di Lea Melandri
Il Manifesto, 22 novembre 2024
Violenza maschile Cosa ci dicono le uscite disastrose di Valditara e Meloni sulla strada che resta da fare contro stupri e femminicidi e per intervenire sul terreno che li condiziona. Ci voleva l’intervento provocatorio e interessato di Valditara per riportare di nuovo il femminicidio dalla cronaca nera all’onore delle prime pagine dei giornali, un esito sicuramente contrario a quello che si proponeva. L’obiettivo era di sviare l’attenzione dalla cerimonia che si stava svolgendo in una sala del parlamento per presentare la Fondazione Giulia Cecchettin, e quello che il femminicidio della giovane studentessa ha rappresentato grazie alle parole del padre e della sorella: l’uscita della violenza contro le donne dal “privato”, la consapevolezza che si tratta di una questione sociale e politica del massimo rilievo, che come tale interessa tutti gli uomini.
di Maria Corbi e Eleonora Camilli
La Stampa, 22 novembre 2024
Alla vigilia della Giornata del 25 novembre, i partiti si scontrano anche sulla parola “patriarcato”. La leader Pd: “Serve formazione”. La ministra Roccella: “Aumentati i fondi per le case-rifugio”. Un anno fa il femminicidio di Giulia Cecchettin scosse l’Italia e, per un attimo, con la telefonata tra la premier Giorgia Meloni e la segretaria del Pd Elly Schlein sembrò che potessimo essere tutti dalla stessa parte per combattere la violenza sulle donne.
di Felice Cavallaro
Corriere della Sera, 22 novembre 2024
Nelle Marche nasce un’associazione ispirata al nome della protagonista di “C’è ancora domani” in stile don Ciotti. In 100 città italiane l’iniziativa legata a “Liberi di scegliere” voluta dal sacerdote per i ragazzi. Ancora non lo sa Paola Cortellesi: ma Delia, la protagonista del film su come eravamo, sul diritto e sulla gioia della donna di votare, diventa il nome di un’associazione appena nata a Macerata e pronta ad espandersi, si spera, in cento città. Obiettivo dichiarato delle organizzatrici, anzi, degli organizzatori perché sono già coinvolti tanti uomini, è di accendere “nelle scuole, nei posti di lavoro” l’attenzione sulla Costituzione, sui diritti, su una effettiva parità fra uomo e donna. Parità non compiuta, benché lontani da remissività e acquiescenza cucite come una condizione obbligata su Delia che, nell’ultima sequenza di “C’è ancora domani”, sogna il simbolo del riscatto, in fila alle urne per quel voto finalmente possibile, nel 1946.
di Goffredo Buccini
Corriere della Sera, 22 novembre 2024
La vera questione non sono gli sbarchi, ma i rimpatri e una massa di irregolari impossibile da smaltire. Chi dovesse passare una domenica dalle parti della stazione di Napoli potrebbe scoprire, attorno alla quattrocentesca Porta Nolana, un’enclave di illegalità: interi marciapiedi coperti di mercanzia variamente trafugata e riciclata, l’ormai famoso “mercato degli stracci” gestito da un popolo di migranti irregolari, là dove non osano i vigili urbani. A Roma l’oscena tendopoli di viale Pretoriano, addossata alle Mura Aureliane, è stata sgomberata da qualche settimana, dopo infinite proteste dei residenti, dalla polizia municipale.
di Giovanni M. Jacobazzi
Il Dubbio, 22 novembre 2024
“Premesso che le norme le leggiamo bene, nessuno vuole polemizzare con le scelte della politica in tema di immigrazione. Il nostro voleva solo essere un contribuito tecnico”, afferma, in un colloquio con il Dubbio, il presidente della Corte d’appello di Milano Giuseppe Ondei, divenuto ormai il “referente” di tutti i presidenti di Corte in questa quanto mai incandescente materia.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 22 novembre 2024
L’ente gestore smobilita entro il fine settimana. Per ora non sono previsti ricambi. Il ministero dell’Interno insiste: andiamo avanti con il progetto. Piantedosi: “Il modello è stato tracciato. Non faremo passi indietro. Attendiamo a breve la pronuncia della Cassazione sulle nostre impugnazioni”. Gli operatori di Medihospes, l’ente gestore dei centri italiani di Schengjin e Gjader, stanno rientrando dall’Albania: saranno tutti a casa entro il fine settimana. Per loro al momento non sono previsti ricambi, mentre non è ancora chiaro cosa accadrà con i contratti dei lavoratori selezionati ma mai partiti. Del resto, ha denunciato mercoledì altreconomia, anche il contratto tra la prefettura di Roma e Medihospes è ancora “fantasma”, a sei mesi dall’aggiudicazione.
di Sara Tanveer
Il Domani, 22 novembre 2024
Malala Yousafzai, Nobel per la Pace ad appena 17 anni, ha dimostrato che le donne del paese sono politicizzate e attive, mentre nell’opinione comune esistono solo come vittime, mai emancipate, mai soggetti politici. Dalla clandestinità sotto la dittatura alla rivendicazione del proprio corpo, fino alla forte intersezionalità con le lotte per l’emancipazione omosessuale e trans: ma non mancano ostacoli. Nell’immaginario comune le donne pakistane esistono solo come vittime. Sono donne che vengono ammazzate dai mariti, dai genitori, dallo Stato, ma non sono mai emancipate, non sono mai un soggetto politico.
di Patrizio Gonnella*
Il Manifesto, 21 novembre 2024
Se non ci si indigna di fronte a un poliziotto che riempie di urina una cella di un detenuto o lo pesta senza ragione, vuol dire che siamo di fronte a un processo diseducativo di massa che ha investito le nostre coscienze. Violenze fisiche, forme di scherno e umiliazione nei confronti di persone con disturbi psichici, secchiate di acqua e urina lanciate nelle celle anche in piena notte, frasi offensive condite da razzismo. L’inchiesta trapanese ci conferma quanto sia importante, se non decisivo, avere una magistratura indipendente che indaghi sul potere, in tutte le forme nelle quali esso si esprime.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 21 novembre 2024
Le proposte per l’abrogazione e i rapporti stretti del sottosegretario con la penitenziaria. Il Pd: “Nordio riferisca in aula”. “È in attuazione la dottrina Delmastro?”. La domanda la pone in Senato Walter Verini del Pd, mentre invoca la venuta in aula del ministro Nordio per riferire sul caso dell’inchiesta di Trapani sulle torture in carcere. Del resto sono passati pochi giorni da quando il sottosegretario ha parlato della propria “intima gioia” al pensiero che i detenuti non riescano a respirare dietro ai vetri oscurati dei nuovi mezzi della polizia penitenziaria.
di Ilaria Cucchi e Fabio Anselmo
Il Domani, 21 novembre 2024
Siamo addolorati di fronte al ripetersi di queste situazioni inaccettabili e indegne per un Paese che ambisce a esser definito civile e democratico. Anche qui sono le telecamere a inchiodarli. Sono state installate dagli inquirenti nel “reparto blu”, oggi chiuso per carenze igienico sanitarie, dove venivano portati i detenuti in isolamento, con problemi psichiatrici o psicologici: il nostro sottosegretario cosa racconterà?









