria è condannata a sopravvivere c’è sempre un convitato di pietra: il disagio mentale. L’emergenza psichiatrica negli istituti di pena - che colpisce i reclusi ma si riflette su direttori, agenti, funzionari giuridico-pedagogici, personale medico e volontari - è presenza incombente ma invisibile, che tutti conoscono ma che pochi nominano. Per molti analisti, esperti e politici, l’argomento è tabù perché, a 10 anni dalla chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari e di fronte all’agonia delle Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza - che ne hanno preso il posto - nessuno o quasi sa cosa fare. Eppure, nel manuale del 2009 sui detenuti con bisogni speciali, l’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine, ha identificato a livello mondiale otto gruppi di detenuti con bisogni speciali motivati da una situazione di particolare vulnerabilità: al primo posto ci sono quelli con bisogni (al plurale) di assistenza psichiatrica. Poco o nulla è cambiato negli ultimi anni.
di Irene Famà
La Stampa, 3 agosto 2024
Da Roma a Trieste, sono già una decina i casi nelle ultime settimane: è l’effetto emulazione. Materassi dati alle fiamme, telecamere distrutte, vetri infranti, agenti presi in ostaggio con “lame” di fortuna. Carceri in rivolta. Una decina scoppiate nelle ultime settimane da Nord a Sud del paese. Firenze, 5 luglio; Casal Del Marmo, Roma, 6 luglio; carcere Ernesto Mari, Trieste, 12 luglio; Biella e Velletri, 28 luglio; Terni e il carcere “La Dogaia”, Prato, 29 luglio; carcere Lorusso e Cutugno e il Ferrante Aporti, Torino, 1 agosto. Violenza e devastazione dietro le sbarre. Minorili compresi. E in tanti, dall’amministrazione ai sindacati, temono un’escalation. “Una rivolta coordinata in tutta Italia”, mormora chi il sistema penitenziario lo conosce bene. E si ricorda altrettanto bene le agitazioni del periodo Covid.
di Stefania Aoi
La Repubblica, 3 agosto 2024
L’esponente torinese di Forza Italia ha le deleghe alla Pubblica amministrazione e sta trattando il rinnovo del contratto della Polizia penitenziaria: “Occorre occuparsi anche della qualità della loro vita”. “L’emergenza carceri non è più rinviabile. Sono pronto a incontrare le persone che vi lavorano”. Il senatore Paolo Zangrillo, ministro per la Pubblica amministrazione ed esponente di Forza Italia, è più che mai deciso a prendere in mano la situazione. Ma nei giorni della rivolta nel carcere minorile Ferranti Aporti, già rivendica alcuni passi avanti resi possibili dal Dl Carceri.
garantedetenutilazio.it, 3 agosto 2024
Via libera al Senato al dl 92, ora all’esame della Camera. Mercoledì 7 agosto incontro con il ministro della Giustizia, Nordio. “Il Parlamento ha perso un’occasione con il decreto carceri di dare ascolto alle proposte dei Garanti, delle camere penali, dei magistrati e degli operatori del terzo settore. Si è sottratto al confronto, imponendo la fiducia al Senato e la settimana prossima alla Camera. Abbiamo più volte sottolineato, che nell’urgenza di emanare interventi urgenti ed efficaci rispetto al sovraffollamento, al numero allarmante dei suicidi questo decreto si riconferma una scatola vuota per i detenuti e inutile per fronteggiare l’emergenza carceraria”. Così il portavoce della Conferenza nazionale dei Garanti territoriali delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà, il Garante campano Samuele Ciambriello, subito dopo l’ok del Senato con voto di fiducia al decreto carceri.
di Cosimo Rossi
Il Giorno, 3 agosto 2024
Rivolte in tutta Italia, incendio nell’istituto minorile di Torino. La storia di don Mauro: accolgo ai domiciliari chi non ha casa o famiglia. “Non è degno di una persona lasciare il carcere col sacco della spazzatura”. Proseguono inarrestabili le rivolte nelle carceri italiane. Mentre nella casa di reclusione San Michele di Alessandria continuano i disordini a causa di una presunta telefonata non autorizzata, a Torino altre due strutture penitenziarie sono insorte contemporaneamente. Durante la notte di giovedì, infatti, nell’istituto penale minorile Ferrante Aporti, una cinquantina di detenuti armati di bastoni ha appiccato il fuoco per poi prendere il controllo dell’edificio nel quale da settimane sono costretti a dormire per terra a causa del sovraffollamento. Attualmente, il bilancio è di 10 agenti feriti e 12 detenuti intossicati. Nelle stesse ore, un detenuto della casa circondariale Lorusso e Cutugno ha puntato un coltello alla gola di un poliziotto, dando vita a una serie di disordini interni e provocando due feriti e quattro intossicati.
di Goffredo Buccini
Corriere della Sera, 3 agosto 2024
L’argomento è diventato nel tempo oggetto di una divisione faziosa fino al parossismo, è in gioco la dignità di ciascuno di noi. Quando una conversazione privata fatta davanti a un bicchiere di vino viene trasmessa pubblicamente alla radio, vuol dire che il mondo si è trasformato in un campo di concentramento: così scriveva Milan Kundera che, nella Praga del secolo scorso, ebbe modo di assaggiare con abbondanza l’intromissione di uno Stato totalitario nella vita dei cittadini. E talvolta il Leviatano ci appare proprio lì, dietro l’angolo, a scrutarci occhiuto, pronto a trasformarci in sudditi, in cambio d’una garanzia per la nostra sicurezza messa a repentaglio dalla ferinità dell’umana natura. Di certo l’inesauribile ricerca d’un equilibrio tra sacrosanta tutela della sfera più intima e necessario controllo sociale trova nelle comunicazioni uno dei punti più dolenti. Oggi più di prima, perché oggi più che mai viviamo immersi in una bolla interattiva e totalizzante dove le parole degli altri e le nostre diventano quasi inseparabili.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 3 agosto 2024
Intervista a Giuseppe Sartori, professore ordinario di Neuroscienze Forensi all’Università di Padova e direttore del Master in Neuropsicologia Forense e Criminologia Clinica. Il Ministro Nordio annuncia una ampia riforma delle intercettazioni. Queste ultime sono finite anche al centro dei tanti dibattiti sollevati sul caso Toti, a partire da presunte trascrizioni errate. Proprio di quest’ultimo aspetto parliamo con Giuseppe Sartori, professore ordinario di Neuroscienze Forensi all’Università di Padova e direttore del Master in Neuropsicologia Forense e Criminologia Clinica. Si occupa come perito e consulente di imputabilità, di testimonianza e di intercettazioni.
di Salvo Palazzolo
La Repubblica, 3 agosto 2024
Poco dopo le 13, si è sparato un colpo di pistola mentre era di sentinella sul muro di cinta del carcere Ucciardone. Non c’è stato nulla da fare per un poliziotto penitenziario, i colleghi l’hanno subito soccorso, ma le condizioni apparivano già gravissime. “Siamo di fronte a un ennesimo fatto gravissimo che colpisce un appartenente al corpo della polizia penitenziaria”, dice Dario Quattrocchi, segretario nazionale del sindacato Osapp.
- Torino. Rivolte in carcere, unica regia
- Torino. La rivolta nel carcere Lorusso e Cutugno un diversivo per favorire la fuga dal minorile
- Torino. La denuncia dei Garanti Mellano e Gallo: “Celle strapiene e caldo, una miscela esplosiva”
- Brescia. La Garante nazionale dei detenuti a Canton Mombello: “Questo carcere va chiuso”
- Pavia. L’ex sindaco in visita al carcere: “A Torre del Gallo una situazione grave”











