di Sara Sonnessa
torinocronaca.it, 24 novembre 2024
“Sapete cosa non dice nessuno? Che le donne che intraprendono un determinato stile di vita spesso sono vittime. Sono abituate a una cultura di violenza”. All’ingresso del carcere, ben visibile da lontano, una panchina rossa, una distesa di scarpe rosse e un totem con una frase che non lascia indifferenti: “Nessuno sa il silenzio quanto rumore fa”. Sono questi i simboli di una giornata che non vuole essere solo un atto di ricordo, ma un grido di speranza, di denuncia e di cambiamento.
di Mauro Gentile
La Voce e il Tempo, 24 novembre 2024
Opera Barolo: ciclo di incontri sui temi della detenzione. Esistono un “mondo fuori” e un “mondo dentro”. Il primo è quello dove la stragrande parte delle persone trascorre la propria giornata tra lavoro, scuola, momenti di svago e mille altre attività di vita quotidiana. Il secondo, quello “dentro”, è chiuso dietro le sbarre, spesso in edifici di cemento ai margini delle periferie urbane: è quel microcosmo le persone che hanno commesso reati, e per questo sono state giudicate, punite e recluse per mesi o anni. Due mondi, da una parte quello “fuori”, ogni giorno sotto gli occhi di tutti e che in modo più o meno corretto, può essere raccontato.
di Mauro Maffezzoni
cremonaoggi.it, 24 novembre 2024
Nell’ambito del “Festival dei diritti”, è andata in scena la performance “Freed un time. Tempo liberato. Dalla Casa Circondariale di Cremona alla comunità”. Un appuntamento che ha permesso di incontrare e incontrarsi. A partire dal mondo della scuola fino a giungere agli spazi interni alla Casa Circondariale di Cremona, dove alcuni ragazzi hanno parlato mettendosi a nudo, per far sentire la loro voce, per far vedere con i loro occhi e conoscere il mondo a modo loro.
di Antonia Fama
collettiva.it, 24 novembre 2024
In sala il documentario di Gianfranco Pannone, che segue il regista Armando Punzo nel suo lavoro all’interno del carcere di Volterra con i detenuti-attori. A Volterra un altro carcere è possibile. A Volterra, anche dietro le sbarre, puoi intravedere il cielo. Qui è nata, ormai diversi anni fa, la Compagnia della Fortezza, sotto la guida di Armando Punzo. Si trova nell’istituto di detenzione collocato all’interno della Fortezza Medicea, dove il regista allestisce i suoi spettacoli.
di Valeria Costantini
Corriere della Sera, 24 novembre 2024
Da Roma a Milano e Parigi: adesione enorme ai cortei. Lunedì 25 giornata internazionale di denuncia. Lunghi minuti di intenso silenzio e poi l’urlo di liberazione. Parte così, dalla quiete e dalla ribellione, la manifestazione promossa nella Capitale da “Non una di meno”. Nel nome delle 106 donne uccise nel 2024, contro la violenza di genere e contro il patriarcato, con manifestazioni gemelle anche a Milano, Palermo, Udine, Parigi. Nel nome di Giulia Cecchettin,la ventiduenne veneta massacrata un anno fa dal fidanzato Filippo Turetta: un femminicidio che ha scatenato una lunga onda di emozione e rabbia.
di Gennaro Tortorelli
L’Espresso, 24 novembre 2024
Lo invocano i familiari di Giulia Cecchettin, mentre il ministro Valditara squaderna un campionario di segno esattamente contrario agli intenti della Fondazione. A un anno dal femminicidio di Giulia Cecchettin, il preside del liceo Tito Livio di Padova, lo stesso che ha frequentato la ragazza, ha vietato il “minuto di rumore” che gli alunni avevano organizzato in ogni classe. Chiavi, borracce e righelli sbattuti all’unisono contro i banchi in una protesta diventata simbolo della lotta alla violenza di genere. “Per interiorizzare un anno di riflessioni, dibattiti, esternazioni, credo che la nostra strada debba essere il silenzio”, ha scritto in un comunicato il dirigente dell’istituto. La stessa circolare invitava gli studenti ad accendere di sera una candela sui balconi delle loro case.
di Matilda Ferraris
Il Domani, 24 novembre 2024
Se prima era necessario verificare lo stato di alterazione psicofisica del conducente, adesso non lo sarà più: per la revoca della patente sarà sufficiente un test salivare positivo. L’avvocato: “Norma a rischio di costituzionalità”. Ecco come funzioneranno i controlli. Secondo il nuovo codice della strada, approvato mercoledì 20 novembre in Senato, basterà essere positivi a un test per le sostanze stupefacenti per incorrere nella revoca della patente, che si potrà riacquisire dopo tre anni.
di Maurizio Delli Santi
Il Domani, 24 novembre 2024
La Corte penale internazionale va sostenuta, anche per le accuse contro Israele, per fermare le atrocità delle guerre. Il diritto internazionale deve valere per tutti: soprattutto per le democrazie, che riconoscono le Convenzioni di Ginevra. La Corte Penale Internazionale (CPI) era consapevole che non le sarebbero state risparmiate polemiche: l’accusa è di aver messo sullo stesso piano il mandato d’arresto emesso nei confronti di un’organizzazione terroristica responsabile del massacro deliberato del 7 ottobre e quello rivolto ai rappresentanti dello Stato di Israele, che ha reagito all’oltraggio eccedendo nella reazione.
di Alice Dominese
Il Domani, 23 novembre 2024
Una bozza di decreto del ministero della Giustizia prevede figure professionali qualificate a intervenire durante le proteste, per favorire la “de-escalation” evitando l’uso della forza. Non si tratta di nuove reclute per un organico già deficitario, ma di una specializzazione per chi è già in servizio. Sapp: “Non basta”. Antigone: “Avere figure del genere dovrebbe essere l’ordinarietà. La priorità sia il sovraffollamento”. Mentre il livello di tensione negli istituti di pena cresce, il ministero della Giustizia ha presentato una bozza di decreto che propone l’introduzione della figura professionale dei negoziatori per la gestione degli eventi critici in carcere. Il loro ruolo dovrebbe essere quello di favorire la “de-escalation” dei conflitti in modo pacifico. Nella bozza si legge che l’intento è rispondere alla “necessità di adottare una gestione efficace degli eventi critici di natura particolarmente complessa che turbano gravemente l’ordine e la sicurezza degli istituti penitenziari”.
di Sofia Antonelli*
L’Unità, 23 novembre 2024
Il caso dell’istituto siciliano, con 46 indagati e 11 agenti agli arresti, ricalca uno schema già visto, la sistematicità degli abusi racconta la normalizzazione di un “modus operandi”. E le vittime sono spesso i più fragili. “Un girone dantesco”. Così il procuratore Gabriele Paci ha definito il sistema di violenze e abusi messo in piedi all’interno della Casa Circondariale di Trapani. Sistema venuto alla luce grazie ad un’inchiesta avviata nel 2021 che vede oggi indagate 46 persone - di cui 11 agenti penitenziari agli arresti domiciliari - per vari reati tra cui tortura. Al centro dall’inchiesta non vi sono sporadici episodi di violenza, ma una vera e propria modalità di gestione dell’intero reparto che prevede derisioni, umiliazioni, violenze fisiche. Modalità di gestione che costringe le persone detenute a spogliarsi e ad essere colpite da secchiate d’acqua mista a urina. Il teatro di questi orrori era il cosiddetto Reparto blu, la sezione di isolamento dell’Istituto. Secondo la procura, in questa sezione erano spesso collocate persone con disagio psichico, che invece di ricevere maggiori attenzioni erano vittime del sistema di violenza.
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