di Giansandro Merli
Il Manifesto, 31 luglio 2024
Lavori in corso per una nuova struttura a Porto Empedocle. Stavolta sarà competente il tribunale di Palermo invece di quello catanese. Amnesty lancia l’allarme: “A Samos, in Grecia, il futuro della detenzione Ue”. Il governo Meloni ci riprova a Porto Empedocle. È qui che vuole detenere i richiedenti asilo, almeno quelli provenienti dai cosiddetti “paesi sicuri”. Ai quali si possono applicare le procedure accelerate di frontiera: un iter più rapido della domanda di protezione, perché con meno garanzie e diritti, che secondo il decreto Cutro dovrebbe svolgersi dietro le sbarre.
di Concita De Gregorio
La Repubblica, 31 luglio 2024
Seguo ogni giorno dai canali social di Luigi Manconi e dell’associazione A buon diritto l’incredibile vicenda di Maysoon Majidi e Marjan Kamali, due giovani donne iraniane arrivate in Italia nel 2003, in fuga dalla repubblica islamica in quanto attiviste del movimento “Donna vita libertà” esploso dopo la morte di Masha Amini, uccisa per aver indossato male lo hijab. Una, Marjan Kamali, si trova agli arresti domiciliari mentre l’altra, Maysoon Majidi, è reclusa in carcere a Reggio Calabria. Non sta bene, pesa 38 chili. Le è stata di recente rifiutata una visita psicologica.
di Alessia Candito
La Repubblica, 31 luglio 2024
Con buona pace degli annunci del governo di Meloni, che ha giustificato la nuova stretta su accoglienza e soccorsi per contrastare le morti in mare, violenze, violazioni dei diritti umani, intercettazioni, naufragi rimangono cronaca quotidiana. Novecento diciotto morti accertate lungo la rotta del Mediterraneo centrale da gennaio a oggi, 1095 se si calcolano anche le direttrici est e ovest, 5 persone al giorno che muoiono tentando la traversata, 62 bambini che adulti non lo diventeranno mai, più di 38mila naufraghi respinti in Libia o Tunisia, in un nuovo girone infernale di detenzioni arbitrarie, torture a scopo di estorsione, deportazioni nel deserto, stupri. Al largo di lettini e ombrelloni, di aperitivi al tramonto e djset in spiaggia continua a esserci un cimitero.
di Stefania Pagliazzo
La Repubblica, 31 luglio 2024
Mi chiedono spesso, soprattutto colleghi, come faccio a mettere insieme il mio lavoro di psicoterapeuta con il mio attivismo politico. Io rispondo sempre: “Ma come fate voi a non farlo?”. Da più di dieci anni mi occupo di clinica, cura e accoglienza di migranti in transito, più o meno, forzato dalla Sicilia. Utilizzo le parole “transito forzato dalla Sicilia” perché solitamente siamo abituati a pensare che sia la partenza dai Paesi di origine ad essere forzata ma, nella maggior parte dei casi, lo è anche l’approdo. Un numero notevole delle persone ascoltate in questi anni sulle navi di salvataggio, negli hotspot, nei centri di accoglienza, nelle carceri vorrebbero essere solo di “passaggio” dall’Italia e dalla Sicilia ma sono costretti per lunghi periodi a sostare da “noi” sospesi, a causa delle normative vigenti, invece di poter continuare il proprio progetto migratorio liberamente. Se queste persone potessero scegliere di farlo raggiungerebbero volentieri i loro parenti, i loro amici e i loro sogni in altre città europee e, forse, oltre.
di Walter Veltroni
Corriere della Sera, 31 luglio 2024
Le guerre, la violenza diffusa, le stragi dimenticate. I giovani a pagano il prezzo più alto, spesso nell’indifferenza. Il mondo uccide i ragazzini. E spesso i bambini sono uccisi da ragazzini. Due bestemmie, due atrocità delle quali ogni giorno si legge, ma spesso con la stessa fretta distratta e blasfema con la quale ci si intromette, perdendo tempo, nella vita privata di un influencer o di una diva alla moda. Le guerre, in primo luogo, si accaniscono contro i bambini. Contro quelli che giocano a palla, come i dodici ragazzi colpiti nel villaggio druso dalla bomba di Hezbollah, come i quaranta uccisi da Hamas nel kibbutz di Kfar Aza. O come le quindicimila creature palestinesi sterminate dai bombardamenti israeliani su Gaza. Un vero crimine.
di Micol Flammini
Il Foglio, 31 luglio 2024
Detenuti palestinesi abusati in un carcere nel Negev, un’indagine da parte di Tsahal, le proteste degli estremisti per proteggere i soldati arrestati e scagliarsi contro l’inchiesta. A maggio un soldato israeliano aveva mandato delle foto alla Cnn per mostrare come venivano trattati i detenuti a Sde Teiman, una base militare a Beit Lid, nel deserto del Negev, riconvertita a centro di detenzione dopo il 7 ottobre. Il soldato aveva detto che le immagini che vedeva durante la sua giornata, torture, pestaggi e umiliazioni, lo tormentavano. Dopo la Cnn, arrivò il New York Times e Tsahal, l’esercito israeliano, aveva continuato a sostenere la “condotta corretta” dei suoi soldati all’interno di Sde Teiman.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 30 luglio 2024
A Prato si è suicidato un ragazzo, ma dal sottosegretario Ostellari a Travaglio passa l’idea falsata delle carceri con numeri regolamentari rispetto a una realtà scioccante di trattamenti inumani e degradanti. Domenica scorsa, al carcere di Prato si è consumato il sessantesimo suicidio dall’inizio dell’anno. “Solo 27 anni, italiano, alcune condanne definitive con fine pena nel 2032, si è impiccato ieri sera nella sua cella della Casa Circondariale di Prato. Subito soccorso e condotto in ospedale, è spirato poco dopo. Si tratta del 60esimo suicidio di un detenuto nel corso dell’anno, cui vanno aggiunti 6 appartenenti alla Polizia penitenziaria che si sono tolti la vita. Una carneficina mai vista in precedenza”, ha dichiarato Gennarino De Fazio, segretario generale della UilPa Polizia penitenziaria. E tutto ciò avviene mentre il sottosegretario alla Giustizia, con delega ai detenuti, Andrea Ostellari, sostiene che le carceri sono regolamentari e non c’è sovraffollamento. Stessa bufala ripresa da Marco Travaglio, direttore de Il Fatto, che reitera la cosa, visto che ha già scritto negli anni passati che il sovraffollamento è virtuale, sostenendo addirittura che esistono ulteriori posti disponibili. Ma in fondo non è una novità, visto che non ne azzecca una. Dal sistema penitenziario fino ai processi sulle stragi di mafia.
di Luca Sofri
ilpost.it, 30 luglio 2024
Da settimane i detenuti di diversi istituti, dal Piemonte alla Sicilia, protestano per il caldo insopportabile e il sovraffollamento delle celle. Nelle carceri italiane sono recluse molte più persone della loro capienza prevista, e il caldo degli ultimi giorni ha reso ancora meno vivibili le celle. Un po’ ovunque in Italia i detenuti protestano per il trattamento degradante a cui sono sottoposti. Sabato sera nel carcere La Dogaia di Prato, in Toscana, si è suicidato un uomo di 27 anni, il sessantesimo dall’inizio dell’anno. Nella notte tra venerdì e sabato nello stesso carcere una ventina di detenuti del reparto di media sicurezza aveva organizzato una protesta per denunciare le condizioni di detenzione.
di Marina Della Croce
Il Manifesto, 30 luglio 2024
I Garanti territoriali dei detenuti chiedono un incontro a Nordio: “Situazione al collasso”. L’ultima l’hanno salvata domenica sera nel carcere di Genova Pontedecimo. La donna, 31 anni nata in Francia ma con cittadinanza della Bosnia-Erzegovina, aveva già legato la corda ricavata da un lenzuolo alle sbarre della finestra del bagno e se non fosse stato per il pronto intervento degli agenti penitenziari sarebbe stato l’ennesimo suicidio in carcere dall’inizio dell’anno, il 61esimo dopo il giovane di 27 anni che sabato scorso si è tolto la vita alla Dogaia di Prato (il terzo in sette mesi nella casa circondariale toscana). Ora la detenuta è fuori pericolo ed è ricoverata nel reparto psichiatrico dell’ospedale San Martino del capoluogo ligure.
di Gabriella Cerami
La Repubblica, 30 luglio 2024
Il vicepremier in conferenza stampa con Maurizio Turco rilancia il rinnovo del contratto per la polizia penitenziaria. Sulle misure d’emergenza però garantisce “piena sintonia” con il governo. Non un intervento legislativo, ma visite nelle carceri per esaminare la situazione. Nel giorno in cui i suicidi in cella in meno di sette mesi raggiungono il tragico numero di sessanta, il segretario di Forza Italia Antonio Tajani in conferenza stampa con il partito Radicale di Maurizio Turco difende il decreto Carceri in discussione in Senato e rivendica la decisione di non aver più sostenuto la proposta di legge Giachetti che prevedeva uno sconto di pena di 60 giorni ogni sei mesi, al posto di 45, così da alleggerire gli istituti penitenziari sovraffollati.
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