pisatoday.it, 24 novembre 2024
Le problematiche della Casa circondariale pisana sono state affrontate in Seconda commissione grazie all’iniziativa delle consigliere dem Scognamiglio e Ramalli. “Dieci anni: è questo il tempo che è passato da quando è stata segnalata la prima volta l’esigenza di una pensilina esterna per garantire riparo ai familiari in visita ai detenuti, ancora in attesa di essere realizzata. Un anno e mezzo: il tempo che è stato speso per riattivare la presenza dello psicologo”. La Seconda commissione consiliare permanente riaccende i riflettori sulla casa circondariale Don Bosco, attraverso un argomento firmato dalle consigliere Maria Antonietta Scognamiglio e Daria Ramalli (Pd) che arriva a conclusione di un anno di lavoro fortemente voluto dalle minoranze.
milanotoday.it, 24 novembre 2024
Riapre l’area industriale all’interno del carcere di Bollate. Il sito sarà gestito da Coimec, azienda attiva nel settore della coibentazione industriale di strutture pubbliche e petrolifere, che ha già formato e assunto 12 detenuti. Il progetto fa parte di una collaborazione tra pubblico e privato per permettere ai detenuti di lavorare ed essere formati. L’area industriale era stata aperta nel 2020 e richiusa pochi mesi fa per mettere in sicurezza i macchinari. A questo punto sarà possibile portare a 25 il numero di lavoratori impiegati.
di Roberta Rampini
Il Giorno, 24 novembre 2024
Detenuti a Bollate: il lavoro come strada per il riscatto sociale. Pietro Parisi, 44 anni, racconta come l’opportunità di lavorare in carcere lo stia preparando per il futuro al di fuori delle sbarre. “Nella mia vita non ho mai lavorato e non mi vergogno a dirlo. Qui in carcere invece il lavoro è fondamentale, per quanto mi riguarda è la strada verso il riscatto sociale. Quando uscirò potrò dire che so fare qualcosa e bussare alle porte delle aziende”. È la storia di Pietro Parisi, 44 anni, uno dei detenuti che lavora nell’officina di produzione lamierini di finitura aperta lo scorso agosto da Coimec spa nell’area industriale del carcere di Bollate. Lui, insieme ad altri undici detenuti, prima ha frequentato un corso sulla sicurezza negli ambienti di lavoro e poi un corso di formazione professionale noi sui “banchi di scuola” ma nell’officina del carcere, “nessuno di noi sapeva fare questo lavoro, sono venuti alcuni tecnici dell’azienda e ci hanno insegnato a fare tutto in modo artigianale”, racconta Pietro mostrando con orgoglio a fotografi e telecamere il risultato finale. “Per quanto mi riguarda la cosa straordinaria di questo progetto è che ci sono state delle persone che mi hanno dato fiducia e assunto - continua il detenuto.
di Luca Gigli
Il Gazzettino, 24 novembre 2024
Un anno ancora, forse qualcosa di meno, e la trasformazione della vecchia casa circondariale di via Verdi si concluderà per diventare il carcere minorile previsto. Struttura che ospiterà i minori che sono ospitati al Santa Bona di Treviso. In questi giorni è stato smontato il ponteggio che ha avvolto per lungo tempo la palazzina che dà appunto su via Verdi, quella dell’ingresso alla struttura carceraria e che ospitava gli uffici, cosa che verosimilmente accadrà ancora. Oltre a ciò è stato rifatto il cancello che confinava con il Palazzo di Giustizia, con pure la costruzione di una piccola palazzina dove probabilmente ci saranno impianti tecnici come le caldaie, considerato il tipo di porte sull’esterno che sono state messe, mentre si sta demolendo il vecchio e per decenni non più usato cancello dopo la palazzina uffici, confinante con edifici privati.
di Davide Imeneo
Avvenire di Calabria, 24 novembre 2024
Il progetto del sacerdote. Con “Chiesa in entrata” voglio offrire la possibilità ai parroci e alle associazioni laicali di conoscere da vicino la realtà detentiva. Luoghi cari alla missione della Chiesa. Dentro le mura dei penitenziari reggini: Arghillà e San Pietro. Un viaggio speciale tra dolore, pentimento, ma anche tanta voglia di cambiare davvero. Padre Carlo Cuccomarino, il cappellano delle carceri: “Ecco come il Vangelo può trasformare questi posti di vera sofferenza in spazi di crescita”.
di Francesca Di Palma
ilcittadino.ge.it, 24 novembre 2024
Nei giorni scorsi è stato a Genova don Claudio Burgio, Cappellano del Carcere minorile Beccaria e fondatore della Comunità Kayros, che a Vimodrone accoglie minorenni e giovani maggiorenni coinvolti in procedimenti penali. Don Claudio è stato invitato nella nostra città da Emanuel della Libreria San Paolo, che lo ha contattato attraverso il social network Instagram e lo ha invitato a presentare i suoi due libri “Non esistono ragazzi cattivi” e “Il mondo visto da qui”, appena uscito a cura dell’editore Piemme.
di Sara Sonnessa
torinocronaca.it, 24 novembre 2024
“Sapete cosa non dice nessuno? Che le donne che intraprendono un determinato stile di vita spesso sono vittime. Sono abituate a una cultura di violenza”. All’ingresso del carcere, ben visibile da lontano, una panchina rossa, una distesa di scarpe rosse e un totem con una frase che non lascia indifferenti: “Nessuno sa il silenzio quanto rumore fa”. Sono questi i simboli di una giornata che non vuole essere solo un atto di ricordo, ma un grido di speranza, di denuncia e di cambiamento.
di Mauro Gentile
La Voce e il Tempo, 24 novembre 2024
Opera Barolo: ciclo di incontri sui temi della detenzione. Esistono un “mondo fuori” e un “mondo dentro”. Il primo è quello dove la stragrande parte delle persone trascorre la propria giornata tra lavoro, scuola, momenti di svago e mille altre attività di vita quotidiana. Il secondo, quello “dentro”, è chiuso dietro le sbarre, spesso in edifici di cemento ai margini delle periferie urbane: è quel microcosmo le persone che hanno commesso reati, e per questo sono state giudicate, punite e recluse per mesi o anni. Due mondi, da una parte quello “fuori”, ogni giorno sotto gli occhi di tutti e che in modo più o meno corretto, può essere raccontato.
di Mauro Maffezzoni
cremonaoggi.it, 24 novembre 2024
Nell’ambito del “Festival dei diritti”, è andata in scena la performance “Freed un time. Tempo liberato. Dalla Casa Circondariale di Cremona alla comunità”. Un appuntamento che ha permesso di incontrare e incontrarsi. A partire dal mondo della scuola fino a giungere agli spazi interni alla Casa Circondariale di Cremona, dove alcuni ragazzi hanno parlato mettendosi a nudo, per far sentire la loro voce, per far vedere con i loro occhi e conoscere il mondo a modo loro.
di Antonia Fama
collettiva.it, 24 novembre 2024
In sala il documentario di Gianfranco Pannone, che segue il regista Armando Punzo nel suo lavoro all’interno del carcere di Volterra con i detenuti-attori. A Volterra un altro carcere è possibile. A Volterra, anche dietro le sbarre, puoi intravedere il cielo. Qui è nata, ormai diversi anni fa, la Compagnia della Fortezza, sotto la guida di Armando Punzo. Si trova nell’istituto di detenzione collocato all’interno della Fortezza Medicea, dove il regista allestisce i suoi spettacoli.
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