di Simona Lorenzetti
Corriere di Torino, 3 agosto 2024
Tre inchieste sulla sommossa al Ferrante Aporti e i disordini al Lorusso e Cutugno. Saranno tre le inchieste che dovranno far luce sui disordini avvenuti nella notte tra giovedì e venerdì nel carcere minorile Ferrante Aporti e al Lorusso e Cutugno. Nelle prossime ore sulle scrivanie dei magistrati arriveranno le prime relazioni di servizio degli agenti della polizia penitenziaria che al calar della sera si sono trovati ad affrontare la rabbia dei detenuti e la conseguente devastazione di alcune aree degli istituti. Una rivolta, quella al Ferrante Aporti, non certo improvvisata. L’impressione degli inquirenti, infatti, è che la sommossa sia stata ordinata e pianificata, forse con l’intento di orchestrare un’evasione di massa (che è stata sventata). Non solo: il fatto che i disordini si siano verificati in entrambi i penitenziari, e persino nella stessa fascia oraria, fa nascere il sospetto che ci possa essere un filo conduttore e che in qualche modo gli eventi possano essere collegati. In sostanza, che ci fosse un piano comune. Ipotesi che andranno verificate e approfondite nelle prossime settimane. Così come le singole responsabilità dei detenuti che hanno partecipato alla sommossa. E tra i reati che saranno ipotizzati ci sono incendio, violenza e minacce a pubblico ufficiale, resistenza, danneggiamento e lesioni. Insomma, un lungo elenco di capi d’accusa che andrà ad arricchire i curriculum personali dei ragazzini e dei giovani adulti che occupano le celle di corso Unione Sovietica.
di Elisa Sola e Caterina Stamin
La Stampa, 3 agosto 2024
Una strategia organizzata da giorni. Pensata nelle celle. Spiegata durante le ore d’aria nei cortili. E comunicata da un carcere all’altro grazie ai cellulari. Oggetti proibiti nelle galere. Eppure usati e nascosti nelle crepe dei bagni. Al telefono ci si può dire di tutto. Anche a che ora iniziare a mettere a ferro e fuoco le due carceri della quarta città d’Italia. È stata una doppia rivolta a catena quella che ha devastato l’istituto penitenziario minorile Ferrante Aporti e il Lorusso e Cutugno di Torino. Una sommossa a più atti. Studiata per attirare i poliziotti nel primo carcere. Sfiancarli. E poi disperderli, attirandoli nel secondo istituto penitenziario dove è stato inscenato il tumulto finale.
di Massimo Massenzio
Corriere Torino, 3 agosto 2024
“L’estate, il sovraffollamento, la fine della scuola e la diminuzione delle attività ricreative. Il malessere che questi ragazzi si portano dietro è esploso all’improvviso ed è successo qualcosa che al Ferrante Aporti non si era mai visto”. Così il garante regionale dei detenuti Bruno Mellano. “L’estate, il sovraffollamento, la fine della scuola e la diminuzione delle attività ricreative. Il malessere che questi ragazzi si portano dietro è esploso all’improvviso ed è successo qualcosa che al Ferrante Aporti non si era mai visto”. Il garante regionale dei detenuti Bruno Mellano riassume così le cause che hanno portato alla rivolta avvenuta fra le mura del carcere minorile di via Berruti e Ferrero.
di Mara Rodella
Corriere della Sera, 3 agosto 2024
Una descrizione “straziante”: “Condizioni angosciose agli occhi di chiunque abbia sensibilità e coscienza. Indecorose per un Paese civile, quale deve essere l’Italia”. Con queste parole, una decina di giorni fa, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha commentato la lettera ricevuta dai detenuti bresciani. “E siamo qui perché era doveroso darvi seguito”. In visita a Canton Mombello, venerdì 2 agosto, c’era l’avvocato Irma Conti, membro del collegio che costituisce il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà. “Abbiamo constatato quella che effettivamente è una struttura difficile, antica. Davvero fatiscente. Sono entrata in una cella dove ci sono quindici persone e un bagno, nel quale si cucina. E addirittura una filiera di bottiglie per portare l’acqua calda al lavabo”. Le criticità maggiori, dice, “sono certamente strutturali”.
di Manuela Marziani
Il Giorno, 3 agosto 2024
Il deputato di Forza Italia Alessandro Cattaneo tra i detenuti dopo i tre suicidi. Poi le riflessioni: rieducazione anche all’esterno e possibilità di studiare. Tre suicidi dall’inizio dell’anno, sovraffollamento e una struttura con diversi problemi. Ieri il deputato azzurro ed ex sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo ha visitato il carcere di Torre del Gallo. La visita rientrava nel percorso “Estate in carcere”, un’iniziativa di “comune sentire operativo” che Forza Italia promuove con il Partito Radicale. “Sono quasi 700 i detenuti - ha detto Cattaneo all’uscita - a fronte di una capienza massima di 515. Gli operatori fanno tutto il possibile per rendere vivibile il contesto, ma la situazione è grave e noi abbiamo fatto proposte di legge per alleggerire il carico delle carceri. Forza Italia auspica un incremento, laddove possibile, dei percorsi di recupero dei detenuti fuori dal carcere attraverso convenzioni con associazioni di volontariato e professionali”.
di Sara Bessi
La Nazione, 3 agosto 2024
La deputata di Forza Italia protagonista dell’iniziativa organizzata con i Radicali. “Riferirò richieste e criticità al viceministro Sisto. Possiamo lavorare su stanziamenti e personale. Migliorare si può”. “Chiederò al governo un’attenzione maggiore per il carcere di Prato fermo restando che, per le risorse attualmente stanziate, la situazione non è affatto emergenziale. Per fortuna, ho constato, che i detenuti possono fare sport, studiare, guardare la tv e in parte, ovvero circa 100 a rotazione, possono lavorare all’interno. La situazione che ho trovato è migliore di quella raccontata, anche se permangono difficoltà come la carenza di polizia penitenziaria e la mancanza di impegni per i reclusi che stanno scontando la loro pena”.
di Egle Priolo
Il Messaggero, 3 agosto 2024
Nel carcere di Perugia un detenuto su due ha problemi di dipendenza, a cui si aggiunge chi ha patologie psichiche. Un dato inquietante che emerge dalla statistica fornita dalla procura generale diretta da Sergio Sottani, utile prima di tutto per ragionare in termini concreti sul protocollo appena firmato tra uffici giudicanti e requirenti del distretto, Regione, Asl 1 e 2, Aziende ospedaliere di Perugia e Terni. Ma anche per chiarire con i numeri la situazione drammatica all’interno di Capanne, definita dalla sindaca Vittoria Ferdinandi “l’inferno dei viventi”, dopo il sopralluogo con il garante dei detenuti Giuseppe Caforio.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 3 agosto 2024
Il disagio psichiatrico e la tossicodipendenza affliggono la popolazione carceraria. Un problema che la Procura generale di Perugia, la Corte di Appello del capoluogo umbro e le autorità sanitarie hanno affrontato in un protocollo sottoscritto a fine luglio. Lo spirito dell’accordo è quello di creare maggiore “consapevolezza della necessaria centralità che assume la concreta offerta trattamentale e rieducativa proposta dai servizi di salute mentale rispetto ad ogni decisione che intenda assumere l’autorità giudiziaria circa gli autori di reato, con problematiche di salute mentale, potenzialmente destinatari di misure cautelari o di misure di sicurezza”.
agensir.it, 3 agosto 2024
Ha preso il via il progetto “Ferite di oggi”, nelle case di reclusione milanesi di Bollate e Opera, che si propone di attualizzare l’episodio delle stimmate di san Francesco, riconoscendo le molte “ferite” della nostra società: solitudine, povertà, violenza e stigma sociale.
di Michele Sciancalepore
Avvenire, 3 agosto 2024
Nella Casa di reclusione di Volterra la compagnia della Fortezza mette in scena “Atlantis-Capitolo 2”. Il regista: “L’uomo deve aspirare a realizzare i suoi ideali anche dove il sogno è bandito”. Da “architetto dell’impossibile” a “re dell’utopia”. Trentacinque anni fa, quando si mise volontariamente dietro alle spalle i cancelli dell’allora carcere di massima sicurezza di Volterra, in provincia di Pisa, per portare col teatro il cielo nelle celle, il sogno impalpabile nell’incubo materico, seguendo il consiglio scritto nei versi di Margherita Guidacci, non obbedì a chi gli diceva di rinunciare all’impossibile e, sposando appieno l’invito e lo sprone della poetessa fiorentina, inseguì il vento con un secchio e col passare degli anni alla fine lo ha catturato.
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