di Alessandro Tarantino
Gazzetta del Sud, 2 agosto 2024
La relazione (allarmante) del Garante regionale per le persone detenute. Muglia: da inizio anno si sono registrati 5.306 “eventi critici”. Il Garante regionale per i diritti delle persone detenute e delle persone private della libertà, Luca Muglia, ha presentato, ieri, la sua relazione sui primi sei mesi del 2024. L’analisi include una panoramica dettagliata degli eventi critici registrati, dello stato in cui versano le strutture penitenziarie e delle attività e condizioni dei detenuti all’interno di tali istituti. A preoccupare il Garante sono, innanzitutto, i dati sui suicidi nelle carceri calabresi: se il 2023 si era chiuso, infatti, con un totale di 4 casi accertati, nei primi sei mesi del 2024 sono già 3 i decessi avvenuti per suicidio, l’ultimo circa un mese fa nel carcere di Paola.
di Serenella Bettin
Il Foglio, 2 agosto 2024
“Il carcere è un contenitore di vite umane che si riempie e si svuota. Ma oggi è diventato difficile svuotare. Mancano comunità, trovarle è impossibile. Manca il territorio che accolga questi ragazzi. Manca una magistratura attenta e sensibile. Pochissimi casi di permesso premio a casa. E nessuna detenzione domiciliare”, dice Girolamo Monaco. La sofferenza si consuma qui dentro, fra queste mura. Trasudano ansia disperazione angoscia, emanano sudore e puzza, vomitano speranze e sogni. Quelli brutti, come è scritto a matita sulle pareti di questa cella del carcere minorile di Treviso. “Faccio sogni brutti”, ha inciso un ragazzo. La sofferenza è tutta compressa qui dentro, in questo tempo sospeso, in questa cesura della vita, dove però non si respira. “Io la sento tutti i giorni la puzza di sporcizia qui”, ci dice Girolamo Monaco, il direttore di questo istituto, mentre ci accompagna in questa gabbia dove il sole entra sempre di sbieco.
di Massimo Massenzio
Corriere della Sera, 2 agosto 2024
Nella notte tra l’1 e il 2 agosto al Ferrante Aporti è stato appiccato un incendio, devastata la sala controllo telecamere, e alcuni uffici sono stati distrutti compreso quello del comandante della polizia penitenziaria. Rivolte, incendi e tentativi di evasione. Quella fra l’1 e il 2 agosto è stata una notte di passione per le carceri torinesi. Nel penitenziario minorile Ferrante Aporti circa 50 detenuti (praticamente l’intera popolazione carceraria) ha cercato di prendere il controllo dell’istituto.
di Filippo Femia e Caterina Stamin
La Stampa, 2 agosto 2024
Protesta di una sessantina di detenuti, incendiati celle e corridoi. Gli agenti: “Attenzione, hanno una nostra radio, sentono tutto”. Una nottata infinita al Ferrante Aporti. A mezzanotte inoltrata non si placano i disordini dentro il carcere minorile di Torino. Si sentono urla, lampeggiano le volanti, la strada è ancora bloccata. Chi si avvicina alla zona viene invitato ad allontanarsi “per motivi di sicurezza”. All’interno del carcere sono in corso le perquisizioni dei detenuti che hanno partecipato alla protesta esplosa dopo le 20. Venti agenti di polizia penitenziaria li sorvegliano a vista e li riportano man mano nelle celle. Nelle poche che non sono andate distrutte. Arriva anche la Scientifica.
di Alessia Marani
Il Messaggero, 2 agosto 2024
Claudia Clementi: “Troppi reclusi, pochi agenti. Anche il caldo è un problema. La struttura non è condizionata, abbiamo chiesto i ventilatori”. Roma, Trieste, Torino, Velletri, Rieti: sono solo alcuni degli istituti di pena italiani in cui da settimane soffia il vento della rivolta. A Regina Coeli il 27 giugno ottanta reclusi della quarta sezione hanno appiccato incendi e allagato i corridoi, le scene riprese dagli stessi detenuti con i telefonini (che in carcere non dovrebbero esserci) sono finite addirittura su TikTok. Non sono stati gli unici episodi. Claudia Clementi da più di due anni è la direttrice del carcere romano, edificio che insiste nel cuore della città, all’interno del rione Trastevere.
di Katiuscia Guarino
Il Mattino, 2 agosto 2024
Poca acqua e scabbia, carceri irpine in ginocchio. La situazione è sempre più drammatica negli istituti penitenziari della provincia. Sovraffollamento, diffusione di malattie infettive e carenza di cure sanitarie. Aumentano gli atti di autolesionismo. Non solo. Bisogna fare i conti anche l’emergenza idrica che impone il razionamento dell’acqua e la mancanza di personale penitenziario che è diventata cronica. Il quadro è dunque preoccupante. A denunciarlo è il garante provinciale per i diritti dei detenuti, Carlo Mele insieme all’avvocato Giovanna Perna, componente dell’Osservatorio Carcere Unione Camere Penali italiane nel corso di una conferenza stampa. Mele e Perna fanno appello al Dap (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria) e al Governo per “intervenire subito con provvedimenti urgenti e immediati”.
di Marco Monetta
orticalab.it, 2 agosto 2024
Sovraffollamento, allerta sanitaria e psicologica, mancanza di personale e continui atti di violenza. È a tinte fosche la fotografia delle carceri in Irpinia. Da inizio anno in Italia ben 60 suicidi. Il Garante provinciale Mele: ““Chi segue misure alternative, non torna in carcere. Chi vive solo il carcere, è condannato a tornarci al 95%”. Sovraffollamento, allerta sanitaria e psicologica, mancanza di personale e continui atti di violenza. È a tinte fosche la fotografia delle carceri in Irpinia, nel solco di un trend nazionale che mette a referto ben 60 suicidi da inizio anno. Un quadro, quello irpino, aggravato anche dall’emergenza idrica, con forniture razionate dentro e fuori gli istituti penitenziari.
ansa.it, 2 agosto 2024
Entra nel vivo la seconda tranche dell’inchiesta sulle violenze commesse dai poliziotti penitenziari ai danni dei detenuti nel carcere di Santa Maria Capua Vetere il 6 aprile 2020, in pieno lockdown per il Covid: la Procura di Santa Maria Capua Vetere - che in questi mesi ha lavorato sotto traccia - ha chiesto misure cautelari per altri 29 agenti (15 in servizio a Secondigliano, 13 al carcere di Santa Maria Capua Vetere e uno ad Avellino) ritenuti coinvolti nella vicenda. Gli inquirenti hanno chiesto delle misure cautelari (tra arresti domiciliari e divieti di dimora) tutte però rigettate dal gip Alessia Stadio. Decisione contro la quale gli inquirenti hanno fatto ricorso al tribunale del Riesame di Napoli.
primabergamo.it, 2 agosto 2024
La polizia penitenziaria aveva scoperto le missive lo scorso 19 luglio. Ma il religioso le aveva solo affrancate, aggiungendo il codice postale. Il cappellano del carcere di Bergamo, don Luciano Tengattini, di Paratico, è stato riammesso tra i detenuti dopo il periodo di stop deciso da un provvedimento della struttura, arrivato in seguito alla scoperta di alcune lettere che erano state portate all’esterno. L’ispettore generale dei cappellani italiani, don Raffaele Grimaldi, ha spiegato che non era arrivata nemmeno una vera e propria sospensione e tutto è stato chiarito, derubricando la vicenda a una semplice leggerezza.
Ristretti Orizzonti, 2 agosto 2024
Padre Vittorio Trani, presbitero francescano conventuale, è cappellano penitenziario dal 1972, e dal 1978 svolge questa funzione nella casa circondariale di Regina Coeli a Roma. Sempre a Roma è stato viceparroco nella parrocchia del Sacro Cuore, poi parroco nel quartiere di Torre Spaccata, poi ancora segretario e ministro provinciale dei Francescani. È redattore della rivista missionaria dell’Ordine. È strenuo animatore dell’associazione VO.RE.CO., ODV fondata nel 1978 con sede a Roma, di fronte al portone di Regina Coeli, che svolge sostegno morale e materiale a persone in difficoltà o senza fissa dimora, molte delle quali detenuti dimessi.
- Edoardo Albinati: “Il mondo chiuso chiamato carcere”
- Cannabis light, c’è lo stop dal governo
- Cannabis light equiparata alle droghe: “A rischio 11 mila posti di lavoro”
- Medio Oriente. Interrompere la guerra perenne: per Israele è l’ora della svolta
- Garanti dei detenuti: non credete a Nordio, il decreto “carcere sicuro” è inutile e pericoloso











