di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 23 agosto 2024
Un protocollo tra carcere di Sollicciano, Comune e Asl per offrire continuità assistenziale ai detenuti la cui condizione di salute è incompatibile con la reclusione. Non si parla di numeri insignificanti, ma di diversi detenuti che, a causa delle loro condizioni fisiche o mentali, dovrebbero scontare la pena lontano dalle sbarre ma che non possono farlo a causa della mancanza di posti idonei. Grazie a questo protocollo sarà possibile effettuare il trasferimento di alcuni reclusi in strutture socio-sanitarie esistenti. Ad annunciare questo nuovo progetto l’assessore alle politiche sociali Nicola Paulesu, ieri in visita al carcere di Sollicciano con il presidente delle Camere Penali Luca Maggiora, il garante comunale dei detenuti Eros Cruccolini, il sindaco di Bagno a Ripoli Francesco Pignotti e al capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale Alberto Locchi.
di Andrea Zanello
La Stampa, 23 agosto 2024
Il dottor Cancelliere è uno dei due specialisti dell’Asl in servizio nel carcere di Billiemme: incontra in media 20 pazienti al giorno. “La psichiatria in carcere è diversa da quella fuori. Quando varchi la soglia di ingresso cambia qualcosa, è inevitabile”. Il dottor Francesco Cancelliere è uno dei due psichiatri dell’Asl Vercelli che lavora all’interno del carcere di Biliemme. I Radicali, che hanno visitato sabato il carcere con una delegazione guidata da Filippo Blengino, hanno diffuso dati che raccontano come a Vercelli 60 detenuti siano tossicodipendenti, 14 sottoposti a terapia metadonica. I dipendenti da alcol sono 2. I pazienti psichiatrici sono 100, 30 detenuti a settimana sono attenzionati per rischio suicidio e su 264 carcerati 168 sono sottoposti a farmacologia per disturbo psichiatrico.
di Christian Donelli
parmatoday.it, 23 agosto 2024
La denuncia della Camera Penale: “Una circolare del Dap ha reso difficoltoso possedere detersivo e sapone efficaci e sufficienti per le pulizie e la propria igiene personale”. La Camera Penale di Parma ha visitato il carcere di via Burla il 19 agosto nell’ambito dell’iniziativa ‘Ristretti in agosto’, promossa dall’Osservatorio Carcere dell’Unione Camere Penali Italiane. Dopo il suicidio di Atef, il ragazzo di 36 anni tunisino che si sarebbe impiccato nella sua cella nella serata di Ferragosto - è il terzo dall’inizio dell’anno nel carcere di via Burla - l’attenzione è ritornata sulle condizioni di detenzione. I familiari, intanto, hanno chiesto l’autopsia e gli esami tossicologici sul corpo del 36enne.
di Pietro Mecarozzi
La Nazione, 23 agosto 2024
Il presidente della Camera penale, Maggiora: “La detenzione non cura”. Oggi sopralluogo degli avvocati con il garante al penitenziario. Non sarà da sola la giovane fiorentina incinta detenuta da sabato scorso nel carcere di Sollicciano. Non sarà da sola perché a farle ‘compagnia’, in una sorta di reparto ostetricia dietro le sbarre, troverà una ragazza di origini bulgare al sesto mese di gravidanza. Entrata a fine luglio, la 38enne ha alle spalle un ‘curriculum’ costellato di furti, rapine e reati di vario genere. Un cumulo di pene che gli è valsa un pass per Sollicciano, nonostante i mesi di gravidanza fossero già cinque.
di Orlando Mastrillo
varesenews.it, 23 agosto 2024
Una delegazione della Camera Penale ha effettuato una visita approfondita della casa circondariale di via per Cassano riscontrando un miglioramento sia a livello strutturale che nell’area trattamentale. Sono entrati alle 9,30 e sono usciti alle 15,30. È stata una visita particolarmente approfondita di tutte le sezioni dell’istituto, dalle celle alle varie zone dedicate alle attività fino agli spazi esterni, quella effettuata questa mattina (giovedì) da una delegazione della Camera Penale di Busto Arsizio all’interno della casa circondariale di via per Cassano. Il giudizio complessivo degli avvocati, capitanati dal presidente Samuele Genoni, è positivo rispetto ad un anno fa anche se la struttura sconta problemi non risolvibili direttamente dalla direzione come il sovraffollamento e il problema delle sezioni chiuse. Le migliorie dal punto di vista strutturale consistono nell’imbiancatura della maggior parte delle sezioni e nell’installazione di ventilatori in tutte le celle che hanno migliorato le condizioni di vita nelle celle.
maremmaoggi.net, 23 agosto 2024
Il professor Giovanni Maria Flick, già ministro della Giustizia e presidente emerito della Corte Costituzionale, da sempre sostiene l’importanza e il valore della cultura in ambito penitenziario e mercoledì 21 agosto ha incontrato gli studenti “ristretti” del corso Biblioteche innovative in carcere nella casa circondariale di Grosseto, insieme alla presidente del Cesp (Centro studi per la scuola pubblica) Anna Grazia Stammati, per entrare nel merito del progetto.
di Mario Girau
Avvenire, 23 agosto 2024
Nella Casa circondariale sarda il cappellano don Iriti ha creato un gruppo di lavoro nel 2021. Tra i tanti frutti del confronto anche una lettera ai genitori del giovane che uccise Giulia Cecchettin. “Ha partecipato al cammino sinodale svolto all’interno del carcere”. Forse è l’ordinanza di scarcerazione più originale che un magistrato abbia mai scritto per aprire le porte della casa circondariale di Cagliari Uta “Ettore Scalas” a un detenuto giunto al termine della reclusione. Potrebbe essere anche il documento pastorale più singolare tra quelli che finiranno agli atti del cammino sinodale della Chiesa italiana. “Sicuramente - dice don Gabriele Iriti, da cinque anni cappellano dell’istituto di pena cagliaritano - è il riconoscimento ufficiale del ruolo educativo svolto dalla Chiesa all’interno del sistema carcerario, che si è aggiunto alle altre voci positive messe insieme nel dispositivo giudiziario per rimettere in libertà una persona”.
di Mauro Bazzucchi
Il Manifesto, 23 agosto 2024
Il segretario azzurro difende la legge sulla cittadinanza al Meeting di Rimini. Il leader leghista tira in ballo Berlusconi: “Era contrario”. E i forzisti s’infuriano. Un video postato sui canali social dalla Lega, proprio mentre Antonio Tajani parlava sul palco del meeting di Rimini, ha rinfocolato lo scontro in maggioranza, già abbastanza rovente, sullo ius scholae. Perché il video in questione, rilanciato anche dallo staff di Matteo Salvini nella chat riservata ai giornalisti, riprendeva una partecipazione di qualche anno fa di Silvio Berlusconi alla trasmissione “Che tempo che fa” condotta da Fabio Fazio, nella quale il Cavaliere si schierava nettamente contro l’ipotesi sia dello ius soli che di uno ius scholae concesso dopo la frequenza di un solo ciclo scolastico. Il titolo e la didascalia dal sapore vagamente di sberleffo nei confronti del ministro degli Esteri, messi a corredo del video dai social media manager del Carroccio, poi, hanno fatto il resto: “Noi ius soli e ius scholae”, si legge nel post, “parola del grande Silvio”. “Ascoltate”, prosegue la didascalia, “le parole inequivocabili”. Nel video Berlusconi afferma che “non bastano questi dati di frequentazione di un ciclo scolastico, di sapere l’italiano: occorre che questo ragazzo sia sottoposto a un esame”. La mossa di comunicazione di Salvini è arrivata dopo che da giorni Tajani e il gruppo dirigente di Fi ripetono il mantra secondo cui il Cavaliere fosse contrario allo ius soli, alla concessione cioè della cittadinanza italiana per il solo fatto di nascere sul suolo nazionale, ma favorevole allo ius scholae. La risposta seccata del segretario azzurro, prontamente incalzato dai cronisti a Rimini, non si è fatta attendere: “Non faccio polemiche”, ha affermato, “credo di conoscere bene il pensiero di Berlusconi e non credo che Berlusconi debba essere utilizzato per fare polemiche politiche”. “Io non ho fatto”, ha proseguito, “e non intendo fare polemica politica con nessuno. So quello che diceva Berlusconi e lui si riferiva a un percorso di studi di cinque anni. Noi diciamo che serve un corso di studio completo, quindi la scuola dell’obbligo fino a 16 anni con il raggiungimento del titolo”. “Questa è una linea”, ha detto ancora, “che garantisce molta più integrazione di quella prevista dalla legge attuale che dice che a 18 anni puoi diventare cittadino italiano”. “Preferisco uno che non ha il cognome italiano e che ha i genitori non nati in Italia”, ha concluso, “e che canta l’inno di Mameli a uno che è nato in Italia e ha genitori italiani e che si rifiuta di cantare l’inno di Mameli”.
di Valentina Santarpia
Corriere della Sera, 23 agosto 2024
I dati del ministero: oltre 890 mila studenti senza cittadinanza italiana. L’elaborazione di Tuttoscuola: nel primo anno di applicazione della legge, 310 mila “nuovi italiani” dopo aver completato il primo ciclo di istruzione. Sono 869.336 gli studenti con cittadinanza non italiana che hanno frequentato le scuole statali quest’anno: lo dice l’ultimo report del ministero dell’Istruzione, in base ai dati pubblicati a settembre scorso in vista dell’anno scolastico 2023/24. In gran parte erano nella scuola primaria (oltre 331 mila), ma è stata consistente anche la fetta di alunni nella secondaria di II grado (228.124) e di studenti delle scuole medie (più di 195 mila). Minore la presenza nelle scuole dell’infanzia, poco più di 114 mila bambini. La percentuale più alta di studenti non italiani era in Lombardia, regione da record con 219.275 ragazzi e ragazze senza cittadinanza, seguita da Emilia-Romagna (109.106) e Veneto (92.471). Ai dati dell’ultimo report vanno aggiunti gli studenti (1.336) della Valle d’Aosta e i 19.893 del Trentino-Alto Adige (dati dell’anno precedente), per un totale di 890.565 studenti senza cittadinanza italiana.
di Grazia Zuffa
Il Manifesto, 23 agosto 2024
Il lasso di tempo trascorso dall’attacco alle Olimpiadi alla pugile Imane Khelif permette di meglio cogliere i tanti risvolti e significati della vicenda e di soffermarsi su alcuni di questi. In primo luogo, colpisce l’esposizione politica del governo italiano ai massimi livelli, niente di meno che con le parole della stessa presidente del Consiglio a difesa della pugile italiana Angela Carini, dopo che questa si è sottratta al confronto “impari” con Khelif: così l’aggredita sarebbe Carini, costretta a gareggiare iniquamente con un’atleta “con caratteristiche genetiche maschili”, seguendo “alcune tesi che rischiano di impattare sui diritti delle donne”. Più truce l’immagine rilanciata dalla ministra Santanché, “un algerino prende a pugni una donna italiana”. Anche la ministra Roccella ha lamentato che un’atleta italiana sia stata “vittima di un’ideologia che colpisce lei e con lei tutte le donne”, oscurando il “fatto” che Khelif è “una persona con cromosomi maschili, con corpo e fisicità maschili”.
- “Sulla cannabis light è più autorevole Bugs Bunny di certi politici mistificatori”
- Un “uso moderato” della guerra? I conflitti creano dipendenza
- Medio Oriente. Gli stupri dei detenuti palestinesi. Sondaggio choc: non è un crimine da punire
- Tunisia. Condannata in per le sue idee. Legali in campo per l’avvocata Sonia Dahmani
- Se la politica nega il dramma delle carceri











