vastoweb.com, 21 novembre 2024
In occasione dell’evento “Visionaria”, organizzato dalla Camera di Commercio di Chieti Pescara, i detenuti del carcere di Vasto hanno realizzato delle shopper utilizzando materiali di riciclo. Questa iniziativa, che va ben oltre la mera produzione artigianale, rappresenta un percorso di riscatto e reinserimento sociale per i detenuti coinvolti che hanno svolto queste attività come lavoro di pubblica utilità e in maniera volontaria. Coordinati dalle donne del Centro Antiviolenza Dafne di Vasto, i detenuti hanno lavorato con dedizione e impegno per creare le shopper, ideate dalla stilista Simona De Thomasis e che saranno presentate durante l’evento.
di Filippo Passantino
agensir.it, 21 novembre 2024
Dal progetto all’insegna dell’arte in una periferia romana a una comunità canonica solidale nel Fiorentino, le esperienze di impegno per una nuova vita dei ragazzi dopo l’ipm. L’arcivescovo Gambelli: “Quanto più noi cerchiamo di mettere assieme le forze per far fronte a questa emergenza educativa tanto più noi costruiamo una società che abbia un futuro, una società solida”. L’annuncio è arrivato nei giorni scorsi dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio: “Entro dicembre entreranno in servizio 354 funzionari pedagogici e 450 addetti ai servizi sociali”. Il sottosegretario, Andrea Ostellari, spiega la ‘ratio’ di questa scelta: investire sulle persone che possano sostenere i minori negli ipm. Si tratta di “ruoli fondamentali per cercare di ridare dignità ai ragazzi”. “Il funzionario pedagogico li sostiene in percorsi di recupero - osserva -. Assieme alla polizia penitenziaria devono alimentare la speranza”. Perché “il nostro ordinamento determina di tenerla accesa attraverso strumenti riabilitativi. E noi lo facciamo con la formazione e il lavoro, con le persone che ci accompagnano nel circuito carcerario, assieme al Terzo settore, alle imprese e la Chiesa”. E gli attori di questi tre ambiti si sono ritrovati a dialogare con alcuni esponenti del governo nel confronto sul loro ruolo “a supporto della riabilitazione dei giovani negli istituti minorili”, promosso dall’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede in collaborazione Eni Foundation.
corrieredelconero.it, 21 novembre 2024
Il 18 novembre scorso si è tenuto a Chiaravalle, l’incontro organizzato dal PD Marche con il Tavolo Diritti, Pace e Immigrazione su “La salute in carcere”. Grandissima e significativa è stata la partecipazione all’iniziativa che ha acceso i riflettori sulla condizione delle persone detenute nelle carceri marchigiane. Sono intervenuti esponenti nazionali, regionali e locali del Partito Democratico, esperti e volontari nelle persone di Silvano Schembri della Caritas diocesana e Samuele Animali dell’associazione Antigone, nonché l’avvocato Andrea Nobili, ex Garante dei detenuti per le Marche.
di Roberta Rampini
Il Giorno, 21 novembre 2024
L’artista Nadia Nespoli: “Non un semplice pannello monocromatico ma ore di dialogo, lavoro manuale e profonda riflessione”. Fili rossi per dire stop alla violenza sulle donne. Fili rossi lavorati all’uncinetto da uomini che hanno commesso reati contro le donne. “I fili rossi” è il titolo di un’opera nata dalla collaborazione tra il laboratorio Artemisia dei detenuti del settimo reparto del carcere di Milano-Bollate e l’artista milanese Nadia Nespoli in mostra al Tribunale di sorveglianza di Milano fino al 15 dicembre. Un’opera d’arte tessile che rappresenta un potente messaggio contro la violenza sulle donne e la discriminazione di genere. La scelta del colore rosso non è casuale, ma rappresenta il simbolo universale della lotta contro la violenza di genere. Oltre al messaggio sociale c’è anche un altro aspetto che lo rende particolare: nel processo creativo i detenuti hanno imparato una tecnica tradizionalmente femminile come l’uncinetto.
di Letizia Magnani
Grazia, 21 novembre 2024
Il bambino di 10 anni che ha colpito un coetaneo a Napoli. Le risse della movida a Milano. La guerriglia tra minorenni a Genova. C’è allarme per la diffusione di armi tra i giovani. Grazia ha indagato per capire le cause di una ferocia che esplode per motivi banali. Ferocia. È la parola che meglio descrive la violenza dei più giovani. Come quella del bambino di 10 anni che ha colpito con un coltello alla coscia un tredicenne: gli aveva chiesto il pallone con cui stava giocando con gli amici. È accaduto il 16 novembre a Giugliano, in provincia di Napoli. I dati della Polizia di Stato e le numerose vicende di cronaca dicono una sola cosa: si è abbassata l’età delle vittime di violenza, ma anche di chi commette i reati. Gli uni e gli altri hanno 15, a volte persino 13 o 10 anni, come si è visto. Il procuratore capo del Tribunale per i minorenni di Milano, Luca Villa, ha recentemente parlato di una “generazione con il coltello in mano”. Gli episodi in città nel 2024 in cui si è usata un’arma, quasi sempre, appunto, un coltello, sono stati 80. Moda? Tendenza? Nuova ondata di machismo? A commettere reati sono giovani sempre più piccoli, italiani, oppure minori non accompagnati arrivati da Paesi lontani o di seconda generazione. Ad accumunarli, la povertà e l’aggressività.
di Angelo Scelzo
Avvenire, 21 novembre 2024
C’è la variante degli apparenti “futili motivi” nell’epidemia di violenza e morte che colpisce i giovani e i ragazzi di Napoli. Per l’ultimo, Arcangelo Correra, appena 18 anni, freddato sotto casa, in una piazzetta dei Tribunali, si parla di un “incidente” o di uno scherzo finito male. Ma già altre volte è bastato uno sguardo, un parcheggio conteso per la moto, una scarpa sporcata per ammassare i numeri per la più tragica delle sequenze che la città ricordi. C’è la costante di una pistola o di un coltello sempre a portata di mano a rendere insopportabile questa che si può chiamare emergenza, ma solo per tenere in campo un termine convenzionale e tuttavia largamente abusato.
di Laura Onofri*
Il Fatto Quotidiano, 21 novembre 2024
Quello che ha dichiarato il ministro Valditara alla presentazione della Fondazione dedicata a Giulia Cecchettin alla Camera ha del paradossale, ma non stupisce perché anche sul tema della violenza contro le donne la destra ha una visione assolutamente distorta da quella che è la realtà e la usa strumentalmente per fomentare paure, ignorando volutamente i dati e gli esperti di psicologia sociale che da anni ci indicano quali sono le cause di questo fenomeno.
di Vitalba Azzollini*
Il Domani, 21 novembre 2024
Certe decisioni di alcuni giudici non piacciono alla maggioranza di governo? Basta cambiare i giudici, e il gioco è fatto. Questa è la “ratio” dell’emendamento al decreto Flussi con cui la Lega intende sottrarre alle sezioni dei tribunali specializzate in materia di immigrazione le decisioni sulla convalida del trattenimento dei migranti sottoposti a procedure accelerate di frontiera, quindi anche di quelli portati in Albania. È previsto che la competenza sia spostata alle corti d’Appello, che giudicheranno in composizione monocratica.
di Pier Luigi Portaluri
Il Foglio, 21 novembre 2024
Dai quesiti del tribunale di Roma alla corte europea sui paesi sicuri, fino all’emendamento che sposta le convalide sui flussi migratori alle Corti d’Appello: un nuovo scontro tra giudici e governo ridisegna i confini tra diritto e politica. À la guerre comme à la guerre, senza le solite ipocrisie che di regola ammorbano i conflitti istituzionali, sopra tutto se riguardano governo e magistratura. Nel libro di bordo sono due gli ultimi fatti rilevanti: la nuova “chiamata in campo” della Corte europea di giustizia da parte del Tribunale di Roma e l’emendamento Kelany al decreto flussi che sposta la competenza per la convalida del trattenimento dai tribunali alle corti d’appello territoriali.
di Sabato Angieri
Il Manifesto, 21 novembre 2024
Per fermare l’avanzata delle truppe russe nel Donetsk il Pentagono invierà i pericolosi ordigni proibiti dalla Convenzione di Ottawa. Dopo i missili a lungo raggio, le mine antiuomo. Le ultime settimane della presidenza Biden stanno diventando una miniera d’oro per l’Ucraina che, stando ad alcune indiscrezioni pubblicate dal Washington Post, riceverà a breve una grande fornitura di questi armamenti proibiti dalla Convenzione di Ottawa. “La Russia sta attaccando le linee ucraine nell’est con ondate di truppe, a prescindere dalle perdite - scrive il Wp - Gli ucraini ovviamente subiscono molti danni e sempre più città e insediamenti rischiano di cadere. Queste mine sono fatte appositamente per contrastare tale tendenza”. Gli ufficiali che hanno passato la soffiata al quotidiano statunitense hanno inoltre palesato la “forte preoccupazione per i recenti attacchi russi contro le linee ucraine”.
- Se l’ansia di vittoria cancella ogni divieto
- Così la guerra non finisce mai: le mine antiuomo distruggono l’ecosistema
- Il Governo risponda dei disastri di Delmastro
- Frase choc sui detenuti, Meloni giustifica Delmastro: “Parlava di mafia, vi scandalizza? A me no”
- Ministro Nordio, anche lei gode a veder togliere l’aria ai detenuti?









