di Eleonora Camilli
La Stampa, 4 agosto 2024
“Se si investe solo in sicurezza e poco o niente in educazione, sport e socialità non stupiamoci se il carcere esplode”. Mario Tagliani, docente in pensione, al Ferrante Aporti ci ha passato gran parte della sua vita, raccontando l’esperienza anche in un libro. Per trent’anni è stato il “maestro dentro” insegnando ai ragazzi reclusi non solo la grammatica ma anche come ricostruirsi una vita. “Educare non basta bisogna accompagnare la crescita. Ma oggi si installano solo telecamere mentre gli insegnanti non sono più visti di buon occhio”.
di Marina Lomunno
La Voce e il Tempo, 4 agosto 2024
All’indomani della sommossa all’Istituto penale minorile di corso Unione Sovietica, il francescano Giuseppe Giunti, volontario con i collaboratori di giustizia, riflette sulle motivazioni del malessere che serpeggia nelle carceri italiane e che coinvolge anche i giovani reclusi. Proprio mentre il Governo ha approvato il nuovo Decreto legge sulle carceri, non si placano le proteste dei detenuti nei penitenziari della Penisola, segno di un malessere che da settimane sfocia in sommosse nelle carceri, da Torino alla Sicilia. Due sere fa disordini anche l’Istituto penale minorile (Ipm) torinese “Ferrante Aporti”, dove i ristretti hanno incendiato celle e uffici amministrativi, manomesso i sistemi di sorveglianza, aggredito gli agenti.
Belluno. Rivolta in carcere, l’appello del sindacato della penitenziaria: “La direzione ci incontri”
di Federica Fant
Il Gazzettino, 4 agosto 2024
È stata una protesta, sfociata nelle fiamme appiccate a suppellettili e altro ad innescare l’allarme giovedì sera nella casa circondariale di Baldenich. In pochi minuti erano arrivate sul posto 4 pattuglie dalla Polizia di Stato, i vigili del fuoco e l’ambulanza. Un’emergenza che poteva avere conseguenze gravissime, per far fronte alla quale è stato necessario anche richiamare anche personale della polizia penitenziaria non in servizio. L’incendio è stato subito bloccato sul nascere, anche grazie ai letti ignifughi: il detenuto che ha respirato i fumi è finito all’ospedale e la cella è inagibile. Ma è un bilancio molto più lieve di quanto sarebbe potuto accadere.
di Antonio Giordano
livesicilia.it, 4 agosto 2024
Incendi, tensioni, aggressioni al personale. All’estate nera delle carceri italiane, in cui continuano gli allarmi per le condizioni di vita, si unisce anche l’Istituto penale minorile di Catania Bicocca, in cui da giorni i sindacati di Polizia penitenziaria denunciano aggressioni e un clima di tensione crescente. Se però proprio i sindacati di Polizia penitenziaria come il Sappe chiedono che siano garantiti ordine e disciplina nell’Ipm Bicocca, sostenendo che senza di essi “i tanto decantati progetti rieducativi sono fallimentari”, per il presidente dell’associazione Antigone Sicilia il problema delle tensioni nel carcere minorile si risolve “ragionando sul processo generale del recupero e non sulla detenzione”.
di Pietro Mecarozzi
La Nazione, 4 agosto 2024
Il Dipartimento ha avviato un procedimento disciplinare per le condizioni del penitenziario. Contestato anche “il contegno scorretto verso i superiori, i colleghi, i dipendenti e il pubblico”. Dopo le sanzioni e l’apertura di un fascicolo in procura, per la direttrice di Sollicciano, Antonella Tuoni, arriva anche un procedimento disciplinare. Nel documento firmato dal direttore generale del personale e delle risorse del Dap (Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria), Massimo Parisi, viene contestato a Tuoni la “grave negligenza in servizio” e il “contegno scorretto verso i superiori, i colleghi, i dipendenti e il pubblico”.
anteprima24.it, 4 agosto 2024
“Le condizioni dei detenuti sono disumane”. Questo la denuncia all’uscita dal carcere di Poggioreale del tesoriere di Radicali Italiani, Filippo Blengino, recatosi in visita nel penitenziario napoletano assieme a Bruno Gambardella, vicepresidente dell’assemblea di +Europa, Alfonso Maria Gallo e Rosario Marinello della direzione di +Europa, e Domenico Spena del comitato nazionale di Radicali Italiani. “Abbiamo visto nove detenuti nella stessa cella - spiega - con i servizi igienici accanto alla cucina, e muffa alle pareti.
di don Emanuele Tramacere
portalecce.it, 4 agosto 2024
Lo scorso 25 luglio nel carcere di Borgo San Nicola a Lecce un incendio si è sviluppato nei laboratori sartoriali dove si producono i manufatti artigianali del marchio Made in carcere. Tanta paura e fortunatamente nessun ferito per il rogo, divampato nel deposito probabilmente a causa di un corto circuito, che però ha seriamente danneggiato la merce realizzata dalle detenute e compromesso alcuni macchinari. A distanza di alcuni giorni dal triste evento fa giungere la sua voce Luciana Delle Donne fondatrice nel 2007 di “Officina creativa”, una cooperativa sociale non a scopo di lucro, con i brand sociali: ‘Made in carcere. 2nd chance’ e ‘Sartorie sociali di periferia’.
di Claudia Benassai
Gazzetta del Sud, 4 agosto 2024
26 anni, è finito sulla cattiva strada e dopo una condanna ha un obiettivo. “Mi piacerebbe diventare un educatore in un istituto penitenziario minorile e poter combattere per le pari opportunità. Quelle che ragazzi come me non hanno avuto”. Siamo al Cep nella periferia di Messina, una zona tristemente nota per la sua elevata criminalità e per il riscatto che grida spesso silenziosamente il quartiere. Qui è cresciuto il ventiseienne Mimì, nome di fantasia, un giovane che sta voltando pagina.
di Glauco Giostra
Avvenire, 4 agosto 2024
Una parodia - ma non troppo - dell’attuale dibattito politico-giudiziario. Quando arrivo trovo una calca incredibile di persone sgomitanti che cercano di entrare in una porticina posteriore del grande palazzo. Chi urla, chi spinge, chi inveisce, chi strattona, chi si arrampica. Un passante chiede cosa stia succedendo. Grida per farsi sentire. Nessuno lo ascolta. Finalmente uno gli strilla che quella porticina dà direttamente sul palcoscenico del Teatro del Consenso. In più parti, nel frattempo, la ressa sta degenerando in rissa. Accasciato a terra, dopo una perdente colluttazione con l’Indicativo sta il Condizionale; poco più in là l’Interrogativo viene medicato, esangue, per i tagli inferti dall’acuminato Esclamativo. Le Maiuscole si fanno largo in modo stentoreo e intimidatorio; le Minuscole restano in disparte, intimorite e mute. Sul marciapiede giace il Discorso, frantumato in tanti tweet.
di Alessandro Bergonzoni
La Repubblica, 4 agosto 2024
Chi si ricorderà dei tanti, troppi morti nelle nostre carceri? In Stato di abbandono? Parchi quartieri case monumenti? É tanto il patrimonio che tra il Fai e l’Unesco si proverà a salvare con l’aiuto delle Regioni e della ragione, tra i beni culturali e la salvaguardia che enti e privati cittadini metteranno in pratica nel Bel Paese, con finanziamenti che vanno dalle due Torri di Bologna fino a borghi sperduti che diventeranno patrimonio dell’umanità (ma quale? Non borgo, ma umanità?).
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