Il Sole 24 Ore, 31 luglio 2024
Il Presidente del Coa Nesta: “Intervenga per sensibilizzare le forze politiche su questa intollerabile situazione di illegalità che costringe i detenuti in condizioni disumane di sovraffollamento”. Emergenza carceri, gli Avvocati romani scrivono al Capo dello Stato per lanciare un grido d’allarme e chiedere un suo intervento diretto affinché stimoli la politica ad intervenire di fronte ad una situazione intollerabile, indegna di un paese civile. I 61 detenuti suicidi dall’inizio dell’anno, le migliaia di atti di autolesionismo, le decine di rivolte, il sovraffollamento con 14 mila reclusi in più rispetto alla capienza degli istituti di pena, rimandano la fotografia di una situazione disastrosa che non può più essere ignorata.
Corriere della Sera, 31 luglio 2024
Il fascicolo, al momento senza indagati, dopo alcune segnalazioni. La lettera di un detenuto a un’amica: “Ieri sera hanno picchiato uno in venti con manganelli e asta di ferro”. La Procura di Milano ha aperto un’inchiesta, al momento senza titolo di reato e senza indagati, su presunti pestaggi da parte di agenti della polizia penitenziaria nei confronti di detenuti nel carcere di Opera, denunciati dagli stessi carcerati in una lettera anonima e in una stringata segnalazione. Il Procuratore Marcello Viola ha assegnato il fascicolo alle pm Rosaria Stagnaro e Cecilia Vassena, titolari dell’indagine con al centro torture e maltrattamenti su alcuni minorenni in cella al Beccaria, dopo che il Garante per i diritti dei detenuti, Francesco Maisto, gli ha “girato” la missiva scritta a mano e una denuncia di 10 righe con anche il nome della vittima.
frosinonetoday.it, 31 luglio 2024
Un’estate di mobilitazione e visite negli istituti di pena in tutta Italia da parte di parlamentari, eurodeputati, consiglieri regionali, amministratori e militanti, per verificare le condizioni dei detenuti e confrontarsi con dirigenti, operatori, agenti di Polizia penitenziaria e magistrati di sorveglianza.
di Carlo Catena
Il Cittadino, 31 luglio 2024
Il caso di un 49enne lodigiano con gravi problemi psichiatrici, l’avvocato è pronto a fare ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Il pm e il gip del tribunale di Lodi hanno ordinato a inizio luglio di liberare dal carcere di Cremona e di curare in una comunità ad alta intensità di cure psichiatriche un 49enne che è attualmente indagato per rapina e stalking in famiglia, ma Regione Lombardia, a quasi un mese di distanza dal provvedimento della magistratura, non ha ancora trovato un posto libero in una delle apposite comunità. E l’uomo è costretto a rimanere nell’infermeria del carcere, assieme ad altri detenuti colpiti anche da mali incurabili, che vengono disturbati di suoi stati di agitazione. E, anche a detta dei responsabili sanitari della struttura, non fa che peggiorare dal punto di vita mentale, anche perché è alla sua prima esperienza detentiva.
di Laura Natoli
La Nazione, 31 luglio 2024
L’intervento del sindacalista della Cgil Nolè dopo l’ennesima tragedia “In estate il carcere diventa un forno, mancano le scuole e le prospettive di lavoro. Il sistema è completamente fallito”. “Celle con temperature roventi e senza le docce, nonostante una direttiva del 2000 disponesse di adeguarle. Là dentro le difficoltà sono tantissime, non solo per i detenuti ma anche per il personale che ci lavora”. Donato Nolè, coordinatore nazionale Fp Cgil per la polizia penitenziaria, a lungo in forze alla Dogaia, interviene nel dibattito sollevato dopo l’ultimo episodio tragico avvenuto all’interno della casa circondariale di Prato: un giovane detenuto, 27 anni, di origini sinti, si è tolto la vita sabato sera impiccandosi nella cella con le lenzuola. Era il detenuto numero 60 che, a livello nazionale, si è tolto la vita dall’inizio dell’anno dentro a un carcere. Un triste primato che ieri è stato subito superato dal suicidio numero 61, avvenuto a Rieti.
di Matteo Borgetto
La Stampa, 31 luglio 2024
Due giorni di tensioni, rivolte e danneggiamenti al carcere di Cerialdo, dove nella tarda mattinata di ieri i detenuti della prima e quarta sezione hanno distrutto le telecamere di videosorveglianza ed i vetri dei box degli agenti di polizia penitenziaria, devastato le suppellettili e appiccato anche il fuoco. A denunciarlo i sindacati Osapp, Uilpa e Sappe. La protesta sarebbe legata alla mancata autorizzazione su alcune telefonate. “Si sarebbero sentite anche esplosioni - ha spiegato Gennarino De Fazio, segretario generale dell’Uilpa - forse dovute allo scoppio di bombolette da campeggio utilizzate per preparare pasti e vivande. I rivoltosi hanno vandalizzato gli ambienti comuni”.
di Maddalena Berbenni
Corriere della Sera, 31 luglio 2024
Don Luciano portava all’esterno le lettere dei carcerati: le regole violate “a fin di bene”. “Alla cortese attenzione del direttore di codesto istituto; noi tutti detenuti della casa circondariale chiediamo che don Luciano torni tra noi”. Invece, don Luciano Tengattini è stato revocato dal ruolo di cappellano del carcere intitolato al suo predecessore, quel don Fausto Resmini di cui ha colmato il vuoto dopo la drammatica morte per Covid a marzo 2020. E, allo stato, nessuno sa se si tratti di una decisione definitiva o se ci sia margine per un reinserimento, come chiesto dagli ospiti di via Gleno in una lettera scritta in stampatello, su un foglio a quadretti accompagnato dalle firme di ciascuno, suddivise per sezione e numero di cella. In pochissimi non hanno aderito.
chiamamicitta.it, 31 luglio 2024
Avviato il progetto dell’Associazione che entra nelle carceri per incontrare il disagio e condividerlo insieme a chi lo vive. “Il fuori si costruisce dentro” è un progetto dell’associazione ReteDonna Aps di Rimini, finanziato e sostenuto dal Comune di Rimini nell’ambito dei Piani di zona 2023/2024 - tavolo inclusione, grazie al quale l’associazione ha avuto la grande opportunità di entrare nelle carceri per incontrare il disagio e condividerlo assieme a chi lo vive. Il progetto si realizza grazie ad una rete di collaborazioni costituita da Ufficio U.E.P.E. Di Rimini e ufficio di direzione della casa circondariale Le Casetti di Rimini.
di Alberto Lazzari
radiolombardia.it, 31 luglio 2024
La compagnia Opera Liquida, fondata dalla regista Ivana Trettel, composta da detenuti ed ex detenuti attori del carcere di Opera, domenica 4 agosto alle ore 21,00 porta sul palco del Castello Sforzesco “Extravagare. Rituale di reincanto”, in collaborazione con la Direzione della Casa di Reclusione Milano Opera, nell’ambito di Milano è Viva - Estate al Castello 2024 del Comune di Milano. Lo spettacolo, scritto da Ivana Trettel ed Alex Sanchez, è una storia poetica e intensa che approfondisce la civiltà della Grande Madre, società non belligerante, in perfetta parità tra i generi, dedita alla ricerca di cultura e bellezza, per ribaltare con forza l’idea di un male insito nella natura umana. Un’installazione che prende vita sul palco è il fulcro della drammaturgia scenica: ispirata all’opera “Grande oggetto pneumatico a dimensione variabile” realizzata a Milano nel 1959 a firma del Gruppo T, nasce dalla collaborazione straordinaria della compagnia con l’artista cinetico Giovanni Anceschi, Compasso d’oro alla carriera 2022, tra i fondatori del Gruppo T. Il “Grande oggetto pneumatico”, che traccia le nuove strade da percorrere, è inserito nelle scenografie di Marina Conti e Ivana Trettel realizzate dai detenuti scenografi. Come nelle precedenti produzioni di Opera Liquida, in questo nuovo progetto sono quindi mescolati linguaggi provenienti da discipline diverse. Nella narrazione della preistorica civiltà, lo spettacolo incontra le danze antiche, in particolare Orissi e Kathakali, che contaminano le partiture fisiche degli attori, restituendo una formalizzazione attenta e viva, grazie alla collaborazione con Mario Barzaghi del Teatro dell’Albero. I costumi, firmati dallo stilista di alta moda Salvatore Vignola, sono realizzati dai detenuti costumisti sotto l’attenta guida di Tommaso Massone. L’allestimento tecnico è a cura di Silvia Laureti con Mario Pinelli e i detenuti tecnici audio luci. Il brano finale dello spettacolo, prodotto all’interno del carcere, è di Brian Storm, detenuto producer. In scena Michel Alvarez, Alessandro Arisio, Alessandro Bazzana, Sohaib Bouimadaghen, Carlo Bussetti, Alfonso Carlino, Babacar Casse, Eleonora Cicconi, Vittorio Mantovani, Nicolae Stoleru. La cura del progetto è affidata a Nicoletta Prevost.
di Paolo Fallai
Corriere della Sera, 31 luglio 2024
Una storia antica e un presente drammatico: il sovraffollamento fuori controllo e la piaga dei suicidi. C’è molto da scoprire dietro a questa parola, usata oramai quasi sempre per indicare un detenuto nelle carceri o galere. La semplicità apparente. Recluso è un participio passato del verbo recludere (chiudere). Quindi vuol dire semplicemente “rinchiuso”. Ma come ci fa notare il dizionario di Tullio De Mauro quel verbo recludere attestato in italiano nella prima metà XIV secolo ci arriva dal latino reclūdĕre che vuol dire “chiudere di nuovo”, perché composto del prefisso re- con valore iterativo e claudĕre “chiudere”. Quindi recluso è qualcuno che viene chiuso nuovamente?
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