di Gian Carlo Caselli
La Stampa, 23 dicembre 2024
Mai dire mai! Una formula che non condivido se riferita alla mutazione delle idee su questioni rilevanti. A comportarsi come banderuole, sono gli uomini incoerenti e inaffidabili (quelli non verticali, direbbero gli spagnoli). Oggi però faccio un’eccezione (eccoci: mai dire mai…) a riguardo di Matteo Salvini, perché sento di doverlo ringraziare per quel che ha detto a Palermo dopo l’assoluzione piena nel processo Open Arms. Lo so bene. Più d’uno mi chiederà subito: ma non eri tu quello che non accettava che un politico accusato di un qualche reato si difendesse non “nel” ma “dal” processo? Per esempio organizzando, nel caso di sentenza sfavorevole, manifestazioni di piazza dei propri sostenitori? Non eri tu che consideravi questo tipo di comportamenti ai limiti della intimidazione?
di Giulia Merlo
Il Domani, 23 dicembre 2024
Mentre il ministero della Giustizia pensa alla riforma dell’ordinamento giudiziario, le strutture digitali arrancano. Nel 2025 doveva partire il processo penale via APP, ma non è ancora a regime e si procede col “doppio binario”. La separazione delle carriere tra giudici e pm è il tema che più ha impegnato il ministero della Giustizia e che sta tenendo banco da mesi in parlamento, dove ora è approdata in aula alla Camera con un testo di riforma costituzionale. In realtà, però, la vera questione che ha impegnato - e complicato - la giustizia nel lavoro quotidiano di tutti i suoi operatori, negli ultimi anni, è il processo telematico.
di Andrea Rossini
ansa.it, 23 dicembre 2024
L’inchiesta aperta dopo un esposto del Garante dei detenuti. Pure senza ipotesi di reato, la procura condanna lo scaricabarile di responsabilità. Le carenze e i disservizi in ambito sanitario all’interno del carcere esistono, ma sono dovute alla mancanza di risorse e alla disorganizzazione e non a comportamenti dolosi rivolti a danneggiare i detenuti. Sono le conclusioni dell’inchiesta della procura di Perugia aperta cinque mesi fa dopo l’esposto del Garante dei detenuti Giuseppe Caforio. Il procuratore capo Raffaele Cantone nel chiedere l’archiviazione al giudice perché non si configurano ipotesi di reato, neanche riguardo all’eventuale ipotesi di omissione di atti d’ufficio, “condanna” la logica dello scaricabarile tra la direzione del penitenziario di Capanne e l’azienda sanitaria locale.
Il Gazzettino, 23 dicembre 2024
Dalla Cattedrale in centro storico al carcere di via Spalato, la marcia non violenta per i diritti e la dignità di chi vive dietro le sbarre ha radunato centinaia di persone. Il garante dei detenuti Andrea Sandra parla senza mezzi termini di “un successone. 300 persone circa per tutto il corteo”. Dopo l’apertura del vescovo Riccardo Lamba, davanti alla casa circondariale di via Spalato sono intervenuti Roberta Casco per l’associazione Icaro, Franco Corleone (ex garante) per “La società della ragione”, la parlamentare dem Debora Serracchiani e l’assessora comunale Arianna Facchini. Il coro popolare della Resistenza ha chiuso con Bella ciao. “Abbiamo consegnato al carcere le rose (circa 200) e la luce di Betlemme che è stata portata dagli scout”.
cremonaoggi.it, 23 dicembre 2024
Il 24 dicembre dalle 10, una delegazione dell’Associazione Radicale “Fabiano Antoniani” entrerà in visita ispettiva al carcere di Cremona, insieme all’Assessora al Welfare di Cremona Marina della Giovanna, al presidente del Consiglio comunale di Cremona Luciano Pizzetti, ai consiglieri comunali Alessandro Portesani, Eleonora Sessa e Vittoria Loffi, oltre che al sindaco di Capralba, Damiano Cattaneo e al vice sindaco di Casaletto Vaprio, Edoardo Vola.
di Nicolò Fagone La Zita
Corriere Torino, 23 dicembre 2024
Il progetto di Verbania coinvolge dai 4 agli 8 detenuti, che escono per lavorare nel laboratorio. Farina, lievito, acqua e tanta voglia di riscatto. Sono gli ingredienti utilizzati da alcuni detenuti del carcere di Verbania che, durante tutto l’anno, si recano in un piccolo laboratorio a poche centinaia di metri dalla struttura per creare cookies, baci di dama e panettoni artigianali. Un luogo che si è trasformato nella cucina della Banda Biscotti, un progetto che mescola sapientemente lavoro nelle carceri, inclusione, prodotti biologici, mercati solidali e reinserimento sociale.
ilgiornalepopolare.it, 23 dicembre 2024
Al 2023 sono 26mila 84 le applicazioni della misura alternativa alla detenzione a livello nazionale, delle quali 5mila 51 in Toscana. Messa alla prova e lavori di pubblica utilità come strumenti di costruzione di un’alternativa alla detenzione. Di questo si è parlato nel convegno ‘Giustizia nella Comunità. Il ruolo della società civile e della comunità nella costruzione di una alternativa alla detenzione”, organizzato dal Garante della Toscana Giuseppe Fanfani nell’Auditorium di palazzo del Pegaso a Firenze.
di Elisabetta Andreis
Corriere della Sera, 23 dicembre 2024
Duecento le richieste, 742 i testi donati. Un campione del basket anonimo ha donato 400 euro per comprare libri. Il prossimo obiettivo di Renato Mele, 82 anni: far leggere i ragazzi del Beccaria, “dove ancora non sono riuscito a creare una biblioteca come dico io”. Renato Mele, 82 anni, libraio in pensione e fin dentro l’anima, si è dedicato ad una operazione colossale: ha raccolto i desideri di Natale di duecento detenuti e li ha messi nero su bianco. Poi ha portato quella lista di titoli lunga venti pagine a tre librerie da una parte all’altra della città e diffuso quanto più ha potuto la voce presso amici e conoscenti: “Comprateli, io poi li recapiterò al carcere di Bollate”, diceva a tutti.
di Francesca Amé
vanityfair.it, 23 dicembre 2024
“Io contengo moltitudini” è l’installazione di Marinella Senatore, svelata il 26 dicembre, dopo l’apertura della seconda Porta Santa nel carcere. È un Natale particolarmente speciale, questo. Papa Francesco la notte della Vigilia dà avvio al Giubileo 2025 con l’apertura della Porta Santa a San Pietro e poi apre un’altra porta speciale. Quella di un carcere. Sì, con i gesti fortemente simbolici che lo caratterizzano da sempre, Francesco il 26 dicembre ha scelto come Seconda Porta Santa da aprire per il Giubileo dedicato ai “pellegrini di speranza” quella del carcere romano di Rebibbia. Un simbolismo perfetto, necessario, un gesto forte per restituire la speranza a chi vive recluso, a chi spesso è dimenticato, in un momento molto difficile per le condizioni generali delle nostre case di reclusione. Un modo per spalancare porte di luoghi che ci fa comodo tenere sprangati. Quello stesso giorno, il Papa non è solo. È svelata nel cortile del carcere, visibile ai detenuti e a tutte le loro famiglie, anche un po’ di bellezza. È merito di Marinella Senatore, artista che nella sua pratica da sempre mette al centro le persone e la vita.
di Christian Cabello
interris.it, 23 dicembre 2024
Il valore della prossimità e della formazione nei confronti dei detenuti spiegata a Interris.it in occasione dell’imminente apertura della Porta Santa dal dott. Andrea Donegà, direttore delle sedi Enaip di Lecco, Monticello Brianza e Morbegno, e fautore del progetto “Uno sguardo da dentro”. Nel giorno di Santo Stefano, Papa Francesco aprirà la Porta Santa nel carcere romano di Rebibbia, dando inizio a un evento unico nella storia. Interris.it, in merito al significato simbolico di questo momento e al valore dell’inclusione dei detenuti, ha intervistato il dott. Andrea Donegà, direttore dei presidi scolastici Enaip di Morbegno e Lecco, tra i fautori del progetto “Uno sguardo dentro”.
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