di Giuseppe Baldessarro
La Repubblica, 1 agosto 2024
“Portatela fuori o sarà la prossima vittima del sistema carcerario”. La lettera dalla Dozza di Bologna al Garante, per chiedere un intervento urgente. Il problema è che lei è senza domicilio e residenza e bisogna trovare una struttura adeguata. Da quando è tornata dall’ospedale non si alza più in piedi. A 70 anni, passa le sue giornate a letto. Accudita da un’altra detenuta che l’aiuta in tutto, persino a mangiare. Un sollievo, certo. Come lo è anche il piccolo ventilatore montato dall’amministrazione penitenziaria nella sua cella. Della condizione dell’anziana, reclusa della sezione femminile della Dozza, si sta occupando il garante per i detenuti del comune, Antonio Ianniello, sollecitato dalle stesse compagne di sezione della donna. Nei giorni scorsi ha infatti ricevuto una lettera con la quale gli è stato chiesto un intervento urgente, specificando “che la signora in queste condizioni sarà l’ennesima vittima di questo sistema carcerario”.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 1 agosto 2024
L’appello della rettrice: “Il ministro intervenga”. Ieri mattina è stato osservato un minuto di silenzio all’Università di Firenze per sensibilizzare sulla drammatica situazione che stanno affrontando gli istituti penitenziari italiani e anche quelli toscani, alla luce dei due recenti suicidi che si sono verificati prima a Sollicciano e poi a La Dogaia di Prato. Il momento di raccoglimento si è tenuto intorno alle 9.30 nell’atrio dell’aula magna del Rettorato, in piazza San Marco. Era presente la rettrice dell’Università, Alessandra Petrucci, insieme al prorettore vicario, Giovanni Tarli Barbieri, e alla delegata alla inclusione e diversità, Maria Paola Monaco, oltre al personale del rettorato. Presente, tra gli altri, anche Carmelo Cantone, ex vicecapo Dipartimento amministrazione penitenziaria, già provveditore regionale.
di Anna Rosso
Messaggero Veneto, 1 agosto 2024
Sono intervenuti nella notte carabinieri e polizia: una parte dell’area della struttura in via Spalato è stata evacuata per la presenza di fumo. Più pattuglie di carabinieri e polizia sono intervenute, nella serata di mercoledì 31 luglio, all’esterno del carcere di via Spalato, a Udine. Più pattuglie di carabinieri e polizia sono intervenute, nella serata di mercoledì 31 luglio, all’esterno del carcere di via Spalato, a Udine, dove - stando alle prime informazioni - alcuni detenuti, secondo le testimonianze delle persone presenti sul posto, avrebbero avviato una sorta di protesta, urlando e battendo sulle sbarre. Ad un certo punto, nella zona delle celle, si è sviluppato del fumo e, a titolo precauzionale, l’area in questione è stata evacuata: i detenuti sono stati temporaneamente trasferiti nel cortile esterno del carcere stesso. In via Spalato c’erano anche un’ambulanza e l’automedica.
Corriere della Calabria, 1 agosto 2024
Capienza al limite, poco personale e problemi che riflettono quelli degli istituti di tutta Italia. I Radicali: “Tenere alta l’attenzione”. Vivere in pochi metri quadrati con un caldo asfissiante e una crisi idrica: è la drammatica condizione dei detenuti nel carcere di Vibo Valentia, dove pochi giorni fa una protesta è degenerata in aggressioni al personale e danni alla struttura. Una “polveriera” sociale che rischia di implodere con carenze strutturali, poco personale e diritti dei detenuti a rischio: l’emergenza carceri, diffusa in tutta Italia, è anche più evidente nel Sud, dove alle problematiche “interne” si aggiungono quelle di un contesto “esterno” in difficoltà. È il caso, ad esempio, dell’ordinanza di non potabilità dell’acqua emanata qualche giorno fa dal sindaco di Vibo Enzo Romeo che, unita al caldo asfissiante estivo, ha portato i detenuti a due giorni di proteste culminati in un principio di fuoco appiccato in una stanza. Situazione su cui accendono i fari anche i sindacati della polizia penitenziaria: poco personale a gestire la “polveriera” e a rischiare la propria incolumità. Un allarme lanciato anche dall’altra parte, da chi difende i diritti di detenuti “costretti” a vivere in condizioni difficili.
di Beatrice Branca
Corriere del Veneto, 1 agosto 2024
“La pubblicazione delle intercettazioni del primo colloquio fra Filippo Turetta e i suoi genitori è apparsa come un’azione violenta e irrispettosa di una relazione, genitore-figlio, assolutamente intima e che dovrebbe restare privata”. Si è espresso così Carlo Vinco, il garante dei detenuti della Casa Circondariale di Montorio (Verona), dove si trova Filippo Turetta, accusato di aver ucciso l’ex fidanzata Giulia Cecchettin l’11 novembre 2023. L’intercettazione risale al 3 dicembre 2023 ed è stata resa pubblica la scorsa settimana dal settimanale Giallo, scatenando la gogna mediatica nei confronti di Nicola Turetta, padre di Filippo, per aver minimizzato il femminicidio compiuto dal figlio, definendolo “un momento di debolezza”.
di Annalisa Maggi
Il Messaggero, 1 agosto 2024
Il vice premier Antonio Tajani in visita al supercarcere di Paliano. Ieri mattina, alle 10, il portone della Casa di Reclusione di Paliano si è aperto per accogliere il segretario nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani. Parte dalla Ciociaria, infatti, e precisamente dall’ala della cinquecentesca Rocca dei Colonna adibita a Casa di Reclusione l’iniziativa “Estate in carcere”. Si tratta di una serie di visite negli istituti di pena in tutta Italia programmate da parte di parlamentari, eurodeputati, consiglieri regionali, amministratori e militanti azzurri, per verificare le condizioni dei detenuti e confrontarsi con dirigenti, operatori, agenti di polizia penitenziaria e magistrati di sorveglianza.
di Antonio Maria Mira
Avvenire, 1 agosto 2024
Al lavoro sui campi, fianco a fianco, detenuti e volontari. È l’iniziativa promossa da Libera nel carcere “Novelli” di Carinola, in provincia di Caserta. Non era mai successo. Lavorare sui campi, fianco a fianco, detenuti e volontari. È il campo di lavoro promosso da Libera nel carcere “Novelli” di Carinola nel Casertano. Non era mai successo. È infatti, il primo promosso dall’associazione guidata da don Luigi Ciotti, in un istituto penitenziario. Dal 29 luglio al 3 agosto 16 persone provenienti da tutta l’Italia lavoreranno sui terreni agricoli del carcere e si confronteranno coi detenuti. Un’iniziativa resa possibile grazie all’impegno molto convinto del direttore del carcere, Carlo Brunetti, e della cooperativa sociale “La strada” che hanno già realizzato il progetto “C.R.eA. - Coltivare responsabilità e alternative in agricoltura” per rendere produttivi i terreni dell’istituto penitenziario e attivare un laboratorio di trasformazione dei prodotti agricoli. Il carcere era infatti nato proprio come colonia agricola ma poi nel tempo era stato trasformato in un penitenziario vero e proprio, anche di massima sicurezza, e l’attività sui campi mai pienamente realizzata.
forlitoday.it, 1 agosto 2024
Il nuovo protocollo d’intesa per il sostegno all’inserimento socio-lavorativo di persone in esecuzione penale interna ed esterna, e persone ex detenute, sul territorio di Forlì-Cesena amplia la compagine di firmatari. Il nuovo protocollo d’intesa per il sostegno all’inserimento socio-lavorativo di persone in esecuzione penale interna ed esterna, e persone ex detenute, sul territorio di Forlì-Cesena amplia la compagine di firmatari con l’ingresso di Cia-Conad. Il protocollo conta ad oggi 42 firmatari (tra cui i Comuni di Forlì e Cesena, Unione Valle Savio, Unione Rubicone e mare, Inail, sindacati, imprese e tanti altri). CIA - Commercianti Indipendenti Associati è la cooperativa di dettaglianti che associa gli imprenditori Conad dei territori di Romagna (province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini), Repubblica di San Marino, oltre a Marche (province di Pesaro-Urbino e Ancona), Friuli-Venezia Giulia, Veneto e Lombardia. La rete commerciale è composta da 264 punti vendita a insegne Spazio Conad, Conad Superstore, Conad, Conad City, Conad Spesa Facile e Tuday Conad.
di Chiara Sandrucci
Corriere di Torino, 1 agosto 2024
Maturità dal sapore di riscatto, sono 19 i detenuti del Lorusso e Cutugno che hanno superato la prova. Studiano in cella, senza internet e libri di testo. Non è facile, eppure anche quest’anno è tornata la scuola estiva, a riempire i vuoti della vita in carcere. Finito l’anno scolastico e superata la maturità con nove diplomati, in queste settimane i docenti volontari propongono attività di rinforzo e ripasso a chi frequenta la sezione carceraria dell’istituto superiore Giulio nel carcere Lorusso e Cutugno di Torino. “Siamo una quindicina e ci diamo il cambio tutta l’estate per garantire la nostra presenza tutti i giorni della settimana”, spiega Eleonora Rossotto, docente di italiano di ruolo all’enogastronomico Beccari e volontaria in carcere da quando le è capitato di fare una supplenza tempo fa. “Proponiamo un rinforzo in alcune materie, laboratori di informatica o di un sostegno per la lingua: il periodo estivo è uno dei peggiori in carcere, perché tante attività vengono sospese”.
di Diego Vincenti
Il Giorno, 1 agosto 2024
Al Castello Sforzesco arriva lo spettacolo teatrale nato all’interno del carcere di Opera. La regista Ivana Trettel: “Che emozione creare bellezza in luoghi in cui di bellezza ce n’è molto poca”. “Assolutamente sì. Viviamo un disincanto atroce, in termini sociali, culturali, politici. All’interno di una società deritualizzata che ha perso il senso di comunità, di solidarietà reciproca”.
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