di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 25 novembre 2024
“Il femminicidio non è solo un omicidio, ma un atto di violenza di genere che ha profonde radici culturali e sociali. Utilizzare il termine corretto ci permette di comprendere meglio la complessità del fenomeno e di adottare misure più efficaci per prevenirlo”. Parte dalle parole Lucia Secchi Tarugi, avvocata e coordinatrice della Commissione pari opportunità del Consiglio nazionale forense. Che quest’anno, insieme alla Fondazione dell’avvocatura italiana e il Dubbio, ha promosso il concorso di cortometraggi “NO aMORE - Oltre il tunnel” per lanciare un messaggio positivo in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
di Luigi Bisignani
Il Tempo, 25 novembre 2024
Il piano B della premier sarebbe quello di trasformare gli hotspot in carceri per i 2.800 mafiosi albanesi reclusi in Italia. Sull’Albania: “Indietro tutta!” ma senza l’orchestra di Renzo Arbore. Stretta tra la magistratura ordinaria e quella contabile, Giorgia Meloni sta esplorando nuove strade, anche quella di trasformare gli hotspot albanesi in carceri per ospitare i detenuti affiliati alla “mafja shqiptare”, la mafia albanese, che in Italia sono circa 2.800. Nicola Gratteri, Procuratore della Repubblica di Napoli, ha avvertito: “La mafia del futuro, non solo in Italia ma anche in Europa, sarà quella albanese”.
di Giovanni M. Jacobazzi
Libero, 25 novembre 2024
La Corte di giustizia dell’Unione europea ha sospeso ogni decisione circa il destino dell’ormai celebre cittadino del Bangladesh a cui la Commissione territoriale di Bologna aveva negato qualche settimana fa la protezione internazionale. Il procedimento, da quanto si è appreso, è sospeso fino alla pronuncia di una sentenza su altre due cause pregiudiziali, pervenute da altri tribunali italiani su analoghe tematiche e che sono state così riunite. Ad aver proposto il rinvio pregiudiziale ai giudici del Lussemburgo nel caso del cittadino del Bangladesh era stata a fine ottobre la sezione immigrazione del Tribunale di Bologna.
di Alessandra Ghisleri
La Stampa, 25 novembre 2024
Oltre il 50% degli intervistati non è d’accordo con i tribunali che hanno sospeso i trasferimenti. Per il 45,5% si tratta di sentenze politiche contro il governo. L’indice di fiducia nei magistrati è al 31,2%. I conflitti tra magistratura e politica in Italia derivano da una tensione che si può definire storica tra i poteri dello Stato: da una parte la magistratura deve essere indipendente, dall’altra la politica ha un ruolo nelle nomine e nelle riforme. Una questione che, oltre a creare tensioni profonde tra il potere giudiziario e quello politico (esecutivo e legislativo), ha generato incertezza tra i cittadini e anche tra le istituzioni stesse, a cominciare dal Quirinale che, spesso, si è trovato coinvolto in pesanti conflitti che riguardavano le prerogative del governo e l’autonomia della magistratura.
di Massimo Cacciari
La Stampa, 25 novembre 2024
Ogni leader deve interpretare la volontà dell’opinione pubblica di porre fine ai massacri. La strada per l’armistizio: Ucraina sovrana e un modello Alto Adige per il Donbass. Il recente voto in Emilia-Romagna e Umbria significa più di un campanellino d’allarme per la caravella del governo Meloni. Secondo un’ottica meno minimalista esso andrebbe letto anzitutto dal precario cantiere del “campo largo” delle opposizioni. Che in regioni di tale consolidata partecipazione alla vita pubblica e di impegno politico si precipiti a un astensionismo superiore al 50%, con un crollo intorno al 20% rispetto alla precedente tornata, dovrebbe indurre tutti a qualche riflessione di lungo periodo. Non può trattarsi soltanto di generica sfiducia nei confronti dell’”offerta” politica. Tantomeno di semplice indifferenza (come potrebbero restare indifferenti lavoratori e pensionati davanti a un costante peggioramento dei loro redditi e della condizione in cui versano sanità, scuola, ecc.?). L’astensionismo rivela ormai un male più profondo.
di Tazio Brusasco
volerelaluna.it, 25 novembre 2024
Il carcere è, per la “società libera” un’isola sconosciuta: per disinteresse, per mancanza di informazioni da parte dei media, perché è una “istituzione totale” per eccellenza, priva di contatti con l’esterno. E poi perché, per i più, i suoi ospiti - i detenuti e le detenute - non meritano alcuna attenzione e anzi, dopo il loro ingresso in carcere, si dovrebbe semplicemente “buttare la chiave”. Neanche l’ormai interminabile sequenza di suicidi e di atti di autolesionismo basta a rompere l’isolamento di una realtà che accoglie e rinchiude, ogni giorno, 62.000 persone, in gran parte senza diritti e senza speranza. Per contribuire a uno sguardo diverso e alla considerazione del carcere come un “pezzo” della società ospitiamo (e lo faremo periodicamente) le noterelle di un insegnante in un istituto penitenziario del Paese, non importa quale. Sono affreschi di vita quotidiana finalizzati a restituire dignità e umanità a una condizione che spesso non ce l’ha. (la redazione).
di Giacomo Salvini
Il Fatto Quotidiano, 24 novembre 2024
Mattarella chiede modifiche su madri detenute in cella e divieto delle sim agli irregolari. Scontro col governo: FdI-Lega vogliono andare dritto. I voti non sono ancora iniziati. Per il momento le commissioni riunite Affari costituzionali e Giustizia del Senato lavorano a rilento. Meglio aspettare. E riflettere. Perché il disegno di legge Sicurezza, già approvato alla Camera in prima lettura il 19 settembre scorso e in discussione a Palazzo Madama, non è più solo oggetto di scontro tra il governo da una parte e le opposizioni, i sindacati e le associazioni dall’altra. Secondo quanto risulta al Fatto da fonti qualificate, infatti, alcune parti del disegno di legge Sicurezza che modifica 30 articoli del codice penale introducendo 20 nuovi reati e colpisce soprattutto chi protesta, non convince il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
di Lorenzo Stasi
Il Domani, 24 novembre 2024
C’è un filo rosso che lega gli ultimi episodi con tanti altri casi di violenze nei confronti dei detenuti per opera di agenti della Polizia penitenziaria. Lo scorso aprile 13 arresti per maltrattamenti nei confronti dei minori reclusi al “Beccaria” di Milano, ma la lista delle “mattanze” è molto più lunga. I segni del pestaggio? “Tanto questo è nero e non si vede niente”. “Al detenuto gli si devono dare legnate”. E poi: “Facciamoli coricare. Poi quando sono sul letto prendiamoli a secchiate”. Non di acqua, ma di “pisciazza mischiata con acqua”. E ancora: “Ammazzalo di bastonate, ‘sto pezzo di merda”.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 24 novembre 2024
Sono scaduti i 90 giorni fissati dal Dap per migliorare le condizioni, ma tutte le criticità restano. Dal procedimento disciplinare del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria emesso a luglio nei confronti della direttrice Antonella Tuoni per il degrado di Sollicciano, non è cambiato nulla. Il Dap aveva dato 90 giorni per ripristinare condizioni accettabili, ma la situazione di difficoltà del carcere fiorentino è rimasta identica. Intanto la direttrice è in malattia, ed è arrivata una reggente part-time. A Prato il Consiglio comunale sul carcere.
di Maria Lardara
La Nazione, 24 novembre 2024
È nato dal Consiglio comunale straordinario. Gli interventi richiesti: allentare la densità detentiva, potenziare gli organi di polizia penitenziaria, migliorare le condizioni dell’immobile. Nascerà anche una “consulta”. Mai così tanti suicidi come nell’ultimo anno: l’ultimo, il quarto, alla fine di ottobre. Sono la punta dell’iceberg: ormai non si contano più i tentati suicidi. Altro che protocollo del rischio suicidario con l’Asl di cui, a quanto si è appreso ieri durante il consiglio comunale straordinario sul carcere, quello di Prato sarebbe stato uno dei primi a dotarsi in Italia. La cruda realtà non è quella dei freddi protocolli e la politica ieri lo ha denunciato a gran voce dai banchi del consiglio trovando la quadra a livello di maggioranza e opposizione.
- Pisa. “Per il carcere è necessario un tavolo permanente di coordinamento e programmazione”
- Milano. L’area industriale nel carcere di Bollate riapre: lavoreranno 25 detenuti
- Milano. “Sto imparando un mestiere: il mio riscatto”
- Rovigo. Ex casa circondariale, ancora un anno di lavori per il recupero: diventerà carcere minorile
- Reggio Calabria. Viaggio nelle carceri, il cappellano: “Qui c’è tanta speranza”









