di Massimo Lensi
Il Domani, 31 luglio 2024
In carcere manca tutto. Nell’istituzione totale dedicata a curare chi la legge viola, manca anzitutto il rispetto della legge. Un paradosso repressivo e disciplinare ma fino a un certo punto. Molte attenzioni si concentrano, infatti, sulle condizioni di vita dei reclusi e la fatiscenza degli edifici. Una sorta di fatale Bolero accompagna le modeste attenzioni. Si usano sempre parole adeguate: disumanità, condizioni di vita degradanti. Un altro recluso si è impiccato alla Dogaia, il carcere di Prato. C’era stata una rivolta in quel carcere. Normalmente una rivolta si accende a causa di un suicidio in carcere. Questa volta è accaduto l’opposto. Il giovane detenuto si è tolto la vita alla conclusione dei tafferugli. Un’anomalia. Gli eroi son tutti giovani e belli, ma non in carcere. Addirittura, in questa occasione, è stato modificato lo spazio semantico della parola “rivolta”.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 31 luglio 2024
Il collegio guidato da Felice Maurizio D’Ettore è considerato troppo vicino al Governo. Il suo atteggiamento cozza con il grande attivismo dei Garanti territoriali, che il 7 agosto vedranno Nordio. Verini (Pd): “Concezione burocratica del ruolo”. Le associazioni: “Stanno distruggendo l’istituzione”. Gli agenti: “Nessun rapporto”. “E il Garante nazionale dei detenuti dov’è? Che fa?”. Mentre il dramma dei suicidi in carcere e delle condizioni indecenti dei penitenziari emerge con prepotenza e non incontra risposte adeguate, un interrogativo serpeggia tanto in Parlamento quanto tra addetti ai lavori e associazioni. C’è un certo malcontento, che assume picchi più o meno alti a seconda di chi parla, nei confronti del nuovo collegio del Garante nazionale dei detenuti. A Felice Maurizio D’Ettore - civilista, ex parlamentare, prima berlusconiano, poi totiano, infine meloniano - e ai suoi colleghi Irma Conti e Mario Serio si contesta in alcuni casi l’assenza, in altri un’interpretazione troppo burocratica del ruolo, in altri ancora un’eccessiva accondiscendenza nei confronti dei provvedimenti del governo. Al punto che un tiepidissimo dubbio - scritto in giuridichese spinto - espresso dal Garante sul ddl sicurezza era stato salutato con sorpresa, perché considerato un gesto inusuale.
di Caterina Pozzi*
Il Manifesto, 31 luglio 2024
Il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (Cnca) ha espresso forte preoccupazione per il decreto cosiddetto “svuota-carceri”. Lo abbiamo fatto con un documento, sia per l’impostazione del provvedimento, sia per alcuni punti specifici contenuti nel testo. Il Cnca ha esperienza diretta di cosa significhi accogliere persone in misura alternativa alla detenzione: nell’ultima rilevazione quasi 400 persone erano ospitate a questo titolo nelle comunità terapeutiche residenziali della rete. La strada maestra per affrontare il problema del sovraffollamento in carcere è quella di ridurre gli ingressi nelle strutture detentive e limitarne i tempi. Un risultato che si raggiunge con una decisa azione di depenalizzazione e di ricorso esteso alle misure alternative alla detenzione.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 31 luglio 2024
Il Garante regionale dei diritti delle persone detenute della Calabria, l’avvocato Luca Muglia, ha pubblicato innovative linee guida riguardanti i procedimenti di limitazione della responsabilità genitoriale per le persone ristrette in carcere e il diritto dei figli minori a mantenere un legame affettivo continuativo con il genitore detenuto. Questo documento, frutto di un’ampia consultazione con numerose istituzioni e organizzazioni, mira a bilanciare le esigenze di tutela dei detenuti nell’esercizio delle loro funzioni genitoriali con la necessità di proteggere i diritti dei minori, in particolare il loro diritto alla bigenitorialità. Le linee guida, elaborate sotto forma di Raccomandazioni, sono il risultato di un’estesa collaborazione. Muglia ha coinvolto la magistratura minorile e di sorveglianza, gli Ordini degli Avvocati, l’Ordine regionale degli Assistenti sociali, il Centro Giustizia Minorile, l’Uiepe, l’Amministrazione penitenziaria, le associazioni forensi rappresentative, l’Osservatorio carcere dell’Unione Camere Penali e la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università IE di Madrid. Ha inoltre collaborato con i Garanti calabresi dei diritti delle persone detenute, il portavoce della Conferenza Nazionale dei Garanti territoriali Samuele Ciambriello e il Garante Nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale. Una specifica interazione sui contenuti è stata effettuata con Antonio Marziale, Garante per l’Infanzia e l’adolescenza della Regione Calabria.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 31 luglio 2024
Via libera ieri pomeriggio della commissione Giustizia al Senato al dl Carceri, con il conferimento del mandato per l’aula ai relatori, la presidente della 2a di Palazzo Madama Giulia Bongiorno (Lega) e il senatore Sergio Rastrelli (Fratelli d’Italia). Il dl Carceri è ancora in prima lettura al Senato e va convertito in legge entro il 2 settembre. Oggi arriverà nell’aula di Palazzo Madama ma è probabile che l’Esecutivo ponga la questione di fiducia che verrebbe votata nella giornata di domani. Le opposizioni (Pd, Iv, M5s e Avs), presenti con i soli capigruppo di Commissione, non hanno partecipato al voto in segno di protesta per l’impianto dell’intero provvedimento e si sono riservate di ripresentare la quasi totalità degli emendamenti, respinti in commissione, in sede di discussione in Aula.
di Luciana Cimino
Il Manifesto, 31 luglio 2024
La volontà della maggioranza di chiudere i provvedimenti più discussi prima dello stop estivo ha dato un’accelerazione anche al ddl Sicurezza. Il centro destra vuole concludere l’esame nelle commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera per garantire l’approdo in Aula nella prossima settimana. Il provvedimento, a quanto sembra, conterrà anche la stretta sulla cannabis light proposta dal governo con un emendamento. Ma in discussione c’è anche la proposta della Lega sulla castrazione chimica per gli stupratori e quella che prevede l’introduzione del reato di “integralismo islamico” con il carcere fino a 6 anni. Ci saranno inoltre la norma ribattezzata anti-Ghandi che prevede il carcere fino a un mese per chi blocca una strada o una ferrovia con l’aggravante del reato di resistenza a pubblico ufficiale nel caso in cui la protesta punti a impedire la realizzazione di un’opera pubblica, la norma anti No Ponte e Tav.
di Riccardo De Vito
Il Manifesto, 31 luglio 2024
Mentre la contabilità della morte in carcere arriva a quota 61 e un decreto interviene d’urgenza, senza neppure nominare il sovraffollamento e soltanto per complicare le procedure per la concessione dei famosi giorni di liberazione anticipata, si torna a discutere della proposta di legge Sciascia-Tortora. Di cosa si tratta è presto detto: il nucleo dell’iniziativa prevede che i magistrati ordinari in tirocinio svolgano un periodo non inferiore a quindici giorni di esperienza formativa in carcere, comprensivo di pernottamento in casa circondariale o di reclusione. Solo d’acchito il tema può sembrare eccentrico rispetto all’emergenza. A un’analisi più attenta, al contrario, costringe a porsi una domanda essenziale: conosciamo davvero il carcere? Sappiamo come funziona e come possiamo migliorarlo? Lo sanno i giudici?
di Guido Vitiello
Il Foglio, 31 luglio 2024
È il contenuto della proposta di legge Sciascia-Tortora. Da firmare e rifirmare mille volte, anche se poggia su un fondamento contraddittorio: che il carcere possa in fin dei conti rendere migliore chicchessia. Nei giorni più infami del nostro sistema carcerario, mentre sale il conteggio dei suicidi e Rita Bernardini valuta uno sciopero totale della fame e della sete, mi domando a che punto sia la proposta di legge Sciascia-Tortora, di cui fui a maggio uno dei primi firmatari. Non perché mi illuda che possa essere approvata, beninteso: solo perché mi sembra utile parlarne. La proposta prevede per i magistrati in tirocinio l’obbligo di passare quindici giorni in carcere.
di Rinaldo Frignani
Corriere della Sera, 31 luglio 2024
Gli avvocati a Mattarella: “Autorizzare le uscite”. Il detenuto, di 25 anni, era stato coinvolto nelle recenti proteste. Altre manifestazioni di protesta a Regina Coeli, Rebibbia, Velletri e a Frosinone. Oggi l’incontro fra sindacati della Penitenziaria e vertici del Dap. Rivolta dei detenuti scoppiata in mattinata e proseguita per ore nella Casa Circondariale di Regina Coeli, a Roma. All’origine dei disordini ci sarebbe una perquisizione da parte della Polizia Penitenziaria come racconta fuori dal carcere di Trastevere un detenuto che ha il permesso di uscire per fare pulizie nei dintorni. “Stamattina le guardie hanno fatto una perquisizione e hanno trovato un sacco di roba: droga, grappa, telefonini, ferri di finestre e letti spaccati”, racconta l’uomo. “Quando hanno trovato questa roba qui, (i detenuti ndr) hanno fatto il casino. Stavano aggredendo le nostre guardie che non ce la facevano e ne hanno chiamate altre. Io da fuori ho sentito solo le urla, poi sono entrato per pranzo e ho visto tutto allagato e spaccato”.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 31 luglio 2024
Clamorosa iniziativa dei Radicali che denunciano il ministro Nordio, per “tortura” a Sollicciano. Oggi un minuto di silenzio in Rettorato a Firenze per l’emergenza carceri. “Andrò al comando dei carabinieri per denunciare il ministro della Giustizia Carlo Nordio, affinché siano accertate le sue responsabilità penali per il reato di tortura”. Sono le parole del tesoriere dei Radicali italiani, Filippo Blengino, al termine della visita di ieri pomeriggio al carcere di Sollicciano. “È un carcere che non rispetta lo stato di diritto e la Costituzione - ha detto - È una struttura illegale con un sovraffollamento importante, con scarsa igiene, con detenuti che raccontano di volersi togliere la vita e che presentano gambe divorate dagli insetti”.
- Roma. Emergenza carceri, gli avvocati scrivono a Mattarella: “Liberazione anticipata subito”
- Milano. I detenuti a Opera denunciano pestaggi: “Ci trattano come animali”. La Procura apre un’inchiesta
- Paliano (Fr). Il Ministro Tajani in visita al carcere con il Partito Radicale
- Lodi. “Scarcerato” da un mese perché malato ma resta in cella: non si trova un posto per curarlo
- Prato. “Celle senza docce e temperature roventi. Il periodo è difficile”











