di Valentina Stella
Il Dubbio, 21 novembre 2024
In Commissione alla Camera il niet delle toghe contro la proposta di legge Zanettin: “Pericolosa”. Le obiezioni: limite inferiore a quello massimo di durata delle indagini preliminari. Iniziate ieri in Commissione giustizia della Camera le audizioni in merito alla proposta di legge “Modifiche alla disciplina in materia di durata delle operazioni di intercettazione”. La norma, a prima firma del senatore di Forza Italia Pierantonio Zanettin, è già stata approvata a Palazzo Madama lo scorso 9 ottobre, con i voti della maggioranza e di IV.
di Alessandro Sala
Corriere della Sera, 21 novembre 2024
Brambilla: “Storico”. Via libera alla Camera, il testo passa al Senato. Salgono le sanzioni per tutte le fattispecie di reato. L’uccisione non necessaria di un animale sarà punita con la reclusione da 6 mesi a 3 anni, che possono salire a quattro se questa avviene “con sevizie o prolungandone volutamente le sofferenze”. In altre parole, per la prima volta si apre la possibilità per i responsabili di tali azioni di finire davvero in carcere, considerando che le pene fino a tre anni non comportano una reale detenzione. È una delle principali novità della proposta di legge sul maltrattamento degli animali, che porta la prima firma di Michela Vittoria Brambilla, deputata di Noi Moderati e presidente dell’Intergruppo parlamentare per i diritti degli animali, approvata oggi dall’Aula della Camera con 101 voti a favore e 95 astenuti, oltre a 2 soli contrari.
dire.it, 21 novembre 2024
Suicidio nella notte nel carcere napoletano di Poggioreale. A togliersi la vita un giovane di 28 anni, originario della provincia di Napoli. Quest’ultimo è il quarto suicidio dall’inizio dell’anno nel penitenziario partenopeo, l’11esimo in Campania, l’81esimo in Italia. Con il carcere di Prato quello di Poggioreale è al primo posto per numero di suicidi. “Il sistema penitenziario è sull’orlo del baratro, una strage continua ma la politica tace ed è assente”.
di Emilio Minervini
Il Dubbio, 21 novembre 2024
Il Pd chiede un’informativa urgente a Nordio. Sono scattate all’alba le perquisizioni, disposte dal gip di Trapani Gabriele Paci, a carico di quarantasei persone, accusate per le violenze perpetrate all’interno delle mura della Casa circondariale “Pietro Cerulli”. L’operazione ha portato all’arresto di undici agenti di Polizia penitenziaria, colpiti dalla misura cautelare degli arresti domiciliari, e alla sospensione dal servizio per altri quattordici agenti. L’ordinanza è stata eseguita dal Nucleo investigativo regionale della Polizia penitenziaria di Palermo sotto la coordinazione del Nucleo investigativo centrale.
di Irene Carmina
La Repubblica, 21 novembre 2024
“Ciò che è accaduto nel carcere di Trapani non è un caso: è il risultato di una propaganda al veleno fatta ogni giorno dalle istituzioni, che alimenta un clima di odio nei confronti di chi sta scontando una pena”. Pino Apprendi, garante dei detenuti di Palermo, commenta così la notizia dei 46 agenti di polizia penitenziaria indagati per tortura a danno di un gruppo di detenuti del Cerulli. “Sono sgomento, è ora di invertire la rotta e di smettere di credere alla storiella dei detenuti caduti dalle scale: dietro un braccio rotto o un livido in faccia, quasi sempre, c’è un atto di violenza”.
di Simona Berterame
fanpage.it, 21 novembre 2024
L’autopsia sul corpo del detenuto Domenico Ivan Lauria servirà a chiarire cosa è davvero accaduto il 15 novembre all’interno del carcere di Catanzaro. L’avvocato della famiglia a Fanpage.it: “Il corpo del ragazzo presentava evidenti ematomi e ferite da taglio oltre che parti del corpo sanguinanti”. Quando la mamma di Domenico Ivan Lauria, detenuto morto nel carcere di Catanzaro, ha visto il corpo di suo figlio non poteva credere ai suoi occhi. Poche ore prima (circa alle ore 23 del 15 novembre 2024) aveva ricevuto la telefonata che nessun genitore è mai pronto a ricevere: “Signora Lauria suo figlio si è sentito male ed è deceduto”.
di Luca Ronco
torinotoday.it, 21 novembre 2024
Il processo sui fatti avvenuti il 15 agosto 2022 inizierà a giugno 2025. Non ci sono dubbi che quello di Alessandro Gaffoglio, detenuto nel carcere Lorusso e Cutugno di Torino trovato morto soffocato il 15 agosto 2022 all’interno della sua cella, sia stato un gesto volontario. Secondo la Procura, la responsabile della tragedia sarebbe una psichiatra che opera nel penitenziario. È l’unica indagata per i fatti di 2 anni fa e oggi, mercoledì 20 novembre 2024, è stata rinviata a giudizio. L’accusa è omicidio colposo e il processo che proverà a fare chiarezza sulla vicenda inizierà a giugno 2025.
di Barbara Bianchi
tusciaweb.eu, 21 novembre 2024
Imputato un 22enne. La vedova e i due figli della vittima hanno sporto denuncia nei confronti del carcere. È stato rinviato all’11 dicembre per un legittimo impedimento del giudice il processo con l’abbreviato in programma ieri davanti al gip Savina Poli per il detenuto 22enne di origini bulgare Tsvetkov Krasimir Ilyianov che il 19 dicembre dell’anno scorso ha strangolato il suo compagno di cella a Mammagialla. Vittima Alessandro Salvaggio, un 49enne siciliano, originario di Mazzarino in provincia di Caltanissetta e residente a Barrafranca in provincia di Enna, con precedenti per spaccio, che a Viterbo stava scontando una condanna a due anni per evasione.
L’Unione Sarda, 21 novembre 2024
Irene Testa: “In questo modo non si fanno vivere neanche le bestie figuriamoci gli esseri umani”. Troppo affollamento nel carcere di Uta, e i detenuti restano senza cuscini e coperte. Lo denuncia Irene Testa, garante dei detenuti in Sardegna. “762 detenuti a fronte di una capienza di 560. Intere sezioni con 4 letti in celle da due - spiega - Non ci sono neanche i cuscini sufficienti tanto è l’affollamento della struttura. Gli agenti fanno i salti mortali per recuperare cuscini e coperte. Nella sezione dove si trovano gli isolati, la maggior parte dei quali malati psichiatrici non solo vengono custoditi nelle celle lisce senza arredi con la sola branda ma persino senza coperte sufficienti. Ne hanno una a disposizione ma fa molto freddo. Ora è chiaro che se ancora non possono essere accesi i termosifoni non si può però far morire di freddo chi sconta una pena, non è umano e non è in alcun modo accettabile”.
monzatoday.it, 21 novembre 2024
L’iniziativa della nota catena di ristoranti che vuole puntare sull’inclusività. Fin dal 2014 è stato intrapreso un percorso di crescita puntando sul valore dell’inclusività. Che si riassume oggi con 290 dipendenti, di cui il 52% donne e il 35% stranieri, di 34 diverse nazionalità provenienti dai 5 continenti. Oltre a progetti di inserimento lavorativo a sostegno delle persone richiedenti asilo e di quelle fragili. L’Asc srl, la società che gestisce i McDonald’s di Monza, Concorezzo, Biassono e Vimercate, non ha però intenzione di fermarsi. Nei prossimi giorni, grazie a una collaborazione con l’associazione “Seconda Chance”, nata per favorire l’integrazione lavorativa di detenuti meritevoli e a fine pena, saranno infatti 4 i nuovi inserimenti all’interno dei team dei ristoranti brianzoli. Si tratta appunto di 4 detenuti ammessi al lavoro esterno, che saranno assunti per entrare a far parte dello staff, avendo così la possibilità di riscattarsi.
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